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Istat, cala export extra Ue 2016

Nel complesso del 2016, le esportazioni verso i paesi extra Ue perdono l'1,2% e le importazioni si contraggono del 5,8% rispetto al 2015. Lo comunica l'Istat spiegando che, al netto dell'energia, l'export consegue un "lieve aumento" (+0,2%) mentre il calo delle importazioni si riduce al -0,7%. Nel 2016 il surplus della bilancia commerciale con l'area extra-europea sale a 39,9 miliardi di euro, dai 33,2 miliardi del 2015. Al netto dell'energia l'avanzo raggiunge i 65,6 miliardi, rispetto a 64,4 miliardi nel 2015.

Nel 2016, l'andamento delle esportazioni e' "il risultato di dinamiche divergenti rispetto ai principali mercati di sbocco", spiega l'Istat. Giappone (+9,6%), Cina (+6,4%), Stati Uniti (+2,6%) e paesi Asean (+2,3%) forniscono un impulso positivo alla crescita delle vendite sui mercati esteri. Al contrario, la marcata flessione dell'export verso i paesi Mercosur (-13,3%) e i paesi Opec (-7,3%) sottrae alla variazione complessiva annua dell'export 1,3 punti percentuali. In generale, la flessione dell'export e' diffusa a quasi tutti i comparti ed e' particolarmente sostenuta per l'energia (-30,2%) e i beni di consumo durevoli (-4,3%). Soltanto le vendite di beni di consumo non durevoli (+4,4%) conseguono un risultato positivo. Anche sul fronte dell'import il calo e' determinato in larga parte dall'energia (-20,3%). Al netto di questa componente, l'istituto di statistica rileva una contrazione meno marcata (-0,7%) estesa a tutto il comparto non energetico a eccezione dei beni strumentali (+5,4%) che aumentano.

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