Pubblica Amministrazione, cresce il ritardo nei pagamenti e tocca il record di 55,6 miliardi

“Lo stock dei debiti commerciali di parte corrente della nostra Pubblica Amministrazione continua ininterrottamente a crescere: nel 2021, ultima rilevazione presentata nei giorni scorsi , ha toccato il record di 55,6 miliardi di euro. Una cifra che rapportata al nostro Pil nazionale è pari al 3,1 per cento”. E’ quanto segnala l’Ufficio Studi della Cgia sottolineando che “nessun altro Paese dell’UE a 27 registra uno score così negativo”. Sommando i debiti in conto capitale, secondo la Cgia, che potrebbero aggirarsi attorno ai 10 miliardi di euro, l’ammontare complessivo dei debiti commerciali della nostra PA arriverebbe a oltre 65 miliardi di euro. “E’ corretto segnalare che negli ultimi anni i ritardi di pagamento, misurati con l’Indice di Tempestività dei pagamenti (ITP) sono mediamente in calo – rileva la Cgia – anche se secondo la Corte dei Conti si starebbe consolidando una tendenza che vede le Amministrazioni pubbliche privilegiare il pagamento in tempi brevi delle fatture di importo maggiore e ritardare intenzionalmente la liquidazione di quelle di importo meno elevato. Una modalità operativa che, ovviamente, penalizza le piccole imprese che, generalmente, lavorano in appalti o forniture di importi nettamente inferiori a quelli “riservati” alle attività produttive di dimensione superiore”

Secondo la Cgia “Pagare in ritardo o addirittura non pagare nemmeno sono un malcostume tutto italiano che non risparmia nemmeno i ministeri. Nel 2021, ad esempio, tra quelli con portafoglio, solo 2 su 14 hanno rispettato le scadenze di pagamento previste dalla norma (Transizione Ecologica e Istruzione/Università/Ricerca)”. “Tutti gli altri, invece, hanno pagato in ritardo. Le situazioni più “critiche” si sono registrate al Ministero dell’Interno (+67 giorni rispetto alla scadenza prevista per legge), alle Politiche Agricole (+ 42 giorni), alla Difesa (+33 giorni) e ai Beni Culturali (+21 giorni)”. La situazione, secondo la Cgia, “è addirittura in peggioramento; nei primi 3 mesi di quest’anno, infatti, dei nove ministeri che hanno aggiornato l’ITP, solo quello delle Politiche agricole ha pagato in anticipo (-37,07 giorni). Tutti gli altri, invece, presentano un ritardo medio dei pagamenti: i più lenti nel saldare le fatture ricevute sono stati il ministero della Difesa (+18 giorni), quello delle Infrastrutture (+27 giorni), quello del Lavoro (+29 giorni) e quello dell’Interno (+47 giorni)”

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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