L’Abruzzo si colloca ai vertici nazionali per quota di laureati nella fascia di età 25-49 anni. Secondo un’analisi della Fondazione Openpolis su dati Istat, il 30,8% dei residenti in questa fascia possiede un titolo universitario, valore che pone la regione al terzo posto in Italia, dopo Lazio (32,6%) e Molise (31,6%), e davanti a regioni come Lombardia ed Emilia-Romagna. Il dato è superiore a quello di molte aree del Mezzogiorno, dove le percentuali restano sotto il 25%.
A livello provinciale emergono soprattutto i territori sede di poli universitari: Pescara registra il 41,7% di laureati tra i 25 e i 49 anni, seguita da L’Aquila con il 41,2%, Teramo con il 38% e Chieti con il 37,8%. L’analisi comunale evidenzia percentuali elevate anche in piccoli centri, come Roio del Sangro (50%), San Giovanni Lipioni (47,6%), Carapelle Calvisio (45,5%), Castel di Ieri (44,7%) e Villa Santa Lucia degli Abruzzi (44,4%). Tra i comuni più popolosi spicca Roseto degli Abruzzi, con il 40%.
Nonostante questi dati, il report segnala come anche dall’Abruzzo una parte rilevante della popolazione più istruita scelga di trasferirsi altrove. Il fenomeno si inserisce in un contesto nazionale che nel 2024 ha fatto registrare oltre 155.000 espatri, con una ripresa della mobilità in uscita dopo il rallentamento legato alla pandemia. Le analisi citate evidenziano che la fuga riguarda in misura significativa i giovani e i laureati, incidendo in modo particolare anche sulle regioni con livelli di istruzione più elevati.
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