Primo Piano

Lavori urgenti per la viabilità, 408 interventi e 389 milioni di euro di spesa

Parte il primo stralcio del programma di ripristino della viabilita' della rete stradale interrotta o danneggiata a causa dei terremoti che hanno colpito il Centro Italia a partire dallo scorso 24 agosto. Il programma, approvato dal Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, elaborato dall' Anas con le Regioni e i gestori stradali, prevede 408 interventi per un valore complessivo di 389 milioni di euro. A seguire gli interventi sara' l'ingegner Fulvio M. Soccodato di Anas, nominato Soggetto Attuatore di Protezione Civile, con il compito di effettuare una puntuale ricognizione del danno e realizzare un Programma complessivo di interventi di ripristino di tutta la rete stradale all'interno del cratere sismico. "Per ripristinare la viabilita' e le connessioni per il Centro Italia colpito dal sisma - spiega il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio - sono stati considerati sia gli interventi urgenti, sia la definizione di assi prioritari di collegamento con il Paese. Siamo impegnati vicino alle comunita' colpite perche' senza collegamenti non vi e' sviluppo e ripresa dell'attivita' economica". Anas ha finora effettuato 622 sopralluoghi su 124 strade insieme ai tecnici dei rispettivi enti gestori della rete viabilistica interessata. Si tratta di una superficie complessiva di circa 7.600 kmq che comprende 4 Regioni (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria), 8 Provincie (L'Aquila, Teramo, Rieti, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Perugia), 131 Comuni per una rete stradale di 15.300 km, dei quali 11.000 km di competenza Comunale. Il primo stralcio del Programma di ripristino definito da Anas si inserisce nel piu' ampio Piano di potenziamento e completamento di infrastrutture viarie nell'Area del cratere sismico previsto nel Contratto di Programma Anas-Ministero delle Infrastrutture, nel quale sono stati programmati investimenti per ulteriori 1,18 miliardi di euro. In particolare, si tratta di lavori in corso per 255 milioni, opere in avvio per 148 milioni e in programma per 785 milioni. Questo Piano, unito al valore degli interventi del Programma di ripristino - tenuto anche conto dei relativi stralci futuri di completamento, eleva l'investimento infrastrutturale nell'area ad oltre 1,7 miliardi di euro.

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Startup, Abruzzo eccelle in tre categorie

Le startup innovative in Abruzzo sono 165, pari al 2,5% delle 6.723 registrate in Italia. Rispetto al 28 aprile 2015 esse risultano in aumento del 130%, crescita ben superiore a quella registrato in Italia (+75%). Le startup abruzzesi sono prime in Italia per specializzazione nella fornitura di energia elettrica (18 imprese), fabbricazione di articoli in gomma e plastica e fabbricazione di autoveicoli (entrambe 3 imprese) e, nonostante i valori assoluti molto esigui, anche per alloggio (1 impresa) e attività di servizio agli edifici (1 impresa). E' quanto emerge dalle elaborazioni che il Cresa ha svolto sui dati resi disponibili dalla sezione speciale del Registro delle imprese.

In valori assoluti tra le province emerge L'Aquila con 50 startup (30,3% del totale regionale), seguita da Pescara (45 pari al 27,3%) e Teramo (42 pari al 25,5%). Le 28 startup localizzate a Chieti costituiscono il 17,0%. Teramo e L'Aquila emergono anche per un incremento nel periodo considerato molto superiore a quello regionale (Teramo: +200%; L'Aquila: +163%).

Le specializzazioni premiano L'Aquila per le attività di alloggio (al terzo posto nella graduatoria delle province italiane con un'impresa che svolge servizi di promozione del territorio e di assistenza al turista). Teramo emerge per specializzazione nella fornitura di energia elettrica, lavorazione di minerali non metalliferi e fabbricazione di articoli in gomma e plastica (per tutte al secondo posto nazionale con rispettivamente undici, una e tre imprese). Pescara spicca per le attività di servizio per edifici (al primo posto italiano con un'impresa che produce sistemi automatici di apertura porte) e per la fabbricazione di autoveicoli (al terzo posto con due imprese). Chieti si contraddistingue per il magazzinaggio e le attività di supporto ai trasporti (al secondo posto con un'impresa) e per la riparazione, la manutenzione e l'installazione di macchine e apparecchiature (al terzo posto con un'impresa).

La presenza di donne nel capitale e nell'amministrazione delle startup abruzzesi è inferiore alla media nazionale (12,1% rispetto a 13,5%) così come accade per i giovani (18,2% rispetto a 22,6%) mentre per gli stranieri il valore abruzzese supera di molto quello nazionale (3,6% rispetto a 2,7%) e mostra l'ottimo risultato della provincia di Teramo (11,9%) che risulta quarta a livello nazionale.

 

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Coldiretti, mobilitazione degli allevatori in Abruzzo

La situazione è drammatica nelle campagne abruzzesi, dove ad essere colpita è stata soprattutto l'attività di allevamento che, con migliaia di animali morti e stalle distrutte, ora rischia concretamente di scomparire portandosi dietro un patrimonio inestimabile di tradizioni e di eccellenze, dal pecorino di Farindola alla mortadella di Campotosto fino ai salumi teramani che, una volta estinte, sarebbero irrecuperabili. E' quanto afferma la Coldiretti in occasione della mobilitazione di agricoltori e allevatori colpiti dal terremoto e dal maltempo in Abruzzo, che si terrà domani. L'appuntamento è fissato per le 9 del mattino nell'azienda agricola San Vincenzo (Salumieri di Castel Castagna) in località Basciano, nel teramano, dove sono morti migliaia di animali

L'obiettivo delle mobilitazione, spiegano gli organizzatori, è fare luce su una emergenza drammatica nelle campagne, illustrare direttamente le difficoltà che stanno vivendo e coordinare le necessarie attività per far riprendere il lavoro nei campi e nelle stalle, con il presidente nazionale Roberto Moncalvo accompagnato dai componenti dell'Unità di crisi della Coldiretti. I casi concreti di difficoltà saranno raccontati dai numerosi allevatori e agricoltori che porteranno le specialità locali salvate dal terremoto che sono ora a rischio e con loro la storia e il futuro di una regione che ha nell'agroalimentare una forza trainante dell'economia di estinzione

L'appuntamento, si legge in una nota della Coldiretti, è all'interno di una azienda dove sono clamorosi i segni della calamità per fare un primo bilancio dei danni, discutere delle misure di sostegno necessarie a livello nazionale e comunitario, delle iniziative di solidarietà attuate e delle proposte per superare l'emergenza. Alle 12.00 l'unità di crisi della Coldiretti con il presidente Moncalvo sarà in Contrada Nortoli a Penne, in provincia di Pescara, nell'azienda agricola D'Angelo Gianluca per incontrare gli allevatori pescaresi e chietini.

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Istat, traffico aereo in crescita

Nel 2015 si conferma dall'anno precedente il trend positivo del traffico aereo che interessa i movimenti commerciali di aeromobili (+0,6%), passeggeri (+4,4%), merci e posta (+3,1%). Lo rende noto l'Istat. In Italia, il trasporto aereo di passeggeri e merci, in ripresa tra la fine del 2009 e metà 2010, tende a diminuire, per tornare a crescere soltanto nel 2014-2015. In particolare, dal 2014 aumenta il numero dei passeggeri, grazie anche allo sviluppo dei voli low cost. I movimenti di merci e posta crescono invece già dal 2013, con la diffusione sul mercato mondiale dell'e-commerce che esercita una spinta verso l'alto della domanda di trasporto aereo per garantire tempi rapidi di consegna anche sulle lunghe distanze. Nel 2015, negli aeroporti italiani sono transitati complessivamente poco più di 157 milioni di passeggeri, di cui 40,2 milioni nell'aeroporto di Roma Fiumicino, 18,4 milioni a Milano Malpensa e circa 10 milioni a Milano Linate.

L'aumento di passeggeri in arrivo e in partenza registrato tra il 2015 e il 2014 ha riguardato più della metà degli aeroporti italiani e, in particolare, quelli di Perugia (+37,1%), Bergamo (+18,6%), Roma Ciampino (+16,3%) e Pescara (+10,2%). Il maggiore decremento nel flusso di passeggeri è stato invece registrato a Rimini (-66,2%), Cuneo (-46,6%), Parma (-9,3%) e Verona (-6,7%). Nel dettaglio, la crescita del numero di passeggeri da e per Perugia è soprattutto dovuta ai voli nazionali (+88,9%) ma la tendenza è positiva anche per quelli internazionali (+22,2%).

L'aumento complessivo (+18,6%) rilevato per l'aeroporto di Bergamo Orio al Serio è invece sintesi del risultato positivo sia della componente internazionale (+20,4%) sia di quella nazionale (+14,6%), alla quale ha contribuito soprattutto l'evento Expo 2015, organizzato in un territorio servito anche da linee low cost. La regione che registra, nel complesso, l'aumento più rilevante è l'Umbria, seguita dall'Abruzzo e dalle Marche. Per quanto riguarda l'Umbria e l'Abruzzo l'incremento del numero di passeggeri è riconducibile ai nuovi collegamenti attivati dagli aeroporti di Perugia e Pescara, mentre per le Marche (aeroporto di Ancona) è stato favorito soprattutto dalla chiusura temporanea degli aeroporti di Forlì e di Rimini (chiuso per 3 mesi) della limitrofa Emilia-Romagna. A livello regionale, si vola di più in Lombardia, Lazio, Sicilia e Sardegna: le prime due regioni - che ospitano i principali snodi aeroportuali di Milano Malpensa, Milano Linate, Roma Fiumicino e Ciampino - registrano un alto numero di voli internazionali; a queste regioni si aggiungono la Sicilia e la Sardegna con riferimento alla domanda di voli nazionali. Queste quattro regioni assorbono insieme il 66,6% dei passeggeri arrivati e partiti a livello nazionale e il 78,8% dell'utenza a livello internazionale.

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Trentacinque milioni per le indennità dei lavoratori del cratere

Ammontano a circa 35 milioni di euro le risorse messe a disposizione dal Governo per le misure di sostegno al reddito per quei lavoratori che operano nei comuni del cratere sismico. Lo ha annunciato nel corso della seduta del Cicas (Comitato di intervento per le crisi aziendali e di Settore) l'assessore alle Politiche del Lavoro, Andrea Gerosolimo, che ha illustrato al Comitato gli esiti della convenzione con il Governo. "Con i ministri dell'Economia, del Lavoro e i Presidenti delle quattro regioni interessate dai terremoti di agosto e ottobre - ha spiegato l'assessore Andrea Gerosolimo - abbiamo concordato la ripartizione delle risorse messe a disposizione delle Regioni e le condizioni di per l'erogazione delle prestazioni in favore dei lavoratori. All'Abruzzo sono stati destinati circa 35 milioni, di cui 15 sono riservati ai lavoratori del settore privato, compreso quello agricolo; 20 milioni circa, invece riservati ai lavoratori autonomi e titolari di impresa individuale. E' una misura che viene incontro alle esigenze economiche delle aziende e dei lavoratori costretti allo stop a causa del terremoto e che guarda con attenzione anche agli autonomi prevedendo per loro un'indennita' una tantum". Le misure, cosi' come previsto dal decreto legge 189/2016 e dalla Convenzione sottoscritta dalla Regione con i ministeri dell'Economia e del Lavoro, prevedono, per i lavoratori privati, un'indennita' pari al trattamento massimo di integrazione salariale della durata massima di 4 mesi, nel periodo dal 24 agosto fino al 31 dicembre 2016. La misura, essendo residuale rispetto alle altre integrazioni salariali, si rivolge soprattutto ai lavoratori di aziende da 1 a 5 dipendenti o a coloro i quali hanno usufruito di tutti gli interventi di integrazione salariale a disposizione. Per gli autonomi l'una tantum prevista nell'intesa ammonta a 5 mila euro e puo' essere concessa anche ai professionisti iscritti a qualsiasi forma di previdenza e assistenza. E' importante sottolineare che tale indennita' puo' essere riconosciuta anche ai soci lavoratori delle societa' di persona (Ss, Snc, Sas) non invece per i soci lavoratori delle societa' di capitale (Spa, Srl, Srls). Tale misura e' considerata come aiuto di Stato in "de minimis". Le domande possono essere inviate, entro il 31 marzo 2017, via Pec alla Regione Abruzzo.

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Tamburi (Enel): Circa 2500 cabine secondarie disalinneate, il 20% del totale

"Circa 2500 cabine secondarie disalinneate, il 20% del totale" durante l'emergenza combinata maltempo-terremoto che si e' abbattuta a gennaio sulle regioni del Centro Italia, Abruzzo e Marche su tutte. "Erano 100 anni che non si verificavano nevicate cosi' intense con 20 milioni di tonnellate di neve caduta in Abruzzo" .Cosi' il direttore Enel Italia, Carlo Tamburi, in audizione in Commissione Industria, commercio, turismo al Senato sulle problematiche della rete di distribuzione elettrica emerse in seguito ai recenti eventi climatici nelle Regioni del Centro Italia. Tamburi ricorda quei giorni, "con 99 scosse superiori a magnitudo 3, un problema per l'organizzazione dei lavori". Ingente lo sforzo logistico, complicato "ulteriormente dai vari ordini di evacuazione". L'emergenza e' stata divisa in quattro fasi, la prima del 15-16 gennaio con l'inizio della perturbazione e 130mila clienti disallineati, di cui 75mila subito risolti. Poi la seconda fase, la notte tra il 16 e il 17 gennaio "che ha colpito specialmente Pescara con 90mila clienti disallineati e 69mila a Chieti, qui abbiamo visto i primi fenomeni di inaccessibilita' di strade. Le unita' mobilitate sono passate da 300 a 700". La terza fase e' quella del 18 gennaio, con l'aggravante delle scosse sismiche e ulteriori precipitazioni. Dopo questa fase si apre la quarta finestra, "con una progressiva ripresa del servizio e un forte calo delle perturbazioni. A Teramo la viabilita' e i blocchi delle strade sono state il vero grande impedimento all'efficacia del ripristino", precisa Tamburi. Il 21 gennaio "siamo arrivati a 17-18mila disallineati a Teramo, mentre la soluzione era praticamente risolta a Chieti ePescara, tanto da chiudere l'Unita' di crisi in Prefettura. Nel Teramano la situazione e' rientrata nella giornata del 23 gennaio", termina il direttore di Enel Italia.

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Gentiloni in visita nel Teramano: il rischio maggiore e’ quello di perdere un po’ di fiducia nel futuro

"Oggi il rischio maggiore e' quello di perdere un po' di fiducia nel futuro in queste zone. Quindi bisogna risolvere i problemi di emergenza ma piano piano ridare speranza e reinvestire sulle vocazioni di questi territori". Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni a Teramo, dove ha incontrato i sindaci sull'emergenza post-sisma e maltempo.

"Voglio che la mia regione abbia, a fronte di danni significativi e misurabili che si rilevano dal crollo di prenotazioni e da meno opportunita', uno strumento idoneo e rilevante. Questa visita istituzionale deve aiutarci a fotografare e a rilevare quali possono essere le piu' adatte risposte di carattere normativo e finanziario. Dobbiamo considerare i cosiddetti danni indiretti perche' le comunita' colpite possano trovare risarcimento e ripartenza". Cosi' il presidente della Giunta regionale d'Abruzzo Luciano D'Alfonso.

Il presidente del Consiglio e' arrivato prima a Montorio al Vomano, paese di tanti sfollati che cerca di costruire un polo scolastico dal sisma del 2009, e poi a Teramo, per incontrare i sindaci di "una parte del nostro paese che e' stata ripetutamente colpita in modo molto grave". "Non si e' trattato solo di un episodio - ha detto - ma purtroppo di una sequenza. Questo non deve incrinare la coesione delle nostre comunita' e la fiducia nel futuro. Pero' bisogna lavorare e lavorare in fretta perche' solo se le istituzioni saranno veramente unite e rapide questo potra' consentire di restituire fiducia ai nostri territori". Ha sentito parlare di viabilita' in ginocchio, di disservizi nell'erogazione della corrente elettrica che in alcune zone e' mancata anche per 12 giorni consecutivi e dove si va ancora avanti coi generatori, di danni pesantissimi agli allevamenti, di un colpo si spera non definitivo all'economica delle imprese, del commercio, dei servizi. Ha sentito raccontare di quattro vittime del maltempo e di chi non vuole andare via, nonostante l'esodo verso le citta' del mare che sta spopolando anche i centri urbani. Alla platea di primi cittadini il premier ha detto: "per il Teramano credo che serva un piano urgente soprattutto sul tema della viabilita' ma poi serve tutto il resto su cui stiamo lavorando" e loro adesso se lo aspettano. Se lo aspetta il sindaco del capoluogo, Maurizio Brucchi, che ha chiesto "aiuti subito, perche' domani e' troppo tardi", insistendo sulla sicurezza scolastica, alla ricerca di un indicazione "certa, univoca su quanto puo' essere vulnerabile una edificio scolastico per restare aperto". Ed e' soprattutto sulle scuole che Gentiloni ha ricevuto sollecitazioni a fare veloci. "Per me - ha detto all'uscita della Provincia - e' stato molto molto utile ascoltare le esigenze, i problemi, anche le lamentele che vengono dal territorio e in particolare dai sindaci".

 

Un decreto per il maltempo è stato chiesto anche dai sindaci dei comuni fuori cratere sismico ma duramente colpiti dal maltempo tra i quali quello di Notaresco Diego Di Bonaventura, di Castellalto Vincenzo Di Marco, di Cellino Attanasio Giuseppe Del Papa, di Atri Gabriele Astolfi. Sindaci delusi per non essere stati invitati a quella che era "una riunione operativa e convocata all'ultimo momento", come ha spiegato il presidente della Provincia di Teramo, Renzo Di Sabatino. "Abbiamo detto al premier che serve un decreto per l'Abruzzo per l'emergenza neve - ha detto il sindaco di Notaresco, Di Bonaventura - non puo' far finta che in Abruzzo non sia successo nulla. Abbiamo capannoni industriali e agricoli crollati, famiglie evacuate, un territorio distrutto al quale noi adesso non sappiamo dare risposte. Il cuore ce lo mettiamo noi, abbiamo bisogno di risorse". Sulla stessa linea i sindaci di Castellalto, Atri, Cellino Attanasio, ma anche quelli della montagna teramana. "Noi siamo fuori da ogni decreto, non siamo nel cratere, non c'e' quello sul maltempo, non abbiamo certezze se la somma urgenza verra' rimborsata", dice il sindaco di Cellino Attanasio, al quale si unisce il coro della montagna teramana. "Neanche invitati alla venuta del presidente Gentiloni - afferma il primo cittadino di Castel Castagna, Rosanna De Antoniis - pero' mi sono infiltrata ugualmente e ho avuto la possibilita' di parlare direttamente con il premier al quale ho rappresentato le difficolta' dei nostri territori, come Castel Castagna, Isola del Gran Sasso, Colledara, Pietracamela". E di aiuti ad hoc ha parlato anche il sindaco di Pietracamela

Centrodestra critico

"Il presidente del Consiglio e' venuto a fare cosa? Ci troviamo di fronte al nulla assoluto, speriamo che a questa gita turistica si possa aggiungere un supplemento di riflessione, visto che ancora non pubblicano questo decreto che sta ormai diventando leggendario. Speriamo che nelle more si colga l'occasione per dargli qualche concretezza". Lo hanno affermato i consiglieri regionali di centrodestra nel corso di un incontro con la stampa promosso a margine della seduta straordinaria del Consiglio regionale sul maltempo. Presenti Lorenzo Sospiri, Mauro Febo, Gianni Chiodi, Paolo Gatti, Mauro Di Dalmazio, Giorgio D'Ignazio e Emilio Iampieri di Forza Italia, Ncd e Abruzzo Futuro, i quali hanno parlato di "maleducazione istituzionale" perche' "la gran parte dei parlamentari e dei consiglieri regionali non sono stati neanche invitati", cosi' come molti sindaci. Il primo cittadino di Teramo, ha riferito il centrodestra, e' stato informato da Chiodi dell'arrivo del premier. "Uno sgarbo istituzionale - hanno sottolineato - che denota tutta la scorrettezza di questo governo regionale e nazionale. Un presidente del Consiglio dei ministri - hanno poi osservato gli esponenti di centrodestra - quando si muove lo fa per portare qualcosa. L'ascolto dei territori, il lavoro di preparazione lo fanno i ministri, lo fanno i sottosegretari, lo fanno gli sherpa. Poi quando il premier si muove magari corregge qualcosa che non e' stato fatto bene con il precedente decreto". Il riferimento e' "agli 80 milioni di euro per le imprese che D'Alfonso aveva assicurato e alla zona cosiddetta franca. Immaginavamo che il presidente del consiglio venisse a Teramo per queste cose o per annunciare ad esempio l'ampliamento del cratere". 

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Cresa: nel 2016 a picco le imprese edili e commerciali

Sono 8327 le nuove imprese in Abruzzo nel 2016 contro le 8.024 (più le cancellazioni d'ufficio) che hanno fatto registrare una cessazione d'attività. Ma un calo preoccupante si rileva nelle imprese edili e commerciali. Lo rileva nel suo studio il registro delle imprese delle Camere di commercio. Un saldo di sostanziale pareggio, come evidenziano i dati del Cresa con una crescita dello 0,2 per cento, inferiore a quello nazionale (+0,9%). Tra le province abruzzesi Pescara è la più attiva cono 0,8 per cento di crescita, migliore della media nazionale, è più 328 imprese tra aperture e cessioni, segue Teramo con un tasso di crescita di +0,4% mentre L'Aquila e Chieti fanno registrare valori negativi (entrambe -0,2%). I dati emergono dalle elaborazioni che il Cresa ha svolto sulla base dei dati Infocamere-Movimprese, il Sistema informativo delle Camere di Commercio. Le cessazioni di impresa continuano a superare le nuove iscrizioni, con conseguenti saldi negativi, in particolare nel commercio (-802), nelle costruzioni (-445), nell'agricoltura (-365), nelle attività manifatturiere (-273) e nelle attività di alloggio e ristorazione (-276). Il dettaglio provinciale mostra che il saldo negativo delle imprese delle costruzioni risulta più grave a L'Aquila (-135), Chieti (-125) e Teramo (-108). Le imprese commerciali rilevano saldi negativi ovunque, peggiori a Chieti (-298), Pescara (-189) e L'Aquila (-179). Anche le imprese artigiane nel 2016 hanno visto un surplus di cancellazioni (2.466 al netto di quelle d'ufficio) rispetto alle iscrizioni di nuove imprese (1.804) per cui il saldo è risultato negativo (-662) pervenendo a 31.386 imprese registrate al 31 dicembre 2016. Il saldo negativo è stato rilevato in tutte le province ma ha raggiunto il valore maggiore a Chieti (-267). Tra i vari settori artigiani i saldi negativi più pesanti sono stati rilevati dalle costruzioni (-390) e dalle attività manifatturiere (-170). In particolare, le chiusure di imprese di costruzioni superano le nuove aperture in tutte le province con saldi negativi che raggiungono valori peggiori a L'Aquila (-122), Chieti (-113) e Teramo (-108). 

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Sebastiani: potrei lasciare la presidenza a fine stagione

Al termine del match Pescara - Lazio chiusosi con la sconfitta dei padroni di casa per 6-2 il presidente Daniele Sebastiani ha minacciato di lasciare il timone della società. "A fine anno trarro' le conclusioni perche' mi sono abbondantemente rotto le scatole. Potrei anche lasciare il Pescara al termine della stagione perche', siccome non me lo ha ordinato il medico di essere presidente del Pescara, potrei anche decidere questo lasciando non danni, ma una societa' pulita, e se cosi' fosse, poi, ci sara' qualcuno che si prendera' cura di iscrivere la squadra al prossimo campionato che disputera' il Pescara, e vedremo cosa sapranno fare altri, credo sicuramente meglio di me". Sulla partita e sul tecnico Massimo Oddo, Sebastiani ha aggiunto: "Sono deluso dal secondo tempo della squadra perche' non si possono prendere gol cosi'. Oddo restera' l'allenatore del Pescara fino a quando io saro' presidente e comunque fino al termine della stagione. Poi se e quando arriveranno altri si discutera' e si vedra' il da farsi"

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Cgia, sprechi Pubblica Amministrazione ammontano ad almeno 16 miliardi l’anno

L'amministrazione pubblica italiana potrebbe risparmiare almeno 16 miliardi di euro all'anno se funzionasse con maggiore oculatezza, eliminando sprechi nella sanita', spesa pubblica indebita e misure contro la poverta' percepite da famiglie abbienti. E' la stima dell'ufficio studi della Cgia, secondo cui "se si potesse quantificare anche la spesa riconducibile ai falsi invalidi, a quella riferita a chi percepisce deduzioni/detrazioni fiscali non dovute o alla cattiva gestione del patrimonio immobiliare, molto probabilmente lo Stato, nel suo complesso, potrebbe risparmiarne altrettanti". In particolare la Cgia calcola che i risultati conseguiti dalla Guardia di Finanza nel controllo della spesa pubblica ammontano a 5,2 miliardi, le risorse destinate a contrastare la poverta' che vanno invece a beneficio di famiglie abbienti raggiugnono i 4,9 miliardi, gli sprechi nella sanita' arrivano a 6 miliardi. Secondo il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo, la correzione di deficit richiesta dalla Ue potrebbe essere risolta attraverso una contrazione degli sperperi e misure piu' aggressive nei confronti della spesa pubblica improduttiva, senza agire sul fronte delle entrate. Pur riconoscendo gli sforzi fatti dagli ultimi esecutivi sul fronte della spending review, la Cgia ritiene che sarebbe sbagliato recuperare una buona parte dello 0,2 per cento di taglio del deficit/Pil richiestoci da Bruxelles aumentando, ad esempio, le accise sui carburanti.

"Ricordo - conclude il segretario della Cgia Renato Mason - che l'80 per cento circa delle merci italiane viaggia su gomma. E' vero che grazie al rimborso delle accise gli autotrasportatori, solo quelli con mezzi sopra i 35 quintali, possono recuperare una parte degli aumenti fiscali che subiscono alla pompa. Tuttavia, nel caso scattassero gli incrementi di accisa, potrebbero verificarsi dei rincari dei prodotti che troviamo sugli scaffali dei negozi e dei supermercati del tutto ingiustificati, penalizzando soprattutto le famiglie a basso reddito".

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