Avrebbe sottratto circa 95mila euro a uno zio novantenne, affetto da grave infermità psichica, incassando 88 assegni nell’arco di dieci anni. Un’avvocata sessantenne, originaria di Pescara, è accusata di circonvenzione d’incapace dalla Procura di Sulmona.
Secondo l’accusa, tra il 2011 e il 2020, a Castelvecchio Subequo, la professionista avrebbe approfittato della condizione di vulnerabilità dell’anziano parente, ottenendo deleghe bancarie e la disponibilità diretta dei conti correnti. In questo periodo avrebbe incassato regolarmente assegni allo sportello per un importo complessivo di 95.300 euro, sfruttando il progressivo deterioramento delle capacità cognitive, sociali e dell’autonomia personale dell’uomo.
Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Sulmona, Irene Giamminonni, ha fissato al 22 aprile l’udienza preliminare per valutare la richiesta di rinvio a giudizio dell’indagata.
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