Lavoro nero, in Abruzzo oltre 60mila occupati irregolari e 1,7 miliardi di economia sommersa

In Abruzzo il lavoro irregolare coinvolge 60.900 persone e genera un valore aggiunto stimato in 1,703 miliardi di euro. I dati, riferiti al 2023 ed elaborati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre su base Istat, indicano per la regione un tasso di irregolarità dell’11,2%, superiore alla media nazionale del 10%, mentre l’incidenza del valore aggiunto prodotto dal lavoro nero sul totale regionale è pari al 4,8%.

A livello nazionale l’economia sommersa legata al lavoro irregolare supera i 77 miliardi di euro e interessa oltre 2,6 milioni di occupati. Più di un terzo del valore prodotto e il 37,5% dei lavoratori irregolari si concentrano nel Mezzogiorno.
Secondo l’analisi della Cgia, i settori con i più elevati livelli di irregolarità sono i servizi alle famiglie, dove rientrano colf e badanti, con un tasso del 48,8%, seguiti dall’agricoltura con il 20,8%, dalle attività artistiche e di intrattenimento con il 20,3% e da alloggio e ristorazione con il 14,4%.

Lo studio evidenzia inoltre come il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento lavorativo si stia evolvendo, coinvolgendo non solo agricoltura ed edilizia ma anche logistica, servizi di assistenza e nuove forme di organizzazione del lavoro attraverso piattaforme digitali.

immagine di repertorio

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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