Cronaca

Maltrattamenti, arrestato 39enne a Treglio

Con l'accusa di maltrattamenti nei confronti della moglie e dell'amante, un uomo di 39 anni, residente a Treglio, e' stato arrestato su ordinanza cautelare del Gip Massimo Canosa su richiesta del Pm Rosaria Vecchi. A seguito di indagini dei carabinieri delle stazioni di Lanciano e San Vito, coordinate dalla Procura, e' stato evidenziato come l'imputato avrebbe intrapreso comportamenti persecutori nei confronti della moglie dal 2010 al 2016 picchiandola e minacciandola anche in presenza dei tre figli minori nei cui confronti aveva anche cessato l'assegno di mantenimento.

Dopo avder saputo che la moglie era intenzionata chiedere la separazione avrebbe iniziato ad aumentare le persecuzioni. La donna e' stata oltre che minacciata seguita nei suoi spostamenti. Nel momento in cui l'uomo ha saputo che anche la sua amante voleva interrompere la relazione perche' nutriva dubbi sui legami dell'uomo con la moglie ha iniziato a perseguitare e minacciare anche lei con le medesime modalita' da agosto 2016 a gennaio 2017. Nel suo delirio l'uomo avrebbe paventato di continuo le minacce nei confronti delle due donne, paventando anche l'uso dell'acido. 

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Omicidio di Tagliacozzo, condannato a 16 anni Pietro Catalano

E' stato condannato a 16 anni di carcere per l'omicidio di Marco Callegari con due colpi di pistola il 10 settembre del 2015 in localita' Piccola Svizzera di Tagliacozzo. Pietro Catalano, 50 anni, e' stato ritenuto colpevole dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Avezzano, Maria Proia, di omicidio volontario. L'accusa, rappresentata nel giudizio abbreviato dal procuratore capo Andrea Padalino Morichini, ha sostenuto in aula nel corso della requisitoria la volontarieta' dell'atto. Catalano, attraverso il suo legale Romolo Longo, ha sempre dichiarato, invece, di aver agito per legittima difesa.

Nell'ambito del processo sono stati rinviati a giudizio per rissa aggravata le altre sei persone che erano presenti ai fatti il giorno dell'omicidio. La famiglia di Callegari, costituitasi in giudizio parte civile, e' stata assistita dall'avvocato Antonio Milo, che ha chiesto tre milioni di risarcimento. Il collegio difensivo e' composto dagli avvocati Antonio Pascale, Leonardo Casciere, Franco Colucci, Andrea Tinarelli, Sonia Giallonardo e Patrizia Ciciarelli.

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Omicidio di Vasto, ricostruita la dinamica

E' stata documentata la successione dei colpi sparati da Fabio Di Lello, 34 anni, con la sua calibro 9, contro Italo D'Elisa, il 21enne ucciso ieri all'ingresso del Drink Bar caffe' a Vasto. Si tratta di una vendetta, dopo che D'Elisa, nel luglio 2016, aveva ucciso, investendola con la macchina, Roberta Smargiassi, moglie di Di Lello. La videocamera di un locale ha ripreso tutta la scena: i due si sono parlati, poi e' spuntata la pistola e gli spari. Tre i colpi che hanno centrato D'Elisa: addome, gamba e collo. Molto probabilmente quest'ultimo e' stato quello mortale. Per domani mattina e' stata disposta l'autopsia sul cadavere della vittima presso l'obitorio nell'ospedale di Chieti .

Il sostituto procuratore della Repubblica di Vasto Gabriella De Lucia, titolare dell'inchiesta, ha assegnato l'incarico a Pietro Falco, direttore di medicina legale della Asl Lanciano Vasto Chieti . Il professionista ha chiesto e ottenuto che l'esame venga fatto a Chieti per potere effettuare una serie di prelievi e nel contempo eseguire una serie di prove comparative, anche con il contributo delle immagini in possesso dei Carabinieri.

L'arcivescovo di Chieti -Vasto, Bruno Forte, ha sottolineato di essere addolorato per il fatto "che questo giovane esasperato dalle lentezze di una giustizia che non dava segni, nei confronti di colui che aveva investito la moglie, abbia reagito facendosi, secondo lui, giustizia da se'. La vendetta non e' mai giustizia, produce solo ulteriore sofferenza e ulteriori mali". Pronta la replica del capo della Procura vastese, Giampiero Di Florio, secondo il quale non c'e' stata alcuna "lentezza, ma anzi, al contrario, questo procedimento evidenzia la celerita' di un tribunale come quello di Vasto nella trattazione dei processi: le indagini sono durate 110 giorni dalla data dell'incidente, l'udienza davanti al Gup era prevista il 21 febbraio: direi che ci sono tutti i tempi rapidi per arrivare a una sentenza, in meno di otto mesi".

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Spaccio e incendi intimidatori, 14 misure cautelari

I carabinieri della di Torre Annunziata hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip a carico di 14 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di spaccio di stupefacenti, detenzione di ordigni esplosivi e di armi clandestine, incendi, ricettazione e favoreggiamento. Le indagini hanno mostrato come 5 indagati detenessero 30 chili di hashish e un ordigno esplosivo telecomandato nonche' 2 scooter rubati, materiale rinvenuto nella palestra in disuso di un istituto scolastico di Torre Annunziata. Individuati anche responsabili di due incendi dolosi a vetture a scopo intimidatorio avvenuti a Torre Annunziata e a Torre del Greco.

Uno degli indagati deve rispondere della detenzione di una pistola semiautomatica calibro 9. Nel corso delle indagini, erano gia' state arrestate 5 persone per detenzione a fini di spaccio e documentati oltre 100 casi di spaccio, con il sequestro di 1,6 chili di marijuana e numerose dosi di cocaina.

Avviata nel novembre 2015, l'indagine effettuata dai carabinieri ha permesso di documentare l'attivita' di un gruppo criminale, con roccaforte a Torre Annunziata, dedito principalmente allo spaccio di sostanze stupefacenti, cocaina, marijuana e hashish. Mercato aperto anche in citta' come Angri, nel Salernitano, e Lanciano, in provincia di Chieti, rifornite da alcuni degli indagati. Inoltre sono stati accertati almeno due episodi intimidatori da parte del gruppo, in particolare due incendi dolsi, avvenuti su pubblica strada, a Torre del Greco e Torre Annunziata,. Nel primo caso le fiamme distrussero tre auto, nell'altro, oltre a danneggiare una vettura, l'incendio interesso' un vicino fabbricato. Nel corso di di controlli da parte dei militari fu rinvenuto un ordigno, contenente un chilo di polvere pirica, azionabile con congegno a distanza, in una palestra in disuso, oltre a 31 chili di hashish. Successivi accertamenti, fatti con intercettazioni ambientali, sopralluoghi, appostamenti e pedinamenti, i carabinieri hanno trovato altri ordigni simili a quello scoperto il 25 novembre 2015, nella disponibilita' di alcuni delle persone coinvolte nell'inchiesta. Fu trovata anche una pistola semiautomatica, Beretta, modello 92 FS calibro 9x21, sottoposa a sequestro il 15 dicembre 2015.

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Picchia padre per soldi, arrestato 33enne a Pratola Peligna

Da tempo pretendeva dal padre denaro e quando non otteneva le somme chieste lo picchiava. Ieri, dopo l'ennesimo episodio di violenza, i carabinieri lo hanno arrestato. A finire in carcere a Sulmona un 33enne di Pratola Peligna. Ieri avrebbe chiesto al padre 120 euro, al suo rifiuto lo avrebbe prima minacciato, poi, secondo il racconto fatto dal genitore ai carabinieri, gli avrebbe impedito di uscire di casa, strappandogli di mano il cellulare. Dopo aver ricevuto il denaro chiesto, il giovane si e' calmato ed e' uscito di casa permettendo cosi' al genitore di avvisare i carabinieri che poi lo hanno arrestato.

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Falso allarme bomba alla stazione ferroviaria di Pescara

Allarme bomba all'alba alla stazione ferroviaria di Pescara Centrale. Una telefonata anonima, intorno alle 4.30, segnalava la presenza di un ordigno. Sul posto sono arrivati artificieri della Polizia di Stato, della Polfer e Carabinieri che hanno recintato la zona. Nel corso del sopralluogo nei vari locali e nella zona binari hanno operato anche le unita' cinofile specializzate nella ricerca di esplosivo. L'allarme e' rientrato intorno alle 9. Sono ora in corso le indagini della Polfer per risalire all'autore della telefonata. Al momento dell'allarme, data l'ora, in stazione c'era pochissima gente.

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Cede una condotta, oltre 30mila persone senz’acqua nel Pescarese

Oltre 30mila persone senz'acqua in una dozzina di comuni del Pescarese a causa della rottura, in due punti, della condotta adduttrice Tavo. In un caso, in localita' Trosciano di Farindola  una frana ha causato il cedimento della condotta. Al lavoro il personale tecnico dell'Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca). Gli interventi dovrebbero concludersi in giornata e l'erogazione idrica dovrebbe tornare regolare dalla serata. A causa delle rotture si registra carenza idrica in tutto il territorio comunale di Loreto Aprutino, Picciano, Collecorvino, Moscufo e Cappelle sul Tavo. Mancanza di acqua anche a Civitella Casanova (Vestea e zone rurali), Vicoli (localita' San Vincenzo), Penne (centro urbano), Pianella (capoluogo), Spoltore (centro storico, Villa Santa Maria e Caprara), Montesilvano (colli e contrada Macchiano), Pescara (strada Valle Furci, Colli Innamorati, via di Sotto, colle di Mezzo)

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Maltempo, De Vincentiis: “Concluse le potature dopo le precipitazioni nevose”

Hanno interessato tutto il territorio le opere di potatura e manutenzione del patrimonio arboreo di Montesilvano danneggiato dalle intense nevicate delle scorse settimane.

«Si sono conclusi -  annuncia l’assessore al verde pubblico, Ernesto De Vincentiis – i lavori, affidati alla ditta Il Melograno, che hanno consentito di mettere in sicurezza tutti quegli alberi che hanno subito maggiormente il peso della neve. Si tratta di interventi importanti per ripristinare la sicurezza della viabilità e soprattutto l’incolumità dei cittadini, e allo stesso tempo di un’opera di prevenzione fondamentale per eventuali altre situazioni di emergenza che dovessero riscontrarsi come quella eccezionale che ci ha colpito alcune settimane fa. Gli interventi sono iniziati nelle ore subito successive alle nevicate e sono proseguite sino ad oggi per mettere in sicurezza tutte le criticità riscontrate». Gli interventi hanno, infatti, riguardato, parchi, giardini e viabilità.

«Stiamo lavorando su numerosi fronti -  dice ancora l’assessore De Vincentiis – al fine di riportare tutta la città alla normalità, dopo queste faticose settimane di cui ancora adesso stiamo subendo le conseguenze. Interventi di manutenzione hanno riguardato il manto stradale, nonché la pulizia del lungomare, invaso da grandi quantitativi di sabbia».

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Chieti, si e’ insediato il nuovo questore Palumbo

Si e' insediato il nuovo questore di Chieti. Raffaele Palumbo, 61 anni, originario di Andria, prende il posto di Vincenzo Feltrinelli. Al suo primo incarico come questore, Palumbo arriva da Napoli dove e' stato dirigente della Polizia di frontiera per Campania, Basilicata e Calabria; in precedenza aveva ricoperto analogo incarico a Bari con competenza su Puglia, Abruzzo e Molise. "Ho visto che ci sono state indagini su infiltrazioni della malavita organizzata nel Vastese e li' dobbiamo essere molto attenti - ha detto Palumbo incontrando la stampa - Dobbiamo sempre tenere alta la guardia, la sicurezza e' un bene primario della collettivita', e' una necessita'. Il mio predecessore e' stato un ottimo questore, capace, seguiro' la sua strada". "Spero di essere degno di fare il questore in una citta' che ha storia e sono contento e orgoglioso di farlo, il mio compito e' difendere i diritti e la liberta' dei teatini". 

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Hotel Rigopiano, valanga causata da un doppio strato di neve

La valanga che il 18 gennaio scorso ha travolto l'Hotel Rigopiano di Farindola, uccidendo 29 persone, sarebbe stata causata dal distacco di uno strato di neve di quasi 3 metri, accumulatosi sopra un altro strato di neve particolarmente compatto, generato dalle precipitazioni dei giorni precedenti. E' quanto emerge dalle valutazioni di alcuni esperti che hanno partecipato ai primi sopralluoghi e alle operazioni di soccorso nei giorni successivi alla tragedia. Il primo strato di neve, in sostanza, avrebbe creato una sorta di piano di scorrimento, un fattore che, sommato alla qualita' della neve accumulatasi il 18 gennaio, molto pesante e bagnata, avrebbe creato le condizioni per il verificarsi dell' evento. Un altro elemento di rilievo, che avrebbe contribuito al distacco della valanga, e' rappresentato dall'acclivita' del pendio, particolarmente ripido. "In ogni caso - tengono a precisare gli esperti - sono tutti fattori predisponenti, che cioe' si limitano ad accrescere le probabilita' che l'evento si realizzi"

Una serie di elementi, tra i quali il rinvenimento di tronchi sradicati e infilati di testa negli accumuli di neve, confermerebbe la particolare potenza dello spostamento d'aria generato dalla valanga che ha travolto l'Hotel Rigopiano di Farindola il 18 gennaio scorso. Lo spostamento d'aria, generato dalla massa di neve in sospensione aerea, avrebbe viaggiato a una potenza superiore, forse perfino doppia, rispetto ai 100 chilometri orari dei quali si era inizialmente parlato, e l'impatto potrebbe avere contribuito in modo determinante anche allo spostamento della struttura alberghiera.

 

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