di Francesco Piccinino Camboni
Immaginate un territorio che si vede presentare richieste per installare pale eoliche e pannelli fotovoltaici per una potenza quasi dieci volte superiore a quella che le serve davvero. È quello che, da qualche anno ormai, sta accadendo in Sardegna, diventata l’obiettivo principale di una vera e propria “corsa all’oro” da parte di grandi colossi dell’energia pulita. Da un lato c’è lo Stato che, per rispettare i vincoli europei, spinge per accelerare i cantieri. Dall’altro la Regione, che ha approvato una legge-scudo per bloccare i progetti e mappare le aree dove è vietato costruire, nel tentativo di difendere il suo paesaggio.
I due binari della Consulta: regole e merito
Per comprendere la portata degli eventi, è necessario scindere due percorsi paralleli ma profondamente intrecciati. Il 25 maggio 2026, la Corte Costituzionale ha pubblicato l’atteso verdetto sul conflitto di attribuzione sollevato dalla Regione Sardegna contro il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). L’oggetto del contendere erano alcuni decreti ministeriali con cui Roma aveva dato il via libera a macro-impianti agrivoltaici nell’isola, scavalcando e ignorando deliberatamente i divieti posti dalla normativa sarda.
La decisione, spiegata nel Comunicato Stampa della Corte (1*), ha stabilito un principio democratico fondamentale: un Ministero non può autoproclamarsi giudice e “disapplicare” una legge regionale in vigore, anche se la ritiene in contrasto con gli obiettivi nazionali. Finché una norma non viene dichiarata incostituzionale dalla Consulta, lo Stato è obbligato a rispettarla. Come sottolineato in una nota sul portale della Regione Sardegna (2*), si tratta di un importante scudo alle prerogative dell’isola.
Questo verdetto di metodo, tuttavia, non chiude la partita sul merito, rimasta appesa all’udienza del 5 maggio 2026. In quella sede, i giudici si sono riuniti per esaminare i ricorsi dello Stato, che chiede invece la cancellazione definitiva della normativa sarda sulle limitazioni ai pannelli solari e alle pale eoliche (i cui dettagli sono consultabili nella scheda d’ordinanza sul sito della Consulta). Questa seconda decisione stabilirà se l’Isola abbia o meno il diritto di porre “veti” alle mappe dei grandi impianti.
Il peso di Bruxelles
Al cuore di questo scontro c’è il vincolo europeo. L’Unione Europea ha imposto scadenze e target rigidissimi per l’abbattimento delle emissioni inquinanti entro il 2030 e il 2050. Lo Stato italiano, firmatario di questi accordi, rischia pesanti sanzioni economiche e procedure di infrazione se non accelera l’installazione di impianti a Fonti Energetiche Rinnovabili (FER).
Qui sorge il nodo politico: l’Europa impone i fini, ma i mezzi rischiano di ricadere in modo asimmetrico sui territori. Per rispettare le quote nazionali, lo Stato rischia di far passare i vincoli paesaggistici locali come lacci burocratici da recidere in nome dell’emergenza climatica. La Sardegna, per ragioni geografiche e climatiche, è diventata l’obiettivo primario di investimenti massicci, alimentando il timore di una saturazione del suolo dell’isola e di una speculazione selvaggia.
Il ruolo di arbitro tra autonomia e doveri nazionali
In questo scenario frammentato, la Corte Costituzionale si trova a svolgere un delicatissimo ruolo. Non è la prima volta che si affronta questo confine. Già con la Sentenza n. 184/2025 (3*), la Corte aveva in parte frenato le rigidità della Regione, ricordando che la qualifica di “area non idonea” (a costruire impianti FER) non può tradursi in un divieto automatico e insormontabile, ma deve al massimo comportare un’istruttoria più severa a tutela del paesaggio.
Il ruolo dei giudici costituzionali è perciò duplice: da un lato devono garantire che il Governo non abusi del proprio potere calpestando l’Autonomia speciale della Sardegna (come sancito il 25 maggio); dall’altro devono vigilare affinché le leggi regionali non isolino i territori dai doveri di solidarietà nazionale ed europea nella lotta al cambiamento climatico.
Fonti:
1 – Ufficio Stampa della Corte Costituzionale: https://www.cortecostituzionale.it/uploads/release/6a1452dd479e1.pdf
2 – Regione Autonoma della Sardegna, Comunicato Stampa Assessore Spanedda: https://www.regione.sardegna.it/notizie/rinnovabili-pronunciamento-della-corte-costituzionale-l-assessore-spanedda
3 – Sentenza 184/2025 Corte Costituzionale: https://www.cortecostituzionale.it/stampa-pdf-pronuncia/2025/184
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