Immobiliare, più case in vendita secondo il Rapporto Abi-Agenzia delle Entrate

Il mercato immobiliare residenziale nel 2022 ha visto il rialzo dei tassi a fine anno ma gli acquisti hanno mostrato un segnale di rallentamento con un effetto che prosegue anche nel 2023 rendendo meno accessibile contrarre un mutuo per comprare casa. E tuttavia i prezzi degli immobili, solo in lieve crescita, rispetto a un’economia e redditi in ripresa hanno diminuito un poco i giorni di stipendio che necessita una famiglia media per comprare casa: 3 anni e 80 giorni, in ulteriore calo nei mesi di quest’anno e molto inferiore al 2010 quando ci volevano oltre 4 anni. La fotografia del rapporto Abi-Agenzia delle Entrate mostra così un mercato con scambi al record degli ultimi sedici anni sul quale si è però abbattuta la doccia fredda della stretta della Bce. Lo scorso anno sono state 780 mila le abitazioni comprate e vendute, oltre 30 mila unità in più del 2021 (+4,7%) anche se nell’ultimo trimestre il calo è stato del 2,1%. I Comuni capoluogo sono stati più resistenti alle dinamiche di flessione. Gli italiani devono fare i conti ora con tassi sui mutui al 4% dopo un decennio di liquidità abbondante oltre agli effetti del caro inflazione che insistono specie su alcuni settori della popolazione. Si tratta, ripete più volte il rapporto, di livelli comunque inferiori a quelli degli anni prima della svolta di Draghi sui tassi a zero verso i quali il confronto è ancora positivo. L’indice di accessibilità (affordability index) che sintetizza l’analisi dei vari fattori (reddito disponibile, prezzi delle case, andamento, tassi di interesse sui mutui) è risultato in flessione per 1,2 punti percentuali rispetto all’anno prima. “Nonostante tale riduzione i livelli dell’indice risultano ancora significativamente elevati nel confronto storico”. Un punto il rapporto lo riserva poi su un tema caldo di questi giorni: Milano, ma anche Bologna e Napoli, scarseggia nel numero di affitti di case attraverso i contratti di locazione agevolate per gli studenti. In termini assoluti a Roma sono stati locati oltre 5.600 immobili nel corso dell’anno”. “Da rimarcare ancora una volta il dato relativo a Milano e Napoli dove gli immobili registrati sotto questa tipologia contrattuale sono numericamente di scarso rilievo, nonché quello di Bologna dove, nonostante l’elevata popolazione studentesca, i contratti relativi a questa tipologia sono circa 350”. Il canone annuo complessivo supera i 300 milioni di euro con un canone annuo medio per unità di superficie pari ad oltre 81 euro al metro quadrato. In media il canone unitario più elevato si registra nella Capitale con 140 euro al metro quadrato.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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