Cronaca

Studente di Lanciano preso a Bologna con un chilo di ‘erba’

Lo spunto investigativo e' stato un inconfondibile odore di marijuana, proveniente dallo zaino di un ragazzo intercettato dalla Polfer alla stazione di Bologna. Da lui, un 22enne di Lanciano che studia Agraria all'Alma Mater e che insieme ai libri nascondeva un chilo di 'erba', gli investigatori hanno ricostruito un 'giro' di spaccio che ha fatto finire nei guai anche un altro studente, 24enne anche lui di Lanciano, iscritto a Ingegneria. Entrambi sono stati arrestati e sottoposti agli arresti domiciliari in Abruzzo, a casa delle rispettive famiglie, tenuto conto dell'assenza di precedenti penali e della giovane eta'.

L'operazione, condotta da squadra Mobile e Polizia Ferroviaria, ha portato al sequestro complessivo di oltre tre chili di droga e piu' di venticinque mila euro in contanti. Secondo quanto e' stato ricostruito, i due studenti sarebbero stati intermediari in un 'giro' piu' grande di loro, gestito da un 25enne albanese che e' stato identificato e denunciato in stato di irreperibilita'

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Fondi per la ricostruzione, arresti e interdizioni in tre regioni

I Carabinieri del Reparto Operativo dell'Aquila hanno eseguito delle misure cautelari relativa a una inchiesta sugli appalti per la ricostruzione post terremoto de L'Aquila. In particolare, si tratta di quattro ordinanze di custodia cautelari con il regime degli arresti domiciliari e cinque divieti temporanei di esercitare attivita' professionali o imprenditoriali. I carabinieri stanno effettuando anche perquisizioni. L'operazione giunge a conclusione di una approfondita e prolungata attivita' di indagine coordinata dalla procura della repubblica dell'Aquila.

Per aggirare la normativa sul tracciamento dei flussi di denaro, ai dipendenti vessati era stato imposto di attivare carte di credito/debito prepagate, che rimanevano nella esclusiva disponibilita' del datore di lavoro, unitamente ai relativi codici PIN, il quale ritirava le somme presso uno sportello bancomat, decidendo poi di fatto "quale esiguo importo versare realmente al dipendente".

E' quanto avrebbero accertato gli investigatori nell'ambito dell'inchiesta denominata 'Caronte' che ha portato all'attuazione di nove misure cautelari personali (quattro ai domiciliari e cinque sospensioni per sei mesi dell'attivita') per estorsione, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ad altrettanti imprenditori impegnati nella ricostruzione post-sisma. Proprio con riguardo agli emolumenti, dalle indagini della procura distrettuale antimafia dell'aquila e dei carabinieri, sarebbe stata documentata la mancata corresponsione delle competenze accessorie, quali straordinario, accantonamento alla Cassa Edile e assegni familiari. In ragione dell'ipotizzato impossessamento economico conseguito in ragione della minaccia di licenziamento, alcuni dei soggetti tratti in arresto dovranno rispondere anche del reato di estorsione aggravata. Le vessazioni sui lavoratori erano tanto piu' efficaci in quanto sono state riscontrate contiguita' di alcuni degli imprenditori con esponenti di rilievo della criminalita' organizzata di matrice casalese. Elemento ulteriore emerso nell'indagine, in analogia con altre importanti indagini gia' svolte dalla Procura distrettuale antimafia di L'Aquila, e' il fatto che le ditte individuate e monitorate operassero nella posizione, meno evidente, del subappalto per conto di altre societa'. Anche in questo caso gli investigatori hanno approfondito ruoli e condotte, giungendo a ritenere che le ditte di riferimento, tutte operanti nel settore della ricostruzione anche con ruoli di una certa importanza, non solo fossero pienamente a conoscenza dell'operato degli imprenditori campani, ma che ne abbiano tratto immediato e diretto profitto, fino ad assumere formalmente, in alcuni casi, personale della ditta subappaltatrice che, di fatto, ne manteneva il diretto controllo. Per tale motivo oltre alle misure restrittive gia' citate, sono state emesse dal Gip del Tribunale dell'Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, per il medesimo reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, con l'aggravante della continuazione, anche cinque misure cautelari interdittive di divieto temporaneo di esercitare attivita' professionali o imprenditoriali, ai sensi dell'art.290 c.p.p., per la durata di sei mesi, nei confronti di altrettanti imprenditori titolari di quattro ditte, due collocate nella provincia dell'Aquila (T.D. classe 1953, T.D. classe 1976 e M.A. classe 1984), una in provincia di Chieti (D.G. classe 1966) ed una in provincia di Ascoli Piceno (D.G. classe 1962). Ai titolari delle ditte viene contestata, per il periodo dal 2013 al 2016, anche l'emissione di fatture per diverse centinaia di migliaia di euro relative ad operazioni inesistenti, in relazione al fittizio noleggio di mezzi e attrezzature, nonche' all'effettuazione di lavori.

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Tre miliardi in 3 anni per la ricostruzione dal Governo

Il governo imprime una brusca accelerazione per favorire il ritorno alla normalita' delle regioni del Centro Italia colpite dal terremoto, non senza avvertire che fara' di tutto per stanziare assai di piu' 1 miliardo l'anno per i prossimi tre anni, cifra che ha tenuto a ufficializzare in una conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo i tanti rumors degli ultimi giorni. L'occasione per l'annuncio e' stato un vertice a Palazzo Chigi con i presidenti delle Regioni coinvolte (Nicola Zingaretti, Lazio; Luca Ceriscioli, Marche; Luciano D'Alfonso, Abruzzo e Catiuscia Marini, Umbria), con il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani e con il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio. Due i provvedimenti chiave nell'agenda del governo: naturalmente il decreto terremoto, in sede di conversione e approdato da poco al Senato dopo il via libera dell'Aula di Montecitorio, e un dl correttivo arricchito da norme di peso per favorire la crescita. Il tutto, ha spiegato Gentiloni nella conferenza stampa del dopo incontro, con un cronoprogramma che partira' da meta' aprile. Si trattera' in particolare di "un fondo per il terremoto che non incidera' sull'indebitamento netto e fara' parte di un decreto che ho volutamente definito correttivo ma anche di sostegno alla crescita, il Dec, perche' sin dal primo momento - ha sottolineato il presidente del consiglio - il governo ha parlato di un'operazione non di depressione dei segnali di crescita ma di incoraggiamento". Ma Gentiloni nell'incontro con i giornalisti ha tenuto a osservare che il messaggio "fondamentale" da dare "e' che la situazione va accudita e curata continuamente". In questo quadro "stiamo mettendo la macchina della ricostruzione in campo e gradualmente stiamo uscendo dalla fase piu' acuta dell'emergenza e lo faremo anche dal punto di vista della maggiore responsabilizzazione delle realta' locali". Soddisfatto Vasco Errani: "e' partita una fase nuova, che aiuta anche la normalita' delle funzioni delle Regioni e delle autonomie locali. Oggi e' stata una giornata importante e ringrazio il presidente Gentiloni per gli impegni significativi che sono stati presi". Giudizio positivo anche dal governatore delle Marche Luca Ceriscioli. "Sono molto soddisfatto, abbiamo fatto il punto su tutte le questioni: casette, sfollati, sostegno alla ripresa delle attivita' produttive". Ceriscioli ha poi salutato con estremo favore l'impegno del governo per "le zone franche o comunque misure di fiscalita' agevolata per le imprese, e un intervento a compensazione delle minori entrate dei Comuni del cratere, che rischiano il dissesto". Valutazione positiva anche dal presidente dell'Abruzzo Luciano D'Alfonso, che in un messaggio postato su fb ha informato i suoi corregionali che lo stanziamento promesso dal governo sara' di "almeno 1 miliardo per 3 anni. Si trattera' di risorse destinate alle aree colpite dal terremoto e finalizzate alla ricostruzione; per il sostegno al reddito e alle attivita' produttive attraverso le zone franche e per la sicurezza degli edifici". 

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Muore in moto a 39 anni, dona gli organi a nove persone

Nove persone riceveranno gli organi donati da Mauro Guerini, il 39enne di Casalbordino morto all'ospedale di Pescara per le gravi lesioni riportate in seguito ad un incidente stradale avvenuto domenica mattina. E' infatti in corso, nel reparto di Rianimazione, il prelievo di cuore, polmoni, fegato, pancreas, reni e cornee. Il fegato e' stato diviso in due parti, con la tecnica 'split': la piu' piccola va a Bergamo, per un bambino, la piu' grande a Roma.

Il cuore va a Roma, i polmoni a Bergamo, il pancreas a Pisa, i reni uno all'Aquila e uno a Parma e le cornee restano in Abruzzo. Le diverse equipe di specialisti stanno raggiungendo l'ospedale per il trasferimento. Le attivita' sono coordinate dagli esperti del reparto di Rianimazione dell'ospedale di Pescara, diretto da Tullio Spina.

Le operazioni sono supportate dal 118, per i trasferimenti, e dalla Guardia Costiera, che con l'elicottero trasportera' il rene a Parma. Dopo l'assenso dei familiari e l'ok del magistrato alla donazione, ieri e' stato eseguito il cosiddetto periodo di osservazione, al termine del quale e' partita l'organizzazione delle attivita' di prelievo degli organi. L'incidente era avvenuto domenica mattina, sulla Ss 16, a Vasto. La moto su cui viaggiava Guerini si era scontrata con uno scooter. Subito soccorso, il 39enne era arrivato all'ospedale di Pescara in condizioni disperate. 

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Allagamenti, Cozzi: “Nuove verifiche tecniche per risolvere il problema”

Va avanti senza sosta il percorso per individuare criticità e soluzioni dell’annoso problema legato agli allagamenti nelle traverse intersecanti il lungomare di Montesilvano. Dopo il sopralluogo sul posto e un successivo tavolo tecnico a Palazzo di Città, i tecnici del Comune, l’Aca e il Consorzio di Bonifica Centro hanno effettuato verifiche e prove empiriche.

«Come stabilito nelle precedenti riunioni tecniche – specifica l’assessore ai Lavori Pubblici Valter Cozzi -  è stata effettuata una verifica sperimentale per analizzare tutto il funzionamento dei sottoservizi. E’ stata eseguita la simulazione di una situazione derivante da intense precipitazioni, per verificare il livello dell’acqua all’interno dell’impianto di sollevamento alla Foce del Fiume Saline e lungo la linea rivierasca. I tecnici hanno provveduto, contestualmente, alla perlustrazione dei pozzetti delle traverse a mare, per valutare il deflusso delle acque. Si tratta -  dice ancora Cozzi -  di una prima analisi a cui seguiranno ulteriori verifiche di esame delle acque, di funzionamento delle pompe e di calcolo della portata.  Siamo determinati a risolvere definitivamente questa complessa problematica che affligge questa particolare zona di Montesilvano da molti anni e che produce

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Il presidente Mattarella riceve i soccorritori di Rigopiano

I soccorsi all'hotel Rigopiano "hanno messo in evidenza una grande capacità di organizzazione, di tecnica ma soprattutto una generosa abnegazione", senza la quale non sarebbe stato possibile salvare le 11 persone sepolte sotto la neve e le macerie dopo il crollo di una valanga sull'albergo in Abruzzo. Con queste parole il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ringraziato gli uomini e le donne delle "venticinque diverse realtà tra statali, centro, periferia, regioni, province, comune e volontari" che hanno preso parte alle operazioni di soccorso all'hotel Rigopiano.

"Gli undici salvati - ha detto il capo dello Stato - sono dovuti al vostro impegno e alla vostra opera. In questo sforzo sono state impegnate tante diverse professionalità" che hanno meso "energia, capacità e dedizione". E questa mattina Mattarella le ha incontrate nel Salone delle Feste del Quirinale dove è intervenuto anche il presidente della Protezione civile, Fabrizio Curcio. "Questa non è una cerimonia - ci ha tenuto a precisare il presidente della Repubblica - qui se ne svolgono molte ma questa è un'altra cosa. È un incontro con voi per ringraziarvi di quello che avete fatto a Rigopiano due mesi e mezzo fa. Non ho voluto farlo subito ma far passare un po' di tempo" per dimostrare "che l'apprezzamento verso di voi non di è dissolto" con l'eco mediatica "ma memoria e riconoscimento di tutto il Paese permangono". "Il pensiero - ha detto Mattarella - è anzitutto alle vittime di una sciagura che ha suscitato un'emozione forte e cordoglio per le 29 vittime, un dolore e un cordoglio che non si estingue. Voi avete operato in un momento di emergenza, in condizioni proibitive, con grande fatica, con rischio grave per la vostra vita". Il capo dello Stato ha elogiato "la funzione articolata della nostra Protezione civile, un modello di efficienza" emerso ancora di più nei giorni di Rigopiano. Oltre agli uomini e le donne di Protezione civile, Vigili del fuoco, Guardia di finanza, Carabinieri, Polizia, Croce Rossa, Soccorso Alpino, nel Salone delle Feste che Mattarella, al termine dell'incontro ha salutato uno per uno, hanno partecipato anche i tre cani soccorritori protagonisti dei giorni della valanga sull'hotel: Hercules, il pastore tedesco primo ad arrivare sul luogo della sciagura; Leo, un labrador nero della Polizia, e l'affettuosissimo Black. 

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Spaccio di droga, stroncato un traffico internazionale di shaboo

Otto arresti, tra cui cinque misure di custodia cautelare in carcere e tre ai domiciliari della polizia nei confronti di altrettante persone di nazionalita' cinese. Gli arrestati sono accusati di far parte di un'associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droghe sintetiche, in particolare di shaboo. I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Firenze su richiesta della Dda fiorentina. Perquisizioni e sequestri sono in corso in Toscana, Campania e Abruzzo.

Resta latitante a Hong Kong il capo dell'organizzazione che importava shaboo e ketamina dalla Cina in Italia per il mercato cinese di Prato. Ma la Dda di Firenze ha comunque arrestato i capi in Italia dell'associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti e al riciclaggio dei proventi. Fra i 12 indagati e' finito in carcere il cinese nato in Italia che curava da Teramo la gestione dell'intero traffico, sia trattando con appositi viaggi ad Hong Kong le partite di droga da importare, sia coordinando la distribuzione. E fra i suoi compiti, secondo quanto emerso nell'inchiesta coordinata dal pm Eligio Paolini, ci sarebbe stato anche quello di gestire una cassa comune per pagare gli avvocati e le spese legali in caso di arresti. Il gip di Firenze ha emesso un'ordinanza con cinque misure di custodia cautelare in carcere e tre agli arresti domiciliari. E' sfuggito alla cattura il capo dell'associazione, soprannome Shifu che vive a Hong Kong. Sono ai domiciliari i due indagati che vengono accusati di riciclaggio per il reimpiego dei capitali illeciti su conti correnti cinesi attraverso operazioni di home banking

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In fuga da un’abitazione in tre, i carabinieri ne arrestano uno

Ammonta a circa 2mila euro, in oggetti d'oro, il bottino di un furto commesso nel tardo pomeriggio di ieri in un'abitazione a Sant'Omero: i carabinieri della stazione di Nereto, in servizio di controllo nella zona e avvertiti dalla segnalazione dei vicini, hanno bloccato nella fuga uno dei tre autori. In manette e' finito Cristian Jovanovic, 19enne senza fissa dimora. Il giovane di etnia rom si era introdotto nell'abitazione di una 80enne e aveva rubato dalla sua camera da letto una spilla ed un orologio in oro e nella fuga i suoi complici erano riusciti a dileguarsi, probabilmente con il bottino, che non e' stato ritrovato. Sono in corso indagini per identificare i complici.

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E’ morto l’agricoltore ferito sabato scorso nel Pescarese

E' deceduto nella notte per improvvise complicazioni all'ospedale civile di Pescara l'agricoltore H. N., 52enne di origine albanese che sabato scorso nella tarda mattinata era rimasto gravemente ferito in un incidente agricolo verificatosi in contrada Solvigno di Popoli. L'uomo mentre stava svolgendo dei lavori su un terreno, era finito improvvisamente incastrato con gli arti inferiori nella motozappa. Subito soccorso dai sanitari del 118 era stato trasportato in eliambulanza all'ospedale di Pescara in codice rosso. In nottata il peggioramento delle condizioni e il decesso. Sulle cause dell'accaduto indagano i carabinieri

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Penne, furto di tremila euro al Cup

Furto, nella notte, al Centro unico di prenotazione (Cup) dell'ospedale di Penne. I ladri sono entrati nella struttura dopo aver forzato una grata ed una finestra. Una volta dentro, raggiunti gli uffici per i pagamenti delle visite, sono riusciti ad aprire la cassaforte e a prendere i soldi. Sono fuggiti con un bottino di circa 3.000 euro. A lanciare l'allarme, stamani, sono stati i dipendenti. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Penne, che si occupano delle indagini.

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