Depositi bancari, a settembre l’aumento e’ stato dell’8%

L’ultimo rapporto dell’Abi fotografa una raccolta bancaria (conti correnti e pronti contro termine) che aumenta a fronte di prestiti sicuramente in crescita ma a un tasso piu’ ridotto. Nel mese di settembre il balzo e’ stato dell’8% contro un +4,8% degli impieghi, soprattutto alle imprese grazie al fondo di Garanzia statale che oramai viaggia sui 100 miliardi di euro di richieste. Un aumento frutto appunto dell’incertezza che sta colpendo le aziende, le quali ritardano o minimizzano gli investimenti e trattengono spesso li’ la liquidita’, alimentata anche dai mancati pagamenti fiscali. “Il risparmio non e’ di per se’ negativo – sottolinea il vice dg Abi Giafranco Torriero – e’ chiaro che si sono comportamenti cautelativi che inducano a creare dei buffer di risorse per fare fronte a eventuali criticita’. Ma se la crescita dei depositi a causa dell’incertezza diventa un comportamento strutturale, fa venire meno delle risorse aggregate per l’economia Certo giova il prolungamento delle misure di garanzia che fornisce una prospettiva piu’ sicura per i prossimi mesi ma una spinta decisiva, aggiunge Torriero, deve venire dalle politiche economiche statali ed europee oltre, ovviamente dall’andamento della pandemia. Le imprese stanno comunque beneficiando delle misure per ‘comprare tempo’ varate dal governo e dalle autorita’. Le moratorie e le misure di regolamentazione rallentano l’emersione automatica dei crediti deteriorati seppure dalla vigilanza si spronano le banche a iniziare a fare le pulizie proprio per evitare l’emergere di picchi improvvisi. Molto dipendera’ da quanto durera’ la crisi e se appunto le inadempienze probabili (Utp) si trasformeranno in crediti inesigibili. Per ora le sofferenze continuano a scendere. Sono tornate ai livelli di 11 anni fa a 24,4 miliardi e ci si aspetta un ulteriore decremento a fine anno grazie all’oeprazione di cessione di Mps.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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