Cronaca

Acqua nel Teramano, rientrato l’allarme

E' stato revocato il divieto di utilizzo potabile dell'acqua nel Teramano dopo l'arrivo dei risultati sui nuovi campioni prelevati dall'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente (Arta), in base ai quali si torna ai valori conformi alla normativa vigente. Lo ha reso noto la Asl di Teramo in una comunicazione inviata ai 31 Comuni interessati dall'emergenza. Ieri era stato vietato l'uso potabile dell'acqua nell'area in seguito ai prelievi effettuati al Traforo del Gran Sasso dall'Arta, in base ai quali l'acqua in uscita risultava non conforme: il Sian dell'Asl di Teramo, Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione, aveva disposto l'uso per soli fini igienici, con il divieto dell'uso potabile.

"In merito alla disposizione del 9 maggio del SIAN dell'AUSL di Teramo di sospensione dell'uso a fini potabili delle acque in uscita dal Traforo del Gran Sasso, a seguito dei prelievi effettuati il giorno 8 maggio, i Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) informano che le acque provenienti dal punto di captazione interno ai Laboratori sono messe a scarico dal giorno 1/o maggio". A renderlo noto e' il Servizio Relazioni Esterne dei Laboratori. "E' quindi da tale data - si prosegue nella nota - che tutte le acque provenienti dai laboratori non vengono immesse nella rete idrica dell'acquedotto del Ruzzo. Tale misura di messa a scarico e' stata adottata in via precauzionale, d'intesa con la AUSL, in occasione dei lavori di parziale ripavimentazione in corso nei Laboratori sotterranei". Inoltre, i LNGS rendono noto che, dai monitoraggi costantemente eseguiti in tutti questi giorni, "le acque di scarico in uscita dai Laboratori sono sempre risultate e tuttora risultano pulite e assolutamente conformi ai requisiti previsti per le acque potabili". "Nessuna responsabilita' e' quindi da imputare a questi Laboratori - si conclude nella nota - per la disposizione di sospensione dell'uso a fini potabili delle acque in uscita dal Traforo del Gran Sasso". 

 

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Vietato l'uso potabile dell'acqua a Teramo e in alcuni comuni della provincia. Ne da' notizia Ruzzo Reti Spa. "A seguito dei prelievi effettuati stamane al Traforo del Gran Sasso l'Arta Abruzzo, Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente, ha giudicato l'acqua in uscita non conforme, pertanto il Sian dell'Asl di Teramo, Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione, ha disposto l'uso per soli fini igienici. Sino a nuova disposizione e' vietato l'uso potabile". Inoltre, da oggi pomeriggio, prosegue la nota, "il mancato approvvigionamento dalle sorgenti del Gran Sasso provochera' la progressiva disalimentazione delle utenze nei comuni di: Alba Adriatica, Ancarano, Basciano, Bellante, Campli, Canzano, Castellalto, Castelli, Civitella del Tronto, Colledara, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Giulianova, Martinsicuro, Montorio al Vomano, Morro d'Oro, Mosciano S.Angelo, Nereto, Notaresco, Penna S.Andrea (Val Vomano), Roseto degli Abruzzi, Sant'Omero, S.Egidio alla Vibrata, Teramo, Torano Nuovo, Torricella Sicura (capoluogo e bivio S.Chiara), Tortoreto, Tossicia, Valle Castellana, Isola del Gran Sasso, Pineto.

Dopo la nota della Ruzzo Reti sulla potabilità dell'acqua è scattata a Teramo la corsa agli approvvigionamenti. Sono stati presi d'assalto i supermercati dove gli scaffali dell'acqua minerale sono rimasti vuoti in pochi minuti. I risultati delle analisi ripetute in data odierna, sia al mattino sia al pomeriggio, informa la Asl, "saranno disponibili domani e, a seguito di questi, verranno adottate e immediatamente comunicate ulteriori decisioni sull'utilizzo dell'acqua". Intanto i sindaci dei Comuni interessati stanno predisponendo le ordinanze di non potabilita'. Tra i primi a firmarle quelli di Giulianova e di Roseto degli Abruzzi. Il sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro, si dichiara preoccupato della possibile disalimentazione delle utenze annunciata dalla Ruzzo Reti. "Sarebbe un problema serio per l'intera area servita dall'acquedotto".

In una nota della Asl si legge "Le analisi eseguite dall'Arta su campioni prelevati dalla Asl di Teramo in data 8 maggio 2017 hanno rilevato una non conformita' dell'acqua per 'odore e sapore non accettabile'". 

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Lanciano, condannati per le botte ai famigliari 

Violenti contro i famigliari a cui chiedevano continuamente soldi. Con l'accusa di concorso in estorsione, tentata estorsione, minacce e lesioni personali, il gup Marina Valente ha condannato oggi, con rito abbreviato, Antonio Bomba a 4 anni e 7 mesi di reclusione, mentre la convivente Manuela Stella ha avuto 3 anni e 6 mesi.

L'uomo nel 2016 aveva raggiunto, unitamente alla compagna, un ristorante di Lanciano dove la suocera svolgeva mansioni di cuoca e l'aveva aggredita. La donna e' stata percossa, presa a calci e fatta cadere a terra dove ha battuto la testa sul pavimento, riportando lesioni. Poi l'uomo le ha sputato in faccia e ingiuriata. Dalla vittima l'imputato voleva ancora soldi, ma la suocera non ha pagato. Successivamente l'uomo si e' sfogato contro la vetrina del ristorante che e' stata infranta, infine danni alla macchina di un cliente parcheggiata fuori il locale. La giornata dell'uomo era iniziata con le botte al fratello della convivente, preso a calci e pugni nella sua abitazione, che ha riportato 15 giorni di prognosi per trauma cranio-facciale. Inoltre percosse alla nuora a cui giornalmente chiedeva soldi. Infine la brutale aggressione alla suocera raggiunta e picchiata nel ristorante dove la coppia e' giunta alle 22. Al processo due le parti civili ammesse al risarcimento danni in separata sede.

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Un 18enne si spara per gioco con la pistola del padre a Teramo

Un 18enne teramano si e' sparato un colpo di pistola alla testa con l'arma regolarmente detenuta dal padre mentre la mostrava a un gruppo di amici: il drammatico incidente e' avvenuto intorno a mezzanotte in un appartamento di Teramo. Il giovane e' stato sottoposto a un intervento chirurgico di oltre quattro ore all'ospedale 'Mazzini' dove e' ricoverato nel reparto di rianimazione, in coma farmacologico, con riserva di prognosi.

Lo studente diciottenne, vive con la famiglia in un centro della provincia e ieri sera aveva raggiunto quattro amici in quell'abitazione di Teramo. Secondo il racconto fornito alla polizia da questi, il giovane impugnava la calibro 9x21 sottratta di nascosto al genitore e la roteava puntandosela alla testa. Dall'arma, che evidentemente aveva il colpo in canna, e' partito un colpo che ha trafitto il cranio del 18enne secondo un tragitto dal tempia destra al palato, dove e' stato rintracciato il foro di uscita. Devastanti, secondo i medici, le conseguenze cliniche, con una copiosa emorragia e diverse fratture interne alla teca cranica. Sull'episodio indagano gli agenti della squadra mobile della questura di Teramo, diretti dal vicequestore aggiunto Roberta Cicchetti

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Bimbo di 15 mesi beve brillantante, e’ grave

Un bimbo di appena 15 mesi e' ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Mazzini di Teramo dopo aver ingerito accidentalmente il liquido brillantante che si usa per la lavastoviglie in casa. Il fatto e' accaduto nella tarda serata di ieri in un'abitazione di una frazione di Montorio al Vomano. Il piccolo, che era in casa con i genitori di nazionalita' albanese, ha accusato fortissimi dolori per via dell'alto potere corrosivo del liquido. Dopo il primo trattamento sull'ambulanza del 118, il bimbo e' stato ricoverato in ospedale: le sue condizioni sono gravi, ma stabili e non dovrebbe correre pericolo di vita

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Usuraio in manette a Pescara

I carabinieri della Compagnia di Pescara hanno tratto in arresto un uomo di etnia rom 36enne di Pescara per il reato di usura. Da capogiro sarebbero stati gli interessi applicati, che hanno reso impossibile il saldo del debito alla vittima.

I tassi applicati sarebbero stati nell'ordine del 50% a settimana, per un totale di 15mila euro restituiti per 10mila ricevuti in prestito. Questa l'accusa di cui deve rispondere G.S., 37enne pescarese, di etnia Rom, ora agli arresti domiciliari. Le indagini sono cominciate nel settembre scorso quando la vittima, un 43enne di Pescara, si e' presentata in caserma raccontando che nel dicembre del 2015, trovandosi in difficolta' economiche, aveva deciso di rivolgersi all'arrestato, ricevendo un primo prestito di mille euro e pattuendo la restituzione del capitale, e di ulteriori 500 euro, per la settimana successiva. Saldato il debito pero', l'uomo era tornato a chiedere alla stessa persona altri 1000 euro, alle stesse condizioni.

La vicenda e' proseguita fino al luglio del 2016 quando, per un infortunio, era stato costretto a non lavorare per un periodo, con conseguenti ritardi nei pagamenti. Da qui, l'inizio di minacce, telefonate insistenti, pressanti richieste di denaro con varie intimidazioni, fino a quando l'usuraio non ha deciso di trattenergli l'auto. A nulla e' servito il prestito che l'uomo si era fatto fare dal suo datore di lavoro: il ritardo nei pagamenti aveva infatti fatto lievitare la somma dell'ennesimo prestito da saldare a 2400 euro. Alla fine, dopo aggressioni fisiche varie, l'uomo ha deciso di rivolgersi ai carabinieri che hanno ricostruito l'accaduto, presentandosi all'ennesimo incontro dove hanno incastrato il presunto usuraio.

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Montesilvano, giovane trovato morto all’interno della Stella Maris

Un giovane e' stato trovato morto all'interno dello Stella Maris, l'ex colonia che si trova sul lungomare di Montesilvano, usata come ricovero da senzatetto e disperati. Il corpo e' di un giovane 25enne del posto; e' stato trovato all'ultimo piano dell'edificio. Poco chiare al momento le cause della morte. L'allarme e' stato dato da alcuni senzatetto presenti nella struttura. Sul posto sono intervenuti il 118, con l'ambulanza medicalizzata, e i Carabinieri, per gli accertamenti. Da quanto riferito ai soccorritori da alcune persone presenti nell'edificio, il giovane nella notte dormiva con respiro pesante e affannoso. Il 25enne si era allontanato da casa da un po' di tempo e i suoi problemi con la droga erano noti anche ai famigliari. La vicenda riaccende i riflettori sullo stato di degrado in cui versa lo Stella Maris.

«Sono profondamente colpito per la vita spezzata di un ragazzo, a causa della droga, ritrovato nell’ex colonia Stella Maris. Al di là delle sterili polemiche seguite alla diffusione della notizia, finalizzate ad accusare questa o quella Amministrazione per la mancata riqualificazione della struttura, nessuno ha avuto la sensibilità di rivolgere un pensiero verso quel giovane». Così il sindaco Francesco Maragno commenta la notizia del ritrovamento di un ragazzo senza vita all’interno della ex colonia di Montesilvano. «Sembra che il destino delle mura, per quanto prestigiose, conti di più della vita di un essere umano -  prosegue il primo cittadino -. In questa tragedia quello su cui invece dovremmo riflettere è sulla inettitudine di una società del 21° secolo che non è ancora in grado di dare una speranza ai nostri giovani e di difendere quelli più fragili, ma non per questo meno meritevoli di attenzioni, come il ragazzo ucciso dalla droga. Il mio pensiero di cordoglio va alla famiglia di quel giovane perché possa essere forte di fronte a questa immensa tragedia. Oggi ancor più di ieri siamo convinti della bontà del progetto di rivalorizzazione e riqualificazione della struttura che stiamo portando avanti da mesi, coinvolgendo l’Accademia delle Belle Arti di Roma e il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. L’auspicio -  conclude Maragno -  è che Provincia e Regione convergano sulla nostra progettualità, fondata su una significativa sostenibilità economica, per rendere Stella Maris un centro di altissima specializzazione per le arti visive e nella progettazione di arti applicate per tutte le Accademie delle Belle Arti italiane, uno spazio di rinascita dell’arte, che da luogo di disperazione, possa diventare luogo rilancio dell’intero territorio.

 

 

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Raccolta porta a porta, Montesilvano Colle raggiunge l’87% della differenziata

Sono trascorsi 50 giorni da quanto l’Amministrazione Maragno ha attivato la raccolta differenziata con il metodo del porta a porta a Montesilvano Colle. La percentuale della differenziata è salita all’87% contro la media del Comune (che conferisce invece il rifiuto differenziato nei cassonetti stradali) che è del 22%.

Le 300 utenze coinvolte fra famiglie, ristoranti e bar conferiscono i rifiuti separati per tipologie esponendo i mastelli ricevuti in dotazione secondo un calendario settimanale; è stato così possibile eliminare i bidoni stradali e aumentare al contempo la percentuale di rifiuti riciclabili, diminuendo quindi considerevolmente l’impatto ambientale. Ogni contenitore è dotato di un chip di riconoscimento associato all’utenza stessa, al fine di controllare il corretto conferimento dei rifiuti.

«Oggi è una giornata speciale, nella quale festeggiamo un obiettivo eccezionale – commenta Francesco Maragno, sindaco di Montesilvano – che ha sorpreso anche noi stessi per la sua portata. La differenziata porta a porta che è stata attivata in via sperimentale a Montesilvano Colle ha consentito di differenziare una grandissima percentuale di rifiuto e di rendere ancora più bello il borgo. La dimostrazione che lavorando in sinergia e dialogo con la cittadinanza coinvolta e con l’Ati Formula Ambiente e Sapi, il nuovo gestore della raccolta che ha segnato un cambio di passo molto netto, possiamo raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi per migliorare la nostra città».

«Siamo felici di presentare oggi questi risultati – afferma Nicola Della Corina, referente di Montesilvano per Formula Ambiente – e siamo convinti che questo sia un primo passo verso una più matura consapevolezza sui temi della sostenibilità ambientale. I cittadini di Montesilvano Colle sono stati informati e hanno deciso di darci fiducia: abbiamo chiesto loro di cambiare le loro abitudini e l’obiettivo è stato centrato. Formula Ambiente è a disposizione della città e dei cittadini che vogliono migliorarla. Con l’Amministrazione Comunale stiamo mettendo in cantiere altri progetti per rendere la città ancora più bella e sostenibile e speriamo di poterli presentare presto».

«Questi risultati ci spronano a proseguire con la differenziata porta a porta che vedrà coinvolta una seconda zona della città. Entro giugno -  aggiunge l’assessore Valter Cozzi -  estenderemo il progetto a tutta l’area collinare di Montesilvano, nonché al quartiere PP1 e nella zona di Santa Filomena, coinvolgendo circa 4500 utenze».

Formula Ambiente è una realtà, con sede in Romagna, che opera da più di vent’anni nel settore della raccolta e trasporto rifiuti. Inserita tra le prime dieci aziende nella graduatoria nazionale del settore dei servizi ambientali, opera a Montesilvano dal 26 agosto 2016.

 

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Asl Lanciano Vasto Chieti, il direttore sanitario: Solo un guasto alla Dialisi di Guardiagrele

 'Un semplice guasto: non c'e' altro dietro il temporaneo stop all'attivita' dell'Emodialisi di Guardiagrele. Percio' non c'e' ragione di gridare allo scandalo e lanciare allarmi ingiustificati': interviene il Direttore sanitario della Asl Lanciano Vasto Chieti, Vincenzo Orsatti, sulla sospensione dei trattamenti ai dializzati nel presidio guardiese. 'Come ho gia' scritto al sindaco - aggiunge - si e' verificato un danno non riparabile a carico del sistema di depurazione necessario agli apparecchi. La ditta affidataria dei servizi di manutenzione ha provveduto alla sostituzione ed eseguito gia' i primi prelievi delle acque per l'esecuzione dei test microbiologici, che dovranno essere ripetuti una seconda volta a distanza di una settimana, come previsto dalle norme. Se i risultati degli esami saranno negativi, le attivita' emodepurative potranno essere riattivate dal prossimo 22 maggio. Nel caso in cui venisse rilevata la presenza di batteri o tossine, sara' necessario procedere a una nuova disinfezione degli impianti e ripetere gli esami di controllo posticipando di altri 15 giorni la riattivazione delle prestazioni di dialisi. Questa, e solo questa, e' la verita' dei fatti, percio' non c'e' spazio per congetture fantasiose ne' per denunciare inadempienze o indifferenza da parte della Asl. E' stato fatto tutto quanto e' necessario per ripristinare il servizio al piu' presto e nel rispetto dei protocolli esistenti'. 

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Radioterapia a Chieti in funzione fino a mezzanotte

Un turno lavorativo in piu', che da quattro passano a cinque, con un prolungamento dell'orario fino alla mezzanotte: questa l'organizzazione messa in campo dalla Radioterapia di Chieti, diretta da Domenico Genovesi, che ha prodotto gia' una drastica riduzione dei tempi d'attesa. Nei primi tre mesi di sperimentazione i risultati sono stati piu' che apprezzabili per tutti i trattamenti, per alcuni dei quali l'attesa si e' azzerata: e' il caso, per esempio, dei tumori ginecologici, del polmone, otorino-laringoiatrici, sistema nervoso, esofago, pancreas, colon retto, linfomi, sarcomi che fino allo scorso dicembre facevano registrare un'attesa di due mesi. Trattamenti immediati anche per tumori pediatrici, stereotassi dell'encefalo e corporea, per le metastasi ossee come per i trattamenti palliativi.

Si e' ridotta sensibilmente, anche se ancora non azzerata, invece, l'attesa per la radioterapia della mammella, oggi a un mese (a fronte dei quattro che erano in precedenza), mentre si e' dimezzata quella per lo stomaco, oggi un mese (due nel 2016), per la prostata, oggi a tre mesi diversamente dai sei dello scorso anno. Un risultato importante, raggiunto con turni di attivita' che dal lunedi' venerdi' coprono la fascia oraria dalle ore 7 alle 24 e, al sabato, dalle 7 alle 14. Nei primi tre mesi del 2017 il Servizio ha eseguito 305 trattamenti per un totale di 13.480 prestazioni e una valorizzazione economica pari a 667 mila euro. L'attivita' 2016, invece, si era conclusa con numeri record: circa 700 i pazienti trattati per un totale di 59.055 prestazioni.

'Con l'organizzazione messa in campo, grazie alla collaborazione del direttore Genovesi e della coordinatrice Gabriella Caravaggio, abbiamo raggiunto un risultato importante - sottolinea il direttore generale della Asl, Pasquale Flacco - perche' il miglioramento dell'accessibilita' rappresenta un obiettivo di qualita' essenziale per la nostra Azienda. Abbiamo sperimentato che migliorare i tempi di attesa e' possibile e sara' massimo l'impegno per raggiungere analoghi risultati per altre prestazioni'.

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Avezzano, donna trovata morta in casa

Una donna di Avezzano, di 42 anni, e' stata trovata senza vita nel suo appartamento, nella zona nord della citta'. L'allarme e' stato dato dagli amici che da giorni non riuscivano a mettersi in contatto con lei. Da un primo esame la morte sembrerebbe essere stata causata da un malore. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Avezzano che nell'appartamento hanno trovato il cane della donna che vegliava sul corpo. Per allontanare l'animale e' stato necessario l'intervento di un accalappiacani. Nella stanza in cui e' stato ritrovato il corpo, i Carabinieri hanno sequestrato alcuni medicinali

 

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