Cronaca

Verde pubblico, lavori in parchi, rotatorie e piazza Marconi a Montesilvano

Hanno preso il via i lavori di restyling in 8 parchi di Montesilvano. Gli interventi sono cominciati da via Costa dove verrà realizzata un’area di sgambettamento cani. La stessa tipologia di interventi riguarderà anche via Salieri. Nei parchi Orione, Fonte dell’Abbazia e della Libertà verranno effettuati lavori di risistemazione delle recinzioni di ingresso, mentre nel parco Cormorano verrà collocata una giostra girevole. Nel parco di via Basilicata verranno risistemati i giochi, la recinzione del campo di pallavolo e del parco. Infine nel campo di via Emilia gli interventi riguardano la recinzione.

Iniziano oggi anche i lavori di pulizia e di messa in sicurezza di 80 palme, a cominciare dal parco Le Vele, per proseguire lunedì con quelle lato monte della riviera.

«Si tratta del terzo lotto - specifica l’assessore al verde pubblico Ernesto De Vincentiis -. Con altri due lotti le opere hanno interessato già 280 palme sulla riviera lato mare. Ora ci concentriamo sulle ultime 80 rimaste lato monte. Stiamo conducendo alcuni lavori di risistemazione anche sulle aiuole nella centralissima piazza Marconi, antistante la chiesa Sant’Antonio da Padova. Con i lavori abbiamo risistemato l’aiuola centrale ampliandola e le altre più piccole presenti nell’area».

I lavori di restyling in materia di verde pubblico non si fermano a questi interventi. Nella prossima settimana infatti verranno affidate le opere di risistemazione della rotatoria all’ingresso della città a Santa Filomena lungo la nazionale, con verde e piante nuove e la collocazione di un cemento stampato e resinato sugli spartitraffico. Altri interventi riguarderanno anche la più piccola rotatoria, sempre in zona Santa Filomena lungo via Verrotti. Infine lavori in programma anche sulla rotatoria del lungomare all’altezza di via Marinelli, dove la fontana è già stata riaccesa e presto verrà curato anche il verde».

«L’immagine della città passa anche dalla cura del verde pubblico - dice De Vincentiis - ecco perché ci abbiamo tenuto a programmare ed effettuare tali lavori proprio per rendere Montesilvano ancora più bella per questa stagione turistica».

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Crollo hotel Rigopiano, interrogati i dirigenti regionali

Nuovo round di interrogatori dell'ultimo gruppo di indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola, travolto il 18 gennaio 2017 da una valanga che provoco' 29 morti. Tre gli indagati interrogati questa mattina dal procuratore capo di PescaraMassimiliano Serpi e dal sostituto Andrea Papalia. Si tratta del responsabile della sala operativa della Protezione civile, Silvio Liberatore; di Antonio Iovino, dirigente del servizio di programmazione di attivita' della Protezione civile; e di Carlo Giovani, dirigente del servizio prevenzione rischi della Protezione civile dal 3 giugno 2013 all'epoca dei fatti. Ai tre viene contestata la tardiva convocazione del Comitato operativo regionale delle emergenze (Core). Giovani, assistito dall'avvocato Vincenzo Di Girolamo, si e' avvalso della facolta' di non rispondere e ha presentato una breve memoria. La linea difensiva sostiene che: "Quella commissione per insediarsi e - ha detto l'avvocato Di Girolamo - per essere convocata necessitava dell'impulso del presidente della Giunta e chi avrebbe dovuto poi provvedere sarebbe stato il dirigente con competenze in materia di emergenza, cioe' Iovino". Il legale ha aggiunto inoltre che "la competenza in materia di tutto cio' che atteneva un'emergenza era del servizio diretto da Iovino". "Abbiamo spiegato - ha detto ai cronisti l'avvocato Mauro Catenacci, legale di Antonio Iovino - la nostra posizione. Confidiamo che la Procura tenga conto dei nostri argomenti che mi pare siano molto solidi". Il difensore di Silvio Liberatore, l'avvocato Luca Bruno, ha invece sostenuto che "il Core non ha alcuna competenza in materia di viabilita' e sgombero della neve dalle strade". Lunedi' sara' interrogato Mario Mazzocca, sottosegretario regionale con delega alla Protezione civile. In totale l'inchiesta conta 39 indagati, tra loro ci sono anche l'ex prefetto di Pescara Francesco Provolo, il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, e il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta. I reati ipotizzati vanno, a vario titolo, dal crollo di costruzioni o altri disastri colposi, all'omicidio e lesioni colpose, all'abuso d'ufficio e al falso ideologico, alla rimozione o omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro. 

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La Guardia Costiera chiude un opificio di Città Sant’Angelo

Irregolarità di carattere ambientale hanno portato su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pescara, al sequestro preventivo di un opificio di Città Sant'Angelo, destinato alla produzione di fertilizzanti e concimi per l'agricoltura biologica. In seguito al provvedimento, eseguito dagli della Guardia Costiera di Pescara, dopo indagini condotte sui fiumi Saline e Fino, nell'ambito delle attività di contrasto all'inquinamento dei fiumi, due persone sono state denunciate. E' stata accertata l'assenza di provvedimenti autorizzativi relativi agli scarichi delle acque reflue sia domestiche che industriali derivanti dai processi produttivi dell'azienda, nonché relativi alle emissioni in atmosfera, circostanza aggravata dal fatto che il ciclo produttivo svolto all'interno dell'opificio rientri nell'elenco delle attività soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale mai richiesta dai legali responsabili.

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Gissi, un morto in un incidente stradale nei pressi della zona industriale

Un uomo di 55 anni Z.G.L., è deceduto nel pomeriggio in un incidente stradale accaduto a Gissi, nei pressi della zona industriale. Secondo una ricostruzione dell'accaduto il 55enne, che era in sella ad una moto, si è scontrato frontalmente con un furgone. La violenza dell'urto non ha lasciato scampo al centauro che è deceduto sul colpo, nonostante i tentativi di rianimazione dei sanitari del 118. 

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Teramo, arrestato spacciatore di cocaina a domicilio

Vendeva cocaina già preconfezionate in dosi da un grammo a 80 euro ciascuna: gli agenti della squadra mobile della questura di Teramo ne hanno ricostruito l'attività, organizzata direttamente nella sua abitazione, e i clienti, individuandone una decina almeno. Per questo, dopo la richiesta del pm inquirente, il gip del tribunale di Teramo ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un albanese di 24 anni. Il giovane è stato arrestato nella sua abitazione con la contestazione di cessione continuata di stupefacenti. Secondo gli investigatori il mercato messo su dall'albanese era particolarmente redditizio e svolto in un arco temporale molto ristretto, con metodi da negozio al 'dettaglio'. 

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Tentata truffa a un commerciante, due denunce in Val Pescara

In una macelleria di Manoppello Scalo si sono presentati 2 individui (un uomo e una donna) che parlavano italiano con accento del nord e hanno tentato di truffare un commerciante della Val Pescara, ma dopo una breve fuga sono stati bloccati dai carabinieri. I due avevano iniziato a discutere con la titolare evidenziando di essere interessati all'acquisto di un importante quantitativo di carne. Nelle loro reali intenzioni c'era invece la volontà di voler raggirare la commerciante. Dopo aver intuito che stava per essere truffata, la commerciante è riuscita ad allontanare i due soggetti dal negozio e a rivolgersi ai carabinieri. La pattuglia dell'Arma della Stazione di Scafa, allertata dalla centrale operativa del 112 di Popoli sulla presenza sul territorio dei truffatori, ha intercettato sulla via Tiburtina Valeria una BMW X3 con 4 persone a bordo, due delle quali risultavano essere state le protagoniste della tentata truffa. I quattro, di origini balcaniche residenti in provincia di Bergamo, sono stati sottoposti a perquisizione nel corso della quale è stato rinvenuto un coltello lungo 30cm occultato sotto al sedile anteriore dell'auto. L'attività si è conclusa con la denuncia per concorso in tentata truffa a carico dei due e la denuncia per porto abusivo di arma a carico di un'altra persona. 

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Crollo hotel Rigopiano, D’Alfonso: ho risposto alle domande dei magistrati

Nell'ambito dell'inchiesta sul crollo dell'Hotel Rigopiano i giudici del Tribunale di Pescara titolari dell'inchiesta è stato ascoltato il Governatore della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, indagato insieme ad altre 13 persone ( gli ex Presidenti della Regione dal 2006 al 2017, gli ex Assessori regionali alla Protezione Civile nonché diversi funzionari e dirigenti regionali) tutti indagati per omicidio colposo,lesioni e disastro colposo. Questo filone, l'ultimo dell'inchiesta, mira ad accertare eventuali responsabilità sulla mancata realizzazione della Carta di localizzazione dei pericoli di valanga (Clpv). Nell'inchiesta sono coinvolte complessivamente 39 persone. 

"Ho risposto in maniera articolata alle domande puntuali dei magistrati, fornendo tutti i chiarimenti che di volta in volta mi venivano richiesti". Così in una nota il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, in merito all'audizione in Procura a Pescara per la vicenda dell'hotel Rigopiano. "Sono stato audito per circa due ore dai pubblici ministeri titolari dell'inchiesta sull'hotel Rigopiano. Sono molto soddisfatto dell'incontro", conclude D'Alfonso nella nota. 

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Tentata estorsione a minore, due arresti a Lanciano

Avrebbero prima minacciato e poi accerchiato un ragazzo di 15 anni per costringerlo a farsi consegnare 50 euro. Con l'accusa di tentata estorsione i Carabinieri di Lanciano coordinati dal capitano Vincenzo Orlando hanno arrestato un 32enne e un 23enne di Lanciano. Il reato contro il minorenne sarebbe avvenuto ieri sera attorno alle 19 in pieno centro, su corso Trento e Trieste a Lanciano. Il minore era vicino ad un bar e i due indagati lo hanno invitato a consegnargli i soldi che il giovane si è rifiutato di dare in quanto non li aveva. Successivamente il quindicenne è stato portato in una traversa laterale del corso dove i due hanno continuato a minacciarlo. L'episodio estorsivo è stato bloccato immediatamente da una pattuglia dei Carabinieri che era in servizio per un controllo antidroga. 

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Assenteismo, licenziate due dipendenti del Comune di Pineto

Dopo il patteggiamento, per due dipendenti assenteiste del Comune di Pineto, è scattato il licenziamento. A renderlo noto la stessa amministrazione comunale che, in una nota, sottolinea come "i componenti dell'Ufficio disciplinare del Comune di Pineto, nel rispetto delle normative vigenti, l'8 giugno scorso hanno chiuso i procedimenti disciplinari a carico di due dipendenti del Comune aperti a seguito delle indagini penali, scaturite poi nel provvedimento giudiziale di patteggiamento per i reati di truffa e false attestazioni e certificazioni". I fatti contestati alle due dipendenti risalivano a un periodo compreso tra ottobre 2015 e maggio 2016, e il provvedimento di licenziamento senza preavviso è stato notificato alle dirette interessate circa due settimane fa. Sanzione che, precisa il Comune, "l'Ufficio preposto ha ritenuto proporzionata alla gravità delle condotte, sia in considerazione della reiterazione che delle modalità delle stesse, che hanno minato in modo irreparabile il rapporto di fiducia tra datore di lavoro e lavoratore".

"Dall'inizio di questa vicenda - sottolinea il sindaco Robert Verrocchio - ho preteso chiarezza sull'accaduto, con il preciso dovere di tutelare l'Ente e ho atteso che le indagini facessero il loro corso". "Le norme a riguardo - aggiunge il sindaco - si sono fatte sempre più stringenti e prevedono forti misure anti-assenteismo come, appunto, procedimenti disciplinari e la denuncia di danno erariale alla Corte dei Conti. Un provvedimento che è, dunque, un atto dovuto nel rispetto della cittadinanza e delle istituzioni". Nei giorni scorsi sul caso l'Associazione politico-culturale Pineto 2.0 aveva chiesto chiarimenti sui provvedimenti adottati dal Comune.

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Pedopornografia, arrestato un maestro di musica

Arrestato dalla Polizia di Stato un maestro di musica, trovato in possesso di una ingente quantita' di materiale pedopornografico. Gli agenti del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni Abruzzo di Pescara hanno eseguito una misura cautelare degli arresti domiciliari. Il provvedimento e' stato emesso dal gip del Tribunale di L'Aquila. La Polizia Postale ha rinvenuto nel suo pc piu' di mille file ritraenti minori, anche in tenera eta'. 

L'arrestato e' un 49enne residente nel litorale abruzzese. La misura restrittiva e' stata emessa dal gip Guendalina Buccella del Tribunale di L'Aquila, su richiesta del sostituto procuratore Roberta D'Avolio. La Polizia Postale aveva gia' eseguito a carico dell'uomo una perquisizione domiciliare all'esito della quale erano stati sequestrati supporti informatici. Il materiale e' stato oggetto di un'accurata analisi che ha consentito di accertare la presenza di piu' di 1000 file ritraenti minori, coinvolti in attivita' sessuali con adulti nonche' una fotografia ritraente una delle allieve del corso di musica. Allo stesso e' stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari con l'obbligo di non allontanarsi dalla propria abitazione senza autorizzazione dell'Autorita' Giudiziaria e di non avere contatti telefonici o telematici con persone diverse dai familiari conviventi. "La misura coercitiva - hanno spiegato gli investigatori - si e' resa necessaria per la spiccata inclinazione alla pedofila e per l'attivita' lavorativa dell'uomo, insegnante di musica sia presso una scuola che privatamente, con conseguente concreta e continua possibilita' di entrare in contatto diretto con i minori al di fuori della sfera di controllo dei rispettivi genitori". 

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