Nel 2025 l’economia dell’Abruzzo è cresciuta dello 0,4%, in linea con la media nazionale dello 0,5%, grazie soprattutto all’espansione delle costruzioni e, in misura più contenuta, dei servizi. È quanto emerge dal rapporto annuale della Banca d’Italia, secondo cui il clima di fiducia delle imprese manifatturiere è migliorato rispetto all’anno precedente, con un aumento del fatturato delle aziende industriali regionali. Le prospettive per il 2026 risultano però meno favorevoli e hanno risentito anche dell’avvio del conflitto nel Golfo Persico.
Le esportazioni hanno registrato una marcata ripresa, crescendo più della media italiana. A trainare le vendite all’estero sono stati soprattutto i prodotti farmaceutici, che rappresentano circa un quinto dell’export regionale, insieme ai comparti della meccanica, dell’industria alimentare e dei mezzi di trasporto. Nel settore delle costruzioni hanno continuato a incidere gli investimenti legati al Pnrr e le attività di ricostruzione nelle aree colpite dai terremoti del 2009 e del 2016-2017, mentre l’edilizia privata ha risentito della riduzione degli incentivi fiscali. In aumento anche le presenze turistiche e la quota di visitatori stranieri.
La crescita dell’occupazione è proseguita, seppure con un ritmo inferiore rispetto al 2024, con una prevalenza dei contratti a tempo indeterminato tra i dipendenti del settore privato. Le famiglie hanno beneficiato dell’aumento dei redditi reali e degli adeguamenti salariali, anche se la crescita dei consumi è rimasta moderata e il clima di fiducia si è deteriorato a partire da marzo. Secondo l’analisi basata sugli indicatori Bes dell’Istat, il livello di benessere delle famiglie abruzzesi nel 2024 risultava superiore alla media nazionale e nettamente migliore rispetto al Mezzogiorno, grazie soprattutto alla qualità del contesto ambientale.
Sul fronte del credito, nel 2025 sono tornati a crescere i prestiti alle imprese, mentre le famiglie hanno beneficiato dell’accelerazione dei mutui e del credito al consumo. I pagamenti effettuati attraverso le risorse del Pnrr hanno superato la metà dei finanziamenti assegnati alla regione. La Banca d’Italia evidenzia inoltre un miglioramento della capacità innovativa dell’Abruzzo, favorito dalle collaborazioni tra imprese, università e sistema della ricerca, anche se l’attività brevettuale resta inferiore alla media nazionale. Progressi significativi sono stati registrati anche nella digitalizzazione dei servizi pubblici.
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