Primo Piano

Istat, si rafforza la crescita dell’economia italiana

 "In un quadro economico internazionale favorevole, si rafforza la crescita dell'economia italiana, sostenuta dal settore manifatturiero e dagli investimenti. Prosegue il miglioramento dell'occupazione, che interessa anche i giovani e le donne. L'indicatore anticipatore torna ad aumentare rafforzando le prospettive di crescita a breve termine". Lo rileva l'Istat nella nota mensile sull'andamento dell'economia italiana. Insomma, per l'Istat "le aspettative di crescita per i prossimi mesi appaiono favorevoli: a settembre l'indice del clima di fiducia dei consumatori ha registrato un incremento significativo, trainato dai miglioramenti dei giudizi sulla situazione economica italiana e delle aspettative sulla disoccupazione. Anche l'indice composito del clima di fiducia delle imprese ha evidenziato un aumento, confermando il trend positivo dei mesi precedenti per tutti i settori, ad eccezione dei servizi. I segnali di miglioramento dell'economia italiana sono confermati anche dall'indicatore anticipatore che torna ad aumentare, confermando il rafforzamento delle prospettive di crescita a breve. 

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Sclocco: 1,5 mln di euro per progetti per l’infanzia

Quasi 1 milione 500mila euro del fondo nazionale per il contrasto alla povertà educativa minorile sarà destinato all'Abruzzo grazie a tre progetti che hanno partecipato con successo al Bando Prima infanzia 2016. Un risultato che l'assessore alle Politiche sociali, Marinella Sclocco, ha voluto evidenziare nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta, questa mattina, a Pescara, nella sede della Regione.

Si tratta del progetto "la Cittadella dell'Infanzia" con capofila la cooperativa sociale Orizzonte di Pescara presieduta da Grazia Giallorenzo che beneficerà di un finanziamento di 615mila euro, del progetto "Cavoli a merenda - bionido solidale" con capofila l'associazione l'"Arca di Francesca" presieduto da Biancamaria Rulli che potrà contare su risorse pari a 390mila euro ed infine del progetto "PRIMA - Prevenzione dei rischi per l'infanzia e la maternità assistita" con capofila l'associazione focolare Maria Regina, illustrato da Sabrina De Flavis, che si avvarrà di un sostegno di 390mila euro.

L'iniziativa, nata grazie ad un protocollo tra Governo e Fondazioni bancarie, mette a disposizone risorse finalizzate progetti per la tutela dell'infanzia dell'adolescenza. "Sono orgogliosa di questo risultato che ha premiato la qualità dei nostri progetti - ha esordito Marinella Sclocco - esaltando, al tempo stesso, la capacità di lavoro dei partenariati che hanno saputo fare sintesi delle molteplici esperienze e competenze. Quello che possiamo definire la capacità di fare rete. Basti pensare - ha aggiunto l'assessora - che degli otto progetti finanziati al gruppo delle quattro Regioni del centro Italia  (Umbria-Marche-Abruzzo e Molise), ben tre sono stati proposti da realtà associative abruzzesi ed avranno ricadute positive sul nostro territorio".

Il progetto "La cittadella dell'infanzia", rivolto alla prevenzione del disagio dei minori, prevede una rete di servizi sul territorio: sportelli di prima accoglienza e ascolto, focus per giovani madri, attività integrate per il sostegno alla genitorialità e l'allestimento di uno spazio protetto per incontri tra genitori e figli nei casi di separazioni conflittuali.

Il progetto di "Bionido solidale Cavoli a merenda" nasce in risposta ad una richiesta esplicita delle famiglie di Bucchianico, da bisogni non espressi ma segnalati dall'amministrazione comunale e ad un obiettivo condiviso da tutti gli attori coinvolti nel progetto di mettere insieme i propri beni e le proprie competenze per contribuire alla nascita di legami di reciprocità con una particolare attenzione alle famiglie fragili ed a rischio di esclusione sociale. A tal proposito, il Comune di Bucchianico ha messo a disposizione un terreno agricolo di circa 5000 metri quadrati, adiacenti all'asilo, che verrà diviso in piccoli orti sociali, curati in parte dai genitori e in parte da cittadini sensibili a questa forma di impegno sociale lavorativo che produrranno cibo biologico per la mensa scolastica, migliorando le qualità dei pasti offerti ai bambini.

Il progetto PRIMA intende, invece, sperimentare un modello di intervento preventivo su due macro-aree: l'area metropolitana pescarese e l'area metropolitana rappresentata dalla città di Teramo e dal continuum della costa teramana. Tale progetto intende lavorare sulla prevenzione della povertà educativa integrando enti pubblici e terzo settore, con la sperimentazione dell' home visiting che in Abruzzo non è mai stata attivata. 

I partner pubblici che non gestiscono budget, come le ASL di Teramo e  Pescara ed  i Comuni di Pescara, Roseto, Pineto e Teramo, con i quali l'associazione Focolare Maria Regina ha già collaborato in diversi contesti, si occuperanno della rete di sorveglianza e screening all'interno dei punti nascita degli ospedali e dei servizi sociali

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Olio, la produzione è in leggera ripresa

La produzione italiana di olio extravergine d'oliva è in leggera ripresa ma le stime per la campagna 2017/2018 restano ancora lontane dagli standard di un'annata olearia ordinaria. È quanto emerge dall'indagine eseguita dall'osservatorio di mercato del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori nell'ultima settimana di settembre, che prevede un incremento medio complessivo del 50% per la stagione 2017/2018 (273.000 tonnellate) rispetto alla campagna olivicola 2016/2017 (182.325 tonnellate). Il segno positivo, però, non deve ingannare perché la campagna dello scorso anno, caratterizzata in molte zone da scarica produttiva, è stata tra le peggiori degli ultimi decenni. Se raffrontata con la campagna 2015/2016 (474.620 tonnellate prodotti), infatti, la produzione prevista per quest'anno è ancora fortemente negativa in tutte le regioni, segno evidente di come la ripresa definitiva del settore sia ancora lontana. Tra i fattori che hanno determinato questo risultato l'andamento climatico e, in particolare, la siccità, che ha causato cascola anticipata di fiori e fruttificazione ridotta. La pioggia delle ultime settimane, però, ha in parte mitigato, soprattutto al Sud, gli effetti deleteri del caldo torrido, garantendo anche per quest'anno un prodotto di grande qualità. Entrando nel dettaglio regionale, la Puglia resta la Regione leader con il 55% dell'intera produzione nazionale e con un incremento, rispetto all'anno scorso, del 45% della produzione

 Balzo in avanti significativo rispetto al 2016 anche per altre Regioni del Centro e del Sud, come Calabria, Sicilia, Basilicata e Abruzzo, mentre Toscana (-30%) e Umbria (-20%), a causa della carenza idrica, ridurranno di molto la produzione. "Eravamo fortemente preoccupati per la siccità e per alcune malattie, come la Xylella nel Salento o la Tripide dell'Olivo in Calabria, ma fortunatamente i dati in nostro possesso sono confortanti anche se c'è ancora tanto da fare'', ha rivelato il presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori. "Dai riscontri dei dati sulle rese forniti dai primi frantoi aperti si registrano anche percentuali di estrazione al di sopra della media del periodo che fanno ben sperare per il prosieguo della stagione molitoria", ha continuato Sicolo. Il CNO riunisce su tutto il territorio nazionale 24 organizzazioni di produttori, di livello provinciale, interprovinciale e regionale. Gli olivicoltori aderenti sono 135.000 e gestiscono complessivamente circa 140.000 ettari di oliveti. 

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Regione Abruzzo, partono nuovi concorsi

La Giunta regionale intende procedere nell'opera di riorganizzazione della macchina regionale, "una forte azione di rinnovamento accompagnata dallo snellimento della dotazione organica regionale, da nuove procedure concorsuali, da un diverso sistema di formazione, con una differente regolamentazione del rapporto tra Regione e assistenza tecnica e progressioni di carriera per gli interni". E' quanto emerso a L'Aquila, nella riunione tra il presidente Luciano D'Alfonso e le organizzazioni sindacali con all'ordine del giorno la riorganizzazione degli Uffici della Giunta regionale, lo sviluppo delle risorse umane e il Programma dei fabbisogni 2017-2019. Presente anche il capo Dipartimento Fabrizio Bernardini. "Faremo concorsi - ha detto D'Alfonso - capaci sia di valorizzare gli interni sia di attenere la regione all'esterno: 50 funzionari e 12 dirigenti con possibilita' di ulteriori assunzioni degli idonei. Scommetteremo in formazione poiche' il diritto di progressione di carriera e' un diritto costitutivo di un'organizzazione del mondo del lavoro"

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Istat: ad agosto cala disoccupazione giovani, al 35,1%

Cala la disoccupazione giovanile. Ad agosto, secondo le stime provvisorie dell'Istat, il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), è pari al 35,1%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente. Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono per definizione esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi. L'incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è invece pari al 9,5% (cioè poco meno di un giovane su 10 è disoccupato). "Tale incidenza risulta invariata rispetto a luglio", ha spiegato l'Istituto. Il tasso di occupazione dei 15-24enni cresce di 0,1 punti, mentre quello di inattività cala di 0,1 punti. Guardando alle altre classi di età, il tasso di occupazione nell'ultimo mese cresce tra i 25-34enni (+0,8 punti percentuali) e gli ultracinquantenni (+0,1 punti) mentre cala tra i 35-49enni (-0,2 punti). Il tasso di disoccupazione cala tra i 25-34enni (-0,8 punti) e gli ultracinquantenni (-0,1 punti) mentre cresce tra i 35-49enni (+0,1punti). Il tasso di inattività cala tra i 25-34enni (-0,2 punti), cresce tra i 35-49enni (+0,1 punti), rimane stabile tra gli over 50. quello giovanile al 35,1% (-0,2 punti

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Equitalia riscuote subito ma tarda a pagare i fornitori

 Equitalia e' sempre stata sollecita e rigorosa nella riscossione ma paga in ritardo: questa la denuncia della Cgia. "Quando era chiamata a riscuotere - segnala il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo - non guardava in faccia nessuno. Nei confronti dei contribuenti era rigorosa, inflessibile e non ammetteva alcuna giustificazione. Quando, per contro, doveva onorare gli impegni contrattuali sottoscritti, almeno alla luce di quanto e' accaduto nel 2016, questa precisione e meticolosita' nel rispettare le scadenze sfumava, al punto tale che liquidava i propri fornitori oltre i termini di legge. In altre parole, praticava bene, ma razzolava male". Visto il ruolo che ha ricoperto in passato - si legge in una nota - chiunque sosterrebbe che questa societa' pubblica mai e poi mai avrebbe violato la normativa sui tempi di pagamento. Le cose, invece, sono andate diversamente: nel 2016, infatti, Equitalia Spa (che, ricordiamo, e' stata soppressa il 1 luglio di quest'anno) ha saldato le fatture dei propri fornitori in ritardo rispetto ai tempi fissati dalla normativa.

Nella graduatoria dei ritardatari Equitalia non e' la peggiore: Inps, Sogei e molti ministeri la battono. "Se l'anno scorso sia Equitalia Spa sia l'Inail hanno pagato i propri fornitori con 13 giorni di ritardo medi ponderati rispetto a quanto previsto dalle disposizioni di legge, che prevedono il pagamento fattura entro 30 giorni dalla data di ricevimento, altre amministrazioni finanziarie - secondo la Cgia - si sono comportate addirittura peggio: l'Inps, ad esempio, ha onorato gli impegni di pagamento con 29 giorni medi ponderati di ritardo e la Sogei (societa' di Information technology del Ministero dell'Economia delle Finanze) Anche per molti ministeri il rispetto dei tempi di pagamento e' un optional. Se nel 2016 agli Interni hanno saldato le fatture con 58 giorni medi ponderati di ritardo, il ministero della Giustizia lo ha fatto dopo 52, la Difesa dopo 46 e lo Sviluppo Economico dopo 38". C'e' comunque chi rispetta i tempi. "I piu' virtuosi - riferisce l'indagine - sono stati il dicastero dell'Ambiente, che ha anticipato il saldo fattura di 7 giorni, e i ministeri degli Esteri e dell'Economia e delle Finanze che, entrambi, hanno liquidato i fornitori 4 giorni prima della scadenza di pagamento". "L'avvio della procedura di infrazione dell'Ue nei confronti del nostro Paese - ricorda Zabeo - risale al giugno del 2014. Questo richiamo ufficiale ci e' stato comminato perche' la nostra Pubblica amministrazione ha violato le disposizioni della Direttiva europea sui ritardi di pagamento entrata in vigore nel 2013. E sebbene negli ultimi anni ci sia stato qualche miglioramento, nel 2017, secondo i dati di Intrum Justitia, la nostra Pa paga i propri fornitori dopo 95 giorni. In Europa solo la Grecia ha saldato le fatture dopo un numero di giorni superiore al nostro". Lo studio evidenzia poi i ritardi nella fatturazione elettronica obbligatoria per tutte le pubbliche amministrazioni dal 31 marzo 2015: "Escludendo le scuole sono quasi 13.500 le pubbliche amministrazioni che hanno l'obbligo di far transitare i pagamenti sulla piattaforma dei crediti commerciali (Pcc) gestita dal Mef. In realta', ben 6.898 enti, pari al 51,3 per cento del totale, nel 2016 non l'hanno fatto. Pertanto, i risultati di questa elaborazione sono ancora parziali e riconducibili solo alle amministrazioni che hanno adempiuto a questo vincolo di legge.

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Consumi, la mappa dei risparmi

 I consumi delle famiglie in Italia nel 2016 sono aumentati dell'1% rispetto al 2015, ma nell'ultimo anno sono diminuiti quelli al supermercato, anche se di poco (-0,55%), considerando un'inflazione del 1,2% in generale e 0,8% sui soli prodotti alimentari. In uno scenario di quasi stagnazione, la spesa media degli italiani per alimentari, igiene personale e per la casa in un anno, per una famiglia media, secondo i dati Istat si attesta sui 6.300 euro, con il 20% dell'intero budget familiare ritagliato su questa voce. E' quanto emerge da un'indagine di Altroconsumo.Grazie alla tensione concorrenziale tra insegne e punti vendita sul territorio, spiega una nota dell'associazione, sono possibili risparmi che su un singolo prodotto possono toccare punte del 160% e sul paniere di spesa con prodotti di marca al supermercato arrivare a ben 2.817 euro per una famiglia di quattro persone che ne spende 8.300 all'anno. L'annuale inchiesta di Altroconsumo su super, iper e hard discount in 67 città italiane mostra la mappa della convenienza e del risparmio, stabilendo dove sia più conveniente realizzare gli acquisti di alimentari, freschi e confezionati e di prodotti per l'igiene personale e per la casa. Visitati 1.017 tra super, iper e hd, rilevando più di un milione di prezzi alla scoperta del punto vendita più conveniente nelle 20 regioni d'Italia. Per comporre le classifiche, sia sulle insegne più convenienti a seconda del tipo di spesa (consultabili su www.altroconsumo.it/supermercati), sia quella sulle città qui a seguire, sono stati raccolti 1.186.000 prezzi. I prodotti appartengono a 115 categorie merceologiche diverse. L'area del nord-est, con il Veneto in testa, prosegue la nota, si conferma la più interessante per poter approfittare della guerra dei prezzi tra insegne e punti vendita. Insieme a Pordenone, si compra bene a Treviso e Vicenza dove si spende in media 5.900 euro, al di sotto della media nazionale. Se pensare di recarsi a Fiume Veneto dal resto della penisola per fare la spesa è poco realistico, ipotizzare invece di cambiare punto vendita all'interno della stessa città si può e si deve fare. A Cuneo se si va nel super più conveniente anziché in quello più caro si possono risparmiare 1.284 euro in un anno; a Torino 1.246 euro; a Roma 1.200; mille euro a Milano. Più punti vendita, forbice dei prezzi che si amplia. Situazione opposta a Reggio Calabria, dove non solo il risparmio massimo è di poco superiore a 200 euro, ma dove nel punto vendita più economico si spendono quasi 6.400 euro, di più rispetto alla media nazionale. Non solo al Sud: ad Aosta, la spesa minima in città è di 6.500 euro e le possibilità di risparmio sono ridotte a 365 euro. Qui qualunque supermercato si scelga, la spesa resta carissima. Scarsa concorrenza significa sempre poca scelta e prezzi allineati. Su Altroconsumo.it/supermercati è possibile consultare l'inchiesta in integrale, con le tabelle della singole città e calcolare il punto vendita più conveniente secondo le abitudini di spesa. 

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Api-Cribis: Italia 12/a in Ue per pagamenti a fornitori

Il grado di virtuosità delle imprese dal punto di vista dei pagamenti verso i loro fornitori e presenta in Europa una situazione molto eterogenea: se Danimarca e Germania si contraddistinguono per le maggiori quote di pagatori puntuali nel 2016, rispettivamente l'86,5% e l'81,7% del totale, Romania e Portogallo registrano invece i risultati peggiori, inferiori al 20% nella classe di pagamento alla scadenza (17,6% e 19,5%). Lo fa sapere Api, in virtù dei risultati dello 'Studio Pagamenti 2017' realizzato da Cribis partner dell'Associazione, analizza l'apertura delle Pmi alle relazioni commerciali con l'estero, presentando in anteprima i risultati del sondaggiosomministrato alle imprese associate.Lo Studio Pagamenti 2017 mostra una situazione stabile in Italia, con una leggerissima variazione negativa nei pagamenti a scadenza, che passano dal 35,7% nel 2015 al 35,6% nel 2016, compensata tuttavia da una discreta diminuzione dei pagatori oltre 30 giorni, che si riducono dal 14,3% al 12,3%.Forti i segnali di ripresa dalla Grecia: è il Paese che mostra i miglioramenti più elevati, con un significativo aumento dei pagatori puntuali che passano dai 22,7% del 2015 ai 32,4% del 2016 e una diminuzione dei pagamenti in ritardo di oltre 30 giorni, che dal 53,1% si abbassano al 29,8. Anche la Germania incrementa ulteriormente i propri risultati, con una crescita dei pagatori puntuali, che passano dal 72,3% del 2015 all’81,7% del 2016 e una riduzione dei gravi ritardatari, che sono solo lo 0,7%.In aggiunta, la buona salute dell’Europa è confermata dall’assenza di gravi variazioni negative sia nei pagamenti puntuali, sia oltre 30 giorni di ritardo

L’Italia si colloca comunque nella seconda metà della classifica europea dei Paesi più virtuosi, ottenendo il 12° posto, dopo, rispettivamente, Polonia, Francia e Belgio, con ben 6,6 punti di scostamento dalla media europea, che vede nel 2016 il 42,3% di aziende puntuali nei pagamenti.L’Italia, a fronte delle migliori prestazioni di altri Paesi europei nei pagamenti, mostra una forte apertura al commercio con l’estero e, secondo i più recenti dati Eurostat**, si posiziona al 4° posto in UE per esportazioni, dopo Germania, Olanda e Francia. In dettaglio, vanta un valore pari a 223,3 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2017, in crescita del +8% rispetto allo stesso periodo del 2016, per un totale di 126,1 miliardi di export in nazioni dell’Unione Europea e 97,2 miliardi di euro in Paesi extra Ue.Paolo Galassi, presidente di Api conclude: "Le Pmi sono il cuore pulsante della nostra economia e, come dimostra anche il sondaggio che abbiamo recentemente rivolto alle associate, hanno un ruolo non solo attivo ma anche fondamentale nell’accrescere il grado di internazionalizzazione dell’Italia. Il mio suggerimento è dunque che il Governo ascolti le loro istanze e adotti misure volte a incentivare una concorrenza sul mercato 'ad armi pari' con le aziende estere, per tornare finalmente a essere più competitivi anche in termini di prezzo e non solo di qualità. Auspico che l’Europa faccia la sua parte, promuovendo politiche fiscali e attuando un piano europeo straordinario per gli investimenti che sia davvero comunitario, a supporto delle aziende che fanno import-export dentro i confini dell’Unione, per eliminare così la rivalità interna".

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Sette arresti in Abruzzo tra amministratori locali ed imprenditori

Con le accuse di corruzione e turbativa d'asta sono stati arrestati, stamani, nell'ambito di un'operazione di polizia denominata "Master List", sette persone tra imprenditori e amministratori di Canistro, Avezzano e Campotosto, Casacanditella, Montorio al Vomano e Penne. L'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, firmata dal gip di Avezzano, riguarda un filone di una vicenda ben piu' ampia che coinvolge anche diversi politici abruzzesi. Il gip evidenzia,negli atti, scambi di favore e mazzette per alimentare meccanismi ben collaudati affinche' si spartissero appalti in mezzo Abruzzo relativi a lavori di movimento terra e non solo. Nell'ambito dell'indagine risulta coinvolto anche un amministratore del consorzio acquedottistico Marsicano.

I provvedimenti, firmati dal gip del Tribunale di Avezzano, Francesca Proietti, sono stati eseguiti dalla Squadra Mobile dell'Aquila. In particolare, le misure restrittive riguardano l'amministratore delegato del Consorzio acquedottistico marsicano (Cam), Giuseppe Venturini, l'ex vice sindaco con delega ai Lavori pubblici di Canistro (L'Aquila), Paolo Di Pietro, attualmente consigliere comunale di maggioranza, il sindaco di Casacanditella (Chieti), Giuseppe D'Angelo, l'imprenditore di Montorio al Vomano (Teramo), Emiliano Pompa, l'imprenditore Antonio Ruggeri di Avezzano, che vantava entrature in Vaticano e conoscenze nella magistratura che gli avrebbero garantito l'immunita', Antonio Ranieri dell'Aquila, responsabile unico del procedimento al Comune di Campotosto (L'Aquila) e l'imprenditore Sergio Giancaterino di Penne (Pescara). L'inchiesta porta la firma dei sostituti procuratori Roberto Savelli e Maurizio Maria Cerrato e rappresenta un filone di una vicenda piu' ampia che coinvolge anche diversi politici abruzzesi. Il gip evidenzia favori e scambi di denaro. Mazzette per oliare meccanismi ben collaudati e soprattutto appalti da spartire in mezzo Abruzzo. A Canistro l'inchiesta riguarda i lavori di risanamento e consolidamento del cimitero, mentre a Campotosto la manutenzione dell'area di campeggio Capparella e della struttura adibita a centro velico denominata 'casa dei pescatori', oltre a interventi nell'ex discarica in localita' Reperduso. C'e' anche il fronte delle aste pubbliche bandite dall'Unione dei Comuni delle Colline teatine, di cui il Comune di Casacanditella e' capofila. In quest'ultimo caso al centro dei presunti illeciti ci sono i lavori di riassetto territoriale dell'area a rischio idrogeologico della localita' Colle grande del Comune di San Martino sulla Marrucina. A Capistrello, inoltre, il lavoro degli inquirenti ha riguardato la gara relativa ai lavori di manutenzione del depuratore eseguiti dal Cam. Le indagini poggiano prevalentemente su intercettazioni ambientali e sul sequestro di documentazione. 

Ad innescare, nonche' a dare il nome all'inchiesta denominata "Master list", e' stata tra le altre cose una lista di ditte che, secondo l'accusa, si dovevano spartire numerosi appalti sia in provincia di L'Aquila sia nel resto della regione, lista contenuta in un'agenda sequestrata in una perquisizione all'imprenditore di Penne Sergio Giancaterino, ora ai domiciliari. Per questo elemento, altri documenti e il materiale dei precedenti filoni, secondo la Procura della Repubblica di Avezzano e la squadra mobile, i destinatari odierni dei provvedimenti restrittivi sarebbero "inseriti in un collaudato sistema illecito, da cui e' scaturito il nome dell'operazione, finalizzato ad influenzare appalti pubblici in diversi comuni della provincia di L'Aquila". Secondo le carte in possesso dell'accusa, il meccanismo piu' utilizzato da parte di amministratori, tecnici e funzionari coinvolti, era quello di rispondere alle gare con le ditte d'accordo con chi avrebbe dovuto vincere tra di loro stabilendo insieme il massimo ribasso. Naturalmente, l'obiettivo sarebbe stato quello di partecipare agli appalti e di far ruotare i vincitori. Da riscontri e intercettazioni sarebbe emersa l'intesa raggiunta tra gli indagati per la gara relativa alla sistemazione dell'edificio comunale del Comune di Canistro: in un appalto di circa 480mila euro, circa 20mila sarebbero stati distribuiti tra ditte partecipanti e amministratori attraverso contributi e consulenze. L'appalto - ritengono Procura della Repubblica di Avezzano e squadra mobile - non e' poi andato a buon fine "per cause indipendenti dalla volonta' degli indagati". Le indagini riguardano tra gli altri, a Campotosto (comune dell'Aquilano che ha subito il terremoto del Centro Italia 2016-2017 e di L'Aquila del 2009), l'appalto per la manutenzione dell'area di campeggio Capparella e della struttura adibita a centro velico "casa dei pescatori", oltre a interventi nell'ex discarica in localita' Reperduso, le aste pubbliche bandite dall'Unione dei Comuni delle Colline teatine, di cui il Comune di Casacanditella e' capofila: a tale proposito, al centro dell'inchiesta i lavori di riassetto territoriale dell'area a rischio idrogeologico della localita' Colle grande del Comune di San Martino sulla Marrucina. Ed ancora: a Capistrello, la gara relativa ai lavori di manutenzione del depuratore eseguiti dal Cam. 

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Fs, 26.560 gli interventi di assistenza dell’ Help Center di Pescara

Sono stati 26.560 gli interventi di assistenza effettuati nel 2016 dall' Help Center di Pescara Centrale. Tra questi 17.500 hanno riguardato i servizi di sostegno di base - come docce, erogazione di pasti e distribuzione di vestiario - mentre oltre 9.000 sono stati rivolti a interventi di accompagnamento e orientamento sociale e lavorativo. I servizi di assistenza hanno interessato un totale di 630 utenti: il 72% gia' fruitori dell'Help Center e il 28% nuovi. In particolare il 78% sono uomini e il 28% donne. Per quanto riguarda invece la nazionalita', il 25% degli utenti e' composto da cittadini italiani, il 37% da comunitari e il 20% da extracomunitari. Ad oggi gli Help Center sono 17, presenti a Roma Termini, Milano Centrale, Bari Bologna, Brescia, Catania, Chivasso, Firenze Santa Maria Novella, Foggia, Genova Cornigliano, Melfi, Messina, Napoli Centrale, Pescara Centrale, Reggio Calabria, Torino e Trieste. Circa 500mila gli interventi di assistenza effettuati nel 2016 dagli Help Center, il primo grande progetto promosso dal Gruppo FS Italiane per contrastare e affrontare i fenomeni di disagio sociale presenti nelle stazioni ferroviarie italiane. Tra questi, l'85% (circa 410mila) ha riguardato servizi di sostegno di base - come docce, erogazione di pasti e distribuzione di vestiario - con un forte incremento rispetto al 2015, a testimonianza dell'impatto significativo dei flussi migratori che ruotano attorno alle stazioni, in particolar modo nel Sud Italia

 L'altro 15% (circa 75mila) include invece interventi di accompagnamento e orientamento. Sale, poi, del 7% il dato delle persone che si sono registrate presso gli Help Center e cresce anche il dato di chi si e' rivolto a queste strutture per la prima volta (+18%), mentre diminuisce leggermente (-2,2%) il numero degli utenti abituali. Tra gli utilizzatori, circa 6mila gli italiani, 5mila gli stranieri comunitari e 11mila gli extracomunitari. Gli Help Center hanno totalizzato circa 4.500 giorni di apertura, con 32mila ore di attivita', 46 operatori sociali attivi ogni ora su tutta la rete e 850 volontari. Questi i dati principali contenuti nel Rapporto dell'Osservatorio sul Disagio e la Solidarieta' nelle Stazioni Italiane (ONDS), illustrati oggi nella sala Auditorium di Ferrovie dello Stato Italiane. Alla presentazione, i cui lavori sono stati aperti da Renato Mazzoncini Amministratore Delegato e Direttore Generale di FS Italiane, hanno partecipato Laura Baldassarre Assessora alla Persona, Scuola e Comunita' solidale di Roma Capitale, e Roberto Pella Vice Presidente Vicario ANCI

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