Primo Piano

Istat, traffico aereo in crescita

Nel 2015 si conferma dall'anno precedente il trend positivo del traffico aereo che interessa i movimenti commerciali di aeromobili (+0,6%), passeggeri (+4,4%), merci e posta (+3,1%). Lo rende noto l'Istat. In Italia, il trasporto aereo di passeggeri e merci, in ripresa tra la fine del 2009 e metà 2010, tende a diminuire, per tornare a crescere soltanto nel 2014-2015. In particolare, dal 2014 aumenta il numero dei passeggeri, grazie anche allo sviluppo dei voli low cost. I movimenti di merci e posta crescono invece già dal 2013, con la diffusione sul mercato mondiale dell'e-commerce che esercita una spinta verso l'alto della domanda di trasporto aereo per garantire tempi rapidi di consegna anche sulle lunghe distanze. Nel 2015, negli aeroporti italiani sono transitati complessivamente poco più di 157 milioni di passeggeri, di cui 40,2 milioni nell'aeroporto di Roma Fiumicino, 18,4 milioni a Milano Malpensa e circa 10 milioni a Milano Linate.

L'aumento di passeggeri in arrivo e in partenza registrato tra il 2015 e il 2014 ha riguardato più della metà degli aeroporti italiani e, in particolare, quelli di Perugia (+37,1%), Bergamo (+18,6%), Roma Ciampino (+16,3%) e Pescara (+10,2%). Il maggiore decremento nel flusso di passeggeri è stato invece registrato a Rimini (-66,2%), Cuneo (-46,6%), Parma (-9,3%) e Verona (-6,7%). Nel dettaglio, la crescita del numero di passeggeri da e per Perugia è soprattutto dovuta ai voli nazionali (+88,9%) ma la tendenza è positiva anche per quelli internazionali (+22,2%).

L'aumento complessivo (+18,6%) rilevato per l'aeroporto di Bergamo Orio al Serio è invece sintesi del risultato positivo sia della componente internazionale (+20,4%) sia di quella nazionale (+14,6%), alla quale ha contribuito soprattutto l'evento Expo 2015, organizzato in un territorio servito anche da linee low cost. La regione che registra, nel complesso, l'aumento più rilevante è l'Umbria, seguita dall'Abruzzo e dalle Marche. Per quanto riguarda l'Umbria e l'Abruzzo l'incremento del numero di passeggeri è riconducibile ai nuovi collegamenti attivati dagli aeroporti di Perugia e Pescara, mentre per le Marche (aeroporto di Ancona) è stato favorito soprattutto dalla chiusura temporanea degli aeroporti di Forlì e di Rimini (chiuso per 3 mesi) della limitrofa Emilia-Romagna. A livello regionale, si vola di più in Lombardia, Lazio, Sicilia e Sardegna: le prime due regioni - che ospitano i principali snodi aeroportuali di Milano Malpensa, Milano Linate, Roma Fiumicino e Ciampino - registrano un alto numero di voli internazionali; a queste regioni si aggiungono la Sicilia e la Sardegna con riferimento alla domanda di voli nazionali. Queste quattro regioni assorbono insieme il 66,6% dei passeggeri arrivati e partiti a livello nazionale e il 78,8% dell'utenza a livello internazionale.

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Trentacinque milioni per le indennità dei lavoratori del cratere

Ammontano a circa 35 milioni di euro le risorse messe a disposizione dal Governo per le misure di sostegno al reddito per quei lavoratori che operano nei comuni del cratere sismico. Lo ha annunciato nel corso della seduta del Cicas (Comitato di intervento per le crisi aziendali e di Settore) l'assessore alle Politiche del Lavoro, Andrea Gerosolimo, che ha illustrato al Comitato gli esiti della convenzione con il Governo. "Con i ministri dell'Economia, del Lavoro e i Presidenti delle quattro regioni interessate dai terremoti di agosto e ottobre - ha spiegato l'assessore Andrea Gerosolimo - abbiamo concordato la ripartizione delle risorse messe a disposizione delle Regioni e le condizioni di per l'erogazione delle prestazioni in favore dei lavoratori. All'Abruzzo sono stati destinati circa 35 milioni, di cui 15 sono riservati ai lavoratori del settore privato, compreso quello agricolo; 20 milioni circa, invece riservati ai lavoratori autonomi e titolari di impresa individuale. E' una misura che viene incontro alle esigenze economiche delle aziende e dei lavoratori costretti allo stop a causa del terremoto e che guarda con attenzione anche agli autonomi prevedendo per loro un'indennita' una tantum". Le misure, cosi' come previsto dal decreto legge 189/2016 e dalla Convenzione sottoscritta dalla Regione con i ministeri dell'Economia e del Lavoro, prevedono, per i lavoratori privati, un'indennita' pari al trattamento massimo di integrazione salariale della durata massima di 4 mesi, nel periodo dal 24 agosto fino al 31 dicembre 2016. La misura, essendo residuale rispetto alle altre integrazioni salariali, si rivolge soprattutto ai lavoratori di aziende da 1 a 5 dipendenti o a coloro i quali hanno usufruito di tutti gli interventi di integrazione salariale a disposizione. Per gli autonomi l'una tantum prevista nell'intesa ammonta a 5 mila euro e puo' essere concessa anche ai professionisti iscritti a qualsiasi forma di previdenza e assistenza. E' importante sottolineare che tale indennita' puo' essere riconosciuta anche ai soci lavoratori delle societa' di persona (Ss, Snc, Sas) non invece per i soci lavoratori delle societa' di capitale (Spa, Srl, Srls). Tale misura e' considerata come aiuto di Stato in "de minimis". Le domande possono essere inviate, entro il 31 marzo 2017, via Pec alla Regione Abruzzo.

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Tamburi (Enel): Circa 2500 cabine secondarie disalinneate, il 20% del totale

"Circa 2500 cabine secondarie disalinneate, il 20% del totale" durante l'emergenza combinata maltempo-terremoto che si e' abbattuta a gennaio sulle regioni del Centro Italia, Abruzzo e Marche su tutte. "Erano 100 anni che non si verificavano nevicate cosi' intense con 20 milioni di tonnellate di neve caduta in Abruzzo" .Cosi' il direttore Enel Italia, Carlo Tamburi, in audizione in Commissione Industria, commercio, turismo al Senato sulle problematiche della rete di distribuzione elettrica emerse in seguito ai recenti eventi climatici nelle Regioni del Centro Italia. Tamburi ricorda quei giorni, "con 99 scosse superiori a magnitudo 3, un problema per l'organizzazione dei lavori". Ingente lo sforzo logistico, complicato "ulteriormente dai vari ordini di evacuazione". L'emergenza e' stata divisa in quattro fasi, la prima del 15-16 gennaio con l'inizio della perturbazione e 130mila clienti disallineati, di cui 75mila subito risolti. Poi la seconda fase, la notte tra il 16 e il 17 gennaio "che ha colpito specialmente Pescara con 90mila clienti disallineati e 69mila a Chieti, qui abbiamo visto i primi fenomeni di inaccessibilita' di strade. Le unita' mobilitate sono passate da 300 a 700". La terza fase e' quella del 18 gennaio, con l'aggravante delle scosse sismiche e ulteriori precipitazioni. Dopo questa fase si apre la quarta finestra, "con una progressiva ripresa del servizio e un forte calo delle perturbazioni. A Teramo la viabilita' e i blocchi delle strade sono state il vero grande impedimento all'efficacia del ripristino", precisa Tamburi. Il 21 gennaio "siamo arrivati a 17-18mila disallineati a Teramo, mentre la soluzione era praticamente risolta a Chieti ePescara, tanto da chiudere l'Unita' di crisi in Prefettura. Nel Teramano la situazione e' rientrata nella giornata del 23 gennaio", termina il direttore di Enel Italia.

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Gentiloni in visita nel Teramano: il rischio maggiore e’ quello di perdere un po’ di fiducia nel futuro

"Oggi il rischio maggiore e' quello di perdere un po' di fiducia nel futuro in queste zone. Quindi bisogna risolvere i problemi di emergenza ma piano piano ridare speranza e reinvestire sulle vocazioni di questi territori". Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni a Teramo, dove ha incontrato i sindaci sull'emergenza post-sisma e maltempo.

"Voglio che la mia regione abbia, a fronte di danni significativi e misurabili che si rilevano dal crollo di prenotazioni e da meno opportunita', uno strumento idoneo e rilevante. Questa visita istituzionale deve aiutarci a fotografare e a rilevare quali possono essere le piu' adatte risposte di carattere normativo e finanziario. Dobbiamo considerare i cosiddetti danni indiretti perche' le comunita' colpite possano trovare risarcimento e ripartenza". Cosi' il presidente della Giunta regionale d'Abruzzo Luciano D'Alfonso.

Il presidente del Consiglio e' arrivato prima a Montorio al Vomano, paese di tanti sfollati che cerca di costruire un polo scolastico dal sisma del 2009, e poi a Teramo, per incontrare i sindaci di "una parte del nostro paese che e' stata ripetutamente colpita in modo molto grave". "Non si e' trattato solo di un episodio - ha detto - ma purtroppo di una sequenza. Questo non deve incrinare la coesione delle nostre comunita' e la fiducia nel futuro. Pero' bisogna lavorare e lavorare in fretta perche' solo se le istituzioni saranno veramente unite e rapide questo potra' consentire di restituire fiducia ai nostri territori". Ha sentito parlare di viabilita' in ginocchio, di disservizi nell'erogazione della corrente elettrica che in alcune zone e' mancata anche per 12 giorni consecutivi e dove si va ancora avanti coi generatori, di danni pesantissimi agli allevamenti, di un colpo si spera non definitivo all'economica delle imprese, del commercio, dei servizi. Ha sentito raccontare di quattro vittime del maltempo e di chi non vuole andare via, nonostante l'esodo verso le citta' del mare che sta spopolando anche i centri urbani. Alla platea di primi cittadini il premier ha detto: "per il Teramano credo che serva un piano urgente soprattutto sul tema della viabilita' ma poi serve tutto il resto su cui stiamo lavorando" e loro adesso se lo aspettano. Se lo aspetta il sindaco del capoluogo, Maurizio Brucchi, che ha chiesto "aiuti subito, perche' domani e' troppo tardi", insistendo sulla sicurezza scolastica, alla ricerca di un indicazione "certa, univoca su quanto puo' essere vulnerabile una edificio scolastico per restare aperto". Ed e' soprattutto sulle scuole che Gentiloni ha ricevuto sollecitazioni a fare veloci. "Per me - ha detto all'uscita della Provincia - e' stato molto molto utile ascoltare le esigenze, i problemi, anche le lamentele che vengono dal territorio e in particolare dai sindaci".

 

Un decreto per il maltempo è stato chiesto anche dai sindaci dei comuni fuori cratere sismico ma duramente colpiti dal maltempo tra i quali quello di Notaresco Diego Di Bonaventura, di Castellalto Vincenzo Di Marco, di Cellino Attanasio Giuseppe Del Papa, di Atri Gabriele Astolfi. Sindaci delusi per non essere stati invitati a quella che era "una riunione operativa e convocata all'ultimo momento", come ha spiegato il presidente della Provincia di Teramo, Renzo Di Sabatino. "Abbiamo detto al premier che serve un decreto per l'Abruzzo per l'emergenza neve - ha detto il sindaco di Notaresco, Di Bonaventura - non puo' far finta che in Abruzzo non sia successo nulla. Abbiamo capannoni industriali e agricoli crollati, famiglie evacuate, un territorio distrutto al quale noi adesso non sappiamo dare risposte. Il cuore ce lo mettiamo noi, abbiamo bisogno di risorse". Sulla stessa linea i sindaci di Castellalto, Atri, Cellino Attanasio, ma anche quelli della montagna teramana. "Noi siamo fuori da ogni decreto, non siamo nel cratere, non c'e' quello sul maltempo, non abbiamo certezze se la somma urgenza verra' rimborsata", dice il sindaco di Cellino Attanasio, al quale si unisce il coro della montagna teramana. "Neanche invitati alla venuta del presidente Gentiloni - afferma il primo cittadino di Castel Castagna, Rosanna De Antoniis - pero' mi sono infiltrata ugualmente e ho avuto la possibilita' di parlare direttamente con il premier al quale ho rappresentato le difficolta' dei nostri territori, come Castel Castagna, Isola del Gran Sasso, Colledara, Pietracamela". E di aiuti ad hoc ha parlato anche il sindaco di Pietracamela

Centrodestra critico

"Il presidente del Consiglio e' venuto a fare cosa? Ci troviamo di fronte al nulla assoluto, speriamo che a questa gita turistica si possa aggiungere un supplemento di riflessione, visto che ancora non pubblicano questo decreto che sta ormai diventando leggendario. Speriamo che nelle more si colga l'occasione per dargli qualche concretezza". Lo hanno affermato i consiglieri regionali di centrodestra nel corso di un incontro con la stampa promosso a margine della seduta straordinaria del Consiglio regionale sul maltempo. Presenti Lorenzo Sospiri, Mauro Febo, Gianni Chiodi, Paolo Gatti, Mauro Di Dalmazio, Giorgio D'Ignazio e Emilio Iampieri di Forza Italia, Ncd e Abruzzo Futuro, i quali hanno parlato di "maleducazione istituzionale" perche' "la gran parte dei parlamentari e dei consiglieri regionali non sono stati neanche invitati", cosi' come molti sindaci. Il primo cittadino di Teramo, ha riferito il centrodestra, e' stato informato da Chiodi dell'arrivo del premier. "Uno sgarbo istituzionale - hanno sottolineato - che denota tutta la scorrettezza di questo governo regionale e nazionale. Un presidente del Consiglio dei ministri - hanno poi osservato gli esponenti di centrodestra - quando si muove lo fa per portare qualcosa. L'ascolto dei territori, il lavoro di preparazione lo fanno i ministri, lo fanno i sottosegretari, lo fanno gli sherpa. Poi quando il premier si muove magari corregge qualcosa che non e' stato fatto bene con il precedente decreto". Il riferimento e' "agli 80 milioni di euro per le imprese che D'Alfonso aveva assicurato e alla zona cosiddetta franca. Immaginavamo che il presidente del consiglio venisse a Teramo per queste cose o per annunciare ad esempio l'ampliamento del cratere". 

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Cresa: nel 2016 a picco le imprese edili e commerciali

Sono 8327 le nuove imprese in Abruzzo nel 2016 contro le 8.024 (più le cancellazioni d'ufficio) che hanno fatto registrare una cessazione d'attività. Ma un calo preoccupante si rileva nelle imprese edili e commerciali. Lo rileva nel suo studio il registro delle imprese delle Camere di commercio. Un saldo di sostanziale pareggio, come evidenziano i dati del Cresa con una crescita dello 0,2 per cento, inferiore a quello nazionale (+0,9%). Tra le province abruzzesi Pescara è la più attiva cono 0,8 per cento di crescita, migliore della media nazionale, è più 328 imprese tra aperture e cessioni, segue Teramo con un tasso di crescita di +0,4% mentre L'Aquila e Chieti fanno registrare valori negativi (entrambe -0,2%). I dati emergono dalle elaborazioni che il Cresa ha svolto sulla base dei dati Infocamere-Movimprese, il Sistema informativo delle Camere di Commercio. Le cessazioni di impresa continuano a superare le nuove iscrizioni, con conseguenti saldi negativi, in particolare nel commercio (-802), nelle costruzioni (-445), nell'agricoltura (-365), nelle attività manifatturiere (-273) e nelle attività di alloggio e ristorazione (-276). Il dettaglio provinciale mostra che il saldo negativo delle imprese delle costruzioni risulta più grave a L'Aquila (-135), Chieti (-125) e Teramo (-108). Le imprese commerciali rilevano saldi negativi ovunque, peggiori a Chieti (-298), Pescara (-189) e L'Aquila (-179). Anche le imprese artigiane nel 2016 hanno visto un surplus di cancellazioni (2.466 al netto di quelle d'ufficio) rispetto alle iscrizioni di nuove imprese (1.804) per cui il saldo è risultato negativo (-662) pervenendo a 31.386 imprese registrate al 31 dicembre 2016. Il saldo negativo è stato rilevato in tutte le province ma ha raggiunto il valore maggiore a Chieti (-267). Tra i vari settori artigiani i saldi negativi più pesanti sono stati rilevati dalle costruzioni (-390) e dalle attività manifatturiere (-170). In particolare, le chiusure di imprese di costruzioni superano le nuove aperture in tutte le province con saldi negativi che raggiungono valori peggiori a L'Aquila (-122), Chieti (-113) e Teramo (-108). 

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Sebastiani: potrei lasciare la presidenza a fine stagione

Al termine del match Pescara - Lazio chiusosi con la sconfitta dei padroni di casa per 6-2 il presidente Daniele Sebastiani ha minacciato di lasciare il timone della società. "A fine anno trarro' le conclusioni perche' mi sono abbondantemente rotto le scatole. Potrei anche lasciare il Pescara al termine della stagione perche', siccome non me lo ha ordinato il medico di essere presidente del Pescara, potrei anche decidere questo lasciando non danni, ma una societa' pulita, e se cosi' fosse, poi, ci sara' qualcuno che si prendera' cura di iscrivere la squadra al prossimo campionato che disputera' il Pescara, e vedremo cosa sapranno fare altri, credo sicuramente meglio di me". Sulla partita e sul tecnico Massimo Oddo, Sebastiani ha aggiunto: "Sono deluso dal secondo tempo della squadra perche' non si possono prendere gol cosi'. Oddo restera' l'allenatore del Pescara fino a quando io saro' presidente e comunque fino al termine della stagione. Poi se e quando arriveranno altri si discutera' e si vedra' il da farsi"

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Cgia, sprechi Pubblica Amministrazione ammontano ad almeno 16 miliardi l’anno

L'amministrazione pubblica italiana potrebbe risparmiare almeno 16 miliardi di euro all'anno se funzionasse con maggiore oculatezza, eliminando sprechi nella sanita', spesa pubblica indebita e misure contro la poverta' percepite da famiglie abbienti. E' la stima dell'ufficio studi della Cgia, secondo cui "se si potesse quantificare anche la spesa riconducibile ai falsi invalidi, a quella riferita a chi percepisce deduzioni/detrazioni fiscali non dovute o alla cattiva gestione del patrimonio immobiliare, molto probabilmente lo Stato, nel suo complesso, potrebbe risparmiarne altrettanti". In particolare la Cgia calcola che i risultati conseguiti dalla Guardia di Finanza nel controllo della spesa pubblica ammontano a 5,2 miliardi, le risorse destinate a contrastare la poverta' che vanno invece a beneficio di famiglie abbienti raggiugnono i 4,9 miliardi, gli sprechi nella sanita' arrivano a 6 miliardi. Secondo il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo, la correzione di deficit richiesta dalla Ue potrebbe essere risolta attraverso una contrazione degli sperperi e misure piu' aggressive nei confronti della spesa pubblica improduttiva, senza agire sul fronte delle entrate. Pur riconoscendo gli sforzi fatti dagli ultimi esecutivi sul fronte della spending review, la Cgia ritiene che sarebbe sbagliato recuperare una buona parte dello 0,2 per cento di taglio del deficit/Pil richiestoci da Bruxelles aumentando, ad esempio, le accise sui carburanti.

"Ricordo - conclude il segretario della Cgia Renato Mason - che l'80 per cento circa delle merci italiane viaggia su gomma. E' vero che grazie al rimborso delle accise gli autotrasportatori, solo quelli con mezzi sopra i 35 quintali, possono recuperare una parte degli aumenti fiscali che subiscono alla pompa. Tuttavia, nel caso scattassero gli incrementi di accisa, potrebbero verificarsi dei rincari dei prodotti che troviamo sugli scaffali dei negozi e dei supermercati del tutto ingiustificati, penalizzando soprattutto le famiglie a basso reddito".

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Masterplan, De Vincenti: stato di avanzamento è molto positivo

Lo stato di avanzamento delle attivita' del Masterplan per l'Abruzzo è "molto positivo, perche' si sta facendo davvero un buon lavoro". Lo ha detto nel corso di un incontro con la stampa il ministro per la Coesione territoriale Claudio De Vincenti, dopo aver svolto a L'Aquila, a palazzo Silone, sede della presidenza della Giunta, con il governatore, Luciano D'Alfonso, una ricognizione sui procedimenti in corso per l'avvio dei lavori previsti nel Patto per il Sud. L'accordo firmato l'anno scorso dall'allora premier Matteo Renzi prevede 1,5 miliardi di euro su 77 interventi.

Il ministro ha espresso "la solidarieta' del governo alle popolazioni colpite dalla drammatica emergenza neve combinata con l'evento sismico", evidenziando che il decreto terremoto, terzo in pochi mesi, varato ieri dal Consiglio dei ministri e' "un provvedimento che accelera ulteriormente le procedure". De Vincenti ha sottolineato come il Patto per l'Abruzzo possa dare "una speranza a questi territori feriti" e l'azione combinata con il dl sia un "segnale operativo di solidarieta' concreta sia per la ripresa economica sia per ricostruzione delle aree colpite".

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La telefonata tra Prefettura e direttore Hotel Rigopiano

Il 18 gennaio, quando la slavina aveva gia' travolto l'hotel Rigopiano, vi fu una telefonata (intorno alle 17.40) tra la prefettura di Pescara e l'amministratore dell'albergo Bruno Di Tommaso, che si trovava altrove e non sapeva quello che era effettivamente successo, che convinse le autorita' che la situazione era sotto controllo: Di Tommaso dice infatti di essere stato "fino a mo'" in contatto con l'albergo mentre lo scambio di messaggi via whatsapp col Rigopiano era precedente alla tragedia. Questo il testo integrale di quella telefonata, il cui audio e' pubblicato su repubblica.it. Funzionario prefettura: "Oh Bruno ciao, senti fammiti chiedere una cosa, tu fai il direttore su a Rigopiano?". Di Tommaso: "Sono l'amministratore". Funzionario: "Sai com'e' la situazione su?". Di Tommaso: "Tragica. Sto rientrando a casa in questo momento". Funzionario: "La strada e' chiusa?". Di Tommaso: "Certo che e' chiusa... ma pure Farindola". Funzionario: "Io sto alla sala operativa della prefettura: ma tu riesci a parlare con qualcuno su?" Di Tommaso: "No, solo whatsapp" Funzionario: "Allora vedi un pochettino, perche' abbiamo ricevuto... aspetta un attimo che ti faccio parlare direttamente col direttore... abbiamo ricevuto una telefonata un po' strana, volevamo accertarci un attimino... Dottor Lupi dove sta? Aspetta che ti passo direttamente il dirigente, il responsabile". Lupi: "Pronto? Sono il dottor Lupi... sono stato spesso ospite da voi, ultimamente proprio quando e' successo il secondo terremoto e ho visto che la struttura e' in cemento armato. Adesso abbiamo avuto una telefonata di una persona che diceva che all'hotel Rigopiano c'erano feriti per crolli, etc. Abbiamo una telefonata registrata alla nostra centrale operativa..." Di Tommaso: "Ma no...chi l'ha fatta..." Lupi: "...attenzione, questa telefonata registrata al nostro sistema 118... non risponde poi piu'.. a noi il numero ci appare sempre benche' ci si metta trucco, trucchetto, 'anonimo' eccetera... Tu hai notizia?" Di Tommaso: "Ma certo che ho notizia, no no.." Lupi: "quindi tutto a posto..." Di Tommaso: "cioe' tutto a posto nel senso che...". Lupi: "Benissimo, mi fa grande piacere. Tra poco a meta' febbraio saro' di nuovo vostro ospite. Che devo dire? L'importante e' che e' sicuro che non ci sia niente". Di Tommaso: "No.. Io sono stato fino a mo' in collegamento tramite whatsapp..." Lupi: "perfettissimo..." Di Tommaso: "...noi abbiamo una parabola per cui il segnale Internet e' garantito, io riesco a comunicare con whatsapp. Tutto qua, insomma". Lupi: "Perfetto.. direttore mi da un gran sollievo.. Noi dobbiamo sempre accertarci, con l'aiuto qui del nostro amico comune. Va benissimo, grazie grazie". Di Tommaso: "Niente, grazie, arrivederci". 

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Cna, artigianato ancora in crisi in Abruzzo

La crisi dell'artigianato abruzzese non conosce soluzioni di continuità. Lo confermano i dati elaborati da Aldo Ronci per la Cna regionale, relativi all'andamento del 2016 delle micro imprese: a fine dicembre ne mancavano all'appello 662 rispetto all'anno precedente. La caduta dell'artigianato abruzzese colpisce l'intero territorio regionale, anche se in misura differente tra le diverse province, come spiega lo stesso Ronci: "Chieti decresce più vistosamente degli altri territori, subendo una flessione di 267 unità, in percentuale -2,95%, che ne fa ancora la maglia nera d'Italia; L'Aquila, Teramo e Pescara un po' meno bruscamente, con flessioni rispettivamente di 161, 142 e 92 unità". Omogenea sul territorio, la flessione della micro impresa colpisce in modo un po' più selettivo quando si passa all'esame dei diversi comparti produttivi, come illustra ancora Ronci: "Nel 2016 le imprese artigiane hanno subito variazioni negative in tutte le attività, anche se la più consistente resta nelle costruzioni, con 399 unità". "Un settore, questo, dove spicca -sottolinea- la notevole concentrazione nell'aquilano (-119) dove pure avrebbe sede il più grande cantiere edile d'Europa per la ricostruzione del capoluogo. E male vanno pure il manifatturiero con 184, i trasporti con 65 e le riparazioni delle auto e dei prodotti per la casa con 21". In lieve controtendenza i servizi per la persona (+27 unità), le pulizie e il giardinaggio (+17).

Nel 2015 era andata perfino peggio (-900 unità). A conti fatti, l'Abruzzo della micro impresa si ritrova a fare un salto triplo all'indietro: "Negli ultimi cinque anni le imprese artigiane hanno subito una flessione di 4.479 unità che ha determinata una perdita di 12mila occupati". Resta insomma in piedi, in tutta la sua attualità, è presto tra l'altro per contabilizzare i gravi danni patiti dalle micro imprese, dalle loro strutture e dai loro fatturati, in seguito al maltempo di inizio anno e alla ripresa dell'attività sismica, l'emergenza artigianato in Abruzzo. Anche perché, volendo invece considerare l'insieme del mondo produttivo, nel 2016 il totale delle imprese è cresciuto di 303 unità sul 2015, anche se a ritmo inferiore alla media nazionale.

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