Tragedia nelle campagne di Cermignano nella frazione Piomba, al confine con il comune di Penna Sant'Andrea. Nicola D'Alesio, agricoltore 65 anni, stava lavorando alle operazioni di carico di alcune rotoballe su un carrello al rimorchio di un trattore quando è stato travolto da una di esse, finendo schiacciato sotto il peso di cinque quintali. Inutili i soccorsi portati da chi stava lavorando con lui, il 65enne è morto sul colpo. E' stato vanificato anche l'intervento dell'elicottero del 118, decollato da Pescara, che ha raggiunto il luogo dell'incidente agricolo ma senza poter poi caricare il malcapitato, di cui è stata fatta la constatazione di morte.
Leggi Tutto »Crollo hotel Rigopiano, ascoltato anche l’ex presidente Chiodi
"Sulla Carta di localizzazione dei pericoli di valanga ritengo di avere fatto tutto ciò che potevo e dovevo". Lo ha detto Gianni Chiodi, presidente della giunta regionale abruzzese dal 15 dicembre 2008 al 25 maggio 2014, stamani nel palazzo di giustizia di Pescara, al termine del l'interrogatorio durato circa un'ora, nell'ambito dell'inchiesta sulla tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola. Chiodi è indagato, insieme ad altre 14 persone, nell'ultima tranche dell'inchiesta, condotta dal procuratore capo di Pescara, Massimiliano Serpi e dal sostituto Andrea Papalia. Le contestazioni che riguardano l'ex governatore abruzzese, in particolare, vertono sulla mancata realizzazione della Carta di localizzazione dei pericoli di valanga (Clpv).
"Mi rendo conto che questa inchiesta attiene fatti molto dolorosi - ha proseguito Chiodi, accompagnato dagli avvocati Enrico Mazzarelli e Mauro Di Dalmazio - e quindi mi auguro che, se ci sono, vengano accertate tutte le responsabilità. Per quanto mi riguarda - ha rimarcato Chiodi - anche se quell'evento non si poteva prevedere, ho attivato tutto quanto serviva a prevenire i rischi ai quali la Regione Abruzzo andava incontro, tra cui anche la Clpv". L'ex presidente della giunta abruzzese è poi entrato nello specifico, evidenziando di avere "fatto una riorganizzazione della Protezione civile, creando un sistema di allertamento e per la casistica dei rischi, subito dopo il terremoto. L'ultima delibera che abbiamo fatto - ha affermato Chiodi - è proprio quella che la legge prevede, prescrivendo che sulla Clpv venga dato un indirizzo politico e che poi la Carta venga fatta dalla struttura e dal servizio, insieme a Coreneva e Forestale, con la Giunta che poi deve approvare la Carta storica, e qui c'era anche il mandato rinnovato, contenuto già nella legge,di procedere alla Clpv". Quanto al fatto che la Giunta successiva, presieduta da Luciano D'Alfonso, secondo quanto sostenuto dall'accusa non abbia portato a compimento tale mandato, Chiodi ha detto: "Non è questione che devo spiegare io, lo spiegheranno i giudici".
"Io sono andato a dire quello che ho fatto, contrariamente ad altri, che devono dire perche' non lo hanno fatto". L'ha dichiarato Gianfranco Giuliante, assessore regionale dell'Abruzzo con delega alla Protezione civile dal 31 gennaio 2011 al 25 maggio 2014, oggi pomeriggio, al termine dell'interrogatorio in procura, a Pescara. "Il mio assistito", ha riferito l'avvocato Luigi Di Massa, difensore di Giuliante, "ha chiarito tutti i punti oggetto di contestazione. Ha esaurientemente chiarito tutto cio' che e' stato fatto durante la sua presenza nella giunta, ovvero tutto quello che serviva per predisporre la Carta valanghe". "C'era gia' stata una delibera regionale per l'individuazione della Carta storica delle valanghe", ha aggiunto Di Massa, "che costituiva un documento propedeutico all'individuazione del rischio valanghe, perche' ovviamente se non si sapeva dove stavano le valanghe non era possibile sapere dov'era il rischio".
Leggi Tutto »Turista salvato in acqua dai bagnini a Pescara
Un 77enne originario di Miglianico e residente in Germania è finito in ospedale dopo aver rischiato di annegare mentre faceva il bagno, nel tratto di mare antistante lo stabilimento balneare 'Ombretta', sul litorale Sud di Pescara. L'uomo è stato recuperato e rianimato dai bagnini, prima dell'intervento del 118. Il 77enne era a circa 40 metri dalla battigia quando ha iniziato ad annaspare. E' stato subito raggiunto dalla bagnina dello stabilimento, supportata dal collega di quello vicino. I due lo hanno portato a riva e rianimato, fino a quando l'uomo non ha ripreso a respirare.
Leggi Tutto »Scontro auto-scooter, feriti 2 giovani
Due giovani di Collecorvino, un 20enne ed un 18enne, sono finiti in ospedale per le lesioni riportate in seguito ad un incidente stradale tra un'automobile e uno scooter avvenuto nel tardo pomeriggio a Montesilvano, lungo via Vestina. Ad avere la peggio è stato il 20enne: secondo le prime informazioni dei soccorritori le sue condizioni sarebbero gravi. Lo scooter su cui viaggiavano i due si è scontrato con una Fiat Panda che stava facendo inversione di marcia. Sul posto sono intervenute le ambulanze del 118, che hanno trasportato i due ragazzi in ospedale, dove sono in corso tutti gli accertamenti medici.
Leggi Tutto »Usura su fornitura di animali nel chietino, quattro condanne
Il Tribunale di Chieti ha condannato quattro persone accusate a vario titolo di usura ed estorsione. Dieci anni di reclusione sono stati inflitti a due fratelli di Carpineto Sinello, 6 anni a F.S. di Ortona e al rumeno G.F.H. Secondo l'accusa i fratelli, accusati di usura ed estorsione, a pagamento di più forniture di suini da destinare ad un'azienda agricola per un importo complessivo superiore a 101.000 euro, si erano fatti consegnare dalla madre del titolare dell'azienda trenta cambiali per complessivi 150.000 euro, dei quali oltre 48mila euro a titolo di interessi usurari, con un tasso superiore al 50%. Quanto all'estorsione, i quattro, sempre secondo l'accusa, minacciarono sia il titolare dell'azienda sia la madre costringendo quest'ultima a consegnare loro le cambiali: la donna, che pure non aveva contratto alcun debito, era infatti la sola a disporre di beni immobili da ''aggredire'' in caso di mancato pagamento delle cambiali. I fatti risalgono a luglio del 2010 e si verificarono a Palombaro
Leggi Tutto »Crollo hotel Rigopiano, altro giro di interrogatori
"L'onorevole ha risposto con serieta' a tutte le domande poste. Nel merito, pero', non diciamo nulla. Questa inchiesta merita un riserbo e una pacatezza assoluti". Lo ha detto l'avvocato Tommaso Navarra, al termine dell'interrogatorio del suo assistito, Tommaso Ginoble, ex assessore regionale alla protezione civile dal 2005 al 2008, indagato nell'ultima tranche dell'inchiesta della Procura di Pescara sulla tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola, travolto il 18 gennaio 2017 da una valanga che provoco' 29 morti. Il filone riguarda la mancata realizzazione della Carta di localizzazione dei pericoli di valanga (Clpv). L'ex parlamentare Ginoble, questa mattina, e' stato interrogato dal procuratore capo di Pescara Massimiliano Serpi e dal sostituto Andrea Papalia, titolari dell'inchiesta su Rigopiano. "Per rispetto della serieta' e gravita' dell'inchiesta", ha aggiunto il legale della difesa, "non prendiamo una posizione che potrebbe essere riduttiva della complessita' delle varie posizioni".
"Mi potevo occupare solo dell'ordinaria amministrazione e, quindi, non potevo fare progetti o programmare". Così questa mattina, nel palazzo di giustizia di Pescara, al termine di un breve interrogatorio, Mimmo Srour, assessore regionale con delega alla Protezione civile, in Abruzzo, dal 4 agosto 2008 al 19 gennaio 2009, indagato insieme ad altre 14 persone nell'ultima tranche dell'inchiesta della Procura di Pescara sulla tragedia dell'Hotel Rigopiano. Srour è indagato, in concorso con altre persone, nel filone dell'inchiesta riguardante la mancata realizzazione della Carta di localizzazione dei pericoli di valanga (Clpv). "Spero che sia stata chiarita la posizione del mio assistito, perché era legata soltanto a questi quattro mesi - ha aggiunto il legale dell'ex assessore, Piergiorgio Merli - Eravamo nel periodo della Giunta Del Turco, dove c'erano stati gli arresti e quindi le dimissioni non soltanto del presidente, ma anche di alcuni assessori. Srour, quindi, ha potuto lavorare soltanto per quella che era l'ordinaria amministrazione e le eventuali emergenze che si fossero presentate - ha proseguito l'avvocato -. Nessuno gli ha mai posto problemi o, comunque, nessuno della struttura amministrativa gli ha avanzato il problema della Carta valanghe".
Leggi Tutto »Montesilvano, a partire da lunedì 25 giugno entrano in funzione i nuovi impianti Photored
«A partire da lunedì 25 giugno entreranno in funzione i 4 nuovi Photored installati su due incroci semaforici. Si tratta di via Vestina all’altezza con via Cavallotti e via Chiarini nella intersezione con via Aterno». Ad annunciarlo è il tenente della Polizia Locale, Nicolino Casale. «Dopo la sperimentazione effettuata con il primo impianto di rilevamento installato su corso Umberto all’incrocio con via Adige e via Silvino Di Giovanni, abbiamo reputato opportuno, per migliorare la sicurezza nella viabilità del nostro territorio, attivare anche questi due nuovi impianti. Gli incroci individuati infatti sono punti particolarmente sensibili nel contesto di mobilità urbana. E’ molto importante rispettare le norme del codice della strada e tali impianti rappresentano sicuramente un maggiore deterrente nei confronti di quegli automobilisti indisciplinati, che passano con il rosso mettendo a repentaglio la propria incolumità o quella degli altri. Non a caso nell’incrocio con via Adige, le infrazioni rilevate dal sistema si sono ridotte dalle 600 al giorno dei primi tempi alle attuali 20 circa».
Il sistema, che funziona quando il semaforo indica il rosso, prevede che la durata della fase semaforica proiettante luce gialla, per ciascuna delle correnti di traffico non sia mai inferiore a quattro secondi di tempo, come stabilito anche nella circolare del Ministero dei Trasporti. Il Photored rileva anche l’errato utilizzo delle corsie di canalizzazione.
«Questo provvedimento rientra in un più ampio progetto di potenziamento della sicurezza urbana sotto tutti i punti di vista. Abbiamo infatti implementato i controlli in materia di antiprostituzione - sottolinea l’assessore alla polizia locale Valter Cozzi - anche attraverso l’applicazione dei daspo, ossia i decreti di allontanamento che sono stati inseriti nell’ambito del decreto Minniti. Abbiamo aderito al patto per l’attuazione della sicurezza urbana, con la Prefettura e i comuni vicini di Pescara, Spoltore e Città Sant’Angelo, con cui intendiamo, in un’ottica di area metropolitana, rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto alle forme di illegalità. Tale sottoscrizione ci consentirà di presentare la nostra richiesta di ammissione ai finanziamenti previsti sulla base del decreto del Ministero dell’Interno del 31 gennaio 2018 per potenziare i sistemi di videosorveglianza nei nostri Comuni. Il rispetto della legalità - conclude Cozzi - è pe
Leggi Tutto »Sasi, stop all’acqua a San Vito Marina
Sospensione della fornitura idrica domani, giovedì 21 giugno, a San Vito Marina. La Sasi comunica che l'interruzione, dalle 8.30 fino alla sera, si rende necessaria per interventi urgenti di riparazione lungo la condotta adduttrice che alimenta il serbatoio Marina, in località Rapanice, nel comune di San Vito Chietino. "I tecnici cercheranno di ristabilire la situazione di normalità il prima possibile - precisa la Sasi - Siamo consapevoli dei problemi che provoca la mancanza d'acqua, specie in questo periodo e nelle zone di mare che risentono maggiormente dei rubinetti a secco".
Leggi Tutto »A Sulmona agente ferito da detenuto con olio bollente
Un poliziotto penitenziario di 47 anni originario di Chieti è rimasto ustionato da olio bollente che un detenuto gli ha lanciato contro durante il giro di controllo. E' successo questa mattina nel carcere di Sulmona nella sezione speciale dove si trovano i detenuti più pericolosi.
Durante l'aggressione sono intervenuti a difendere il collega altri due poliziotti penitenziari, anche loro rimasti feriti in maniera più lieve e medicati al pronto soccorso dell'ospedale di Sulmona, mentre il collega è stato operato nel reparto Chirurgia dello stesso ospedale. Dai primi controlli i medici hanno garantito che non ci saranno segni permanenti sul corpo e sul viso.
Leggi Tutto »Acqua minerale contaminata, ritirata una partita di bottigliette
Una partita d'acqua minerale contaminata è stata sequestrata e ritirata dal mercato. Si tratta di bottigliette da mezzo litro di acqua naturale prodotte dalla "San Benedetto - Fonte Primavera" nello stabilimento "Gran Guizza" di Popoli in Provincia di Pescara. La notizia è stata data anche dal Ministero della Salute e confermata dall'azienda che invita i consumatori a riportare le bottiglie eventulmente acquistata agli esercenti per essere sostituite. La partita in questione (non sono stati forniti dati né sul numero di bottiglie né su eventuali zone di distribuzione) è risultata contaminata per una presenza superiore al consentito di idrocarburi aromatici. L'azienda conferma che si tratta delle bottiglie del lotto n. 23LB8137E con scadenza 16 novembre del 2019.In un comunicato, la San Benedetto fa sapere che "sta collaborando con le autorità per l’accertamento delle eventuali cause e la risoluzione della problematica". E la società ribadisce che gli impianti in cui la Fonte Primavera è imbottigliata sono conformi ai massimi standard di qualità del gruppo.
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