Cronaca

Protesi difettose per l’anca, chiesta l’archiviazione a Teramo

A tre anni dall'apertura, da parte della Procura di Teramo, di un fascicolo per lesioni colpose in merito alla vicenda delle protesi difettose all'anca della Depuy, il pm Stefano Giovagnoni ha chiesto l'archiviazione del fascicolo. Nel corso delle indagini, infatti, non sarebbero emerse responsabilita' perseguibili ne' in merito alla catena di sorveglianza, ne' in merito all'iter autorizzativo della messa in commercio del prodotto.

La DePuy, dopo aver rilevato il difetto, era immediatamente intervenuta ritirando il prodotto dal mercato e avvisando gli enti competenti a partire dal Ministero. E lo stesso Ministero e le Asl, nello specifico quella teramana, si erano attivate richiamando i pazienti per i controlli del caso. Le indagini si erano concentrate anche sull'iter dell'autorizzazione in commercio delle protesi incriminate, con la consulenza affidata al professor Roberto Lombardi che aveva fatto emergere l'assenza di studi ed accertamenti, come disposti dalla normativa in vigore, sull'eventuale rilascio di materiali pesanti da parte delle protesi e quindi la loro tossicita'. Un aspetto che avrebbe potuto configurare delle eventuali responsabilita' a carico dell'azienda e del Ministero, ma solo se all'epoca fosse stato prevedibile, attraverso le conoscenze mediche e tecniche dell'epoca e quindi i relativi studi, che quelle protesi avrebbero potuto causare danni ai pazienti. Aspetto, quest'ultimo, mai emerso nel corso delle indagini. 

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Scossa di magnitudo 3,8 ad Accumoli, a Teramo scuole evacuate

La scossa di terremoto registrata questa mattina alle 9.28 con epicentro ad Accumoli e magnitudo 3.8, e' stata sentita da molti a Teramo. E anche nelle scuole dove si stava facendo lezione. In molti istituti e' scattato il piano di emergenza, con i docenti che hanno messo in pratica il piano di evacuazione. Gli studenti del Liceo Classico Delfico, come quelli dello Scientifico, dell'alberghiero Di Poppa' del Pascal-Forti, dell'Artistico, del plesso della Molinari, della scuola elementare De Jacobis sono stati fatti uscire per motivi di sicurezza. In molti istituti, i dirigenti scolastici hanno deciso la sospensione delle lezioni.

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Spoltore, scoperto dal padrone di casa ladro viene preso dai carabinieri

Ha messo in fuga alle 4 di mattina due ladri che stavano cercando di introdursi nella sua abitazione, facendo partire accidentalmente nella colluttazione dal suo fucile per uso sportivo, un colpo a pallini. La fuga di uno dei due malviventi e' durata pero' pochi minuti perche' il giovane e' stato fermato dai carabinieri. In manette, con l'accusa di tentata rapina e' finito M. L., 18enne romeno che deve rispondere del reato di tentata rapina impropria in abitazione e del porto di arnesi atti allo scasso che sono stati poi sequestrati dai carabinieri. Il giovane arrestato e' stato poi accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale civile per essere medicato alle gambe colpite dai pallini esplosi dal fucile, e per una frattura al piede che si era procurato durante la fuga.

E' accaduto tutto all'alba di oggi in una abitazione di Spoltore dove il ragazzo ed un complice hanno tentato di introdursi all'interno di un'abitazione a Spoltore, forzando una porta-finestra. L'allarme scattato poco dopo ha allertato gli occupanti, con i due ladri che sono stati costretti a a scendere dal balcone, e con il 18enne imbattutosi poi con il proprietario, prima di essere acciuffato dai carabinieri nella boscaglia circostante.

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Inchiesta nel teramano sull’affidamento del servizio di raccolta rifiuti, chiesto processo per sei

A poco piu' di due mesi dall'avviso di conclusione delle indagini nella maxi inchiesta sull'affidamento del servizio rifiuti alla ditta Diodoro ecologia nei Comuni di Giulianova, Roseto, Silvi e Mosciano S.Angelo la Procura arriva la richiesta di rinvio a giudizio per sei persone: il legale rappresentante della Diodoro ecologia Ercole Diodoro, il dipendente della societa' Alessandro Di Marzio, l'allora dirigente del Comune di Roseto Maria Angela Mastropietro (oggi in servizio al Comune di Giulianova dove e' indagata in un'altra inchiesta relativa ad appalti di opere pubbliche), l'ex vice sindaco di Silvi Enrico Marini, il funzionario del Comune di Silvi Carlo Durante, tutti accusati di turbata liberta' degli incanti e il consulente Alberto Rao accusato di falso ideologico.

Chiesta l'archiviazione, invece, per gli altri sette indagati la cui posizione era gia' stata stralciata in sede di avviso di conclusione delle indagini tra cui gli ex sindaci di Roseto e Mosciano. Nella richiesta di rinvio a giudizio per i sei indagati restano dentro gli appalti di Roseto e Silvi aggiudicati alla Diodoro per quel che concerne il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti nei comuni interessati. I fatti contestati ai sei risalgono ad un periodo che va dal 2011 al 2014 quando, in concorso tra loro e ognuno per il proprio ruolo, avrebbero messo in atto tutta una serie di irregolarita' volte a favorire l'aggiudicazione delle relative gare alla societa' Diodoro. Accuse che adesso vedranno il primo banco di prova nell'udienza preliminare.

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Spaccio di droga, smantellata un’organizzazione a L’Aquila che aveva come base un appartamento inagibile

Smantellata dalla Polizia a L'Aquila un'associazione a delinquere, composta da cittadini italiani e stranieri, dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti. Il gruppo - e' scritto in una nota - aveva quale base logistica per il confezionamento e lo stoccaggio della droga un appartamento che, a seguito del sisma del 2009, era stato dichiarato totalmente inagibile. 

La Polizia di Stato ha eseguito 14 ordinanze di custodia cautelare (9 in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 2 obblighi di dimora), nei confronti di altrettanti soggetti aquilani e stranieri per spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini, avviate nel giugno 2015 e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, sono state condotte dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di L'Aquila, a seguito della morte di un giovane avvenuta per overdose. Sono stati individuati due gruppi di persone: uno dedito allo smercio di eroina di altissima qualita' e metadone, l'altro attivo sulla cessione di cocaina ed hashish. Il primo gruppo si occupava di smerciare al dettaglio sulla piazza aquilana eroina proveniente da Roma, rifornendo i numerosi tossicodipendenti e concordando di volta in volta il luogo di incontro attraverso un linguaggio criptato. Il secondo gruppo invece era una vera e propria associazione composta da 4 soggetti, i quali, nel periodo dal settembre 2015 ed il gennaio 2016, hanno immesso nella piazza aquilana importanti quantitativi di hashish e cocaina, avvalendosi nella circostanza di altri complici per lo smercio al dettaglio delle sostanze stupefacenti. Gli associati provvedevano ad effettuare le operazioni di taglio e confezionamento delle singole dosi in un appartamento utilizzato come base logistica, dichiarato totalmente inagibile a seguito del terremoto del 2009. Mesi di intercettazioni telefoniche ed ambientali, appostamenti, foto e filmati, hanno consentito alla Polizia di Stato di ricostruire nel dettaglio tutti i movimenti degli indagati, anche le operazioni di taglio e confezionamento della sostanza, che sono state costantemente video-riprese da una telecamera installata nella casa. 

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Pescara, al via le potature su tutto il territorio

Partite stamane da via Buozzi le operazioni di potatura a cura della ditta “Boschiva Fratelli Valentini Srl” del Modenese, che riguarderanno 800 alberature su tutto il territorio e che serviranno a metterle in sicurezza e a sanare i conflitti con le abitazioni e attività commerciali attigue.

 “Parte un intervento importante, che non veniva effettuato da almeno cinque anni e che servirà anche a riaprire i coni di illuminazione e la visibilità stradale in alcune zone della città – così l’assessore Laura Di Pietro -  Un intervento da 152.000 euro in totale e  che prevede la potatura di circa 800 alberi su alcune vie strategiche. Abbiamo cominciato da via Buozzi, ma l'intervento interesserà presto anche:  viale Bovio, via Regina Elena, via Vittoria Colonna e a seguire Piazza Italia, piazza Duca d'Aosta, via Parini, via Carducci, via Latina, via Avezzano, via Luisa d'Annunzio e via Rigopiano. Opereremo anche in Corso Vittorio Emanuele (dove sono già stati lavati i lecci), sappiamo che l'intervento è strategico e al contempo urgente, ma nella zona interverremo in primavera per rispettare i cicli biologici delle piante". 

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Parco Falcone a Montesilvano, De Vincentiis: “Ultimi atti prima dell’avvio del cantiere”

Tutto pronto per avviare i lavori per la riqualificazione e il riammodernamento del parco “Giovanni e Francesca Falcone” di via Cavallotti. Questa mattina la ditta aggiudicataria degli interventi, la Sfamurri Claudio di Montesilvano, ha sottoscritto il contratto per la realizzazione di un camminamento attrezzato. «Si tratta  -  spiega l’assessore al verde pubblico Ernesto De Vincentiis – di un progetto importante attraverso cui doteremo la città di un altro tratto di pista ciclopedonale, oltre a quella che già attraversa tutta la nostra riviera. Questo camminamento sarà anche il nostro omaggio, grazie ad un tracciato che riproduce un vero tricolore, alle figure cardine per la storia italiana, a cui il parco è intitolato, ossia il giudice Falcone e sua moglie Francesca, entrambi assassinati nella Strage di Capaci».

Il camminamento, della lunghezza di circa 175 metri, verrà inoltre arricchito da panchine, cestini porta rifiuti e spegnisigarette. Il percorso sinuoso, secondo il progetto elaborato dall’UTC del settore Lavori Pubblici del Comune, terrà conto dei cancelli di uscita dai cortili condominiali e dei pannelli di ispezione per la manutenzione della rete dei sottoservizi.

L’area verrà inoltre dotata di un impianto di illuminazione ed ulteriormente valorizzata da opere a verde. «Il parco  “Giovanni e Francesca Falcone” -  aggiunge De Vincentiis – rappresenterà anche la prima effettiva applicazione del regolamento sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani. Alcune piccole manutenzioni di questa rammodernata area, infatti, verranno gestite dal comitato Queen Park che riunisce circa 60 famiglie dei complessi condominiali che si affacciano sull’area verde e presieduto da Emiliano Clivio. Il comitato, nato grazie ad uno spiccato spirito di cittadinanza attiva, ha ben compreso l’importanza per la vita collettiva della collaborazione e della partecipazione dei cittadini stessi. Questi montesilvanesi hanno messo a disposizione il loro impegno e le loro risorse per abbellire ulteriormente l’area e rendere l’intero quartiere ancora più curato, anche grazie al supporto di sponsor».

«Il nostro sogno si avvera -  afferma Emiliano Clivio, presidente del Comitato -. Quest’area verde rappresenta un piccolo tesoro, che vogliamo curare con attenzione, per far crescere i nostri figli in un ambiente sicuro e sano. Quando abbiamo proposto al Comune il nostro progetto, abbiamo trovato subito un’Amministrazione sensibile all’argomento che ha condiviso con noi subito le finalità e gli obiettivi e ha sposato la nostra proposta di collaborazione per il bene comune. Siamo quindi particolarmente felici che con l’inizio di questi lavori, questo progetto possa prendere vita. Fondamentale, inoltre, l’apporto di tutti quei commercianti locali che hanno scelto di sostenere l’iniziativa e quelli che spero lo faranno in futuro».

Il progetto, per un importo complessivo di 67.000 euro, include anche altri due lotti  relativi alla realizzazione di una nuova recinzione presso i giardini di via Spagna e al potenziamento dell'arredo del parco Guy Moll con nuovi giochi per bambini.

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Omicidio di Penne, Giancaterino si dichiara innocente

Ha proclamato la sua innocenza, Mirko Giancaterino, il 37enne di Penne accusato di omicidio volontario aggravato dalla crudelta' e di incendio per la morte di Gabriele Giammarino, l'80enne ex maresciallo dell'Aeronautica ucciso in casa a Penne il 13 settembre del 2015 con pugni e 26 coltellate.

Giancaterino oggi si e' sottoposto ad interrogatorio nel processo in corso davanti alla Corte d'Assise di Chieti e che e' giunto alle battute finali: il 27 marzo infatti e' stata fissata l'udienza di discussione. Quanto alla sua presenza nei pressi dell'abitazione di Giammarino, il mattino dell'omicidio, Giancaterino ha detto ai giudici che era uscito di casa per recuperare l'auto che la notte precedente lo aveva lasciato a piedi e per acquistare sigarette e che in quel periodo che ricaduto nella droga: aveva dunque scelto un luogo apparato, una specie di giardino nei pressi dell'abitazione della vittima, per iniettarsi eroina e cocaina. Quanto ad una macchia di sangue trovata su una sua scarpa, l'uomo ha invece sostenuto di essersi sporcato quando si e' inginocchiato per drogarsi: ''Li' ci sara' passato chi ha commesso il reato'', si e' difeso Giancaterino, alludendo evidentemente ad un'altra persona. La Corte al termine dell'udienza ha rigettato alcune richieste della difesa, rappresentata dall'avv. Melania Navelli di Pescara. La quale aveva chiesto la comparazione fra il materiale trovato sotto le unghie di Giammarino e il dna dell'imputato poiche' la vittima si sarebbe difesa. Ma anche che venisse sentito un vicino di casa e di risentire i carabinieri che effettuarono il sopralluogo.

Prima di Giancaterino la Corte aveva esaurito l'esame dei testimoni sentendo la badante rumena che abitava al piano di sotto dell'abitazione della vittima: la donna il giorno dell'omicidio, dopo aver sentiti alcuni rumori provenire dal piano di sopra, attraverso la spioncino della porta di casa vide allontanarsi un uomo che successivamente riconobbe come la persona ripresa da una telecamera di sorveglianza e che i carabinieri di Penne identificarono in Giancaterino. E le tre parti civili costituite assistite dall'avv. Federico Squartecchia: la sorella della vittima Pasqualina Giammarino e i figli di quest'ultima, Giancarlo e Daniela Di Teodoro. Il pubblico ministero che rappresenta l'accusa e' Mirvana Di Serio.

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Atri, altre 14 famiglie a rischio evacuazione per frana

Continua a franare il terreno in provincia di Teramo, con problemi soprattutto nella Valfino e nel comune di Atri. Qui oggi pomeriggio una nuova frana ha interessato la Sp 30 e la situazione viabilita' e' sempre piu' drammatica. Altre 14 famiglie rischiano di essere sgomberate entro domani a causa di frane e smottamenti che minacciano le abitazioni.. "C'e' una frana spaventosa a Casoli di Atri dove sta collassando mezzo centro storico - spiega il sindaco, Gabriele Astolfi - Un'altra frana all'inizio della provinciale per Treciminiere con rischi per le case, la provinciale per Silvi e per Pineto con veri e propri crateri, ho frane spaventose con un fronte di un chilometro".

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Crollo della Casa dello Studente, le motivazioni delle condanne in Cassazione

Sono state rese note le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione nelle motivazioni per il processo del crollo della casa dello studente a L'Aquila nel 2009. Le motivazioni sono state depositate dalla Quarta sezione penale e sono relative all'udienza svoltasi lo scorso 11 maggio. Il verdetto ha confermato le condanne a quattro anni di reclusioni per gli ingegneri Bernardino Pace, Pietro Centofanti e Tancredi Rosicone, e a due anni e sei mesi per Pietro Sebastiani, il presidente della Commissione collaudo dell'Azienda per il diritto agli studi universitari.

La Casa dello studente, a l'Aquila, era destinata a crollare sotto il sisma che il 6 aprile del 2009 ha devastato il capoluogo abruzzese perche' ancora prima dei lavori di ristrutturazione eseguiti nel 2000, l'edificio era stato totalmente, e pericolosamente, modificato rispetto al progetto originario e alla iniziale destinazione d'uso, secondo quanto si legge nelle motivazioni. I tre ingegneri che ne curarono la ristrutturazione nel 2000, e l'architetto responsabile del collaudo, avrebbero dovuto controllare i nuovi carichi di peso che gravavano sull'edificio - costruito nel 1965 dalla casa farmaceutica Angelini - e la tenuta statica, prima di eseguire gli interventi che avevano progettato e che "hanno aggravato gli effetti del crollo" nel quale morirono sette studenti e il portiere dello stabile.

"Il progettista, ove si inserisca in una situazione in cui altri siano gia' intervenuti, e' tenuto ad informarsi circa i pregressi interventi e, se del caso, a proporre o ad effettuare i necessari interventi di adeguamento": e' il principio di diritto affermato dalla Suprema Corte esaminando quanto e' successo alla Casa dello studente, un principio applicabile a tutti i disastri, come quello di Rigopiano, nei quali un evento naturale fa da detonatore a grossi errori di progettazione. "Se e' vero che non e' addebitabile agli imputati la realizzazione di una variazione di uso dell'immobile Palazzo Angelini, poiche' essi lo trovarono gia' adibito, e da tempo a studentato, e' altrettanto innegabile che essi - scrive la Cassazione condividendo il verdetto di merito - subentrati, per cosi' dire, in una situazione connotata da una variazione di uso, di fatto, ormai gia' realizzata da anni, hanno sicuramente trascurato che la Casa dello Studente e' stata trasformata da edificio realizzato negli anni '60 destinato ad abitazioni private, in una vera e propria struttura alberghiera, munita di tutte le relative dotazioni, che ne hanno palesemente stravolto l'originaria conformazione interna".

"Il palazzo - sottolineano i supremi giudici sulla scorta della sentenza d'appello del 28 aprile 2015 - e' stato in tutto e per tutto modificato, rimanendo tuttavia identico all'originale soltanto per cio' che attiene alle sue componenti statiche, rispetto alle quali ne' i tre progettisti, ne' il collaudatore si sono minimamente posti il problema se tutto quello che era stato realizzato, con le radicali e totali modificazioni conseguitene, fosse ancora compatibile con quanto era stato progettato e valutato quasi quaranta anni prima e per tutt'altra destinazione". La Cassazione osserva che si sapeva che l'Aquila era da sempre, "e comunque da prima del 1965, a rischio sismico" e per questo il sisma del 6 aprile "e' stato motivatamente ritenuto non imprevedibile ne' eccezionale". "E' irrilevante, nel concreto contesto emerso, la regolarita' o meno dei lavori eseguiti prima degli interventi curati dagli ingegneri Pace, Centofanti e Rosicone: e va al riguardo affermato con la necessaria chiarezza che" - in base a quanto prescritto dalle norme del Ministero dei lavori pubblici del 1996 - "il limite percentuale di aumento dei carichi ammesso (non oltre il 20%) deve essere calcolato sull'assetto originario dell'edificio, rispetto al quale il progettista e il direttore dei lavori che si accingano a progettare ed a realizzare hanno, secondo logica elementare e prudenza, l'obbligo preliminare di verificare se si siano o meno verificati 'medio tempore' interventi, indifferentemente regolari o no, autorizzati o no, che abbiano, comunque, gia' alterato in maniera significativa gli originari equilibri". Confermato per i tre ingegneri anche il 'no' alle attenuanti generiche per "la gravita' dei fatti, essendo l'immobile destinato ad ospitare giovani, e sulla non emersione di elementi positivamente apprezzabili" per concedergli il beneficio. Per quanto riguarda la responsabilita' di Sebastiani, ad avviso della Cassazione, "risulta tranciante il rilievo, pure correttamente svolto dai giudici di merito, secondo cui la licenza edilizia rilasciata dal Comune di l'Aquila in data 28 dicembre 1999 richiedeva il collaudo statico dell'immobile, che nessuno risulta avere svolto".

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