L’Abruzzo registra un saldo migratorio negativo di circa 7mila giovani laureati italiani tra i 25 e i 34 anni nel periodo 2019-2025. È quanto emerge dal report Istat sulle migrazioni interne e internazionali della popolazione residente, che considera insieme i trasferimenti verso altre regioni italiane e quelli verso l’estero. Nel grafico regionale l’Abruzzo presenta un saldo complessivo di circa -6,9mila giovani laureati.
Il fenomeno si inserisce nella più ampia dinamica del Mezzogiorno, che nello stesso periodo perde complessivamente circa 150mila giovani laureati italiani: 122mila per effetto dei trasferimenti verso il Centro-Nord e 28mila per il saldo negativo con l’estero. La mobilità interna rappresenta quindi la componente principale della perdita di capitale umano qualificato delle regioni meridionali.
Per l’Abruzzo, i dati Istat del 2025 mostrano inoltre che il Lazio è la principale destinazione dei trasferimenti verso il Centro-Nord, con il 25,3% del totale. Seguono Lombardia con il 18,5%, Emilia-Romagna con il 14,7%, Veneto con il 7,3% e Toscana con il 4,9%. Il 12,8% si dirige verso altre regioni del Nord e il 16,5% verso altre regioni del Centro.
Il report evidenzia così per l’Abruzzo una mobilità orientata soprattutto verso le regioni centrali, a differenza di gran parte del Mezzogiorno, dove la Lombardia rappresenta la destinazione principale. Nel complesso, nel 2025 dal Mezzogiorno al Centro-Nord si sono trasferite circa 112mila persone, a fronte di 67mila movimenti nella direzione opposta, con una perdita netta di circa 45mila residenti.
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