Pianella e la Grande Guerra. Lettere dal fronte.

di Alessandro Morelli*

La barberia
di Antonio Cerasa

(10/02/1889 – 3/12/1966)

Cavaliere della Repubblica

Tra gli anni Dieci del Novecento e gli anni Sessanta, Antonio portò avanti, insieme al figlio, l’attività di barberia che gli valse il riconoscimento del Diploma di Benemerenza e della Medaglia d’Oro il 18 marzo 1962 da parte della Camera di Commercio Industria e Agricoltura di Pescara, sotto la Presidenza di Eugenio Camplone nell’ambito del “VI Concorso per la Premiazione della fedeltà al lavoro e del progresso economico” per i 37 anni di ininterrotta attività artigiana.

Antonio Liberato Cerasa nacque a Pianella il 10 febbraio 1889 in Vico delle Muse da Vincenzo1, fornaciaio e Rosaria Masciovecchio. Il 27 dicembre 1963 fu insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

I Pianellesi di una certa età ricordano bene la figura di Antonio Cerasa, il quale teneva la barberia tra l’imbocco di via V. Emanuele e largo F. Caracciolo. La barberia era da sempre un luogo di incontro tra gli uomini di paese e quelli della campagna.

Chi non ricorda il cavalluccio, sul quale si sedevano i bambini per il taglio dei capelli?

Nella vetrina del salone era esposta anche una testa “mascherone”.

Antonio spesso invitava gli avventori presso la sua barberia, luogo vivo del centro storico; la piazza, le piazzette erano molto animate.

I ragazzi nei chiassetti giocavano a saltacavallo, sbattimuro e nascondino.

Era tutto un vociare animato fatto di sogni, speranze e fiducia nel futuro.

Fig. 5 Diploma e Onorificenza (archivio Cerasa, per gentile Concessione)

Un altro collega teneva la barberia “Salone Creati” in Piazza della Vittoria (1927), di fronte al portale di Palazzo De Caro, come è riportato nella introduzione, ristampa a c. di Vittorio Morelli, della monografia Pianella e il suo Risveglio (p. 27).

Sempre nel 1933, tra i parrucchieri di Pianella figuravano: Antonio Cerasa, E. Creati.

Nel 1938 le attività erano svolte da: Cerasa Antonio, Cicuti Umberto, Di Girolamo Sabatino, Bufarale Giovanni, D’ Andrea Silvio.

Il testo rappresenta un modello linguistico scaturito dalla parlata dialettale e che si sforza di avvicinarsi alla lingua italiana ad uso corrispondenza per salutare dei commilitoni o vecchi amici di gioventù probabilmente originari di Collecorvino.

La barberia di Antonio Cerasa rappresentava un punto di aggregazione, dove si parlava degli avvenimenti contemporanei e delle vicissitudini della Grande Guerra, che interessò molti giovani abruzzesi. Da molti paesi partirono centinaia di giovani per il fronte. Molti militari impararono a leggere e scrivere, appresero un mestiere, l’arte della fotografia. I reduci trovarono i loro paesi di origine impoveriti, di conseguenza dovettero adattarsi con grande tenacia alle nuove situazioni socioeconomiche.

Si trascrive il testo di una fotocartolina, inviata dal fronte di Guerra datata 1-05-1916, Ufficio Posta Militare Zona di Guerra 21ª Divisione, pervenuta a Pianella il 4-05-1916 e indirizzata

Al signorino Giuseppe Carota presso Cerasa Barbiere – Pianella – P. di Teramo, Abruzzo”.

Caro Pepino

O’ avuto lo casione di farmi una fotografia ma non mi a’ venuto bene per niente.

Saluti e baci cari

Il tuo amico sigero

Morgione Franco

Sia Giuseppe Carota sia Franco Morgione, probabilmente, erano originari di Collecorvino, il barbiere Cerasa ha avuto il merito di mettere in contatto due amici lontani in tempo di Guerra in segno di solidarietà e cortesia, quando poter scrivere ai propri cari era un sollievo e un piccolo momento di gioia in mezzo alle trincee.

Il Cavaliere Antonio Cerasa morì a Pianella il 3 dicembre 1966.

Fig. 6 Fotocartolina dal fronte spedita a Pianella presso la barberia Cerasa, 1916.

*storico

Note

  1. Vincenzo Cerasa, marito di Rosaria Masciovecchio, morì il 30 maggio 1908 in Contrada Rivo (Rio) all’età di 53 anni, fornaciaio, nato a Pianella da fu Liberato, fornaciaio, e da fu Antonia Vicciotti, casalinga. Presso il Ponte denominato “dello Stocco” funzionavano alcune fornaci di laterizi. I fornaciai cavavano l’argilla dalle colline circostanti, il legname dalle piante di fiume, e l’acqua per impastare dal torrente Rio. Nelle contrade Maraone e Garofalo, sempre lungo il Rio erano attivi i famosi Mulinetti ad acqua dove i Cerasa risultavano mugnai tra l’Otto ed il Novecento imparentandosi con la famiglia Falcone, che gestiva i mulini della famiglia De Sanctis.

Bibliografia

Annuario generale d’Italia guida generale del Regno, ad vocem Pianella, 1933.

Annuario generale d’Italia e dell’Impero Italiano, ad vocem Pianella, 1938.

Le Città d’Abruzzo Pianella e il suo Risveglio, ristampa a c. di Vittorio Morelli, Cepagatti, 2018.

Fonti archivistiche

ASPE, Stato Civile, Registro dei morti, anno 1908.

Illustrazioni

Fig. 1 Antonio Cerasa, Cavaliere della Repubblica (archivio Cerasa, Teramo, per g.c.)

Fig. 2 Palazzo Cerasa dove era attiva la barberia, Largo F. Caracciolo, Pianella (foto Ama Pianella per g.c).

Figg. 3 e 5 Diploma e Onorificenza (archivio Cerasa, per gentile Concessione)

Fig. 4 Antonio Cerasa, bersagliere a Bologna (archivio Cerasa, Teramo)

Fig. 6 Foto dei Commilitoni, il soldato Morgione mittente della cartolina (archivio Morelli)

Diritti riservati, 2023

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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