De Angelis (Uil): abbiamo assistito ad una vera deregulation in Abruzzo sui contratti pubblici

Il rinnovo dei contratti a livello nazionale è positivo da un punto di vista economico ma anche e soprattutto di contenuti normativi che restituiscono un ruolo importante al sindacato. In Abruzzo, invece, c’è ancora tanto da fare a livello di pubblica amministrazione regionale e della sanità: e la Uil Fpl vuole continuare a fare la sua parte. Ne è profondamente convinto Giuseppe De Angelis che ieri pomeriggio (mercoledì 28 marzo), al termine del congresso che si è svolto a Moscufo, è stato riconfermato segretario regionale della federazione della Uil che rappresenta i lavoratori degli enti locali, della sanità e del terzo settore. Ai lavori, presieduti dal segretario generale Uil Abruzzo, Michele Lombardo, hanno partecipato anche Antonio Foccillo, segretario confederale Uil, e Michelangelo Librandi, segretario nazionale Uil Fpl. Presente l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci.

In merito ai recenti rinnovi contrattuali, De Angelis nella sua relazione ha rimarcato che “l’enorme valore del rinnovo non sono gli 85 euro di aumento medio ma la riaffermata centralità della contrattazione nazionale e di secondo livello”. Per quanto riguarda l’Abruzzo, invece, a fronte della “rivoluzione amministrativa della Regione annunciata da D’Alfonso, nei fatti abbiamo assistito ad una vera deregulation, ad un depotenziamento progressivo dell’apparato istituzionale, con l’impoverimento delle funzioni, con il solo disegno complessivo di privatizzare sempre di più i servizi pubblici. Noi ci siamo opposti con ogni mezzo, rivolgendoci anche al giudice del lavoro che con sentenza ha riconosciuto l’attività antisindacale e condannato la stessa Regione Abruzzo per aver messo in esubero una settantina di dipendenti ritenuti soprannumerari, e aver proceduto al trasferimento da una sede all’altra di trenta unità, senza però prima consultare le organizzazioni sindacali. Oggi con nostro grande orgoglio – perché parliamo di uomini e donne con età media tra 55 e 65 anni – sono tornati al loro posto originario di lavoro e tutti hanno trovato la giusta riallocazione nella dotazione organica. Con altrettanta caparbietà – ha proseguito De Angelis – siamo riusciti, dopo oltre 15 anni, a riattivare in Regione le progressioni economiche coprendo il 50 per cento del personale per completare l’opera nel 2018”.

La sanità, infine: “In merito alla Asl unica regionale, dicemmo che era un percorso che poteva realizzare una svolta ma forse è mancato il coraggio: non si è fatta ed oggi qualche scricchiolio sul fronte dei conti incomincia a sentirsi. Noi oggi abbiamo cinque obbiettivi da realizzare: rivedere le dotazioni organiche, stabilizzazione dei precari, ridurre le liste di attesa, potenziare le strutture territoriali e riequilibrare la zona interna con la costa. Punti che rappresentano il cuore delle nostre proposte alle prossime elezioni delle Rsu in programma dal 17 al 19 aprile prossimi”.

Da parte sua, l’assessore Silvio Paolucci ha rimarcato che “siamo usciti dal commissariamento 18 mesi fa senza aumentare le tasse e neanche i fondi ai trasporti e al sociale, abbiamo invertito il trend negativo della mobilità passiva, abbiamo posto il tema della cura dei cronici e, in province come L’Aquila e Chieti, abbiamo aumentato le risorse pro capite. È vero, c’è un problema di personale, ma manca ancora un’organizzazione aziendale delle Asl su questo fronte”. Infine, Paolucci ha ribadito che “sulla Asl unica è mancato il coraggio” ed ha annunciato che “firmerò l’accordo di programma sui nuovi ospedali. Ho già utilizzato tutte le risorse ex articolo 20, mancano all’appello i fondi per il sisma”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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