Sentenza sul crollo del palazzo per il terremoto, polemica per il “concorso di colpa” attribuito alle vittime

E’ polemica per il “concorso di colpa” attribuito ad alcune delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009, morte nel crollo dell’edificio di via Campo di Fossa all’Aquila. La sentenza del Tribunale civile dell’Aquila è arrivata al termine del procedimento avviato dai familiari dei ragazzi morti nel crollo. Erano stati citati in giudizio i ministeri dell’Interno e delle Infrastrutture, il Comune dell’Aquila e gli eredi del costruttore, ma il Tribunale ha riconosciuto una corresponsabilita’ delle vittime del 30%, misura di cui verra’ decurtato il risarcimento danni stabilito.

Nella sentenza si legge che “esulava dai compiti istituzionali” della Grandi rischi “la gestione della comunicazione esterna, affidata in esclusiva all’organo titolare dei compiti di prevenzione”, la Protezione civile. Il Tribunale ha condannato i Ministeri per il 15% di responsabilita’ ciascuno, le eredi del costruttore per il 40% e ha respinto le domande nei confronti del Comune.

“Concorso di colpa. Condotta incauta. Chi affronta un terremoto non puo’ mai essere colpevole di morire. Mi auguro che la sentenza cambi in appello” scrive su Twitter il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani. “Una sentenza vergognosa” la definisce il segretario di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, “pare che chi l’ha emessa non ricordi i messaggi ingiustificatamente rassicuranti ripetuti dalle autorita’, la Protezione civile di Bertolaso e quella regionale, nonche’ la mancanza di indicazioni sul comportamento preventivo, nonostante settimane di sciame sismico”. Per la senatrice del M5S Gabriella Di Girolamo la sentenza e’ una “vergogna. Una decisione sconcertante che non solo non rispetta la memoria di chi ha perso la vita, ma crea un pericoloso precedente”

 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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