Eta’ dei cani: nuovo metodo per calcolarla

Un complesso grafico comparativo in cui si riportano eta’ e sviluppo dei cani in relazione all’eta’ umana: e’ il nuovo metodo per calcolare l’eta’ dei cani, riportato in un articolo pubblicato sulla rivista Cell Systems, elaborato dai ricercatori dell’Universita’ della California San Diego, che hanno sviluppato una formula piu’ accurata rispetto alla classica moltiplicazione per sette per confrontare in modo piu’ preciso le eta’ di umani e cani. “Abbiamo analizzato i gruppi metilici nei genomi di cani e umani – spiega Trey Ideker della School of Medicine e Moores Cancer Center presso l’Universita’ della California San Diego – per verificare la posizione dei tag chimici nelle varie fasce d’eta’ e stabilire come si modifichino durante le tappe della crescita ed elaborare un modo efficace per calcolare l’eta’ dei nostri amici a quattro zampe. Potrebbe rivelarsi utile per i veterinari, che avranno modo di valutare gli effetti del passare degli anni”. “Questa formula – aggiunge Tina Wang, ex studentessa del laboratorio di Ideker – e’ un orologio epigenetico che aiuta a determinare l’eta’ delle cellule, dei tessuti o di un organismo in base alle caratteristiche genomiche. Abbiamo voluto studiare per la prima volta l’invecchiamento comparativo nei cani”. Wang sottolinea pure che i cambiamenti epigenetici forniscono gli indizi sull’eta’ del genoma, proprio come le rughe possono dare idea dell’eta’ di una persona.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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Due nuovi cuccioli di camoscio nel Parco della Majella

"Se 'rinascita' deve essere allora la scena ripresa oggi nell'aura faunistica del Camoscio appenninico di Lama dei Peligni e' decisamente un buon auspicio. Bellissime le immagini dei due nuovi cuccioli di camoscio nati che saltellano e pascolano tra i ginepri, scoprendo l'asprezza delle rocce che saranno il loro rifugio, sotto lo sguardo attento delle mamme". E' quanto si legge in una nota del Parco nazionale della Majella. "Il 'camoscio piu' bello del mondo'- come molti lo definiscono e giustamente ricorda il Parco Nazionale della Majella- ha ormai una popolazione stabile sull'Appennino e la colonia piu' consolidata e' proprio nel Parco abruzzese dove se ne contano 1.500. E molto, per la loro tutela e l'ottima salute di cui oggi godono, lo si deve alle tante attivita' che negli anni sono nate attorno a loro, a cominciare dal 'captive breeding', ovvero l'allevamento in area faunistica, condotto per anni dai tecnici del Parco a Lama. Un'azione che ha consentito di rafforzare la popolazione e contribuire alla nascita delle due neo colonie sui Sibillini e sul Sirente".

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