Negli anni ’60 io emigrato in Germania: facevo il musicista

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Negli anni ’60 io emigrato in Germania: facevo il musicista

UnaUn Una storia comune a molti abruzzesi quelle dell’emigrazione negli anni ’60 e ’70, ma Dino Passante parte da Salle (paese di 300 abitanti alle pendici del Morrone) e arriva in Germania per fare il musicista

Da Salle a Luedenscheid (di Dino Passante)

Era il novembre del 1961 e, come tanti altri giovani emigranti, anche io con una valigia con pochi indumenti e poco altro, ma con tante speranze, lasciai il mio paese. Lavorai in fabbrica come verniciatore per due anni, non con poca difficoltà. Abitavo insieme ad un altro ragazzo di Salle, Nicolino Di Bartolomeo. Vivevamo in un piccolo appartamentino, con due buste paga che al massimo si arrivava al 15 del mese: gli altri giorni era fame assoluta! Quando la situazione si faceva “davvero difficile” Nicolino mi diceva: “Dino passiamo a ora di pranzo da tuo fratello. Tua cognata magari sta facendo una bella pastasciutta”. L’abbiamo fatto per due volte ma, essendo io orgoglioso e sapendo che mio fratello mi avrebbe rinfacciato che spendevo tutto in divertimenti e bella vita, appena arrivati a casa loro mia cognata felicissima disse ” Giusto, giusto il sugo c’è metto piu’ pasta per voi e mangiate qui’, e io risposi: “Abbiamo appena mangiato”, questa fu la mia risposta e non sto qui a raccontare cosa e quante parolacce mi sono arrivate da parte di Nicolino. Arrivò l’ultima domenica del mese e la mattina ci eravamo ripromessi di far visita a mio fratello, avendo cura di arrivare per tempo per il pranzo, ma questa volta con una minaccia da parte di Nicolino,”Non ti azzardare a dire che abbiamo mangiato, se apri bocca “gna riscemme fore te spacche la facce”; naturalmente uscimmo da un ottimo pranzo sazi e appagati.
Un giorno ricordai che sapevo “strimpellare” la chitarra e così, un pò per gioco, con altri due amici italiani formai il mio primo gruppo musicale. Inizia così la “vita da musicista” io, un ragazzo partito da Salle, il piccolo paese alle pendici del Morrone. Un vita dura quella del musicista; cosi con i “The Flippers” lavoravamo molto girando in lungo e largo la Germania, questo ci porto ad incontrare il signor Schumann, manager della famosa band tedesca The Lords, il quale ci scelse come gruppo spalla per la loro tournée. Occasione che sfruttammo al meglio proponendo un repertorio che spaziava dalle cover dei Bee Gees, i Rolling Stones, Bob Dylan, e molti altri artisti allora in voga, ma fu la musica italiana, e in partciolare Piccola Katy dei Pooh, il brano che divenne il nostro cavallo di battaglia, che portava il pubblico alle richieste del bis e raccoglieva applausi e ovazioni tanto che i ragazzi del band The Lords iniziavamo quasi ad essere gelosi. Al pubblico tedesco piaceva la musica italiana visto anche che molti di loro venivano in Italia in vacanza e avevano modo di acoltare i grandi successi dell’epoca.

Questa vita sempre “on the road” però non spegneva l’entusiamo e per questo partecipavamo volentieri alle tante trasmissioni radiofoniche alle quali venivamo invitati. Insomma eravamo pronti al grande passo. Poi il colpo di scena. Gianni Pettinati, con il suo brano Bandiera Gialla era il al top delle classifiche, era venuto il tour in Germania. Dall momento che sia il nostro chitarrista solista, sia il bassista, prima di unirsi a noi avevano già collaborato in passato con lui, decisero si seguirlo e rientrare in Italia. Putroppo il successo di Pettinati non prosegui, ma nello stesso tempo questo passaggio portò la nostra band a sciogliersi. Triste momento per noi che eravamo all’apice di una promettente carriera musicale. Ho suonato un po’ tutti gli strumenti musicali in quegli anni: chitarra, organo e la batteria, che è rimasta sempre il mio strumento preferito. Anche oggi l’Italia purtroppo non offre le giuste opportunità di lavoro per i giovani ai quali però mi sento di dire che, anche se con rammarico, provare anche all’estero, armandosi di passione e tenacia per realizzare i loro sogni.

 

 

 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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