Si è svolta a Santa Maria Imbaro l’assemblea convocata dalla Sasi sulla riforma regionale del servizio idrico, con la partecipazione di 68 sindaci dei Comuni soci. Al centro del confronto il progetto industriale trentennale che prevede l’aggregazione tra Sasi, Aca e Saca.
La proposta nasce in vista della scadenza delle concessioni fissata al 31 dicembre 2027 e della riorganizzazione del sistema, che ridurrà il numero dei gestori da sei a un massimo pari a quello delle province. Durante l’incontro è emersa una posizione condivisa tra gli amministratori: mantenere la gestione pubblica del servizio attraverso l’affidamento in house, evitando il ricorso a gare che potrebbero aprire ai privati.
Oltre 35 sindaci hanno sottoscritto un documento favorevole all’ipotesi di fusione, ritenuta utile a rafforzare la capacità industriale e superare la frammentazione gestionale. Nel dibattito è stata evidenziata anche la necessità di garantire il ruolo dei territori e dei sindaci nella futura governance.
L’assemblea ha rappresentato un primo passaggio di confronto.
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