Come interpretare questa strana crisi

di Achille Lucio Gaspari*

La grande maggioranza dei cittadini, coloro che si interessano almeno superficialmente di politica, si confrontano con tre domande: cosa è accaduto mercoledì pomeriggio in senato, perché è accaduto e cosa accadrà.

Cosa è accaduto?

Il governo ha presentato al Senato il decreto Aiuti già approvato alla Camera e ha posto la questione di fiducia. I 5 stelle ,partito che fa parte della maggioranza di governo, non si è presentato alla votazione .Il decreto è stato approvato a larga maggioranza ma il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha rassegnato le dimissioni. Si tratta quindi di una crisi politica, non di una crisi parlamentare. Per la Costituzione Italiana il governo deve avere la fiducia di entrambi i rami del parlamento. Se non la ottiene il Governo è tecnicamente sfiduciato ,il Capo del Governo deve rassegnare le dimissioni e il Capo dello Stato inizierà le consultazioni alla ricerca di una soluzione. Se nessuna maggioranza è possibile scioglierà le Camere e indirà nuove elezioni politiche. Nel nostro caso la crisi è di origine politica. Questo governo creato per affrontare le conseguenze economiche della pandemia e sostenuto da tutte le forze politiche presenti in Parlamento, eccetto Fratelli d’Italia, può essere considerato come un governo di unità nazionale . Il rifiuto dei 5 stelle di votare la fiducia ha modificato la composizione della maggioranza. Avendo Draghi dichiarato di essere disponibile a guidare soltanto un Governo con questo tipo di maggioranza , al manifestarsi di una mutazione della composizione della medesima, conseguentemente ,essendo una persona seria e un personaggio di spessore, ne ha tratto la logica conseguenza dimettendosi. Per fare un impietoso confronto Conte, professore semi sconosciuto, si è reso disponibile a guidare un Governo con la Lega avendo come principale avversario il PD, e successivamente a fare un Governo con il PD avendo come principale avversario la Lega.

Il Capo dello Stato non ha accettato le dimissioni del Premier e lo ha invitato a recarsi alle Camere per fare delle comunicazioni ed aprire un dibattito parlamentare. La decisione di Mattarella è correttissima. Avendo il Governo la fiducia del Parlamento ed essendo le dimissioni di Draghi motivate da ragioni politiche, queste dimissioni non potevano essere accettate. E’ necessario verificare nel dibattito parlamentare se il quadro della maggioranza è effettivamente mutato.

Perché è accaduto?

Conte ha deciso questo strappo dalla maggioranza per ragioni politiche e personali. I 5 stelle con la guida di Di Maio avevano avuto nelle elezioni del 2018 uno straordinario risultato. Conte era uscito fuori dal cilindro di Bonafede solo perché Salvini non accettava che il Governo giallo-verde fosse guidato da Di Maio. Nelle elezioni Europee del 2019 i rapporti di forza tra 5 Stelle e Lega si erano invertiti e correttamente Di Maio se ne era assunto la responsabilità dimettendosi da Capo Politico. Solo per segnalare la differenza tra i personaggi Conte,dopo l’esito fallimentare delle recenti elezioni amministrative, era rimasto tranquillamente al suo posto di comando senza neanche un accenno di autocritica. La scissione recente determinata dal programma di far fuori Di Maio con l’espediente del doppio mandato, e il crollo dei sondaggi hanno posto la leadership di Conte in gravissima difficoltà. Di qui la scelta di ostacolare Draghi che Conte ritiene usurpatore della sua posizione di capo del governo e l’invidia verso un personaggio noto e rispettato in tutto il mondo. Questo movimentismo verso le posizioni originarie dei grillini, la lettera in 9 punti e la non votazione del decreto Aiuti (anche perché contiene una norma per il termovalorizzatore di Roma, sic..) ha lo scopo di risalire un poco nel gradimento dell’elettorato. Conte non ha alcuna intenzione di andare a elezioni politiche anticipate. Molti dei suoi, senza altro lavoro, abituati a 15.000 € al mese , con la sicurezza di non essere rieletti, a questa manna non vogliono rinunciare anticipatamente. Nelle intenzioni di Conte si tratta quindi di una utile” muina” (il napoletano muina equivale a sceneggiata). Al massimo si potrebbe cercare di lucrare qualcosa con 10 mesi di opposizione per far dimenticare di essere stato il Movimento per 4 anni interrottamente al governo.

Cosa accadrà?

  1. Il quadro politico si ricompone , la maggioranza nata 17 mesi fa non muta, le dimissioni di Draghi rientrano e il Governo va avanti. Con la pandemia più virulenta che mai, con la crisi economica ed energetica, questa è la soluzione più probabile e anche la migliore per il paese. Perché si possa ottenere questa soluzione è necessario che ci sia leale collaborazione perché i penultimatum di Conte stimoleranno le richieste di Salvini e anche di altri. Se così avvenisse sarebbe impossibile andare avanti in modo utile sino alla fine della legislatura.

  2. Si forma un nuovo Governo senza i 5 stelle o con l’appoggio esterno dei Grillini. Questa è una soluzione possibile e anche auspicata da alcune forze politiche ,ad esempio dagli scissionisti, dai vari personaggi di centro e da Forza Italia. Io ,soprattutto in caso di passaggio all’opposizione di Conte, la ritengo poco probabile. Sarebbe imprudente per le forze politiche di governo, con un autunno molto difficile dal punto di vista economico, farsi cannoneggiare dalle opposizioni. Bisognerebbe trovare un altro Presidente del Consiglio perché Draghi ha ripetutamente dichiarato che non è disponibile a guidare altre maggioranze ,e bisogna credergli perché come dice Shakespeare di Bruto nel Giulio Cesare, Draghi è un uomo di onore.

  3. Scioglimento delle Camere ed elezioni ad ottobre. Le consultazioni democratiche non sono mai un male e quando altre soluzioni sono poco soddisfacenti o non ci sono affatto, sono una risorsa molto utile. Se come ,come sembra, i 5 stelle ritireranno la loro delegazione dal Governo lo scioglimento delle Camere appare inevitabile, a meno che si tratti solo di una minaccia o davvero questi ministri siano pronti ad uscire dalla porta per rientrare dalla finestra.

Conclusioni

Io sono solito fare previsioni ,assumendomi il rischio di sbagliare, prima che gli eventi accadano e non dopo come sono soliti fare non pochi osservatori politici.

Dopo il dibattito parlamentare si troverà un punto di equilibrio per salvare la faccia di tutti, affermare che la maggioranza è immutata, solida e operativa, e il Governo proseguirà il suo lavoro con la guida di Draghi. Questa è la soluzione migliore per il Paese e io me lo auguro caldamente, ma se ciò non fosse possibile non resta che ricorrere al voto. Altre soluzioni non mi sembrano opportune e non credo che si verificheranno.

*Professore Ordinario Emerito, Direttore Sezione Clinica Chirurgica, Facoltà di Medicina e Chirurgia
Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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