Economia

Dayco, annunciati 135 esuberi, sciopero di 24 ore

Sciopero di 24 ore a partire dalla mezzanotte di domani fino a sabato 8 luglio nei siti di Chieti e Manoppello della Dayco, dopo l'annuncio dell'azienda di 135 esuberi: e' quanto deciso dai sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil al termine di un incontro presso Confindustria Chieti-Pescara con la delegazione aziendale composta dal CEO, Nick Orlando, il manager delle risorse umane, Silvana Roatta, il plant manager Carlo Fulgenzi, Confindustria, lo studio legale e le segreterie regionali dei sindacati oltre alle Rsu di Chieti e Manoppello. Le segreterie e le RSU si riservano di comunicare alle maestranze i contenuti dell'incontro in una assemblea unica che si svolgera' domani alle 11 davanti ai cancelli dello stabilimento 1 di Chieti Scalo. Le organizzazioni sindacali si dichiarano disponibili ad un confronto che non abbia come oggetto gli esuberi citati. 

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Dal 6 al 9 luglio al porto turistico Pescara torna lo Street Food

Si svolgerà dal 6 al 9 luglio prossimi nel Porto Turistico "Marina di Pescara", lo "Street Food Time", dedicato al cibo di strada di qualità che torna per la terza edizione in città. La manifestazione, che rientra nel cartellone di Estatica, ed organizzata dall'azienda Blunel d'intesa con la Camera di Commercio di Pescara, il Marina di Pescara e Confartigianato Pescara, ospiterà 25 food truck provenienti da tutta Italia, ciascuno con il proprio chef (tra loro anche lo stellato Michelin Vitantonio Lombardo) e 5 birrifici abruzzesi con oltre 25 tipologie di birre rigorosamente artigianali preparate per l'occasione; offrirà 140 proposte culinarie diverse, oltre a pietanze per vegetariani, vegani e gluten free, ed anche assaggi di cucina internazionale. Sono alcuni dei numeri che "Street food time", presentato questa mattina in conferenza stampa in CCIAA Pescara, è in grado di proporre. I fornelli si accenderanno alle 18 e si spegneranno a tarda notte. Un appuntamento da non perdere, anche con intrattenimento ed animazione di artisti di strada. Apertura giovedì 6 luglio alle 18, con inaugurazione ufficiale prevista alle 20. L'ingresso è gratuito

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Quindici milioni per le aziende delle regioni colpite dal terremoto del Centro Italia

Grazie alla raccolta effettuata da Acri tra le Fondazioni bancarie a favore delle popolazioni colpite dal sisma tra il 24 agosto 2016 e il 18 gennaio 2017 nelle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, e alla collaborazione con Intesa Sanpaolo, le piccole imprese di quei territori potranno complessivamente ricevere fino a 15 milioni di euro di finanziamenti per investimenti destinati al ripristino o alla riconversione dell'attivita' aziendale, oppure per esigenze di liquidita'. Ad annunciarlo e' la Fondazione Tercas che ha sottolineato come questo sara' possibile grazie a un fondo di garanzia che finanziera', a tassi particolarmente contenuti, fino al 100% dei costi sostenuti dal beneficiario, con un massimo di 30 mila euro. La durata massima del prestito sara' di 60 mesi per finanziamenti destinati al sostegno di investimenti; di 36 mesi per sostenere la liquidita'. L'azienda interessata a un finanziamento potra' presentare domanda presso una filiale del gruppo Intesa Sanpaolo e per conoscenza alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno.

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La classifica degli atenei italiani vede Teramo al secondo posto nelle Università piccole

Il Censis ha pubblicato la sua classifica delle Universita' italiane. Si tratta di un'articolata analisi del sistema universitario italiano attraverso la valutazione degli atenei (statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensione) relativamente alle strutture disponibili, ai servizi erogati, al livello di internazionalizzazione e alla capacita' di comunicazione 2.0. A questa classifica si aggiunge il ranking dei raggruppamenti di classi di laurea triennali e dei corsi a ciclo unico rispetto alle dimensioni della progressione in carriera e del grado di internazionalizzazione. Complessivamente si tratta di 40 classifiche. Tornano a crescere le immatricolazioni. Il picco di immatricolati alle universita' italiane si era registrato nell'anno accademico 2003/04 (337mila nuovi iscritti). Dopo di allora si e' verificato un calo che si e' protratto fino al 2013/14, con una riduzione complessiva nel periodo del 20%. Nell'a.a. 2015/16 (276mila immatricolati) si ha, per il secondo anno consecutivo, una lieve crescita (+1,9%, circa 6mila immatricolati in piu', dopo il +0,8% registrato nell'anno precedente, in cui si era invertito il trend). I mega atenei statali. Tra i mega atenei statali (quelli con oltre 40.000 iscritti) mantiene la prima posizione in graduatoria l'Universita' di Bologna, con un punteggio complessivo di 92,0.

Segue l'Universita' di Firenze (88,2) che guadagna una posizione rispetto all'anno precedente, acquisendo, tra l'altro, 6 punti nella comunicazione e nei servizi digitali. Terza e quarta posizione per l'Universita' di Padova e l'Universita' di Roma La Sapienza, che oltre a migliorare il loro punteggio nella comunicazione e nei servizi digitali guadagnano rispettivamente 4 e 1 punti nel livello di internazionalizzazione. Ultima in classifica tra i mega atenei e', come lo scorso anno, l'Universita' di Napoli Federico II. Penultima l'Universita' di Catania, che perde una posizione. L'Universita' Statale di Milano, infine, si conferma terz'ultima. I grandi atenei statali. L'Universita' di Perugia continua a guidare la classifica dei grandi atenei statali (da 20.000 a 40.000 iscritti), spingendo molto sull'internazionalizzazione dell'ateneo, criterio di valutazione rispetto al quale ha guadagnato 5 punti, per totalizzare un punteggio complessivo pari a 94,8. Con 91,6 mantiene il secondo posto l'Universita' di Pavia, a cui si accoda l'Universita' di Parma (89,6), con 10 punti in piu' nella comunicazione e nei servizi digitali. Al quarto posto si colloca quest'anno una new entry, l'Universita' di Modena e Reggio Emilia, passata dai medi ai grandi atenei e sopra di 3 punti nei servizi per gli studenti rispetto all'anno passato.

Scende dal terzo al quinto posto l'Universita' della Calabria, i cui punteggi per la spesa per borse di studio e altri interventi in favore degli studenti e per comunicazione e servizi digitali si riducono di rispettivamente di 7 e 9 punti. Ultima e penultima tra i grandi atenei restano la Seconda Universita' di Napoli o Universita' della Campania e l'Universita' di Chieti-Pescara con, nell'ordine, i punteggi complessivi di 72,4 e 72,6. Perde due posizioni, infine, arrivando terz'ultima, l'Universita' di Roma 3. I medi atenei statali. L'Universita' di Siena sorpassa quella di Trento nella graduatoria dei medi atenei statali (da 10.000 a 20.000 iscritti), sebbene la differenza tra i rispettivi punteggi totali sia minima: Siena 99,4 e Trento 99,2. Stabile al terzo posto e' l'Universita' di Sassari, con 6 punti in piu' sia nella classifica della spesa per borse di studio e altri interventi in favore degli studenti, sia in quella della comunicazione e dei servizi digitali. Anche quest'anno quarta in graduatoria e' l'Universita' di Trieste, seguita da un altro ateneo friulano, l'Universita' di Udine, in ascesa di due posizioni nella classifica complessiva e con un incremento di 14 punti in quella relativa alla spesa per borse e altri interventi in favore degli studenti. Chiudono il ranking, rispettivamente all'ultimo, penultimo e terz'ultimo posto, le Universita' di Napoli Parthenope, di Napoli L'Orientale e l'Universita' degli Studi Magna Graecia di Catanzaro. 

I piccoli atenei statali. Nella classifica dei piccoli atenei statali (fino a 10.000 iscritti) primeggia nuovamente l'Universita' di Camerino, con un punteggio complessivo di 97,2, cui segue l'Universita' di Teramo che, totalizzando 89,6 punti, sale di due posizioni, occupando quella che lo scorso anno era dell'Universita' di Foggia, retrocessa al quarto posto e penalizzata in particolare dalla perdita di 15 punti relativamente alla famiglia della spesa per borse e altri servizi in favore degli studenti, variabile in parte esterna e conseguente alle politiche regionali per il diritto allo studio spesso deficitarie. Stabile al terzo posto e' l'Universita' di Macerata. L'Universita' di Cassino, infine, avendo scalato due posizioni rispetto allo scorso anno, si colloca al quinto posto. Penultima e ultima posizione sono occupate dall'Universita' del Sannio e dall'Universita' del Molise. I Politecnici. Stabile la classifica dei Politecnici, guidata dal Politecnico di Milano (92,8 punti), seguito dallo Iuav di Venezia (88,2), posizionato al secondo posto, e dai Politecnici di Torino e di Bari, rispettivamente al terzo e quarto posto. Gli atenei non statali. Non riserva soprese la classifica degli atenei non statali. Tra i grandi atenei non statali (quelli da 10.000 a 20.000 iscritti) primeggia anche quest'anno l'Universita' Bocconi (95,8 punti), seguita dall'Universita' Cattolica (89,4). Tra i medi atenei non statali (da 5.000 a 10.000 iscritti) al primo posto c'e' la Luiss (91,4). Tra i piccoli atenei non statali (fino a 10.000 iscritti), piu' numerosi, la Libera Universita' di Bolzano totalizza un punteggio di 108,8, seguita dalla Liuc-Universita' Cattaneo (93,4)

Chiudono la graduatoria l'Universita' Jean Monnet, in ultima posizione, preceduta dall'Universita' Europea di Roma. Unico cambiamento interno alla graduatoria e' costituito dalla retrocessione in settima posizione dell'Universita' degli Studi Internazionali di Roma, rimpiazzata in sesta dall'Universita' Vita-Salute San Raffaele. Le graduatorie possono essere esaminate nel dettaglio nella sezione del sito del Censis (www.censis.it), dove si possono interrogare in funzione dei personali obiettivi e percorsi di studio. Sul sito sono consultabili anche le classifiche della didattica delle lauree triennali e magistrali a ciclo unico (raggruppate rispettivamente in 15 e 6 aree disciplinari) ed e' disponibile la metodologia utilizzata per la classificazione.

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Premio Confindustria a Universal Caffe’ di Moscufo

Universal Caffe' di Moscufo, azienda abruzzese specializzata nella torrefazione del caffe', premiata da Confindustria Chieti-Pescara. La motivazione e' il prestigioso riconoscimento internazionale ottenuto nel 2015 dall'azienda: il Rating 1 - "Indice di massima affidabilita'" attribuito dalla Cribis D&B, societa' del gruppo Crif competente in materia di business information, specializzata nella mappatura e fornitura di informazioni economiche e commerciali su aziende di tutto il mondo. Il premio di Confindustria e' stato consegnato nel corso della manifestazione 'Festeggiamo insieme i vostri successi', che si e' svolta nell'ambito dell'assemblea generale dei soci dell'associazione degli industriali. All'iniziativa hanno preso parte, tra gli altri, il presidente di Confindustria Chieti-Pescara, Gennaro Zecca, il sottosegretario di Stato per la Giustizia, Federica Chiavaroli, il capo ufficio legislativo del ministero dell'Agricoltura, Cristina Gerardis, il direttore Affari legislativi di Confindustria, Antonio Matonti, e il direttore amministrativo di Arta Abruzzo, Gianfranco Attili. Per Confindustria la consegna dei premi rappresenta un momento di condivisione e rallegramento per i 'casi di successo' che hanno coinvolto aziende ed imprenditori associati. Per la Compagnia del Caffe', conosciuta per il suo storico marchio Universal Caffe', il Rating 1 di Cribis ha rappresentato "una delle migliori conferme istituzionali circa la filosofia aziendale, che mette al primo posto produzione e gestione, promuovendo costantemente l'innovazione, il miglioramento tecnologico e la corretta gestione organizzativa, finanziaria e amministrativa, senza trascurare quel legame fondamentale con la tradizione, alla base del successo di Universal in Italia e nel mondo". 

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Confprofessioni, mazzata da 12 miliardi di addizionale regionale Irpef

Negli ultimi 10 anni il prelievo fiscale da addizionale regionale Irpef è cresciuto del 58,66%, passando dai 7,47 miliardi di euro del 2006 agli 11,85 miliardi di euro del 2015. Una vera e propria mazzata per i contribuenti italiani che hanno visto crescere il peso delle addizionali regionali dai 254,72 euro del 2006 a una media di 404,10 euro nel 2015, con un incremento percentuale del 64,46%. I picchi più alti nel 2007 (in termini di prelievo +12,32% rispetto al 2006) e nel 2011 (+26,94% rispetto al 2010). Tuttavia gli ultimi anni sono stati caratterizzati da una ulteriore costante crescita che ha avuto il suo apice nel 2015 (+4,07% rispetto al 2014). Il dato emerge da uno studio realizzato dall'assemblea dei presidenti regionali di Confprofessioni, presieduto da Andrea Dili, che ha elaborato e riaggregato a livello nazionale e regionale i dati del dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia, relativi all'ultimo decennio disponibile (dall'anno d'imposta 2006 all'anno di imposta 2015); mentre per l'aggregazione dei dati a livello provinciale si è fatto riferimento alle variabili disaggregate a livello comunale, disponibili soltanto a partire dall'anno d'imposta 2012. Lo scenario non cambia a livello regionale, dove si è registrata una crescita sia dell'imposta complessiva sia dell'imposta media. In termini di imposta media, si va dal +33,94% del Veneto al +113,95% dell'Emilia Romagna; mentre in termini di imposta complessiva si passa dal +3,51% del Trentino Alto Adige (dato condizionato dal forte calo del numero dei soggetti passivi di imposta che si è verificato dal 2006 al 2015 principalmente nella provincia autonoma di Bolzano) al +108,41% dell'Emilia Romagna

"La pressione fiscale nel nostro Paese -commenta il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella- sia a livello nazionale che locale, ha raggiunto livelli insostenibili e chi afferma che le tasse in Italia diminuiscono, mente sapendo di mentire. I dati che emergono dall'evoluzione dell'andamento del prelievo fiscale da addizionale regionale Irpef degli ultimi 10 anni sono sconfortanti e rappresentano in termini percentuali il maggiore incremento di prelievo fiscale da singola imposta che in 10 anni si è verificato in Italia. Una spiegazione potrebbe essere il taglio dei trasferimenti di risorse dallo Stato agli enti locali; ma è anche vero che l'addizionale regionale (come quella comunale) è una imposta che viene percepita minimamente dagli stessi contribuenti, poiché viene liquidata contestualmente all'Irpef". Il dato nazionale si conferma anche a livello regionale: in tutte le regioni si è verificata una crescita sia dell'imposta complessiva sia dell'imposta media. Tuttavia si deve riscontrare una notevole eterogeneità del fenomeno: in termini di imposta media, ad esempio, si va dal + 33,94% del Veneto al + 113,95% dell'Emilia Romagna; mentre in termini di imposta complessiva si passa dal + 3,51% del Trentino Alto Adige (dato condizionato dal forte calo del numero dei soggetti passivi di imposta che si è verificato dal 2006 al 2015 principalmente nella provincia autonoma di Bolzano) al +108,41% dell'Emilia Romagna. Nella classifica regionale sul prelievo medio in termini assoluti primeggia il Lazio con una imposta media per soggetto passivo pari a euro 620,85 annui (con una differenza di +216,75 euro rispetto alla media nazionale); mentre fanalino di coda della classifica risulta la Basilicata con una imposta media di 268,65 euro annui (-135,45 euro rispetto alla media nazionale). Rispetto al 2006 il Lazio risulta essere anche la regione che ha incrementato di più il prelievo medio in termini assoluti (+293,95 euro), mentre il Veneto è la regione che lo ha aumentato meno (+76,78 euro).

Rispetto al 2006, infine, si segnala un cambiamento significativo delle posizioni nella classifica del prelievo medio da addizionale regionale Irpef: fanno un considerevole passo avanti Veneto e Lombardia, che perdono entrambe 5 posizioni; migliorano significativamente Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta e Abruzzo (scivolano tutte di 3 posizioni); mentre peggiorano notevolmente Emilia Romagna (+8) e in modo rilevante Toscana (+6) e Molise (+4). "Se è vero -sottolinea Andrea Dili, presidente dell'assemblea dei presidenti regionali di Confprofessioni e autore dello studio- che l'incremento del prelievo fiscale da addizionale regionale è aumentato in tutte le regioni italiane, ciò è avvenuto in misura non uniforme Mentre alcune regioni hanno sostanzialmente raddoppiato il gettito dal 2006 al 2015, altre sono riuscite a contenere la misura di tali incrementi; con l'eccezione virtuosa della Provincia Autonoma di Bolzano che dal 2012 al 2015 ha addirittura diminuito il prelievo medio di oltre un terzo". La provincia con la più alta addizionale regionale media è Roma, con 676,05 euro annui (per soggetto passivo d'imposta, mentre l'imposta più bassa si registra a Bolzano, con 277,88 euro annui (per soggetto passivo d'imposta). Tra le due province c'è una differenza che in termini assoluti si attesta su 398,17 euro annui, dato che in termini percentuali significa che a Roma l'addizionale regionale incide ben il 143,29% in più che a Bolzano. Nel 2012 la differenza tra la provincia più 'colpita' dall'addizionale (sempre Roma, con 494,03 euro annui per soggetto passivo d'imposta) e quella meno 'colpita' (Medio Campidano, con 225,48 euro annui per soggetto passivo d'imposta) si attestava su euro 268,55 in termini assoluti e sul 119,10% in termini percentuali.

Tra le grandi città troviamo ai primi posti Roma (1), Torino (2), Napoli (4) e Milano (6); subito a ridosso dei primi dieci posti Bologna (12), seguita da Genova (24), Palermo (28) e Firenze (34); mentre nelle retrovie si classificano Bari (76), Venezia (88) e Cagliari (90). Le variazioni positive più significative rispetto al 2012 (primo anno per il quale sono disponibili i dati disaggregati per provincia) riguardano Bolzano (che perde ben 66 posizioni passando dal 44esimo posto del 2012 al 110mo del 2015), le province della Calabria (che vanno dal -45 di Crotone al -35 di Reggio Calabria) e quelle della Puglia; mentre le variazioni negative più importanti si registrano in Piemonte e in Toscana. "L'ultima parte dello studio riguarda i dati disaggregati a livello provinciale -spiega Dili- all'interno delle singole regioni, infatti, troviamo delle differenze significative tra le varie province. Ovviamente tali differenze sono dovute sostanzialmente a una serie di variabili Irpef (in particolare l'entità del reddito imponibile) indipendenti dal livello dell'aliquota fiscale che è uniforme su tutto il territorio regionale"

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Sit-in e sciopero per i lavoratori Soget a Pescara

Sciopero per l'intera giornata e sit-in di protesta davanti la sede di via Venezia a Pescara dei lavoratori della Soget Spa, nell'ambito stato di agitazione proclamato a livello nazionale da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs in seguito all'apertura di una procedura di licenziamento collettivo per 26 Ufficiali di Riscossione, di cui 20 in Abruzzo. "Protestiamo - ha detto Lucio Cipollini della Filcams Cgil - contro la procedura di licenziamento adottata dall'azienda nei confronti degli Ufficiali di Riscossione, e poi siamo anche preoccupati perche' la riforma fiscale che prevede l'abolizione di Equitalia, prevede anche che dal 1 luglio i servizi di riscossione dei tributi locali effettuati oggi dalla Soget passeranno alla nuova Agenzia Nazionale Riscossione, e questo senza alcuna salvaguardia per i posti di lavoro della Soget per cui da domani questi lavoratori rischiano di perdere il posto di lavoro proprio perche' entrera' in vigore la nuova Riforma nazionale. Oggi noi chiediamo il ritiro o almeno la sospensione dei licenziamenti in modo da poter nel caso utilizzare la misura degli ammortizzatori sociali che permetta di non impattare sugli effetti occupazionali da una parte, e dall'altra siamo pronti a sederci ad un tavolo tecnico per lavorare alla salvaguardia dei posti di lavoro".

Antonino Selvaggi della Fisascat Cisl ha sottolineato come "con questa protesta vogliamo chiedere all'azienda di congelare i licenziamenti collettivi per gli Ufficiali di Riscossione, e lavorare per dare rassicurazioni ai lavoratori preoccupati per il loro futuro occupazionale. Questo e' quello che faremo nel tavolo che e' stato convocato per i prossimi giorni e che speriamo possa servire a dare quelle risposte che ci attendiamo. Vorrei ricordare che Soget e' una realta' scorporata da Equitakia, e a differenza di altre societa' di riscossione locale, che deriva dallo scorporo di un ramo di azienda della fiscalita' locale. Abbiamo ereditato nelle province di Pescara, Chieti e Teramo le tre concessioni e tutti i dipendenti sono legati da un punto di vista occupazionale a queste concessioni. Il Governo ha sempre concesso proroghe - ha concluso Selvaggi - e siamo cosi' arrivati all'ultima proroga che e' quella del 30 giugno del 2017. Il Governo e' vero che ha varato la manovra fiscale 50 del 2017, ma non ha attuato la clausola per la salvaguardia occupazionale dei lavoratori". La Soget Spa si occupa di Riscossione dei Tributi per gli Enti Locali ed occupa circa 320 dipendenti di cui 140 in Abruzzo e 100 nella sede di via Venezia a Pescara, opera da oltre 10 anni nel settore.

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Agenzia Sviluppo e università de L’Aquila insieme per fornire servizi alle imprese

L'Agenzia di Sviluppo della Camera di Commercio di Chieti e l'Università degli Studi dell'Aquila hanno sottoscritto un Accordo Quadro per un rapporto di collaborazione per incrementare gli effetti delle attività e dei servizi rivolti alle imprese. L'Accordo quadro porta la firma del presidente dell'Agenzia di Sviluppo, architetto Angelo De Cesare, e della rettrice dell'ateneo de L'Aquila professoressa, Paola Inverardi. Agenzia e Università daranno attuazione all'Accordo in una serie di ambiti: rilevazione strutturata di fabbisogni di innovazione e predisposizione di piani di sviluppo di sistemi di gestione aziendale; formazione, aggiornamento e orientamento professionale ed imprenditorale; programmi di ricerca industriale e di sviluppo del prodotto e del processo; diffusione e trasferimento di tecnologie innovative; informazioni, consulenze ed assistenza scientifico-tecnologica, attività di studio, ricerca e informazione anche attraverso lo scambio delle conoscenze derivanti dalla realizzazione di banche dati e accesso a mercati internazionali ed a fonti di finanziamento comunitarie'.

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Agricoltura, un milione di euro per le adesioni ai regimi di qualita’

E' stato pubblicato il bando relativo alla sottomisura 3.1 del Programma di Sviluppo Rurale Abruzzo 2014-2020 denominato "Adesione ai regimi di qualita' dei prodotti agricoli e alimentari - anno 2017". Lo rende noto l'assessore alle politiche agricole Dino Pepe, spiegando che "l'intervento prevede un contributo, a titolo d'incentivo, ai produttori che aderiscono per la prima volta ai regimi di qualita' (DOP, IGP, STG e dei vini DOP/IGP, biologico, prodotti della montagna, schemi di qualita' volontari e schemi riconosciuti nazionali)". L'intervento ha una dotazione finanziaria di un milione di euro e prevede un sostegno per la prima iscrizione al sistema di qualita' e un contributo annuo per il mantenimento di esso, esteso ai costi relativi alle analisi previste dal disciplinare di produzione e dal piano dei controlli dell'organismo di certificazione.

"L'avviso - sottolinea l'assessore - prevede la concessione di aiuti per cinque anni ai beneficiari che aderiscono o partecipano per la prima volta ad uno o piu' regimi di qualita' e da quest'anno l'opportunita' offerta dalla misura 3.1 puo' essere associata anche alla richiesta che le aziende agricole hanno effettuato per la misura 10.1 relativa alle produzioni integrate". I beneficiari sono gli agricoltori in attivita', singoli o associati, direttamente (approccio singolo) o attraverso le loro associazioni (approccio collettivo). Nel dettaglio, si legge nell'avviso pubblicato sul sito della Regione Abruzzo, l'aiuto e' concesso per un importo pari al 100 per cento delle spese effettivamente sostenute, sino ad un massimo di tremila euro all'anno per azienda, per far fronte ai costi di iscrizione e certificazione relativi alla partecipazione ai regimi di qualita'. La scadenza per la presentazione delle domande e' il 25 agosto prossimo.

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Confindustria chiede meno burocrazia, e snellimento della macchina amministrativa

Meno burocrazia, snellimento delle pratiche e della macchina amministrativa. Questo il tema della tavola rotonda che si e' tenuta questa mattina a cura di Confindustria Chieti-Pescara. "Lo chiedono le imprese perche' l'Italia - ha detto il presidente Gennaro Zecca - e' il terz'ultimo Paese in Ue per attrattivita' degli investimenti stranieri, e questo e' dovuto a proprio al sistema burocratico che e' assolutamente inefficiente e non funzionale. La Riforma Madia per questo consente attraverso per esempio lo strumento della Conferenza dei Servizi, con la possibilita' di chiedere il danno da ritardo, far si' che le aziende diventino parte attiva per pretendere l'applicazione delle regole. Non possiamo piu' pensare che ci sia una autorizzazione rilasciata in tempi anticiclici rispetto all'investimento che quella autorizzazione rilascia. Se per fare una concessione edilizia ci mettiamo tre anni e dopo tre anni il mercato edile ha subito un crollo, o se per fare una Valutazione di Impatto Ambientale ci mettiamo quattro, cinque anni, e il business plan, a monte di quella valutazione e' di quattro, cinque anni, vuol dire che non stiamo parlando di impresa, ma di un gioco d'azzardo". "Viviamo - ha detto ancora il presidente di Confindustria Chieti-Pescara - in un mondo di cambiamenti, ma il cambiamento c'e' sempre stato. La differenza e' che oggi il cambiamento rispetto al passato e' assolutamente veloce e nell'arco di cinque anni cambia il mondo, con l'azienda che deve reinventarsi, crescere, maturare e poi rinnovarsi nuovamente, e per far questo e' necessario che ci siano una PA e una burocrazia in linea con questi tempi". Sullo stato delle imprese oggi in Abruzzo, Zecca ha aggiunto: "C'e' qualche segnale di ripresa. L'imprenditore italiano ha una grande caratteristica che e' quella di trasformare le difficolta' in opportunita', ma oggi si parla pero' ancora di un'impresa frenata. E' come andare con una Ferrari e tirare il freno"

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