I problemi dell’Abruzzo? Non sarebbe una buona soluzione una “rivoluzionaria” legge elettorale, la “Marsiliese”- rigorosamente senza -g-?

di Angelo Orlando*

Nell’agosto 2022 l’ufficio studi della CGIA di Mestre ha pubblicato uno studio dal titolo “I comuni piccoli producono più Pil delle grandi città”. Dallo studio si evince che nelle amministrazioni con meno di 20.000 abitanti è ubicato il 41% sia delle imprese italiane, sia del totale dei lavoratori dipendenti, escludendo gli occupati del pubblico impiego.

“In questa classe si produce il 39% del valore aggiunto nazionale e, se si alza la soglia, si arriva a verificare che nei comuni sotto i 100.000 abitanti il Pil prodotto è il 66% del totale, si impiega il 69% degli addetti nelle imprese private e le imprese ubicate sono addirittura il 71%”.

Guardiamo ora l’Abruzzo (%):

Totale industria e servizi: unità locali delle imprese:
comuni
-20.000 abitanti 49 %,
20-60.000 abitanti 32%,
60-100.000 abitanti 6%
oltre 100.000 abitanti 13%.

Totale industria e servizi: addetti alle imprese:
Comuni
-20.000 abitanti 52%,
20-60.000 abitanti 30%,
60-100.000 abitanti 6%, (7%?)
oltre 100.000 abitanti 11%.

Totale industria e servizi: valore aggiunto delle imprese
Comuni
-20.000 abitanti 55%,
20-60.000 abitanti 28%,
60-100.000 abitanti 6%,
oltre 100.000 abitanti. 11%.
In Abruzzo, quindi, nei comuni sotto i 60.000 abitanti c’è l’83% del valore aggiunto delle imprese!

Spostiamo, per un attimo, l’attenzione su un aspetto particolare. Considerando tutta l’attenzione posta sul progetto della Nuova Pescara- in seguito NP– analizziamo il dato relativo alla capacità fiscale complessiva dei tre comuni, Pescara, Spoltore, Montesilvano, prendendo in considerazione l’anno di imposta 2020:

Reddito Irpef imponibile (valori in euro e rapporto percentuale): NP 2.526.807.130 – Abruzzo 15.588.168.313 NP/Abruzzo 16,21%

Imposta netta 2020: NP 504.325.843 Abruzzo 2.781.858.601 NP/Abruzzo. 18,13%

Reddito imponibile addizionale: NP 2.348.550.602 Abruzzo 14.340.354.062 NP/Abruzzo. 16,38%

addizionale regionale dovuta: NP 40.366.234 Abruzzo 246.154.606 NP/Abruzzo. 16,40%

Se, invece, analizziamo le dichiarazioni Irpef dell’anno d’imposta 2020, sempre nel rapporto NP/Abruzzo verifichiamo: numero contribuenti NP 131.370. Abruzzo 906.079 NP/Abr. 14,50% reddito da lavoro dipendente e assimilati -frequenza NP 68.191 Abruzzo 467.736 NP/Abr. 14, 58% reddito da lavoro dipendente e assimilati -ammontare in euro:
NP 1.360.285.128 Abruzzo 8.630.694.869 NP/Abr. 15,76%
reddito da pensione -frequenza NP 44.197 Abruzzo 333.622 NP/Abr. 13,25%
reddito da pensione -ammontare in euro: NP 858.877.204 Abruzzo 5.497.117.588 NP/Abr. 15,62%
reddito da lavoro autonomo -frequenza: NP 2.804 Abruzzo 11.326 NP/Abr. 24,76% reddito da lavoro autonomo -ammontare in euro: NP 118.722.581 Abruzzo 459.285.479 NP/Abr. 25,85%
reddito di spettanza dell’imprenditore in contabilità ordinaria -frequenza; NP 306 Abruzzo 2476 NP/Abr. 12,4% -ammontare in euro: NP 9.701.548 Abruzzo. 75.475.356 NP/Abr. 12,9%
reddito di spettanza dell’imprenditore in contabilità semplificata -frequenza NP 3533 Abruzzo 25.291 NP/Abr. 13,97%
reddito di spettanza dell’imprenditore in contabilità semplificata: -ammontare in euro NP 61.340.989 Abr. 356.045.894 NP/Abr. 17,23%.

Se consideriamo, poi, anche l’addizionale comunale dovuta pari a 18.064.439 €, il 18,30% rispetto a quella totale dei comuni abruzzesi, appare evidente che il fiscal gap non è certamente negativo, cioè NP non è in grado, non sarebbe in grado, di finanziare tutti i servizi-assistenza sociale, istruzione, salute, trasporti-al momento della definizione dei Livelli Essenziali di Prestazioni – i LEP- ( se non si è in grado di finanziare i servizi esistenti, riuscite ad immaginare come, nelle aree interne, sia possibile, prima, creare, poi, finanziare ciò che non esiste?). È altrettanto evidente la maggior tutela dei cittadini della Nuova Pescara per quanto concerne il diritto alla salute. Pescara è la provincia caratterizzata dal maggior numero di posti letto nella strutture di ricovero (1260) e , inoltre, gode di una posizione assolutamente privilegiata considerando la prossimità di altre strutture ospedaliere, privata in provincia e pubbliche poco oltre i confini convenzionali. Considerate, invece, la situazione delle aree interne, tra comuni montani e non montani in progressivo spopolamento. Non avrebbero i contribuenti, soprattutto ultrasessantacinquenni, di queste aree diritto ad uniformità di trattamento? Possono bastare in quasi 10 milioni di euro stanziati per il popolamento dei piccoli centri dal “Fondo di sostegno ai comuni marginali” per 87 comuni abruzzesi (On. Camillo d’Alessandro, notizia pubblicata da Il Centro il 17 dicembre 2021)? Basterà il congruo finanziamento- 1.000.000 per il 2023-della legge 32/2021? Basterà il potenziamento della “medicina di prossimità” ipotizzato nel Piano per l’Assistenza Territoriale recentemente approvato dal Governo, visto che “Tale potenziamento, data la particolare orografia della regione Abruzzo, data la bassa densità abitativa nella miriade di piccoli comuni sparsi sul territorio vastissimo, non potrà prescindere dal potenziamento degli studi dei Medici di medicina generale e dei Pediatri organizzati in team (mini spoke). Si valuterà per questo l’eventuale dotazione di personale di studio compatibile con i vincoli di spesa”, e dato che, sempre, i vincoli di spesa uccidono, non alimentano speranze e pii desideri? Assolutamente no! Esiste una sola speranza, la “Marsiliese”-rigorosamente senza “g”-, la proposta di legge elettorale del Presidente della Regione Abruzzo ( come l’inno è il segno dell’unità nazionale dopo la Rivoluzione francese, così la legge segnerà l’unità dell’Abruzzo !). Le motivazioni? “Il mio unico obiettivo-…- è avere una legge che aiuti a selezionare la migliore classe dirigente e faccia crescere l’Abruzzo”( Ansa-L’Aquila, 10 febbraio). “Per quello che riguarda il collegio unico: invito a vedere da dove provengono i consiglieri eletti con sistema elettorale attuale, con quattro collegi provinciali: quasi tutti dei grandi centri, il collegio unico non cambierebbe i rapporti di forza attuali, che sono dati da numeri, da fattori oggettivi. Ma il vero punto di svolta, il vero vantaggio della riforma, è piuttosto il consentire di eleggere consiglieri regionali che pensino al bene di tutto l’Abruzzo e non soltanto del proprio paese, della propria città, della propria vallata, o quando va bene della loro provincia” – giudizio, questo, evidentemente condiviso dall’attuale classe dirigente che nulla ha obiettato!)-(Abruzzoweb, intervista, 15 febbraio). Il rischio evocato dalle opposizioni? La penalizzazione delle minoranze ( ma, di grazia, se gli eletti di maggioranza e minoranza rappresentano tutti uno stesso bacino elettorale, quale sarebbe il problema?). I dubbi poi, sulla legittimità costituzionale della legge come sono possibili in Italia, quando abbiamo votato tre volte per eleggere il Parlamento con una legge dichiarata incostituzionale e altre due volte con leggi con seri dubbi di costituzionalità? La “Marsiliese”, però, se è consentito proporre un suggerimento al Presidente, avrebbe bisogno di un correttivo per essere realmente la leva che risolleva l’Abruzzo. Questo correttivo altro non è che una bella previsione di “liste bloccate”- naturalmente, come sempre, dettate dal basso- con l’obbligo di rispettare non solo la differenza di genere ma anche una originalissima “differenza territoriale “! Senza questa svolta, ci sarebbe solo un ulteriore consolidamento dell’esistente e, in questo caso, da “ Marsiliese” dovremmo parlare, con rimpianto, di “ Ma(r)cellum”! P. S.: Tutti i consiglieri di tutti i partiti rappresentati in Consiglio Regionale, unanimemente legati dalla certezza che un “ serbatoio” elettorale è la premessa di ipotetici più alti destini, quando plaudono alla nuova creatura e rivendicano il valore fondante del referendum popolare, non sono neppure sfiorati dal dubbio che stanno legittimando le richieste divisive di “Autonomia differenziata” delle regioni ricche del Nord, oltretutto in assenza degli stessi presupposti?

*Insegnante, viene eletto al Senato della Repubblica nel 1994 nelle file di Rifondazione Comunista e per la XII legislatura fa parte della Commissione Finanze e Tesoro e di quella Agricoltura. Successivamente è per due mandati consigliere regionale in Abruzzo sempre per il PRC.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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