Nuovi studi sull’archeogeosito di Valle Giumentina

Si sono svolti questa settimana i carotaggi della successione sedimentaria dell’antico bacino lacustre di Valle Giumentina (Abbateggio), sede di uno dei siti archeologici più importanti d’Italia e d’Europa per lo studio del Paleolitico Inferiore e Medio che ha restituito importanti reperti di selce lavorata indice della presenza dell’Uomo fin da tempi molto remoti. I sedimenti prelevati nel bacino, che è anche un geosito internazionale dell’aspirante Geoparco Majella visitato dai valutatori UNESCO lo scorso anno, permetteranno di ricostruire il paleopaesaggio, nonché di comprendere l’azione degli agenti geomorfologici che l’hanno modellato, tra cui i ghiacciai, e il clima del passato. Il sito rappresenta, infatti, anche uno dei rari esempi europei di archivio climatico continentale del Pleistocene medio. I campioni saranno sottoposti a studi specialistici (sedimentologici, palinologici, isotopici e tefrostratigrafici) per comprendere nel dettaglio l’evoluzione ambientale e climatica locale per un periodo di tempo di circa 200.000 anni. Gli studi sono realizzati dal CEPAM CNRS e dall’Università della Costa Azzurra con sede a Nizza in Francia, nonché dall’Ecole Francaise de Rome. Sul campo, con la nostra geologa Elena Liberatoscioli, abbiamo potuto assistere in diretta al lavoro delle responsabili Elisa Nicoud, archeologa già direttrice dello scavo di Valle Giumentina ad opera di un team italo-francese, e Valentina Villa, geomorfologa. Allo studio collaboreranno il palinologo abruzzese Fabio Fusco e Silvano Agostini, esperto di geoarcheologia e geologia del Quaternario. I carotaggi sono stati autorizzati dal Parco e dalla soprintendenza SABAP Abruzzo.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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