Gli Stati Uniti d’America e la Cina come Cartagine e Roma?

di Lucio Achille Gaspari*

Nel 219 A.C. la città di Sagunto che era sotto la protezione della Repubblica Romana venne assediata da un esercito cartaginese comandato da Annibale Barca.” Dum Romae consulitur Saguntum expugnatur dice Tito Livio, frase che tradotta vuol dire” mentre a Roma si discute Sagunto viene espugnata”. Gli ambasciatori della città spagnola si recarono a Roma per richiedere l’aiuto previsto dai trattati, e mentre il Senato Romano discuteva a lungo sulla questione, la città cadde sotto il potere di Cartagine. Questo fu il casus belli della seconda guerra punica. Cosa “ci azzecca” con la Cina e gli Stati Uniti potrebbe chiedersi un ex magistrato ed ex ministro assai noto? Ci azzecca moltissimo è la mia opinione. La storia ci mostra come tra una Potenza dominante ed un’altra in grande crescita alla fine per il predominio, allora del mediterraneo ed oggi del mondo, lo scontro sia inevitabile. La Cina considera Taiwan parte integrante del proprio territorio ed in effetti lo è, proprio come la Sicilia per l’Italia. Lì alla fine della guerra civile contro Mao Zedong si ritirarono le truppe nazionaliste di Chiag Kai-Shek sconfitte sul territorio cinese e ottennero la protezione degli Stati Uniti che parteggiavano per il generale nazionalista.

La Cina comunista non ha mai rinunciato alla sovranità sull’isola ma per un lungo periodo è stata la Unione Sovietica a contendere la supremazia agli Americani facendosi forte dall’aver vinto la Seconda Guerra Mondiale ed aver occupato tutta l’Europa Orientale e parte della Germania. I Dirigenti del Politburo associarono alla potenza militare la propaganda politica cercando di convertire al comunismo le nazioni con cui avrebbero stretto alleanza. E su questo niente di nuovo: durante la guerra del Peloponneso combattuta tra Atene e Sparta dal 431 al 404 A.C. e magistralmente descritta da Tucidide, gli Ateniesi introducevano governi democratici nelle Citta loro alleate , e gli Spartani sostenevano governi autoritari. Questa che sembrava la forza dei Sovietici alla fine si rivelò la loro debolezza perché l’economia collettiva stressata dalle spese militari non resse al confronto

La Cina ha invece mantenuto la struttura politica autoritaria ma ha aperto la sua organizzazione economica ad un capitalismo selvaggio che l’ha portata ad avere una crescita del PIL a due cifre per molto tempo. Questa ricchezza economica le consente di essere seconda solo agli Stati Uniti per le spese militari. Lo scopo evidente è quello di scalzare gli Stati Uniti dal Mar Cinese e riprendersi il controllo di Taiwan. Che i Cinesi stiano approntando truppe da sbarco e rafforzando la flotta è un fatto noto. Dal 1979 gli Sati Uniti hanno aperto una ambasciata in Cina e hanno con Taiwan un rapporto ambiguo. Da una parte non la riconoscono come stato sovrano e dall’altra la riforniscono di mezzi militari e di consiglieri.

Del tutto recentemente la situazione si è surriscaldata. Mentre aerei militari cinesi violano ripetutamente ed in gran numero lo spazio aereo dell’isola, i massimi dirigenti politici dichiarano con particolare durezza che non rinunciano alla sovranità su quel territorio e non sono disponibili ad alcun tipo di compromesso. Biden come mai aveva fatto prima alcun Presidente Americano ha garantito al Governo di Taiwan la protezione americana. Che ci sia una clausola segreta di alleanza militare? Una eventuale azione della Cina non contrastata metterebbe in pericolo gli alleati degli Stati Uniti nell’area regionale come la Corea del Sud e il Giappone. La minaccia potrebbe estendersi al Borneo, alle Filippine e all’Australia. Non è un caso se del tutto recentemente gli Americani con la cooperazione dei Britannici hanno deciso di dotare la marina australiana di sommergibili a propulsione nucleare.

La Cina sembra sentirsi molto forte sul piano militare. Può infatti tollerare perdite di uomini così numerose da non essere sopportabili dai suoi contendenti democratici. Il punto non è però questo. Del tutto recentemente i Cinesi hanno sperimentato un missile intercontinentale stratosferico che viaggia a Mach 5 e non è intercettabile. Gli americanoi non sospettavano che l’esercito comunista fosse in grado di sviluppare, almeno per ora, questa tecnologia. Se il possesso di armi atomiche e l’equilibrio strategico è stato un fattore importante per il mantenimento della pace, questa situazione potrebbe invece favorire una politica avventurista. Un Blitz Krieg eseguito con mezzi convenzionali per acquisire rapidi vantaggi territoriali e politici potrebbe essere tentato perché poi la minaccia al ricorso delle armi nucleari, se l’avversario non accettasse il fatto compiuto, garantirebbe un esito diverso dalla guerra lampo tentata dalla Germania nazista

La situazione è più seria di quello che sembra. Auguriamoci che nessuno voglia mettere alla prova la prudenza e la capacità di dialogo dell’altro rivale.

*Professore Ordinario Emerito, Direttore Sezione Clinica Chirurgica, Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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