Candidarsi alle elezioni può essere pericoloso.

di Achille Lucio Gaspari*

L’antefatto.

Nel 2013 mi candidai alle elezioni politiche con il Centro Democratico di Tabacci che era alleato con la lista della Sinistra. Un alto esponente della Regione Abruzzo rivolse ad un mio cugino queste parole: consiglia a tuo cugino di non candidarsi con la Sinistra; potrebbe essere pericoloso per lui. Potrebbero trovargli qualche scheletro in un armadio.

Quando queste parole mi furono riferite, poiché non avevo scheletri ne in qualche armadio ne sotto il letto, non detti loro alcun peso.

Le nubi si addensano

Era il maggio 2014 e mi trovavo in Puglia per un congresso scientifico quando arriva sul mio cellulare una chiamata da un numero sconosciuto: sono il (era un sotto ufficiale della Guardia di Finanza di Vasto)…;potrebbe venire appena possibile in ufficio? Quando mi recai mi dissero che stavano facendo una ricerca di routine sulla attività privata dei medici. Mi chiesero una serie di documenti ed una relazione esplicativa. Con l’aiuto di un bravo commercialista preparai e consegnai un esaustivo fascicolo. Raccontai la cosa ad un alto amministratore del comune di Gissi che mi raccontò quanto segue: i Finanzieri sono venuti qui in comune a chiedere alcuni documenti che ti riguardano. Ne chiesi la ragione ad un ufficiale che mi disse che poco prima della tornata elettorale la Guardia di Finanza di Roma si sarebbe dovuta recare , con al seguito i giornalisti di alcune televisioni private di indirizzo politico ben noto, a sequestrare dei documenti che mi riguardavano presso il Rettorato dell’Università Tor Vergata. Sarebbe stato un bello scoop negativo per la mia candidatura anche se non ce ne stava bisogno perché non sono stato eletto. Ma loro non potevano sapere come sarebbero andate le votazioni. L’operazione però non venne realizzata perché poco prima io avevo trasferito la mia residenza a Gissi e la competenza era passata alla Guardia di Finanza di Vasto. Alcune settimane dopo fui convocato negli uffici della Guardia di Finanza di Vasto; avevano preparato una relazione e me ne dettero una copia. Non posso descrivere la sorpresa che mi colse quando ne lessi il testo. Secondo l’estensore di questo documento avevo commesso una serie di gravi irregolarità che sfociavano addirittura nella elusione del pagamento di tasse, in un danno erariale e addirittura in alcuni reati penali. La sorpresa derivava dal fatto che dai documenti da me presentati e dalla relazione esplicativa era semplice evincere che il mio comportamento era stato del tutto regolare.

La persecuzione inizia.

Ricevo a casa una ingiunzione di Equitalia che, per conto della Agenzia delle Entrate, mi chiedeva di pagare 51.000€ per ciascuno degli esercizi finanziari 2009, 2010 e 2011. Veniva aggiunto il blocco amministrativo di una mia automobile e il pignoramento di un terzo del mio stipendio universitario. Il mio dispiacere non riguardava il danno economico ma il danno di immagine nei confronti del Magnifico rettore e della Amministrazione Universitaria.

Mi affido al dott. Ciapparoni bravissimo e assai noto avvocato tributarista che mi ha difeso davanti alla commissione tributaria provinciale di Roma. Alla udienza del 06/11/2015 l’Ufficio non si costituiva in giudizio per fornire chiarimenti sul suo operato. il 15 gennaio 2016 la sentenza mi assolve da ogni addebito e condanna l’Agenzia delle Entrate al pagamento delle spese legali. Che l’accusa fosse campata in aria e che l’Ufficio ne fosse cosciente è dimostrato dal fatto che non si è costituito in giudizio e non ha interposto appello così che la sentenza è passata in i giudicato. Per riavere il mio stipendio pignorato e il libero uso della mia auto ho dovuto fare delle diffide legali e come se non fosse accaduto assolutamente nulla Equitalia mi manda un sollecito per pagare la somma cancellata dalla sentenza del tribunale. Pensate che sia tutto finito qui? Niente affatto perché l’Agenzia delle Entrate mi manda una richiesta di 51.000 € per l’esercizio finanziario 2010 con le motivazioni fotocopia dell’atto che mi aveva inviato per il 2009 e che il Tribunale aveva cancellato. Ovviamente davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma si celebra un nuovo processo il 30/09/2016 e con sentenza del 13/10/ 2016 l’Agenzia delle Entrate soccombe e viene condannata al pagamento delle spese legali la cui somma mi sarebbe dovuta arrivare automaticamente. Invece per entrarne in possesso ho dovuto ricorrere ad una diffida legale..

A questo punto ero convinto di poter stare ormai tranquillo ma…..

Una nuova brutta sorpresa

Nel luglio del 2017 vengo convocato dai carabinieri del gruppo NAS di Roma. Volevano che eleggessi domicilio dove avrei potuto ricevere un avviso di garanzia per peculato e truffa ai danni dello stato. A me che ho sempre respinto pazienti e loro parenti che si presentavano con buste piene di banconote come testimonianza di gratitudine per persone curate e guarite, a me che ho sempre vigilato perché nel mio reparto e nella Direzione del Dipartimento di Scienze Chirurgiche mai venissero utilizzate risorse a fini personali, a me che ultimo ad andare via facevo il giro delle stanze per spegnere le luci lasciate accese, a me queste possibili imputazioni hanno fatto lo stesso effetto che (perdonate il paragone) avrebbero fatto a San Francesco le accuse di essere un avido banchiere e un riciclatore di soldi sporchi. Evidentemente queste notizie di reato il pubblico ministero le avrà desunte dalla relazione della Guardia di Finanza di Vasto. Fortunatamente il magistrato che deve essere preparato e coscienzioso si sarà reso conto della inconsistenza dei fatti relazionati e questi avvisi di garanzia non sono mai arrivati; ma immaginatevi voi con che ansia e con che sentimento di ingiustizia me li aspettavo.

Mai sentirsi tranquillo se sei preso negli ingranaggi della giustizia

Da ignaro cittadino mi sentivo tranquillo e rilassato quando nel settembre del 2019 mi arriva una telefonata della responsabile dell’Ufficio Legale dell’Università Tor Vergata” Caro professore la Corte dei Conti ci imputa un danno erariale di 150.000 €. Mi dispiace-dico io- ma vedrà che ne verrete fuori. –Niente affatto, noi diremo che la colpa e sua e se la dovrà vedere lei con la procura della Corte dei Conti.

Qualche mese dopo mi arriva un invito a dedurre da parte della Procura della Corte dei Conti; avendo il cuore più buono della Agenzia delle Entrate si accontentano di chiedermi soltanto 36.000€ per danno erariale. Mi affido ad un principe del foro di diritto amministrativo che è anche un caro amico il prof. Raffaele Izzo. Il procuratore regionale non si lascia convincere dalla mia deduzione e il 13/10/2020 si celebra il mio processo davanti alla Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio della Corte dei Conti. La sentenza con lunga motivazione assolve il convenuto prof. Achille Gaspari. Non contento di questo risultato il procuratore interpone appello avverso alla mia assoluzione.

Finalmente arriva la conclusione

Di fronte alla Sezione Prima Giurisdizionale Centrale di Appello si discute la mia causa .La prescrizione per i fatti di cui è competente la Corte dei Conti è di 5 anni ma qui si discuteva di fatti accaduti dieci anni prima. Nella sentenza definitiva di assoluzione si può leggere ”non vi è luogo alla pronuncia sull’eccezione di prescrizione, che risulta assorbita dall’accoglimento dei motivi d’appello”. In altri termini, con mia grande soddisfazione, i giudici hanno preferito, costatata la mancanza di ogni mia responsabilità, dichiararlo nella sentenza e non ricorrere alla prescrizione

Quale commento?

E’ una storia iniziata nel 2014 e conclusasi nel 2022 dopo ben otto anni. Sono stato fatto oggetto di accuse fantasiose probabilmente scaturite dalla relazione elaborata dalla Guardia di Finanza di Vasto. E’ stata una cosa voluta e programmata? Si direbbe di si da quanto mi è stato raccontato; io devo onestamente dire che non ne ho prove inconfutabili ne vado a cercarle. E’ mia opinione però che da parte di molti c’è stata impreparazione e superficialità. Fortuna ha voluto che i giudicanti fossero professionisti preparatissimi e di limpida onestà.

Questa esperienza mi ha insegnato ad aver paura di una candidatura elettorale? Niente affatto; mi ha persuaso però che la preparazione professionale è una cosa seria per qualsiasi professione, che chi si comporta onestamente non dovrebbe (quasi) mai avere paura, e che chi vuol utilizzare lo strumento giudiziaria per colpire come con una clava l’avversario politico, è il peggiore degli uomini .Infine quante spese sono state inutilmente affrontate dalle amministrazioni dello stato per perseguire un obiettivo assolutamente campato in aria? Quello che dispiace è che questo spreco di risorse ricade sulle spalle degli onesti cittadini che pagano le tasse

*Professore Ordinario Emerito, Direttore Sezione Clinica Chirurgica, Facoltà di Medicina e Chirurgia
Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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Un commento

  1. Assoluta solidarietà, null’altro. Ho personalmente subito un processo per una eredità contesa durato diciotto, dico diciotto anni, trascorsi per discutere, in tre gradi di giudizio, del nulla; posso perciò comprendere quanta amarezza si viva in situazioni simili. Ma, infine, “tutto è bene quel che finisce bene “, e viva la vita.

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