Redazione Notizie D'Abruzzo

Discarica di Bussi, in Appello riconosciuto l’inquinamento ambientale colposo

La Corte d'Assise d'Appello dell'Aquila, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha condannato, con pene variabili tra i tre e i due anni, 10 dei 19 imputati nell'ambito del processo per la mega discarica dei veleni industriali di Bussi. In particolare, il collegio, presieduto dal giudice Luigi Antonio Catelli (relatrice e giudice a latere Armanda Servino) ha riconosciuto la sussistenza dell'avvelenamento delle acque, ma colposo e, per quanto riguarda il disastro ambientale, anch'esso colposo, ha riconosciuto alcune aggravanti interrompendo di fatto la prescrizione del reato.

Il 19 dicembre 2014, la Corte d'Assise di Chieti aveva assolto i 19 imputati - ex dirigenti e tecnici legati alla Montedison - perche' il fatto non sussiste, dal reato di avvelenamento delle acque e dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per il reato di disastro ambientale, derubricato da doloso in colposo. Tre anni di reclusione sono stati inflitti a Carlo Cogliati, amministratore delegato pro tempore di Ausimont, Maurilio Auguggi, Leonardo Capogrosso, coordinatore dei responsabili dei servizi Pas degli stabilimenti facenti capo alla Montedison-Ausimont di Milano, Salvatore Boncoraglio, responsabile Protezione ambientale e sicurezza della sede centrale di Milano. Due anni, invece, per Nicola Sebastiani, Angelo Domenico Alleva, Nazareno Santini, direttore dlelo stabilimento dal 1985 al 1992, Luigi Guarracino, Carlo Vasallo, direttore dello stabilimento di Bussi dal '92 al '97 e Giancarlo Morelli.

La Corte ha stabilito una provvisionale per risarcimento dei danni di circa 4 miliardi di euro. La Procura Generale si era allineata alle richieste di condanna (180 anni di carcere in tutto) invocate nel processo di primo grado dai pm di Pescara, Annarita Mantini e Giuseppe Bellelli che firmarono l'inchiesta. L'area fu subito definita come la piu' grande discarica inquinata d'Europa.  Il Forum abruzzese dell'acqua ricorda che il processo di bonifica, pur attivato nel 2004, non e' stato mai eseguito. Poi, nel 2007, sono arrivati i sequestri delle discariche, prima Tremonti, lungo il fiume Pescara, e poi 2A e due 2B lungo il fiume Tirino, tra stabilimento e paese.

Assoluzione per Guido Angiolini (amministratore di Montedison dal 2001 al 2003) perche' il fatto non sussiste. Giudicato inammissibile il ricorso della procura per Maurizio Piazzardi (perito chimico) mentre un altro imputato, Vincenzo Santamato (direttore Ausimont), nel frattempo e' deceduto

I commenti

"Non commento le sentenze. Credo che la magistratura faccia bene il proprio mestiere. Quello che mi interessa e' focalizzare l'attenzione sulle bonifiche che dobbiamo continuare a fare. E' giusto punire chi ha sbagliato e inquinato". Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti commenta cosi' la sentenza della Corte d'Assise dell'Aquila che ha riconosciuto il reato di avvelenamento colposo delle acque causato dalla discarica dei veleni della Montedison di Bussi sul Tirino. "Lo dico forte di un provvedimento che abbiamo fatto in questa legislatura, che trovo forse il piu' importante, l'introduzione degli ecoreati. Noi un segnale preciso in questo Paese lo abbiamo dato: chi inquina non e' che paga, chi inquina va in galera. E la magistratura fa bene a fare tutto il percorso per punire chi ha inquinato, se ha inquinato. Da parte mia dico avanti con le bonifiche", ha aggiunto il ministro a margine di un convegno alla Spezia organizzato dal Comune sul tema del cambiamento climatico e dell'economia circolare.

Il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale dell'Abruzzo Mario Mazzocca e l'assessore Silvio Paolucci, a nome di tutta la Giunta regionale abruzzese,"esprimono grande soddisfazione per l'esito dell'appello del processo sul disastro ambientale di Bussi sul Tirino". La sentenza della corte d'assise d'appello ha dell'Aquila ha completamente ribaltato la decisione dell'omologa corte di Chieti e oltre a riconoscere la responsabilità penale per il disastro nella forma colposa aggravata e la sussistenza dell'avvelenamento delle acque nella forma pure colposa, condanna gli imputati al risarcimento del danno ed al ripristino ambientale. La Regione Abruzzo era costituita parte civile ed appellante, rappresentata dall'avvocatura dello Stato, presente in giudizio con l'avvocato Cristina Gerardis, anche direttrice generale dell'ente, e con l'avvocato Generoso Di Leo, dell'Avvocatura Distrettuale dell'Aquila. "La sola provvisionale, su una richiesta risarcitoria di mezzo miliardo di euro, è nell'immediato di 500.000 euro. Risorse che, una volta ottenute mediante l'azione civile da attivarsi con la massima sollecitudine, potranno essere utilizzate a vantaggio del territorio regionale, in primis per una approfondita indagine epidemiologica e certamente nel settore della salute dei cittadini, danneggiata dalle condotte di reato accertate nel processo. "Crediamo sia stato svolto un eccellente lavoro: avremo cura del prosieguo delle iniziative giudiziali ed amministrative che potranno portare risultati concreti per il nostro territorio". Secondo l'avvocato Cristina Gerardis questa sentenza mette a fuoco il principio secondo il quale i cittadini hanno diritto a vivere in un ambiente sano e che l'ambiente e la salute sono valori primari: "la Regione Abruzzo, con lo strumento offerto da questa sentenza, potrà contare su risorse utili per monitorare l'ambiente e la salute dei cittadini".

"La Corte d'Assise d'Appello dell'Aquila ha emesso una sentenza nella quale sostanzialmente riconosce la verita' storica di entrambi i reati: sia l'avvelenamento delle acque sia il disastro ambientale riqualificandoli in fatti di colpa": cosi' il Wwf commenta, in una nota, la sentenza. "Dopo due anni di lavoro e di assoluta fiducia nella giustizia possiamo dire che anche i reati ambientali possono trovare un giusto accertamento di verita'" dichiara l'avvocato Tommaso Navarra che ha rappresentato il Wwf. "E' stato compiuto un passo avanti importante nell'accertamento della verita', ma l'obiettivo finale resta la bonifica del territorio e l'applicazione del sacrosanto principio del chi ha inquinato paghi" aggiunge Luciano Di Tizio, delegato Abruzzo che ha seguito il processo per il Wwf Italia. "L'affermazione di responsabilita' ha portato anche alla condanna al risarcimento del danno, da quantificare in separata sede, nonche' alla condanna a varie provvisionali per oltre tre milioni - si legge ancora nella nota del Wwf - Un milione di euro in favore dell'Ato, 500mila euro in favore della Regione Abruzzo, 200mila euro in favore di tutti i Comuni, 10mila euro in favore del Wwf Italia e di Legambiente, 5mila euro in favore delle restanti associazioni ambientaliste che si erano costituite parte civile".

 "E' una grande sentenza perche' dimostra la giustezza delle nostre tesi: i fatti ci sono, e' stato riconosciuto l'avvelenamento delle falde acquifere". Lo ha detto l'avvocato dello Stato, Cristina Gerardis

"Dopo quanto accaduto in fase di udienza preliminare e in primo grado questa sentenza di appello almeno ristabilisce la verita' su fatti di inaudita gravita' che hanno riguardato la qualita' della vita di 700.000 persone". E' il commento di Augusto De Sanctis, attivista del Forum H2O, sulla sentenza. "Le pene sono miti a cui si aggiunge il condono con contorno di prescrizione - dichiara - a testimonianza su come le leggi nel nostro Paese considerino la tutela dell'ambiente e la difesa della salute. Comunque la vera giustizia per noi e' la bonifica, il nostro territorio deve essere risanato fino in fondo subito e risarcito per i danni subiti, come prevede la sentenza. Non possiamo aspettare un minuto di piu', nella Val Pescara e' un disastro con i pesci al mercurio. Una vergogna internazionale che deve finire. Questa sentenza puo' aiutarci senz'altro"

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Il Dog Village di Montesilvano case history al Congresso Internazionale del Benessere Animale di Tunisi

«Il caso del Dog Village di Montesilvano verrà illustrato come modello virtuoso, da esportare nel mondo, nell’ambito del Congresso Internazionale incentrato sul Benessere Animale e organizzato dalla Scuola nazionale di medicina veterinaria di Sidi Thabet, a Tuinisi». Lo annuncia l’assessore al Benessere Animale, Deborah Comardi che specifica: «Ancora una volta il rifugio per animali della nostra città ha ospitato una delegazione proveniente dall’estero che ha voluto osservare da vicino la struttura, prendendola ad esempio come modello da esportare. Dopo che questa estate,  Ouajdi Souilem, professore di fisiologia e welfare animale della Scuola nazionale di Veterinaria di Tunisi, accompagnato da Paolo Dalla Villa, responsabile laboratorio relazione uomo-animale e benessere animale e Giacomo Migliorati, responsabile Centro di Collaborazione OIE (World Organisation for Animal Health) per il Benessere animale, entrambi dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Abruzzo e Molise “G. Caporale” di Teramo, avevano visitato il Dog Village, ora l’università di Tunisi ha scelto Montesilvano come caso studio nel corso di un appuntamento scientifico internazionale».

Dal 23 al 25 marzo, infatti, la dottoressa Monica Forese, medico veterinario, in visita ieri al Dog Village, parteciperà come relatrice al convegno che si terrà a Tunisi, proprio per descrivere le best practice della struttura.

«Questo -  ha spiegato la dottoressa Forese -  non è un semplice canile, dove gli animali vengono nutriti e accuditi. Qui i cani circolano liberamente, interagendo tra loro e con le persone senza alcuna difficoltà. Segnale che il loro benessere viene garantito nella sua totalità».

Grandissima soddisfazione è stata espressa da Carmelita Bellini, presidente del Dog Village che ha commentato questo nuovo traguardo, come «il riconoscimento degli sforzi e dell’impegno di tutti i volontari e delle persone che lavorano intorno a questa struttura».

«Il Dog Village è ormai sempre più modello di riferimento a livello internazionale, tanto che nei mesi scorsi -  ricorda ancora la Comardi – anche una delegazione proveniente dal Belgio e dalla Serbia, ha visitato il canile per analizzarne le modalità di organizzazione, perfettamente rispondenti ai criteri di rispetto e di garanzia del benessere animale. È una enorme soddisfazione per la città poter contare su una struttura, al centro del contesto urbano, e con standard qualitativi che stanno facendo scuola a livello internazionale».

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CO.GE.D. Pallavolo Teatina a caccia di punti contro S.Elia

Sensazioni contrastanti hanno accompagnato il viaggio di ritorno della CO.GE.D. dall’ultima trasferta di Sabaudia. Il 2-3 finale ha comunque consentito alle biancorosse di tornare a fare punti lontano dal PalaTricalle (cosa che non succedeva dalla vittoria contro PVG Bari dello scorso 3 dicembre) e ha permesso di tenere a tre punti di distanza proprio Sabaudia, diretta concorrente per la salvazza. Allo stesso tempo, però, l’autorità e la facilità con cui sono stati vinti il primo e il quarto set hanno lasciato un grande amaro in bocca nella squadra e nello staff tecnico, consapevoli che molto di più poteva essere fatto, e raccolto, in terra laziale. Dalla stessa regione arriva il prossimo avversario della CO.GE.D, quel Sant’Elia che all’andata inflisse una dura lezione alle Teatine. La situazione di classifica impone a Perna e compagne di cercare punti in ogni partita, per avvicinarsi il prima possibile all’obiettivo della salvezza. Ne è convinta anche Francesca Furlanetto:

“Dobbiamo cercare di strappare punti in tutte le occasioni e Sant’Elia è un avversario duro ma non impossibile, contro il quale possiamo tentare di vincere, specie in casa nostra. All’andata fu davvero una brutta partita, che fece arrabbiare molto Alceo [Esposito], ma al PalaTricalle può essere una sfida diversa, oltre al fatto che ora siamo certamente più rodate come squadra. Ci sarà da soffrire, questo è sicuro. Per quanto riguarda la trasferta di Sabaudia, speravo di tornare in quel palazzetto in un altro modo. Ma d’altra parte sapevo che sarebbe stata una gara difficile, perché loro si trasformano in casa, hanno il supporto di un pubblico molto caldo e, in generale, sono cresciute tanto rispetto al girone d’andata. Personalmente mi aspettavo che la partita di Sabaudia sarebbe arrivata al quinto set, ma altrettanto onestamente pensavo di vincerlo quel quinto set… Peccato perché nei set in cui abbiamo giocato come sappiamo, non c’è stata partita [25-19 il primo set, 25-15 il quarto], ma abbiamo fatto ancora una volta i conti con i nostri limiti, caratteriali soprattutto: la difficoltà a riemergere dai momenti di difficoltà, l’incapacità di scuoterci quando commettiamo degli errori o quando gli avversari premono sull’acceleratore. A questi poi si sono aggiunti anche degli errori tecnici: la ricezione è stata molto negativa, e se all’alzatrice non arrivano palloni facilmente giocabili noi centrali siamo automaticamente tagliate fuori dallo sviluppo dell’azione offensiva. Speriamo di non ripetere più questi errori, ormai da due settimane ci stiamo lavorando molto e speriamo si vedano i frutti contro Sant’Elia. La stagione di una giocatrice va di pari passo con quella della squadra, e guardando la nostra classifica non possiamo certo essere soddisfatte. Vengo da una stagione, quella passata, nella quale con Sabaudia arrivammo quarte, a un passo dai playoff, mentre quest’anno stro vivendo tutt’altro tipo di campionato. Ma ovviamente io stessa sono parte di questa squadra e mi sento responsabile del suo rendimento: so di poter fare molto di più e che non sto riuscendo a mettere in campo tutto quello che vorrei. Non è troppo tardi comunque: la partita contro Sant’Elia, e poi quelle contro Pescara, Cisterna, PVG e, direi soprattutto, quella a Minturno ci diranno molto su di noi e sulla nostra stagione”.

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Rifiuti, Cilli: “A passo spedito per aumentare la raccolta differenziata”

Ammonta a 50.000 euro la richiesta di finanziamento che il Comune di Montesilvano ha presentato attraverso l’elaborazione di un progetto di inserimento sul territorio di un centro di raccolta di apparecchiature elettriche ed elettroniche RAEE. L’ente montesilvanese ha partecipato al bando “Fondo 13 Euro/tonnellata premiata - Programma per l’erogazione di contributi per il potenziamento e l’adeguamento dei Centri di Raccolta dei RAEE”, previsto dall’Accordo di Programma ANCI - Centro di Coordinamento RAEE.

Il finanziamento andrebbe ad aggiungersi al fondo di 357.000 euro circa, dei quali 107.000 stanziati dal Comune e 250.000 provenienti da fondi regionali, necessari alla realizzazione di un centro di raccolta.

«Al fine di efficientare il servizio di gestione dei rifiuti differenziati sul nostro territorio e giungere così ad un sensibile aumento delle percentuali di raccolta differenziata - spiega l’assessore all’Igiene Urbana, Paolo Cilli - stiamo percorrendo tutte le strade possibili. Per questo abbiamo voluto cogliere questa opportunità derivante dall’Anci, partecipando al bando, volto proprio al potenziamento e all’adeguamento dei centri di raccolta e la realizzazione di sistemi continuativi per la raccolta di questa tipologia di rifiuti».

Il progetto presentato prevede la realizzazione, in un’area di via Senna, di un centro di raccolta che possa consentire sia ai cittadini privati che agli operatori economici del territorio il conferimento diretto dei rifiuti. Il centro di raccolta sarà dotato di una recinzione idonea a mitigare l’impatto della struttura sull’ambiente circostante, di un adeguato sistema di illuminazione e di un presidio per gli operatori addetti alla sorveglianza. L’area conterrà box per la raccolta di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), oltre che di altri rifiuti differenziati. Tutti materiali che non interferiscono sulle condizioni igienico sanitarie e olfattive della zona.

«Quest’anno - afferma ancora Cilli - sarà quello della svolta in questo settore per la nostra città. Oltre infatti a tutte le procedure per la realizzazione di questo centro di raccolta, che peraltro potrebbe essere anche un deterrente per coloro che abbandonano selvaggiamente i rifiuti ingombranti sul territorio, nelle prossime settimane per la prima volta verrà avviata la raccolta porta a porta nella zona del centro di Montesilvano Colle, che si estenderà con il tempo anche a tutta la zona collinare e alle aree Pp1».

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D’Alfonso: c’è uno stato d’animo che e’ quello della tranquillita

"C'e' uno stato d'animo che e' quello della tranquillita' coincidente con la totale estraneità". Cosi' il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, rispondendo ai giornalisti a margine dell'inaugurazione dell' anno giudiziario della Corte dei conti abruzzese, parlando dell' inchiesta della Procura della Repubblica dell'Aquila che lo vede indagato assieme ad altre 12 persone su appalti pubblici abruzzesi. Sull'opportunita' di chiedere di essere sentito dalla Procura dell'Aquila, D'Alfonso si e' limitato a rispondere che "lo valutero' con i miei legali". Il governatore ha lasciato comunque intuire collaborazione: "Non vedo l'ora di potere concorrere, non solo documentalmente - ha affermato - ho un patrimonio conoscitivo frutto di 30 mesi di lavoro che, secondo me, e' utile per arrivare a fondo di qualsiasi verita'". Sul fatto che dal 2000 a oggi gli ultimi quattro presidenti abruzzesi lui compreso siano stati tutti indagati, l'attuale ha concluso: "Non mi occupo di questa analisi sociologica, so che si fa, ma non sono all'altezza di condurla"

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FI e NCD: Abruzzo colpito duramente un’altra volta

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Cinque milioni per il bando Europa Creativa

Oltre 5 milioni di euro sono stati stanziati dall'Unione europea per l'Abruzzo con il bando Europa Creativa. Si tratta di un'interessante iniziativa che prevede la possibilita' di ottenere finanziamenti per molteplici attivita': dalla promozione di talenti e delle loro opere nel campo dell'arte, ai progetti di istruzione e sensibilizzazione dei piu' giovani. Previsti anche progetti nell'ambito della rete nei settori dell'informazione, dell'animazione e della comunicazione. Obiettivo del bando e' il rafforzamento dei valori e delle diverse culture dei paesi dell'Unione. Le proposte possono essere presentate fino al 6 aprile. Per maggiori dettagli, consultare la sezione Abruzzo in Europa sul sito della Regione Abruzzo

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A gennaio saldo medio dei conti correnti cala a 11mila euro

Nel mese di gennaio, il saldo medio sui conti correnti degli italiani risulta pari a 11.643 euro. Sono i numeri rilevati dall'Osservatorio dei Conti di Deposito e sui Conti correnti, società del gruppo MutuiOnLine. Il saldo medio del primo mese del 2017 risulta dunque "in diminuzione rispetto a quello di 13.565 euro registrato nel primo semestre 2016", è scritto nel rapporto. Per quanto riguarda l'investimento in Conti di deposito, lo utilizzano soprattutto gli over 55, a gennaio l'importo medio investito dal 28,8% dai depositanti era superiore a 50mila euro, questa percentuale era del 30,7% nel primo semestre del 2016. Inoltre, la maggioranza degli utenti (75%) ha preferito un deposito di tipo non vincolato rispetto a quello vincolato (25%). "Infine, a livello di localizzazione geografica sia per quanto riguarda i conti di depositi (68,7%) sia per i conti correnti (72,2%) le richieste si focalizzano maggiormente nel Nord Italia", spiega il rapporto. 

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Consumi, – 7,3% di semine di grano 2017 in Italia, è allarme pasta

Il taglio dei prezzi pagati agli agricoltori sotto i costi di produzione ha provocato praticamente la decimazione delle semine di grano in Italia con un crollo del 7,3% per un totale di 100mila ettari coltivati in meno che peseranno sulla produzione di vera pasta italiana nel 2017, oltre che sull'ambiente, sull'economia e sul lavoro delle aree interne del Paese. E' l'allarme lanciato della Coldiretti che chiede di accelerare urgentemente il percorso per arrivare all'etichetta d'origine della pasta per evitare la chiusura delle aziende, ma anche il rischio di abbandono e desertificazione di una fetta consistente del territorio nazionale. La situazione per la coltura piu' diffusa in Italia e' difficile - sottolinea la Coldiretti - sull'intero territorio nazionale con la riduzione delle semine che varia dal -11,6 % nel Nord-Est al -5,4% nel Centro mentre nel Sud e Isole si registra un -7,4% che desta molta preoccupazione se si considera che la coltivazione e' concentrata prevalentemente nel meridione dove Puglia e Sicilia rappresentano da sole quasi la meta' della produzione nazionale. Una situazione drammatica determinata dal crollo dei prezzi pagati agli agricoltori che nella campagna 2016 sono praticamente dimezzati per effetto delle speculazioni e della concorrenza sleale del grano importato dall'estero e poi utilizzato per fare pasta venduta come italiana. Una realta' che - denuncia la Coldiretti - rischia di essere favorita dall'approvazione da parte dell'Europarlamento del Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement) con il Canada che rappresenta il primo esportatore di grano duro in Italia. Un accordo che dovra' essere ratificato dal Parlamento nazionale contro il quale - precisa la Coldiretti - rischia di scatenarsi una nuova guerra del grano. "In pericolo non ci sono solo la produzione di grano e la vita di oltre trecentomila aziende agricole che lo coltivano, ma anche un territorio di 2 milioni di ettari a rischio desertificazione e gli alti livelli qualitativi per i consumatori garantiti dalla produzione Made in Italy" ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. Da qui la necessita' - continua Coldiretti - di accelerare sul percorso di ratifica ed entrata in vigore dell'etichettatura di origine obbligatoria per il grano usato per produrre la pasta. Lo schema di decreto, frutto della battaglia del grano lanciata da Coldiretti e condiviso dai Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, e' stato inviato alla Commissione Europea a Bruxelles.

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Roseto, presentata la 32ma edizione di ‘Sport per la Vita’

 E’ ormai un appuntamento fondamentale per lo sport in Abruzzo e per la solidarietà e richiama, ogni anno, migliaia di appassionati da tutta Italia. E’ la manifestazione Sport per la vita, presentata ieri nella sala consiliare del Comune di Roseto degli Abruzzi.

L’appuntamento con il 32° Gran galà internazionale di pattinaggio spettacolo è in programma sabato 25 febbraio alle 20,30 al PalaMaggetti di Roseto.

A fare gli onori di casa il sindaco di Roseto degli Abruzzi, Sabatino Di Girolamo, il delegato allo  Sport, Marco Angelini, l’assessore alle Politiche sociali, Luciana di Bartolomeo, l’assessore alla Cultura e al Turismo, Carmelita Bruscia, l’assessore al Bilancio, Antonio Frattari, la presidente del Consiglio comunale, Teresa Ginoble. In veste di vicepresidente della Provincia di Teramo, oltre che consigliere comunale di Roseto, Mario Nugnes. Gli organizzatori, guidati dal presidente del comitato organizzatore Maria Luisa D’Elpidio, erano accompagnati da Mariacristina Marini della società di pattinaggio “La Paranza” di Roseto degli Abruzzi, dalle allenatrici del collettivo “Sport per la Vita”, Annalisa D’Elpidio e Pina Di Martini, dal rappresentante  dell’Unitalsi Abruzzo, Dante D’Elpidio, dal responsabile dell’Unità operativa di radiologia dell’ospedale di Atri Fabrizio Capone, dal vice presidente della Lega regionale Fibrosi cistica Abruzzo, Domenico Sfredda , dal presidente del Coni provinciale di Teramo, Italo Canaletti, e ancora da Alberto Carulli, Uisp Abruzzo, Lina Esposito, Uisp pattinaggio, Pasquale Volpe, Fiph (Federazione italiana pattinaggio e hockey).

 

Tutti gli intervenuti hanno sottolineato il meritorio compito svolto da una manifestazione che, nel nome della compianta Licia Giunco, riesce a coniugare impegno e allegria, attenzione a temi sociali e allo sport a livelli mondiali.

Come ogni anno, infatti, saranno ospiti del parterre del PalaMaggetti atleti di livello internazionale, campioni di pattinaggio a rotelle tra i quali Debora Sbei (vice campionessa del mondo 2016). Ospite d’onore il tenore Piero Mazzocchetti.

La rosa d’argento, premio Sport e Cultura per la solidarietà sarà consegnata alla polisportiva Amicacci di Giulianova.

 

“L’incasso, come sempre, sarà interamente devoluto per scopi benefici alla Lega regionale Fibrosi cistica dell’ospedale di Atri”, ha sottolineato la presidente Maria Luisa D’Elpidio, “La Lega è diretta dal dottor Moretti che ci ha sempre manifestato la sua gratitudine per i fondi che riusciamo a donare ma, soprattutto, per la visibilità che riusciamo a garantire loro. L’importante è che di queste malattie se ne parli in modo da sensibilizzare l’opinione pubblica e l’attenzione delle istituzioni. L’Abruzzo era una delle quattro regioni in Italia che non aveva lo screening neonatale e siamo riusciti anche in questo. Abbiamo dato un piccolo apporto ma siamo felici per il risultato ottenuto”.

 

“Sono particolarmente felice perché Sport per la vita è stata la prima manifestazione che mi ha visto in campo come politico”, ha aggiunto il primo cittadino Sabatino Di Girolamo, “nel 2001, appena nominato vice sindaco. E’ con ulteriore soddisfazione, dunque, che quest’anno parteciperò alla 32a edizione come sindaco a una iniziativa che porta lustro e orgoglio alla nostra città”.

 

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