“L’Abruzzo ha un punto di forza, forse sottovalutato: un tasso di istruzione molto accentuato, superiore alla media del Mezzogiorno. C’e’ una buona qualita’ del capitale umano, ed e’ questa la vera leva dello sviluppo. Il problema e’ pero’ che il rendimento del capitale umano va messo a frutto nel territorio. E in Italia accade che ogni anno vanno via 80mila laureati, per la semplice ragione che oltre confine guadagnano quattro volte tanto”. A sostenerlo è Piero Cipollone, vice direttore generale di Banca d’Italia, intervenendo nel corso della seconda e conclusiva giornata di Abruzzo Economy Summit, la conferenza regionale sui temi dell’economia, della crescita e dello sviluppo, che si e’ svolta a Pescara. “Ecco perche’ occorre investire in ricerca e innovazione, occorre una crescita strutturale delle imprese. Le loro dimensioni, anche in Abruzzo, sono quelle di 70 anni fa, quando pero’ le frontiere erano chiuse, e non c’era competizione internazionale – ha concluso.
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