All’arbitro finanziario 963 ricorsi, 13 milioni di risarcimenti

Nel corso del 2023 l’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf) ha ricevuto 963 ricorsi, di cui 729 ammessi per un totale di 13,3 milioni di euro di risarcimenti riconosciuti. E’ quanto rileva la Relazione annuale dell’organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie fra intermediari e risparmiatori, istituito presso la Consob. Sale cosi’ a 10.774 il numero complessivo di ricorsi trasmessi dai risparmiatori nei primi sette anni di attivita’ (2017/2023). La media mensile e’ stata pari a 80 ricorsi, con picchi piu’ significativi raggiunti nei mesi di maggio (114), marzo (90), febbraio e novembre (89). Come avvenuto in passato, si conferma una fisiologica riduzione dei ricorsi ricevuti nel periodo estivo. Il valore complessivo dei risarcimenti riconosciuti a favore dei risparmiatori e’ stato pari a 13,3 milioni di euro. Sale, cosi’, a oltre 155,8 milioni il totale dei risarcimenti riconosciuti dal 2017 a oggi, con una media pro-capite pari a quasi 35.000 euro.

In merito alla distribuzione territoriale, coerentemente con i dati fatti registrare nell’intero periodo di attivita’ dell’Acf, il Nord si e’ confermato l’area di provenienza del maggior numero di ricorsi (46,1%), seguita dal Sud (31,3%) e dal Centro (20,4%) del Paese. In aumento rispetto al passato la presenza di ricorrenti residenti all’estero (2,2% del totale a fronte dello 0,8% del 2022). Nel corso del 2023 la Lombardia e’ stata la regione da cui e’ pervenuto il maggior numero di ricorsi (149), pari al 15,5% del totale dei ricorsi ricevuti. Si tratta di un elemento di novita’, considerato che, come evidenziato nella tabella di seguito riportata, la Puglia – a partire dal 2018 e fino al 2022 – ha conservato la posizione di primazia, avendo fatto registrare un andamento crescente del numero dei ricorsi ricevuti, con un picco nel 2020 (445) e una successiva flessione negli anni 2021 (242) e 2022 (229). Nel 2023 i ricorsi ricevuti dalla Puglia hanno subito un ulteriore decremento, essendosi attestati a 110, pari all’11,4% del totale dei ricorsi ricevuti. Anche questo dato evidenzia la graduale assunzione da parte dell’Acf della veste di strumento di tutela per le controversie tra intermediari e clienti di tipo “fisiologico”, piuttosto che di rimedio eccezionale per la tutela dei risparmiatori traditi a seguito delle crisi di alcune realta’ bancarie. Conferma di cio’ si rintraccia anche nel dato riferito alla regione Veneto che ha subito, nel corso degli anni, una significativa flessione: a fronte dei 567 ricorsi ricevuti nel corso del 2017, primo anno di operativita’ dell’Acf, nel 2023 i ricorsi provenienti dal Veneto sono stati 57. Nel 2023, dopo Lombardia e Puglia, seguono Emilia-Romagna (90), Lazio (87) e Toscana (83) da cui e’ stato trasmesso un numero di ricorsi superiore a 80. Immediatamente al di sotto si colloca la regione Piemonte, da cui sono pervenuti 74 ricorsi, circa il doppio rispetto ai ricorsi trasmessi nel 2022 (38). In Piemonte si e’ registrato, dunque, un trend in rialzo, che ha interessato, con numeri piu’ contenuti, anche Liguria (da 19 a 25 ricorsi), Marche (da 14 a 20 ricorsi), Abruzzo (da 10 a 18 ricorsi), Sardegna (da 4 a 15 ricorsi) e Trentino-Alto Adige (da 4 a 7 ricorsi). Nel 2023 hanno trovato conferma i dati gia’ registrati negli anni precedenti, relativamente alla tipologia di ricorrenti: i ricorsi pervenuti sono stati, pressoche’ integralmente, trasmessi da persone fisiche (98%, a fronte del 2% di persone giuridiche).

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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