La spesa farmaceutica pubblica pro capite è inferiore del 21 per cento rispetto alla media europea

La spesa farmaceutica pubblica pro capite, secondo elaborazioni in base a dati OCSE e IQVIA, è inferiore del 21% rispetto ai principali Paesi europei, principalmente perché nel nostro Paese i prezzi dei medicinali sono più bassi della media dei principali Paesi europei, come evidenziato anche nell’ultimo rapporto Osmed. I prezzi sono in calo, sia per rinegoziazioni sia per scadenze brevettuali, come testimonia il dato Istat con -1,1% per i farmaci rimborsabili rispetto all’anno scorso, dato in controtendenza sia rispetto all’inflazione, sia ai forti aumenti dei costi di tutte le materie prime. Questi alcuni dati che emergono dall’Assemblea pubblica di Farmindustria. In percentuale sul PIL la spesa farmaceutica pubblica totale è pari all’1%, stabile tra il 2019 e il 2021, mentre il totale della spesa pubblica (al netto degli interessi sul debito) è salita dal 42% al 46%.I tempi di accesso per i nuovi farmaci autorizzati da EMA negli ultimi 5 anni sono pari a 14 mesi in Italia rispetto agli 11 in media negli altri Big UE, UK e Svizzera e rispetto ai 4 in Germania. A questo si devono aggiungere gli altri 10 mesi necessari per l’accesso nelle Regioni. E anche dopo l’accesso, una serie di limitazioni all’accesso si riflettono in consumi procapite più bassi rispetto ai principali Paesi (nel 2021, consumi nuovi farmaci autorizzati EMA negli ultimi cinque anni -28% in Italia rispetto alla media degli altri Big UE + UK e Svizzera).

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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