In Abruzzo le imprese riconducibili all’economia del mare rappresentano il 4,8% del totale regionale. Il dato, riferito al 2025, emerge dal XIV Rapporto nazionale sull’Economia del Mare realizzato da Unioncamere, Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne e OsserMare.
Nel 2024 le attività collegate al mare hanno generato il 3,5% del valore aggiunto complessivo dell’Abruzzo e hanno assorbito il 4,3% degli occupati regionali. La Blue Economy comprende la filiera ittica, le estrazioni marine, la cantieristica, la movimentazione di merci e passeggeri, i servizi di alloggio e ristorazione, le attività di ricerca e tutela ambientale e quelle sportive e ricreative.
Il rapporto indica inoltre che al 31 dicembre 2025 nei Comuni litoranei abruzzesi risiedevano 438.878 persone. Considerando l’intera zona costiera, la popolazione saliva a 551.385 residenti, con una differenza del 25,6% rispetto ai soli Comuni direttamente affacciati sul mare.
Con 253.599 imprese e 1.133.949 di occupati, l’Economia del mare in Italia genera un valore aggiunto diretto pari a 78,9 miliardi di euro, che, se consideriamo il valore attivato nel resto dell’economia, raggiunge i 224,9 miliardi di euro, pari all’11,4% del PIL nazionale.
I dati sulle imprese del 2025 sono stati elaborati utilizzando la nuova classificazione Ateco 2025. Per questo motivo, precisa il rapporto, non possono essere confrontati direttamente con quelli pubblicati nelle precedenti edizioni.
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