Cronaca

Muore per shock anafilattico, donate le cornee

Si e' conclusa con un gesto di generosita' la drammatica vicenda del 46enne di Lanciano deceduto ieri per uno shock anafilattico scatenato da una fiala di antibiotico somministrato per via intramuscolare, chiarisce la Asl di Lanciano Vasto Chieti. I familiari, riferisce la stessa struttura, hanno acconsentito al prelievo delle cornee, mettendo in moto le procedure previste dal protocollo. L'intervento e' stato eseguito dall'equipe composta dall'oculista Alessio Liberatoscioli, dall' anestesista Rosalia Di Martino e dal coordinatore trapianti Fabrizio Fumarola, che hanno poi inviato le cornee alla Banca degli occhi dell'Aquila. 

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Bancarotta Sidermetalli, condannato a 11 anni l’amministratore

Il Tribunale di Chieti ha condannato oggi a 11 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta, seguita al fallimento della Sidermetalli srl, l'imprenditore teatino Luciano Bellia, noto nel settore del recupero dei metalli ferrosi. Secondo l'accusa, in qualità di amministratore unico della societa', che fu dichiarata fallita del 2013, avrebbe distratto somme per un milione e 600.000 euro, tratte su conti intestati alla societa' ed accesi presso tre banche, mediante bonifici disposti a nome di Irina Sedova, la donna russa alla quale era stato ceduto il 70% del capitale sociale. La Sedova, accusata di bancarotta documentale, e' stata condannata a 6 anni di reclusione. I fatti risalgono ad una decina di anni fa. Sempre secondo l'accusa, l'uomo avrebbe distratto altre somme, per 2.947.000 euro, tratte sui conti correnti intestati alla societa': si tratta di soldi corrisposti nell'ambito dell'operazione di compravendita di una dimora di grande pregio, Villa Mufarbi, che si trova a Taormina, dalla societa' Hilde Fortini e conseguenti alla sottoscrizione di un preliminare di vendita di bene altrui firmato dallo stesso Bellia e da due cittadini russi. Il Tribunale ha poi condannato a 2 anni e 6 mesi G.P., accusato di aver distrutto la documentazione contabile della Hamilton, una societa' riconducibile a Bellia. Assolti per prescrizione la moglie di Bellia, Monica Piersante dall'accusa di ricettazione e altre due persone ovvero Giuseppe D'Alessandro e Luciano Gallo accusati di reati fiscali.

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L’Aquila, tre feriti nell’esplosione di un garage

Due esplosioni, alle quali sono seguite altre piu' piccole, sono avvenute nel pomeriggio all'interno di un garage in una palazzina di alloggi popolari dell'Ater dell'Aquila, nella frazione di Arischia. Tre i feriti, di cui uno piu' grave, ricoverati all'ospedale 'San Salvatore'. Evacuate quattro famiglie sistemate in hotel e moduli abitativi provvisori. Sul posto sono intervenuti Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Municipale e ambulanze del 118, oltre ai Vigili del Fuoco che stanno ancora effettuando rilievi per stabilire le cause delle esplosioni, avvertite a chilometri di distanza. Esclusa, secondo quanto appreso, una fuga del gas. Tra le cause al vaglio un'esplosione accidentale per la commistione di materiale infiammabile oppure la presenza di materiale esplosivo; una delle ipotesi e' che il garage fosse adibito a deposito, abusivo, di fuochi di artificio, anche alla luce del fatto che il proprietario lavora in questo settore. 

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Omicidio Alessandro Neri, il Ris analizza le auto sequestrate

Carabinieri del Ris di Roma di nuovo al lavoro stamani per ispezionare la Mercedes e l'Audi sequestrate la settimana scorsa nell'ambito dell'omicidio di Alessandro Neri, il giovane di 29 anni ucciso a colpi di arma da fuoco e trovato morto l'8 marzo a Fosso Vallelunga, alla periferia di Pescara. Le due vetture si trovavano a Giuliano Teatino nella villa di Gaetano Lamaletto, nonno materno di Alessandro Neri, e nell'azienda di famiglia, Il Feuduccio, a Orsogna. L'Audi e la Mercedes sono entrambe intestate all'azienda vitivinicola della famiglia Lamaletto - quella della madre della vittima - ed erano nelle disponibilita' di alcune persone, tra cui i familiari di Alessandro. Gli specialisti dell'Arma hanno prima analizzato la Mercedes. Gli accertamenti tecnici mirano ad appurare chi abbia utilizzato le due vetture negli ultimi giorni e ad ottenere eventuali riscontri alle informazioni acquisite nel corso dell'attivita' investigativa.

C'e' anche una Opel Meriva al vaglio dei carabinieri. L'auto e' andata a fuoco il giorno prima del ritrovamento del corpo del 29enne. La vettura, doveva essere rottamata ed era gia' stata pressata e ridotta a un cubo di lamiere, e' stata prelevata dai carabinieri in un deposito. L'Opel, che sara' sottoposta ad accertamenti, e' stata distrutta da un incendio, di provabile natura dolosa, che aveva investito anche uno scooter e il portone dell'abitazione del proprietario. L'episodio e' accaduto la sera del 7 marzo nella zona dei Colli di Pescara. 

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Pescara, agenti aggrediti in carcere

Agenti di polizia penitenziaria aggrediti a Pescara, secondo quanto riferito dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe. Donato Capece, segretario generale del Sappe ha dichiarato difatti che "Ieri mattina, nella III Sezione reclusione del carcere di Pescara, due poliziotti penitenziari sono entrati in una cella per fare la battitura delle inferriate, come da regolamento. Uno dei cinque detenuti che occupavano la cella si e' scagliato contro gli agenti per protestare rispetto alla mancata riparazione di un armadietto, ed ha ferito i due colleghi. Parliamo di un detenuto gia' noto per la sua irruenza ed insubordinazione. Le criticita' dell'Istituto pescarese sono tante. L'emergenza e' all'ordine del giorno il sistema regge ancora grazie al sacrificio e abnegazione delle donne e uomini in divisa della Polizia Penitenziaria". Capece esprime solidarieta' e parole di apprezzamento per i poliziotti penitenziari di Pescara contusi: "E' solamente grazie a loro, agli eroi silenziosi del quotidiano con il Basco Azzurro a cui va il ringraziamento del Sappe per quello che fanno ogni giorno, se le carceri reggono alle costanti criticita' penitenziarie. La situazione delle carceri si e' notevolmente aggravata. Basterebbe avere l'onesta di esaminare i dati sugli eventi critici accaduti in carcere nell'anno 2017", denuncia. "I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti tra le sbarre nell'interno anno 2017 sono inquietanti: 9.510 atti di autolesionismo (rispetto a quelli dell'anno 2016, gia' numerosi: 8.586), 1.135 tentati suicidi (nel 2016 furono 1.011), 7.446 colluttazioni (che erano 6.552 l'anno prima) e 1.175 ferimenti (949 nel 2016). E la cosa grave e' che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre piu' carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario 'aperto', ossia con i detenuti piu' ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria". 

Per il Sappe "lasciare le celle aperte piu' di 8 ore al giorno senza far fare nulla ai detenuti - lavorare, studiare, essere impegnati in una qualsiasi attivita' - e' controproducente perche' lascia i detenuti nell'apatia: non riconoscerlo vuol dire essere demagoghi ed ipocriti". E la proposta e' proprio quella di "sospendere la vigilanza dinamica: sono infatti state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili". 

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Ladro di rame colto sul fatto

Sorpreso mentre stava asportando cento chilogrammi di cavi elettrici in rame dalla sottostazione elettrica "Pescara Portanuova" di via Po, dopo l'effrazione della recinzione metallica, un 40enne romeno e' stato arrestato dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pescara non solo per furto aggravato, ma anche minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. Vedendo i carabinieri, infatti, l'uomo ha tentato la fuga, spintonando uno dei carabinieri, prima di essere bloccato. E' riuscito invece a fuggire il complice, mentre la refurtiva, nascosta tra la vegetazione, e' stata recuperata e restituita al responsabile di settore/trazione elettrica RFI. 

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Strutture per anziani abusive, due denunce dei Carabinieri del Nas

Denunciati per esercizio abusivo della professione sanitaria e abbandono di persone incapaci, al termine di accertamenti dei Carabinieri del Nas di Pescara, i responsabili di due strutture ricettive per anziani di due comuni della Valle Peligna. I militari per la tutela della salute hanno accertato che i responsabili legali delle societa' avevano attivato le strutture senza le autorizzazioni comunali, ospitandovi anche anziani non autosufficienti, valutati dalla Asl bisognosi di prestazioni socio-sanitarie incompatibili con la permanenza in una semplice residenza per anziani. Ora si dovranno regolarizzare gli aspetti autorizzativi; mentre per gli anziani non autosufficienti e' stato disposto il trasferimento in strutture idonee. L'attivita' e' frutto di un'intensa azione di controllo tesa a far emergere casi di abusivismo sanitario e situazioni di abbandono. Da inizio 2018 scoperte in Abruzzo dai Nas 16 strutture abusive o gravemente carenti: 7 nel Chietino, 5 nell'Aquilano, 2 nel Teramano e 2 nel Pescarese.

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Vasto, sequestrati due chili e mezzo di droga

Droga per complessivi due chilogrammi e mezzo, bilance e bilancini di precisione, materiale per il confezionamento delle sostanze stupefacenti e circa 2 mila euro sono stati sequestrati dagli agenti della Squadra Anticrimine del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Vasto. Il tutto era nascosto tra la dispensa e il vano sottotetto di un'abitazione. Un 30enne è stato arrestato con l'accusa di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. I poliziotti, coordinati dal commissario capo Fabio Capaldo, sono giunti all'abitazione dell'arrestato dopo aver notato un andirivieni di persone dedite all'uso di stupefacenti. Tra la droga sequestrata, hashish (1.600 grammi), marijuana (840 grammi) e cocaina (50 grammi)

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Stalker armato sotto casa di una donna, bloccato a Giulianova

Si era appostato con l'auto sotto l'abitazione della donna di cui si era invaghito e dalla quale non era corrisposto, armato fino i denti, con una pistola a tamburo carica con otto colpi e pronta all'uso, un coltello a serramanico di 20 centimetri, forse preparando un agguato. I carabinieri della compagnia di Giulianova, diretti dal maggiore Vincenzo Marzo, hanno arrestato lo stalker che da quasi due anni aveva preso di mira una 47enne giuliese. Si tratta di un 70enne di Giulianova, ritenuto il mittente non solo di lettere minatorie, ma anche di cartucce da caccia calibro 12 lasciate sull'auto o recapitate nell'abitazione della donna. Le indagini erano scattate dopo la denuncia della 47enne, intimorita e preoccupata che quei segnali fossero premonitori di ben piu' gravi azioni nei suoi confronti. 

Al pensionato sono stati concessi gli arresti domiciliari dal magistrato in attesa dell'udienza di convalida. In casa, il 70enne oltre ad essere stato trovato in possesso delle lettere adesive utilizzate nelle lettere minatorie, deteneva un arsenale: una carabina e una pistola semiautomatica detenute illegalmente e non rubate, una pistola scacciacani senza tappo rosso, 37 cartucce calibro 12, 8 scatole con circa 700 colpi calibro 6 e 4 coltelli a serramanico. Due carabine, queste regolarmente denunciate, erano a casa del figlio, assieme a un chilo di pallini di piombo per preparare cartucce calibro 12

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Avezzano, arrestato per una coltellata

Avrebbe ferito alla gola un connazionale per futili motivi utilizzando un coltello di 22 centimetri: protagonista del gesto un marocchino, L.B., di 33 anni, arrestato dagli agenti del commissariato di Avezzano per lesioni personali aggravate. L'uomo, irregolare sul territorio nazionale ed in evidente stato di ubriachezza, durante una lite avvenuta in zona periferica della citta', ha estratto un coltello a serramanico con il quale ha ferito alla gola il connazionale, trasportato d'urgenza in ospedale e sottoposto alle cure mediche al Pronto Soccorso; l'uomo ha avuto una prognosi di 15 giorni. In seguito all'accaduto sono scattate le ricerche dell'autore del reato che la vittima aveva descritto ai poliziotti.

Trascorse poche ore gli agenti hanno identificato e rintracciato il colpevole all'interno di un casolare abbandonato dove veniva trovato anche il coltello utilizzato, ancora sporco di sangue.

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