Le minacce della Russia all’Italia. Cause e possibili conseguenze

di Achille Lucio Gaspari*

Il signor Alexei Ponomarov, Direttore del Dipartimento Europa del Ministero degli Esteri russo, ha, alcuni giorni fa, attaccato frontalmente l’on. Guerini nostro ministro della Difesa e minacciato l’Italia di gravi ed irreversibili conseguenze in caso l’Italia ponesse, in accordo con i restanti Paesi dell’Unione Europea, nuove sanzioni economiche alla Russia. La replica del nostro Presidente del Consiglio è stata netta e decisa; nessun esponente di partito ha fatto mancare la sua solidarietà al nostro Governo.

Una domanda sorge spontanea; perché questo attacco e perché in particolare all’Italia?

E’ chiaro che il programma di Putin era quello di ottenere un successo lampo con accoglienze da liberatore e immediata destituzione del Presidente Zelens’kyj da parte del suo stesso esercito. Le cose non sono andate affatto così a dimostrazione che le informazioni che Putin aveva avuto erano erronee. E’ evidente che da un punto di vista militare e logistico l’esercito russo si trova in grave difficoltà. Le perdite in mezzi e uomini sono notevoli, altrimenti non avrebbe deciso di impiegare truppe cecene, soldati siriani e mercenari, e non avrebbe chiesto forniture di armi alla Cina.

Il comportamento criminale delle truppe con attacchi contro i civile e l’uso di armi di ultima generazione come i missili ipersonici confermano la gravità della situazione militare A questo si devono aggiungere notevoli difficoltà economiche causate dal consistente costo delle azioni militari; difficoltà aggravate dalle sanzioni che mostrano di cominciare a determinare importanti effetti. E’ da alcuni anni che la Russia cerca di minare la solidità della Unione Europea con operazioni nascoste di sostegno ai partiti populisti. Le difficoltà attuali suggeriscono a Putin di tentare di accelerare la azione disgregatrice della solidarietà europea. Uno degli obiettivi ritenuti più facili è l’Italia per una duplice ragione. Da una parte la consistenza, ora in calo, di partiti populisti nel parlamento Italiano, e la forte dipendenza energetica da Mosca per quanto riguarda petrolio e metano.

Le difficoltà economiche e l’insuccesso militare, o almeno il costo elevato del successo militare possono creare gravi difficoltà alla leadership di Putin. La crisi energetica e le sue ricadute su occupazione ed inflazione possono creare difficoltà ai governi dei paesi europei e agli Stati Uniti d’America. I paesi democratici devono affrontare libere elezioni in cui spesso gli elettori fanno pagare un prezzo ai governi in carica. Nei paesi autoritari come la Russia il dissenso popolare viene brutalmente controllato ma le congiure di palazzo sono sempre possibili. Chi collasserà per primo?

Alcuni giornalisti ed alcuni intellettuali, non so quanto spontaneamente ,sostengono queste tesi: La responsabilità è della Nato perché era stato promesso a Gorbaciov che l’Alleanza non si sarebbe spostata verso est. Essendo questo accaduto la Russia si è sentita minacciata e ha agito per legittima difesa. Non si devono dare armi agli ucraini perché rafforzandoli non si fa altro che prolungare le azioni militari e aumentare le sofferenze dei civili.

Sono tesi false e ingiuste. Non ho avuto modo di consultare documenti in cui sono riportati questi accordi tra Reagan e Gorbaciov; ammesso che ci siano si tratta di accordi contrari al diritto internazionale. I tre paesi baltici, la Cecoslovacchia, la Bulgaria, la Romania e la Polonia non facevano parte delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Erano paesi indipendenti che, invasi dall’Armata Rossa, sono stati sottoposti dalla Unione Sovietica ad una autonomia limitata e quando hanno tentato di instaurare forme di governo più democratiche sono state ricondotte alla ubbidienza con la violenza come accadde in Ungheria nel 1956 e in Cecoslovacchia nel 1968.

Perché mai uno stato indipendente e sovrano non dovrebbe avere il diritto di scegliersi gli alleati che vuole per garantire la propria sicurezza? La Russia si sente insicura perché la Polonia fa parte della Nato e questo non ostante si tratti di una alleanza difensiva il cui articolo 5 entra in funzione solo quando uno degli stati membri viene attaccato. Invece la Polonia che è stata invasa e dominata per tanti anni dalla Russia si dovrebbe sentire sicura di confinare con uno stato militarmente molto più potente e che in un recente passato l’ha sottoposta al suo dominio.

Alcuni paragonano la crisi di Cuba del 1962 con la situazione attuale in Ucraina. Ma allora i Sovietici i missili a Cuba li avevano piazzati e non ostante questa situazione gli Stati Uniti non invasero l’isola ma si limitarono ad un blocco aeronavale. L’Ucraina non era in procinto di aderire alla Nato; sul suo suolo non erano posizionati missili statunitensi. La verità è che Putin vuole ricostituire le dimensioni territoriali dell’antico impero zarista. Se avesse facilmente ottenuto il suo scopo si sarebbe fermato? La sua opinione che è anche quella del Metropolita Kiril è che l’Occidente è debole e corrotto, una preda facile. Ma attenzione, delle potenze plutocratiche occidentali Mussolini e Hitler avevano la stessa erronea opinione e poi si è visto come è andata a finire.

Sostenere gli ucraini con aiuti militari è opportuno per una ragione morale e per una ragione pratica. Noi che abbiamo lottato contro l’occupazione nazifascista ci possiamo girare dall’altra parte quando un popolo intero combatte per la indipendenza, la democrazia e la libertà? E dal punto di vista pratico quanto più ostacoli trova Putin sul suo cammino, tanto più si allontanerà da pensiero, se lo avesse, di conquistare altre prede dopo l’Ucraina e la sua struttura politica potrebbe vacillare, come iniziò a vacillare l’Unione Sovietica dopo il fallimento della occupazione dell’Afghanistan.
L’Europa ha vissuto anni di soli interessi mercantili; questa vicenda ha fatto comprendere che il detto latino “se vis pacem para bellum” è tornato di grande attualità. La Germania, la Francia e le altre nazioni hanno deciso di rafforzarsi militarmente e di cooperare più strettamente perché la Nato va bene per la nostra sicurezza, ma se ci affidiamo soltanto alla difesa degli Stati Uniti non potremo avere una politica estera realmente autonoma.

Una grande illusione delle democrazie occidentali è stata quella di credere che un mercato globale migliorando la condizione economica anche dei paesi un tempo situati dietro la cortina di ferro avrebbe diffuso il sistema democratico. E’ invece evidente che le grandi potenze autocratiche si sono rafforzate con l’adozione di un capitalismo aggressivo, mente l’occidente trasferendo sapere scientifico, tecnologie e fabbriche ha gratuitamente trasferito presso queste nazioni il proprio scientific knowledge e importato disoccupazione ed eccessivo potere per la grande finanza.

Se vogliamo garantirci pace, sicurezza, benessere e democrazia dovremo rivedere e correggere gli aspetti più deleteri di questo mercato globale.

*Professore Ordinario Emerito, Direttore Sezione Clinica Chirurgica, Facoltà di Medicina e Chirurgia
Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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