Remo Gaspari e il suo Abruzzo. Per conoscere, per capire, per non dimenticare.

Remo Gaspari e il suo Abruzzo. Per conoscere, per capire, per non dimenticare.

Quest’anno, in occasione del centenario della nascita Remo Gaspari (Gissi – 10 luglio 1921) e del decimo anniversario della sua scomparsa (Gissi – 19 luglio 2011), l’Istituto di Cultura Politica “Giuseppe Spataro” intende organizzare degli eventi celebrativi per ricordare un personaggio politico di primaria importanza per la nostra Regione.
Infatti, tra il 24 giugno e il 19 luglio 2021, si predisporranno delle iniziative, curate dalla struttura organizzativa predisposta per l’occasione (segreteria organizzativa, comitato d’onore e comitato promotore), ed in particolare:
– una mostra itinerante su Remo Gaspari e la Dc abruzzese;
– convegni nelle quattro Province, anche con la presentazione delle seguenti pubblicazioni:
– “Remo Gaspari visto da vicino “ di Lucio Achille Gaspari;
– raccolta della Camera dei Deputati degli interventi di Remo Gaspari (il volume verrà presentato anche alla Camera) con l’interessamento dell’On. Camillo D’Alessandro;
– “Remo Gaspari – la politica come servizio” di Licio Di Biase;
– intitolazione a Remo Gaspari di strade, piazze o infrastrutture nei Comuni capoluogo di Provincia con la possibilità di estendere l’iniziativa a tutti i Comuni abruzzesi, primo fra tutti a Gissi (Ch) con il coinvolgimento dell’Amministrazione Comunale
– emissione filatelica o presentazione della bozza filatelica commemorativa il 10 luglio 2021 in occasione del centenario della nascita.
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STRUTTURA ORGANIZZATIVA per gli eventi programmati in occasione del centenario della nascita e del decennale della scomparsa dell’On. Remo Gaspari:

COMITATO D’ONORE:
Lucio Achille Gaspari, Alfonso Quaranta, Gianni Letta, Raffaele Bonanni, Anna Nenna D’Antonio, Luigi Basilico
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA:
Licio Di Biase, Nino Germano e Renzo Gallerati
COMITATO PROMOTORE:
Vittoria D’Incecco, Maurizio Teodoro, Francesco Di Filippo, Mimmo Di Carlo, Diego De Carolis – Enrico Di Giuseppantonio, Maurizio Adezio, Carlo Chiacchiaretta, Mimmo D’Alessio, Filomena Romilio – Pierangelo Guidobaldi, Eugenio Galassi, Paolo Tancredi, Marco Bacchion – Ezio Stati, Franco La Civita

 

REMO GASPARI – Il personaggio

Remo Gaspari è nato a Gissi in provincia di Chieti il 10 luglio 1921 e si è spento nello stesso Paese nativo il 19 luglio di dieci anni fa. Nella Sua lunga carriera è stato Parlamentare ininterrottamente dal 1953 al 1992 e ha ricoperto vari dicasteri:
Sottosegretario alle Poste dal 26 febbraio 1960 al 26 luglio 1960
Sottosegretario alle Poste dal 26 luglio 1960 al 21 febbraio 1962
Sottosegretario all’industria dal 21 febbraio 1962 al 21 giugno 1963
Sottosegretario alle Poste dal 21 giugno 1963 al 4 dicembre 1963
Sottosegretario alle Poste dal 4 dicembre 1963 al 22 luglio 1964
Sottosegretario alle Poste dal 22 luglio 1964 al 23 febbraio 1966
Sottosegretario all’Interno dal 23 febbraio 1966 al 24 giugno 1968
Sottosegretario all’Interno dal 24 giugno 1968 al 12 dicembre 1968
Sottosegretario all’Interno dal 12 dicembre 1968 all’8 agosto 1969
Ministro dei Trasporti dall’8 agosto 1969 al 27 marzo 1970
Ministro della Riforma Burocratica dal 6 agosto 1970 al 17 febbraio 1972
Ministro della Riforma Burocratica dal 17 febbraio al 26 giugno 1972
Ministro della Sanità dal 26 giugno 1972 al 7 luglio 1973
Ministro ai Rapporti col Parlamento dal 4 aprile al 19 ottobre 1980
Ministro delle Poste dal 28 giugno 1981 al 22 agosto 1982
Ministro delle Poste dal 23 agosto al 1° dicembre 1982
Ministro della Funzione Pubblica dal 4 agosto 1983 al 1° agosto 1986
Ministro della Funzione Pubblica dal 1° agosto 1986 al 17 aprile 1987
Ministro della Difesa dal 17 aprile 1987 al 28 luglio 1987
Ministro della Protezione Civile dal 28 luglio 1987 al 12 aprile 1988
Ministro del Mezzogiorno dal 13 aprile 1988 al 22 luglio 1989
Ministro della Funzione Pubblica dal 23 luglio 1989 al 12 aprile 1991
Ministro della Funzione Pubblica dal 13 aprile 1991 al 24 aprile 1992

Nel libro “Remo Gaspari – La politica come servizio” (di Licio Di Biase) viene spiegato dettagliatamente l’impegno e la capacità di Remo Gaspari di mettersi al servizio del territorio. Il figlio di Remo Gaspari, Lucio Achille, nella prefazione a tale libro scriveva:
Quando Licio Di Biase mi ha chiesto di scrivere una prefazione alla sua biografia su Remo Gaspari ho pensato che l’avesse fatto perché di solito un figlio sa tutto del padre. Ma nel caso di Remo Gaspari non è così per me e credo per molti. Io avevo un’idea di mio padre che ritenevo assolutamente esatta e che è cominciata a cambiare e a mettersi compiutamente a fuoco proprio dal giorno della sua morte. I miei primi ricordi risalgono alla primavera del 1948 quando Remo non aveva ancora compiuto 27 anni e sono dovuti a due momenti di paura. Fu quando a Gissi mi venne a prendere con la sua lambretta, quella con cui girava tutti i comuni della provincia di Chieti per fare attività politica, in un prato dove stavo giocando. Il fumo che usciva dallo scappamento mi indusse a credere che la paglia su cui stavo, stesse per prendere fuoco e mi spaventai moltissimo. L’altra paura la ebbi quando mi portò con lui in macchina a Penne dopo le vittoriose elezioni dell’aprile 1948; vi aveva tenuto un memorabile contraddittorio contro uno dei più prestigiosi personaggi del P.C.I., l’on. Umberto Terracini. Per festeggiarlo una folla incredibile fermò la macchina e lo tirò fuori per portarlo in trionfo. Io, credendo che gli volessero fare del male, fui terrorizzato. Questi due episodi fissano nella mia memoria la figura di un ragazzo magro, atletico, scattante, determinato. C’è poi l’immagine dei festeggiamenti per i suoi novanta anni. Fisico piegato dall’età ma voce stentorea, mente lucidissima, animo determinato. Confrontando in quel momento la sua persona all’immagine dei miei primi ricordi mi dissi che anche se sembra ingiusto il tempo vola e non si può fermare. Il segno di tutti noi rimane nel ricordo di chi ci ha conosciuto e voluto bene,
quello dei grandi personaggi è chiarito e rafforzato dallo studio degli storici così come Licio Di Biase fa con la sua interessante biografia. Questo libro racconta in modo preciso e puntuale tutta la vita di Remo Gaspari, dalla giovinezza sino agli ultimi giorni, ma ha il pregio di approfondire il personaggio dal punto di vista umano e politico e credo che questo sia l’aspetto più importante di questo libro che dovrebbe essere letto non solo da tutti gli abruzzesi, ma da tutti coloro che sono appassionati alla storia, o da coloro che si dedicano all’esercizio della politica, perché ne potrebbero trarre utili spunti per la loro presente attività. Si dice che le cose si apprezzano sino in fondo quando ci vengono a mancare; questo è accaduto davvero ed immediatamente alla morte di Remo Gaspari. La commemorazione ufficiale del 21 luglio alla Camera dei Deputati e la messa di suffragio una settimana dopo presso la Cappella della Camera, così come le manifestazioni di affetto e di dolore di tantissimi cittadini nella Camera Ardente presso la sede della Provincia di Chieti e durante le esequie il giorno seguente nella Cattedrale di San Giustino, mi hanno rivelato sino in fondo quale fosse la considerazione dei suoi Colleghi per la sua azione politica e come fosse profondo l’affetto reciproco che lo legava ai suoi concittadini. Indagare e spiegare una personalità complessa come quella di Remo Gaspari, collocare la sua azione politica nel contesto storico e culturale della nascita e dell’affermazione della nostra Repubblica sono i pregi fondamentali di questo libro che anche attraverso l’aneddoto e la nota di colore cerca sempre di penetrare nel profondo dei sentimenti e delle ragioni. Dopo aver letto questa biografia ho la sensazione di conoscere meglio Remo Gaspari; sono convinto che questa sarà l’opinione anche di altri numerosi lettori.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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Un commento

  1. Giustino De Ritis

    Conobbi Remo Gaspari a Gissi la prima domenica del mese di Marzo del 1960 in occasione della festa in Suo onore per il primo incarico di Sottosegretario di Stato alle Poste e Telecomunicazioni nella sede, allora, in viale Aventino. L’ho accompagnato in tutta la sua vita politica. Il regalo più grande ricevuto è stato la partecipazione al matrimonio di mio figlio Domenico nel 2008. Sempre disponibile alla risoluzione dei problemi della gente. Con grande orgoglio e con mille peripezie sono riuscito a raggiungere Chieti per assistere ai suoi funerali nella cattedrale di San Giustino e poi a Gissi.

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