Nei primi cinque mesi del 2026 in Abruzzo sono state registrate tre vittime in occasione di lavoro, con esclusione degli incidenti avvenuti durante il tragitto tra casa e luogo di lavoro. Due casi riguardano la provincia dell’Aquila e uno quella di Teramo, mentre non risultano decessi nelle province di Chieti e Pescara. Nel complesso, l’Abruzzo è inserito nella zona bianca, riservata alle regioni con un’incidenza inferiore al 75% della media nazionale. I dati sono dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega.
La provincia dell’Aquila occupa il ventesimo posto nazionale per incidenza, con 16,6 morti ogni milione di occupati, a fronte di due casi e 120.776 lavoratori. Il dato supera del 25% la media italiana, pari a 11,2 decessi ogni milione di occupati, e colloca il territorio provinciale nella fascia rossa.
Teramo è al 52° posto, con un caso, 118.631 occupati e un’incidenza di 8,4 vittime ogni milione di lavoratori. Chieti e Pescara, entrambe senza decessi nel periodo considerato, presentano un indice pari a zero: gli occupati indicati nel rapporto sono 145.128 nel Chietino e 127.738 nel Pescarese.
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