Si è conclusa con straordinario entusiasmo l’iniziativa di due giorni promossa da CCR Insieme ETS (Ente iscritto nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore rep. n. 101773, è nata su iniziativa della BCC Busto Garolfo e Buguggiate. Opera a favore degli associati in ambito sanitario, sociale, educativo e ricreativo.), dedicata alla scoperta delle eccellenze artistiche, culturali e paesaggistiche dell’Abruzzo.
Un percorso che ha unito L’Aquila, Capitale Italiana della Cultura 2026, il massiccio del Gran Sasso, l’altopiano di Campo Imperatore, la suggestiva Rocca di Calascio e il complesso benedettino di Bominaco, regalando ai partecipanti un’esperienza intensa e indimenticabile. Primo giorno: L’Aquila, tra arte, storia e rinascita. La prima giornata è stata interamente dedicata alla visita del capoluogo abruzzese, oggi simbolo di rinascita e rigenerazione culturale.
Il gruppo ha potuto ammirare alcuni dei luoghi più rappresentativi della città:
– Fontana delle 99 Cannelle, monumento identitario e affascinante
– Basilica di Santa Maria di Collemaggio, capolavoro del romanico-gotico
– Basilica di San Bernardino, splendido esempio di arte rinascimentale
– Forte Spagnolo – Castello Cinquecentesco, imponente presidio militare
– Piazza Duomo, tornata a essere il cuore pulsante della città
Collemaggio e la storia di Pietro da Morrone
Particolare emozione ha suscitato la visita alla Basilica di Collemaggio, dove i partecipanti hanno potuto approfondire la straordinaria vicenda di Pietro da Morrone, il monaco eremita che proprio qui venne incoronato Papa Celestino V nel 1294.
La sua figura, simbolo di umiltà, spiritualità e libertà interiore, ha affascinato il gruppo, che ha potuto conoscere anche il significato della Perdonanza Celestiniana, oggi Patrimonio UNESCO. I partecipanti hanno espresso grande meraviglia per la bellezza ritrovata del centro storico e per l’atmosfera di rinascita che accompagna la città verso il 2026, anno in cui L’Aquila sarà protagonista della scena culturale italiana.
Secondo giorno: Gran Sasso, Campo Imperatore, Rocca di Calascio e Bominaco
La seconda giornata ha portato il gruppo nel cuore del massiccio del Gran Sasso, tra paesaggi d’alta quota e tradizioni autentiche.
Colazione abruzzese a Campo Imperatore
Sull’altopiano di Campo Imperatore, a oltre 1.800 metri di altitudine, i partecipanti hanno vissuto un momento conviviale unico: una “colazione abruzzese” a base di
– arrosticini cotti alla brace,
– formaggio pecorino del Gran Sasso,
– bruschetta,
– vino Montepulciano d’Abruzzo.
Un’esperienza resa ancora più coinvolgente dal fatto che gli stessi partecipanti hanno cucinato gli arrosticini, condividendo un gesto semplice e profondamente identitario della tradizione pastorale abruzzese.
La magia della Rocca di Calascio
La giornata è proseguita con la visita alla Rocca di Calascio, una delle fortificazioni più alte d’Europa e tra i luoghi più iconici d’Italia. Il panorama mozzafiato e la storia millenaria della Rocca hanno suscitato emozione e stupore, diventando per molti il momento più suggestivo dell’intera iniziativa.
Il pomeriggio a Bominaco
Nel pomeriggio, il gruppo ha raggiunto Bominaco, dove ha potuto visitare il celebre complesso benedettino composto da:
– Oratorio di San Pellegrino, definito “la Cappella Sistina d’Abruzzo” per il suo straordinario ciclo di affreschi medievali
– Chiesa di Santa Maria Assunta, gioiello romanico perfettamente conservato
Un luogo di grande fascino spirituale e artistico, che ha completato la giornata con un’atmosfera di quiete e contemplazione.
Entusiasmo e partecipazione: un Abruzzo che conquista
La presidente del Consiglio d’Amministrazione Maria Carla Ceriotti ha espresso profonda soddisfazione per il successo dell’iniziativa, sottolineando come questi due giorni abbiano permesso ai partecipanti di:
– conoscere da vicino la rinascita culturale dell’Aquila
– vivere esperienze autentiche legate alle tradizioni abruzzesi
– scoprire luoghi di straordinaria bellezza naturale e artistica
– rafforzare il senso di comunità e appartenenza
I commenti raccolti hanno evidenziato entusiasmo, gratitudine e il desiderio di tornare in Abruzzo per approfondire la conoscenza di un territorio che sorprende per autenticità, accoglienza e ricchezza culturale.
Un Abruzzo che emoziona, una città che rinasce
L’iniziativa ha confermato il ruolo centrale de L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 e la capacità dell’Abruzzo di offrire esperienze che uniscono arte, storia, natura e tradizioni.
Un viaggio che ha lasciato un segno profondo nei partecipanti e che rappresenta un modello di valorizzazione culturale e territoriale.
di Fabio Di Bartolomeo
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