Fisco, ‘730’ più facile ma le istruzioni sono 152 pagine

Il ‘modello 730′ non ha nulla a che vedere con quanto accadeva qualche decennio fa. Negli ultimi anni e’ cambiato profondamente. Un lavoratore dipendente o un pensionato che voglia per esempio recuperare le spese mediche, scolastiche, sportive, universitarie, puo’ farlo in piena autonomia, senza ricorrere a un Caf. Pero’ c’e’ un problema: per non incorrere in errori e, conseguentemente, in un mancato rimborso economico, prima di accendere il computer e collegarsi al sito dell’Agenzia delle entrate e’ necessario che si studi bene le istruzioni che quest’anno ammontano a 152 pagine, otto in piu’ rispetto alla stessa edizione del 2023. E’ bene che lo faccia sia per controllare la correttezza delle detrazioni/deduzioni inserite dall’amministrazione finanziaria nel proprio ‘modello on line’ sia per l’eventuale integrazione delle voci mancanti. Insomma, non e’ piu’ quel ‘labirinto’ del passato ma neppure semplicissimo da compilare, spiega l’Ufficio studi della Cgia. E’ vero che in questi ultimi anni il numero di coloro che si auto-compilano il ‘730’ e’ in costante aumento e questo farebbe supporre che l’operazione, nel suo complesso, sia molto agevole. Tuttavia, non e’ da escludere che, almeno in parte, cio’ sia dovuto al fatto che, come consentito per legge, molti tecnici e addetti all’assistenza fiscale in questo periodo ricevono la delega per redigerlo anche dai conoscenti, dagli amici e dai parenti, a fronte della corresponsione per ogni dichiarazione di qualche decina di euro in “nero”. Dati non ce ne sono, ma l’impressione che questo fenomeno sia in deciso incremento c’e’, sostiene la Cgia che poi segnala che da quest’anno la modalita’ di presentazione della dichiarazione dovrebbe essere molto piu’ semplice rispetto alle ultime edizioni. L’Agenzia delle entrate, infatti, rendera’ disponibile ai lavoratori dipendenti e ai pensionati (in una apposita sezione dell’applicativo web della dichiarazione precompilata) le informazioni in proprio possesso che – tramite un percorso guidato – potranno essere confermate o modificate.

L’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), riporta la Cgia, rileva che nel 2024 si contano ben 625 sconti fiscali mentre nel 2018 erano 466 (+34,1%). L’incremento e’ riconducibile all’impennata subita dai crediti di imposta legati ai lavori edilizi. Queste 625 voci di spesa garantiscono uno sconto fiscale a tutti i contribuenti italiani che, quest’anno, sfiora i 105 miliardi di euro. Rispetto al 2018 (54,2 miliardi), le agevolazioni economiche in valore assoluto sono quasi raddoppiate (+93,6%). I soli contribuenti Irpef (dipendenti e pensionati), sempre nel 2024 possono godere di un vantaggio economico ascrivibile alle spese fiscali di 57,5 miliardi (il 55% del totale).

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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