Bankitalia, Pil in crescita dello 0.3 per cento nel 2023 e dell’1.4 nel 2024

 L’economia italiana è solida e il sistema finanziario, a cominciare dalle banche dal tunnel della pandemia più forti di prima. Né la guerra è riuscita a scuoterle pur avendo fatto crescere i profili di rischio per l’economia globale. E’ quanto emerge dal Rapporto sulla stabilità finanziaria presentato dalla Banca d’Italia che annuncia l’aumento dello 0,3% del Pil nel 2023 e dell’1,4% nel 2024. Un messaggio confortante che ha radici solide: “Il sistema bancario, le famiglie e le imprese sono nell’insieme più solidi rispetto a passati episodi di turbolenza – scrivono gli esperti di via Nazionale -. L’incremento dei rischi è principalmente determinato dalla persistente instabilità geopolitica, dai rincari delle materie prime energetiche, dalle pressioni inflative e dal peggioramento delle prospettive di crescita, riviste al ribasso per il 2023”. Tuttavia le spalle del Paese sono abbastanza robuste per resistere alle pressioni. Non a caso l’indice di Borsa delle banche italiane ha chiuso l’ottava settimana consecutiva di rialzo. E’ cresciuto del 40% e ciò ha permesso di azzerare quasi del tutto la perdita da inizio anno: -3,3%. La ripresa economica ha impattato positivamente anche sui conti dello Stato.

Il rapporto fra debito e Pil si è posizionato intorno al 150% ed è probabile che scenda ancora per via dell’inflazione che, notoriamente, alleggerisce la situazione di tutti i debitori. Certo il costo delle nuove emissioni è in salita essendo passati dallo 0,1% di inizio d’anno all’1,5% degli ultimi collocamenti. Un salto notevole che, tuttavia, si deve confrontare con un aumento dei prezzi che nell’ultimo mese ha raggiunto l’11,8%. Un valore che non si vedeva da molti anni. Un danno per gli investitori (che infatti hanno cercato un rifugio nei Btp Italia con cedola indicizzata) ma un grande vantaggio per il Tesoro che vede scendere il valore reale del suo debito. “Le condizioni della finanza pubblica hanno beneficiato della ripresa economica del 2021 e dei primi nove mesi del 2022 – si legge nel rapporto della Banca d’Italia- Sarà importante mantenere il controllo della spesa e conseguire un significativo e stabile aumento del potenziale di crescita, anche facendo leva sull’efficace e tempestiva attuazione del Pnrr”. L’inflazione ha inciso negativamente sul reddito delle famiglie anche se, fino a questo momento non sarebbe partita la rincorsa fra prezzi e salari.

“Nel primo semestre del 2022 la situazione finanziaria delle famiglie è stata sostenuta dalla crescita del reddito disponibile e dall’elevata liquidità accumulata sebbene le prospettive siano peggiorate per il persistere di un’elevata inflazione”. Le famiglie italiane però hanno le spalle larghe grazie alla popolazione molto “risparmiosa”. “L’indebitamento rimane stabile e basso nel confronto internazionale – scrivono in Banca d’Italia -. La situazione finanziaria delle imprese risente del rallentamento dell’attività economica, dei rincari dei prodotti energetici e dell’aumento dei tassi di interesse. L’indebitamento è aumentato ma la capacità di servizio del debito permane elevata”. La conclusione di Banca d’Italia è rassicurante. “La qualità degli attivi delle banche è buona e il tasso di deterioramento dei prestiti è su livelli storicamente bassi, la redditività è migliorata e la patrimonializzazione si mantiene superiore a quanto osservato prima della pandemia. In prospettiva la maggiore onerosità del debito potrà incidere sulla capacità di rimborso dei prestiti da parte di famiglie e imprese, con potenziali ricadute sulla qualità del credito, e il costo della raccolta è destinato ad aumentare”. (

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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