Anno giudiziario, Francabandera: carenza di personale nei tribunali

 “I nuovi ingressi non sono sufficienti a garantire il rispetto del turn over rispetto ai pensionamenti e a risolvere il problema critico delle scoperture, pari al 28,17 per cento per la Corte e al 15,35 per cento per l’intero distretto”. E’ quanto sostenuto in materia di personale nella relazione sull’andamento della giustizia nel distretto abruzzese presentata oggi dal presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Fabrizia Francabandera, nel corso della inaugurazione dell’anno giudiziario. “Quanto al personale di Magistratura – ha spiegato ancora -, premesso il plauso al nuovo governo per l’impegno all’importante aumento della pianta organica (600 posti che mi auguro vadano, almeno in parte, alla Corte d’Appello, che quasi ovunque registrano difficoltà), e alla sua integrale copertura a mezzo di concorsi più frequenti, si deve con sollievo dare atto che nel distretto scende, sia pure di poco, la percentuale di scopertura, pari oggi al 7,43 per cento – spiega ancora l’alto magistrato. 

“L’unificazione nel recente provvedimento legislativo dei temi della sicurezza e dell’immigrazione assume, com’è evidente, una forte carica simbolica, con il rischio concreto di consegnare al mero profilo securitario il tema epocale del fenomeno migratorio”. Così il presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Fabrizia Francabandera, nella relazione sull’andamento della giustizia nel distretto abruzzese presentata nel corso della inaugurazione dell’anno giudiziario. Questa posizione è motivata dal fatto che si è “in assenza di motivazioni tecnico giuridiche (ed anche motivazioni emergenziali, essendo ormai da tempo fortemente ridotto il numero di migranti irregolari)- spiega ancora l’alto magistrato -. Il tema con cui il prospero Occidente – di cui siamo fortunati abitanti – non potrà evitare di confrontarsi per molto tempo ancora, facendosi carico di un intervento forte e coeso – almeno tra i paesi europei, per tentare di mitigare disuguaglianze sempre più intollerabili che, come ben sappiamo, hanno radici anche nella colonizzazione economica dei paesi da cui provengono per la maggior parte proprio coloro che hanno diritto all’asilo, i cosiddetti migranti economici che arrivano nelle nostre terre non per sfuggire a guerre o discriminazioni, ma per tentare di soddisfare, per sé e per i propri figli, i bisogni primari della vita”. Francabandera ha sottolineato che si è più attenti a enfatizzare la cosiddetta percezione di insicurezza, fenomeno poco giuro nella sua genesi”, piuttosto che “quel che continua a concretizzarci in senso negativo da un lato la criminalità organizzata e dall’altro un numero considerevole di reati contro la pubblica amministrazione ed economici”. L’altro magistrato ha anche stigmatizzato le affermazioni nel gergo comunicativo di alcuni politici come “gettiamo le chiavi o far marcire in galera”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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