Economia

Rapporto Osservasalute, aumenta il consumo di alcol in Abruzzo

In Italia si riduce ancora, anche se di poco, la percentuale dei non consumatori di alcolici (astemi e astinenti negli ultimi 12 mesi), che sono pari al 34,4% (nel 2014 era il 35,6%, nel 2015 34,8%) degli individui di eta' superiore a 11 anni. E' quanto si legge nel rapporto Osservasalute 2017, presentato al Policlinico universitario Agostino Gemelli. Il documento precisa che a livello territoriale si rileva un importante incremento dei non consumatori in Abruzzo, Calabria e Piemonte; la percentuale e', invece, diminuita in Puglia (-4,8 punti percentuali), Valle d'Aosta (-4,7 punti percentuali) e Friuli Venezia Giulia (-3,5 punti percentuali) dove, tra il 2014 e il 2015, si era registrato un incremento significativo Le variazioni segnalate sono confermate anche tra gli astemi in Abruzzo (+4,6 punti percentuali) e in Puglia (-4,7 punti percentuali), oltre alla Calabria in cui si registra un incremento di individui che non hanno mai consumato bevande alcoliche nella vita pari a +4,5 punti percentuali. La prevalenza di consumatori a rischio, nel 2016, e' pari al 23,2% per gli uomini e a 9,1% per le donne. Il dato e' rimasto pressoche' stabile rispetto al 2015 sia a livello nazionale che regionale, ad eccezione della PA di Bolzano dove i valori dei consumatori a rischio sono aumentati di 4,7 punti percentuali nelle donne. Per quanto riguarda invece il numero di fumatori, si legge ancora, rispetto agli anni precedenti in cui si registrava un calo (nel 2010 fumava il 22,8% degli over-14, nel 2011 il 22,3%, nel 2012 il 21,9% e nel 2013 il 20,9%), l'ultima edizione del Rapporto evidenzia un assestamento della quota dei fumatori. Erano circa 10 milioni e 430 mila nel 2016 (nel 2015 erano 10 milioni e 300 mila), poco piu' di 6 milioni e 300 mila uomini e poco piu' di 4 milioni e 100 mila donne. Si tratta del 19,8% della popolazione di 14 anni e oltre. Il numero di coloro che fumano e' rimasto pressoche' costante a partire dal 2014. Il numero medio di sigarette fumate al giorno continua a diminuire in un trend continuo dal 2001, da una media di 14,7 sigarette nel 2001 a 11,5 del 2016, una variazione che conferma la tendenza alla riduzione di tale abitudine. Rispetto al 2015 vi e' una sostanziale stabilita'; infatti, si e' passati da 11,6 sigarette fumate in media al giorno a 11,5 sigarette nel 2016. La piu' alta prevalenza di fumatori si continua a registrare in Campania (23,4% della popolazione di 14 anni e oltre), seguita dell'Umbria (22,8%) e dalla Basilicata (21,5%). La Calabria, invece, registra la piu' bassa prevalenza di fumatori di sigarette (15,9%), seguita dal Veneto (16,2%). Rispetto alla tipologia comunale, definita sia in termini di ampiezza demografica che in base all'appartenenza al centro o alla periferia di una area metropolitana, si evidenzia una percentuale superiore di fumatori nei Comuni grandi, sia del centro che della periferia dell'area metropolitana (rispettivamente, 21,2% e 22,4%). Fumano sempre piu' gli uomini delle donne: nel 2016, si mantiene la differenza evidenziata negli anni precedenti di quasi 10 punti percentuali: 15,1% di donne di 14 anni e oltre dichiara di fumare sigarette vs 24,8% di uomini di pari eta'. Differenze ancora piu' marcate si registrano tra gli ex-fumatori: 29,0% tra gli uomini over 14 anni vs 16,6% delle donne. Le fasce di eta' che risultano molto critiche, con differenze rispetto al valore medio maggiore, per gli uomini sono, nel 2016, quella dei giovani tra i 25-34 anni e i 35-44 anni in cui, rispettivamente, il 33,5% e il 32,2% degli over 14 anni si dichiarano fumatori e le classi di eta' 20-24 anni e 55-59 anni per le donne per le quali il 19,9% e il 20,4% si dichiarano fumatrici. 

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Campagna amica, i consigli per il menu delle scampagnate

Insalata di carne bianca, spiedini da consumare freddi, rollè cotto al forno e tantissime ricette da asporto da preparare in occasione dei ponti del 25 aprile e del primo maggio. Sono tanti e particolari i consigli elargiti questa mattina dai tutor della carne, che hanno fatto capolino nei mercati di campagna amica di Chieti e di Pescara in occasione della giornata intitolata “carni e salumi, via alle agriscampagnate”. Nel corso della mattinata, produttori agricoli e agrichef si sono trasformati in veri e propri consulenti della spesa con consigli ed indicazioni preziose sui tipi di carne da consumare con un occhio di riguardo anche alle tasche magari scegliendo tagli meno noti ma non  per questo meno buoni. I tutor hanno così evidenziato come sia possibile risparmiare fino al 50%, preferendo tagli alternativi meno conosciuti e più economici. “Molto spesso, semplicemente per mancanza di conoscenza, c’è una certa reticenza ad usare tagli di carne cosiddetti minori – dice Coldiretti Abruzzo – va invece detto che, se l’allevamento è di qualità, tutto il prodotto è di qualità. Chi cucina dovrebbe conoscere tutti i tagli e tutte la parti della carne, in quanto esiste una diversità capace di soddisfare tutti i più diversi usi e le diverse esigenze”. 
Nel corso della mattinata i tutor della carne, con l’aiuto degli agrichef di campagna amica, hanno proposto laboratori ed attività dimostrative per il recupero delle parti meno nobili di vitello, coniglio e pollo e per la preparazione di ricette veloci particolarmente indicate per scampagnate e uscite fuori porta. Dalle insalate di pollo agli hamburger di agnello e tacchino per finire alle salsicce e ai salumi, immancabile companatico dei panini delle scampagnate. “Ricette e consigli – conclude Coldiretti Abruzzo - per venire diversamente gli imminenti giorni di festa magari in mezzo alla natura e con preparazioni casalinghe veramente a chilometro zero”. 

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Dati Confartigianato sul credito, in Abruzzo -11,2% all’artigianato

Abruzzo di nuovo agli ultimi posti in Italia in materia di credito: i prestiti alle imprese artigiane, al 30 settembre 2017, sono calati dell11,2% (-9% in Italia), cioè 104 milioni di euro in meno rispetto allo stesso mese del 2016, dato – il peggiore registrato negli ultimi due anni - che colloca la regione alterzultimo posto della graduatoria nazionale. L'ammontare totale del credito concesso all'artigianato in regione è pari a 828 milioni di euro. E' quanto emerge da un approfondimento che Confartigianato Abruzzo ha condotto su un'indagine del Centro studi della Confederazione nazionale.

Dall'analisi dei dati emerge che il trend congiunturale, come in tutta Italia, è in peggioramento. Il dato di settembre, infatti, è solo l'ultimo di una serie di cifre con segno meno: nel 2015 --8,1% a settembre e -4,5 a dicembre; nel 2016 -8,6% a marzo, -8% a giugno, -7,3% a settembre, -8,4% a dicembre; nel 2017 -5,9% a marzo, -7% a giugno e -11,2% a settembre.

A livello territoriale, l'ultimo capoluogo di provincia abruzzese a comparire nella classifica è Chieti che, con il -12,7%, si ferma al 101esimo posto della graduatoria nazionale (credito concesso pari a 227 milioni di euro); poi ci sono Pescara (-11,8%, 95esima posizione; 203 mln), Teramo (-10,8%, 82esima posizione; 221 mln) e L'Aquila(-8,9%, 57esima posizione; 177 mln).

"Auspichiamo che la Regione, attraverso la Fira – afferma il presidente di Confartigianato Abruzzo, Luca Di Tecco – acceleri sulla pubblicazione dei bandi. Ormai siamo a fine legislatura: attendiamo almeno un segnale di attenzione per le piccole imprese. I Consorzi fidi del sistema Confartigianato – aggiunge – restano soggetti facilitatori nonché strumento prezioso per agevolare l'accesso al credito di micro e piccole imprese, ma negli ultimi anni sono stati lasciati soli".

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Niko Romito al Vinitaly nello spazio Abruzzo

 "Al Vinitaly ho trovato una nuova immagine dell'Abruzzo, diversa rispetto al passato. La strada intrapresa da produttori e istituzioni è quella giusta. I vini abruzzesi sono sempre più apprezzati fuori dai confini nazionali". Lo ha detto lo chef stellato Niko Romito, a margine di un incontro che si è tenuto questa mattina al Vinitaly sul Montepulciano d'Abruzzo. "L'enogastronomia regionale, in generale, è apprezzata dalla stampa internazionale, e questo è buon segnale. Noto che si sta creando un sistema tra produttori e ristoratori, a partire dalla ricerca e dall'innovazione, questa rete ha fatto migliorare l'immagine dell'Abruzzo e consentito di ottenere giudizi positivi all'estero". Romito parla di una svolta per il Montepulciano: "Festeggiare in occasione del Vinitaly il nostro Montepulciano è straordinario - ha aggiunto Romito - è un vino che ha fatto la storia e sta la facendo storia. Non è più solo un vino da tavola, bensì è diventato un vino molto apprezzato anche nei ristoranti più importanti del mondo. Sono soddisfatto".

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Michele Borgia è stato riconfermato presidente della Bcc Abruzzese di Cappelle sul Tavo

Michele Borgia è stato riconfermato presidente della Banca di credito cooperativo Abruzzese di Cappelle sul Tavo. L’assemblea sociale, che si è riunita questa mattina nel palacongressi Dean Martin di Montesilvano, lo ha rieletto all’unanimità.

Sono più di milleduecento i soci che hanno rinnovato la propria fiducia al presidente, al consiglio di amministrazione, al collegio sindacale e al collegio dei probiviri uscenti.

“Voglio ringraziare tutti i soci che, all’unanimità, mi hanno voluto confermare in questo ambito e prestigioso incarico e spero di essere all’altezza delle loro aspettative”, ha detto Borgia all’avvio del suo quarto mandato, “farò del mio meglio per far conseguire a questa bella realtà i migliori risultati. Sento la responsabilità di questa rinnovata fiducia.”

Durante l’assemblea è stato approvato anche il bilancio. Tra i presenti al tavolo dei lavori, il direttore della Bcc Adriano Giacintucci.

Ed ecco gli eletti della lista “Per un futuro sempre migliore per soci e dipendenti”: insieme a Borgia presidente, i consiglieri Antonio Domenicone, Ludovico Ciavarelli Macozzi, Riccardo Colazilli, Pierino Di Tullio, Arnaldo Marramiero, Antonio Gabriele, Marino Padovani, Antonio Valloreo. Per il collegio sindacale: Flavia Novello, Piero Redolfi, Debora Di Giovanni, Alfonso Di Giamberardino, Massimo Ivone. Nel collegio dei probiviri: Leonello Brocchi, Enza Pomante, Alberto Varrasso, Simone Ronca, Pierpaolo Lizza.

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Vinitaly, arriva il patto per il vino rosato

Il Consorzio di Tutela dei Vini d’Abruzzo, il Consorzio di Tutela del vino Bardolino, il Consorzio Valtènesi, il Consorzio di Tutela dei Vini Salice Salentino e il Consorzio di Tutela dei Vini Castel del Monte hanno deciso di dar vita ad un protocollo d’intesa orientato alla diffusione, in Italia e all'estero, della cultura e della conoscenza, tuttora purtroppo carenti, del vino rosato autoctono italiano, inteso quale insieme delle singole specificità territoriali. Il Comitato promotore del progetto mira altresì alla costituzione del Centro del Rosato Autoctono Italiano inteso quale sede di confronto, di promozione e di ricerca, aperto ad altre denominazioni italiane dotate di analogo, storico retaggio culturale. L’accordo paritetico tra i Consorzi di tutela firmatari dell’accordo vede, quale capofila, il Consorzio per la tutela del vino Bardolino doc, che costituisce ad oggi la denominazione di origine maggiormente rappresentativa nell'ambito della produzione di vini rosati da varietà autoctone italiane. Il progetto è stato ispirato dal produttore Luigi Cataldi Madonna, che ha favorito il primo incontro consultivo tra i Consorzi tenutosi a Ortona lo scorso 31 gennaioad Ortona.

 Il Patto d'intesa è stato siglato oggi, sabato 14 aprile, a Bardolino nella Villa comunale alla presenza del Sindaco della cittadina veneta alla presenza del presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo Valentino Di Campli, del direttore del Consorzio Salice Salentino, Eugenio Manieri, del presidente Alessandro Luzzago e del direttore Alberto Panont del Consorzio Valtènesi e del  Consorzio Bardolino con presidente Franco Cristoforetti e direttore Angelo Peretti. Il Consorzio Castel Del Monte ha confermato la propria partecipazione all'intesa tra  i 5 Consorzi ed il presidente Francesco Liantonio firmerà il Patto d'intesa nella prima giornata di Vinitaly . 

La cooperazione tra i cinque Consorzi prenderà il via già da questa edizione di Vinitaly attraverso l’organizzazione di due Masterclass “Chiaretto, Cerasuolo, Rosato: i rosé italiani da uve autoctone” che si terranno martedì 17 alle 11 e alle 15 presso il PalaExpo di Verona Fiere (Sala Argento2) e di uno spazio dedicato ai Rosati da uve autoctone all’interno del padiglione 4 della Lombardia, dove per i quattro giorni della fiera saranno proposti i vini dei cinque Consorzi.

 

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Export, le aziende abruzzesi incontrano buyers esteri

Settanta aziende abruzzesi del settore agroalimentare presenteranno i propri prodotti a buyers stranieri nell'ambito del programma di internazionalizzazione Piano Export Sud II. Martedì 10 aprile, dalle ore 10, il padiglione espositivo del Porto turistico di Pescara farà da palcoscenico all'incontro internazionale tra mercati stranieri e aziende dell'agroalimentare abruzzese.

Si tratta della più importante e imponente manifestazione di promozione del prodotto abruzzese su mercati internazionali, dopo che nei mesi scorsi proprio il settore dell'agroalimentare ha suscitato interesse all'estero in manifestazioni pubbliche e fiere. La manifestazione di martedì in questo senso rappresenta un'occasione unica perché i paesi di provenienza dei buyers sono Serbia, Montenegro, Albania, Kosovo, Svezia, Finlandia, Estonia, Danimarca e Slovenia, mercati cioè in forte espansione e sui quali il settore agroalimentare abruzzese può dire molto in termini di qualità di prodotti. Il mercato del Nord Europa del resto già conosce e apprezza la produzione enogastronomica delle aziende abruzzesi; l'azione di promozione di martedì 10 aprile ha il doppio obiettivo di rafforzare i mercati del Nord e proseguire nell'azione di penetrazione nei mercati dell'area balcanica.

L'evento, organizzato dall'Agenzia Ice, dalla Regione Abruzzo e dal Centro estero delle Camere di commercio d'Abruzzo, si articola in due giornate: prima della manifestazione pubblica del 10 aprile, infatti, il 9 aprile i buyers stranieri visiteranno 4 aziende sul territorio abruzzese e molisano. La giornata del 10 aprile, invece, sarà caratterizzata da incontri B2B per verificare direttamente quali e quanti i margini di movimento per le 70 aziende abruzzesi selezionate. Il Piano Export Sud II è finanziato nell'ambito dei fondi Fesr di gestione nazionale e per le Regioni in Transizione prevede una dotazione finanziaria di 6,6 milioni di euro. Sul programma Il dipartimento Sviluppo economico della Regione Abruzzo sta investendo molto, avendo avviando con il Centro estero delle Camere di Commercio una importante collaborazione istituzionale, dalla quale è nata una cabina di regia per il coordinamento di tutte le iniziative di internazionalizzazione.

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Finanziamenti europei, Ufficio Unico con Pescara e Spoltore e Montesilvano

Gestire i servizi di progettazione, programmazione e accesso ai finanziamenti resi disponibili dai programmi europei, ma anche nazionali e regionali, in maniera condivisa con i Comuni di Pescara e di Spoltore. Con questo obiettivo il Comune di Montesilvano, con atto di Consiglio, ha approvato lo schema di convenzione per l’Ufficio Europa Area Metropolitana -  UEAM. «Le opportunità che provengono dai bandi di natura europea -  dichiara il consigliere Adriano Tocco, presidente della Commissione Affari Istituzionali -  sono molto significative. Tuttavia i Comuni spesso perdono occasioni di valorizzazione dei propri territori per mezzo di tali strumenti proprio per la mancanza di risorse interne dedicate a questo specifico ambito. L’approvazione di questo schema di convenzione ci consente di partecipare al bando della Regione Abruzzo “Empowerment delle Istituzioni Locali”, destinato agli Enti locali e volto alla costruzione di una strategia unitaria di sviluppo territoriale. In sostanza partecipare a questo bando ed ottenere tale finanziamento ci consentirà di creare un Ufficio Unico in condivisione con Pescara e Spoltore, dedicato ad intercettare fondi, ma anche proporre una strategia integrata di informazione e sensibilizzazione sulla cultura europea».

Questo ufficio si pone come obiettivo di favorire la gestione associata delle politiche e dei servizi europei dell’area metropolitana al fine di garantire un’efficace dinamica cooperativa tra gli enti locali e di utilizzare al meglio le opportunità offerte dall’Europa. La convenzione prevede che verranno realizzati momenti di incontro con ragazzi e giovani. I servizi formativi consentiranno di intercettare i bisogni degli interlocutori. L’UEAM include anche servizi di orientamento sui programmi e sui bandi europei e di sviluppo delle idee progettuali. L’UEAM si pone anche l’obiettivo di attivare un modello di gestione associata del sistema di servizi europei di area vasta che sia funzionale alle caratteristiche formali e informali, alle potenzialità delle organizzazioni coinvolte e che sappia valorizzare l’esperienza maturata dai Comuni.

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Olio Extra Vergine, doppio appuntamento in Abruzzo coi consorzi DOP

Un mese dedicato all’olio extra vergine e alla sua promozione. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali lancia la campagna di comunicazione “Olio Extra Vergine. La Sua Ricchezza. La Nostra Fortuna”, per incontrare i ristoratori e sensibilizzare i consumatori sulla lettura dell’etichetta, per conoscere le caratteristiche nutrizionali, la varietà, l’origine e la tracciabilità del prodotto. Proprio in questi giorni la Rai sta mandando in onda gli spot che vedono protagonista lo chef Antonino Cannavacciuolo.

Il primo appuntamento è il 9 Aprile alle 10.30 a Pescara, Consorzio olio DOP Aprutino Pescarese in collaborazione coi produttori olio DOP Colline Teatine in via Trento, nel ristorante Bollicine, con ristoratori, produttori, sommelier dell’olio, giornalisti e food blogger. Seconda tappa sempre il 9 Aprile a Villa Filiani, a Pineto,  nella sala Cortino, in d'Annunzio, dalle 15.30 col Consorzio Olio DOP Pretuziano delle Colline Teramane. 

Il programma prevede, dopo la presentazione del progetto, e il saluto dei padroni di casa dei due Consorzi, l’intervento dell’esperto che parlerà di abbinamenti, proprietà organolettiche, e utilizzo. Momento centrale sarà quello della presentazione di piatti e ricette con l’olio extra vergine.

Ruolo fondamentale è quello dei Consorzi DOP che illustreranno le caratteristiche dei territori e le caratteristiche della produzione locale. Saranno quindi coinvolti i ristoratori locali che riceveranno un taste Kit: un cofanetto contenente, una bottiglia di olio extravergine d’oliva personalizzata con il logo della campagna,  un bicchiere da degustazione, la cartolina di promozione del concorso e una vetrofania indicante l’adesione al “Circuito Extra vergine” da esporre nel proprio locale.

La partecipazione al circuito permetterà a tutti i ristoratori di vedere il logo della loro attività all’interno del sito www. www.extraverginidoliva.it.

L’adesione gratuita al circuito offrirà ai ristoratori la possibilità di usufruire della visibilità del piano di comunicazione previsti durante il mese dell’olio e la possibilità di partecipare al concorso “La migliore carta degli extra vergini”.

Momento finale del concorso sarà quello che si vivrà in occasione del Vinitaly di Verona che l’anno passato ha ospitato il lancio della campagna dedicata ai consumatori che sono stati coinvolti in un tour svoltosi nei centri commerciali di tutta Italia, durante il quale, oltre ai momenti di degustazione, è stato somministrato un test per valutare la conoscenza della proprietà dell’extra vergine, un comparto che vale 3 miliardi di euro e rappresenta il 3% del fatturato totale dell’industria agroalimentare italiana.

Dal 15 al 18 aprile 2018 si chiuderà quindi con la premiazione dei vincitori del concorso questa parte della campagna di comunicazione.

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Reddito medio in Italia di 20.940 euro, in aumento dell’1,2%

Il Dipartimento delle Finanze grazie alle innovazioni nel processo legato alla dichiarazione precompilata, avviate dall’Amministrazione Finanziaria nel 2015, ha reso disponibili in modo tempestivo i dati delle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche presentate nel 2017,riferite all’anno di imposta 2016.
Per una corretta interpretazione dei risultati statistici delle dichiarazioni dei redditi è utile ricordare i dati macroeconomici dell’anno di riferimento: nel 2016 il PIL ha presentato una crescita del +0,9% in termini reali  e del +1,7% in termini nominali
Sono circa 40,9 milioni  (+0,25% rispetto all’anno precedente) i contribuenti che hanno assolto l’obbligo dichiarativo, direttamente attraverso la presentazione dei modelli di dichiarazione “Redditi Persone Fisiche” e “730”, o indirettamente attraverso la dichiarazione dei sostituti d’imposta (Certificazione Unica - CU). 20,2 milioni hanno utilizzato il modello 730, 9,8 milioni i soggetti hanno presentato invece il modello “Redditi Persone Fisiche”, mentre i dati dei restanti 10,9 milioni di contribuenti, non tenuti a presentare direttamente la dichiarazione, sono stati acquisiti tramite il modello CU compilato dal sostituto d’imposta.
Il reddito complessivo totale dichiarato ammonta a circa 843 miliardi di euro (+10 miliardi rispetto all’anno precedente) per un valore medio di 20.940 euro, in aumento dell’1,2% rispetto al reddito complessivo medio dichiarato l’anno precedente.
L'analisi territoriale conferma che la regione con reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (24.750 euro), seguita dalla Provincia Autonoma di Bolzano (23.450 euro), mentre la Calabria presenta il reddito medio più basso (14.950 euro); anche nel 2016 il reddito medio nelle regioni del Sud, pur aumentato rispetto all’anno precedente è cresciuto meno rispetto alla media nazionale.
I redditi da lavoro dipendente e da pensione rappresentano circa l’82% del reddito complessivo dichiarato; il reddito da pensione, rappresenta circa il 30% del totale del reddito complessivo. I lavoratori autonomi mostrano il reddito medio più elevato, pari a 41.740 euro, mentre il reddito medio dichiarato dagli imprenditori (titolari di ditte individuali) è pari a 21.080 euro. Il reddito medio dichiarato dai lavoratori dipendenti è pari a 20.680 euro, quello dei pensionati a 17.170 euro. Infine, il reddito medio da partecipazione in società di persone ed assimilate risulta di 17.990 euro. Si ricorda che la quasi totalità dei redditi da capitale è soggetta a tassazione sostitutiva e non rientra pertanto nell’Irpef.
E’ opportuno ribadire che per “imprenditori” nelle dichiarazioni Irpef si intendono i titolari di ditte individuali, escludendo pertanto chi esercita attività economica in forma societaria; inoltre la definizione di imprenditore non può essere assunta come sinonimo di “datore di lavoro” in quanto la gran parte delle ditte individuali non ha personale alle proprie dipendenze. Sarebbe pertanto improprio utilizzare i dati sopra riportati per confrontare i redditi degli “imprenditori” con quelli dei “dipendenti”.
 Analizzando l’andamento dei redditi delle singole categorie di contribuenti emerge che , rispetto al 2015, crescono in misura significativa i redditi medi d’impresa (+5,3%) e da lavoro autonomo (+9,0%),  anche per effetto dell’ampliamento dell’applicabilità del regime forfetario: la fuoriuscita dalla tassazione ordinaria di imprenditori e lavoratori autonomi di piccole dimensioni, che dichiarano normalmente redditi bassi, determina infatti un aumento del reddito medio dichiarato soggetto a Irpef ordinaria. Cresce anche il reddito medio da partecipazione (+5,7%).
Il reddito medio da pensione mostra una crescita dell’1,8%, confermando il trend degli anni precedenti, mentre il reddito medio da lavoro dipendente rimane sostanzialmente stabile (+0,1%).Tuttavia, se si includono nel reddito medio da lavoro dipendente i premi di produttività, per i quali nel 2016 è stata reintrodotta la tassazione sostitutiva, la variazione sale al +0,6%.
Nel 2016 l’ammontare del reddito da fabbricati soggetto a tassazione ordinaria ammonta a 27,5 miliardi di euro, con una riduzione del 2,4% rispetto al 2015. I redditi da fabbricati di immobili locati soggetti a tassazione sostitutiva (cedolare secca) mostrano incrementi sostanziali, del 9,4% in caso di aliquota ordinaria (al 21%) e del 31,6% in caso di aliquota ridotta per canone concordato (al 10%).
La nuova tassazione sostitutiva dei premi di produttività introdotta nel 2016 - si legge nella nota del Mef - ha interessato circa 1,9 milioni di soggetti, ossia quasi un dipendente su dieci, per un ammontare di circa 2 miliardi di euro di retribuzione. L’agevolazione consiste nella tassazione ad aliquota agevolata del 10% su questa parte di retribuzione. Nel 2016 è stato anche introdotto il regime agevolato per i lavoratori impatriati che prevede l’imponibilità sul 70% dei redditi anziché sull’intero ammontare. Il regime è stato utilizzato da circa 1.300 soggetti. Tale regime si aggiunge agli altri due già esistenti: quello per il “rientro dei cervelli”,che ha interessato oltre 2.200 soggetti e che prevede l’imponibilità sul 20% dei redditi per le donne e sul 30% per gli uomini, e quello per i docenti e ricercatori rientranti in Italia, che ha interessato oltre 1.200 soggetti e che prevede l’imponibilità soltanto sul 10% del reddito. Per i regimi “impatriati” e “rientro dei cervelli” i redditi medi lordi sono pari a 84.968, circa quattro volte superiori al reddito medio da lavoro dipendente. Nel caso dei ricercatori il reddito medio di 153.700 è anche sette volte maggiore del reddito medio da lavoro dipendente, a conferma dell’elevato livello di qualificazione dei contribuenti che rientrano in Italia.
L’imposta netta totale dichiarata è pari a 156 miliardi di euro, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Al netto degli effetti del bonus 80 euro, l'imposta netta Irpef  risulta pari in media a 5.070  euro e viene dichiarata da circa 30,8 milioni di soggetti, pari al 75% del totale dei contribuenti. Oltre 10 milioni di soggetti hanno un’imposta netta pari a zero. Si tratta prevalentemente di contribuenti con livelli reddituali compresi nelle soglie di esenzione, ovvero di coloro la cui imposta lorda si azzera per effetto delle detrazioni riconosciute dal nostro ordinamento. Inoltre, considerando i soggetti la cui imposta netta è interamente compensata dal bonus “80 euro”, i soggetti che di fatto non versano l’Irpef salgono a circa 12,3 milioni.
Analizzando i contribuenti per fasce di reddito complessivo si osserva che il 45% dei contribuenti, che dichiara solo il 4,2% dell’Irpef totale, si colloca nella classe fino a 15.000 euro; in quella tra i 15.000 e i 50.000 euro si posiziona il 50% dei contribuenti, che dichiara il 57% dell’Irpef totale, mentre solo il 5,3% dei contribuenti dichiara più di 50.000 euro, versando il 39% dell’Irpef totale. Rispetto all’anno precedente, aumenta il numero dei soggetti che dichiarano più di 50.000 euro (+38.000). I soggetti con un reddito complessivo maggiore di 300 mila euro sono anche tenuti al pagamento del contributo di solidarietà del 3% sulla parte di reddito eccedente tale soglia: si tratta di circa 35.000 soggetti (0,1% del totale contribuenti), per un ammontare complessivo di 321 milioni di euro (circa 9.439 euro in media).
Nel 2016 è in vigore il blocco degli aumenti delle aliquote dei tributi locali che riguarda anche le addizionali all’Irpef. Eventuali aumenti scattano in automatico nelle Regioni che presentano deficit sanitari. L’addizionale regionale Irpef ammonta nel 2016 a circa 11,9 miliardi di euro (+0,9% rispetto al 2015). L’addizionale regionale media è pari a 410 euro (400 euro nel 2015). I valori più alti si registrano nel Lazio (640 euro) e in Piemonte (510 euro), in relazione agli automatismi fiscali per il deficit sanitario attivi in entrambe le Regioni; i valori più bassi si rilevano nelle regioni Basilicata e Sardegna (entrambe a 270 euro).
L’addizionale comunale ammonta invece complessivamente a 4,7 miliardi di euro, in aumento dello 0,9% rispetto al 2015, con un importo medio pari a 190 euro, che varia dal valore massimo di 250 euro nel Lazio, al valore minimo di 60 euro nella Provincia autonoma di Bolzano.

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