Difesa degli animali

In Italia c’√® un milione di gatti neri

Si è festeggiata la quindicesima giornata dedicata al gatto Nero, istituita dall'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente - Aidaa. La giornata venne istituita per combattere la maldicenza sul fatto che i gatti neri portassero sfortuna motivo per il quale nel tempo sono stati massacrati milioni di esemplari. In Italia ci sono circa 1 milione di gatti neri di cui la metà ospitati in famiglie, mentre circa mezzo milione sono ancora randagi, e circa 8.000 ospitati nei gattili ed in cerca di adozione. Secondo un sondaggio dello scorso anno circa 15 milioni di italiani fanno ancora gli scongiuri quando incontrano un gatto nero che gli attraversa la strada. Sono invece quasi del tutto scomparsi i riti riguardanti i gatti neri, uccisi e sacrificati durante il solstizio d'estate e la notte di halloween. 

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Arriva la prova del Dna per multare padroni incivili dei cani

Possono essere finalmente smascherati i maleducati proprietari dei cani responsabili di imbrattare marciapiedi e giardini pubblici grazie al test del Dna che permettere di identificare gli animali analizzando il materiale genetico estratto dalle loro feci. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che grazie all'Associazione Italiana Allevatori (AIA) è stata realizzata in via sperimentale con il laboratorio di genetica e servizi (lgs) di Cremona la prima banca dati del Dna di circa 1.500 cani del territorio del comune di Malnate (Va). In questo modo - sottolinea la Coldiretti - è stato possibile rintracciare, identificare e multare, in collaborazione con l'amministrazione comunale i trasgressori dell'obbligo di raccolta delle deiezioni.Si tratta di una iniziativa destinata ad essere replicata in molte altre realtà dove è facile restare impuniti nonostante le sanzioni. "Con le nuove tecnologie è più facile applicare le norme del Codice penale - riferisce la Coldiretti - che punisce chi lascia gli escrementi del cane non raccolti in un luogo pubblico (per strada, sul marciapiede, nell’androne di un palazzo, ecc.). In particolare - precisa la Coldiretti - commette reato chiunque deturpa o imbratta cose mobili altrui con una multa fino a 103 euro ma la sanzione sale però, da 300 a 1.000 euro se il fatto viene commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati"

 Tempi duri dunque per i proprietari dei 10,7 milioni di cani presenti in Italia secondo le elaborazioni Coldiretti su dati del ,inistero della Salute. Portare a spasso l’amico più fedele dell’uomo non sarà più una passeggiata rilassante per chi fa finta di non vedere i 'ricordini' lasciati da Fido. "A inchiodare i padroni che non rispettano le regole del vivere civile saranno infatti - spiega la Coldiretti - le stesse deiezioni lasciate sul terreno. Il corpo del reato infatti - continua la Coldiretti - finirà sotto il microscopio e costituirà la prova per mettere sotto accusa i responsabili di un comportamento incivile".Oltre che per azioni a favore di una migliore “educazione ambientale” al fine di una maggiore salubrità ed igiene nelle città, l’analisi del dna - sottolinea Coldiretti - potrebbe avere ulteriori applicazioni per la gestione della popolazione canina in altre situazioni gravi come l’abbandono degli animali, il randagismo e le attività illecite come competizioni clandestine

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I gatti di Ed Sheeran hanno il profilo Instagram con 260mila follower

Ed Sheeran ha aperto un account Instagram per i suoi gatti, Calippo e Dorito. La pagina si chiama @thewibbles e con soli undici post all'attivo, il profilo ha già collezionato la bellezza di 261mila follower. I mici sono follower di soli due profili: quello di Ed Sheeran e della sua futura moglie, Cherry Seaborn. Le foto di @thewibbles ritraggono i due mici in varie pose di vita quotidiana. Ed e Cherry hanno di recente trascorso una breve vacanza nella loro tenuta in Umbria prima che riprendesse il tour mondiale del cantautore britannico che sarà anche negli Usa

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Muore avvelenato Kaos, il cane-eroe di Amatrice 

Kaos, il cane eroe di Amatrice, Norcia e Campotosto: il sospetto è che sia stato avvelenato. Il pastore tedesco, poco più di tre anni, di proprietà dell'addestratore Fabiano Ettorre, è stato trovato morto ieri, nel giardino della sua casa di Sant'Eusanio Forconese, comune a pochi chilometri dall'Aquila. 

Il suo contributo era stato fondamentale nel 2016, durante i soccorsi dopo il terremoto del centro Italia. Era abituato a scavare e a fiutare la presenza di umani negli inferni di macerie e detriti, e proprio a lui molti devono la vita. 

Dolore e indignazione anche sul web e sui social network, dove gli utenti stanno condividendo foto e video del cane in azione: Kora, cucciola di due mesi, figlia di Kaos e Kira, potrebbe seguire le orme del padre. Di recente il pastore tedesco era stato determinante nel ritrovamento di un aquilano di cui si erano perse le tracce: il suo nome si aggiunge alla lista dei tanti che a Kaos devono la vita.

"Non ho parole, non riesco a comprendere un atto così orribile", dice in lacrime il proprietario, che ha trovato Kaos morto attorno a mezzogiorno. Intanto è scattata l'indagine dei carabinieri forestali con un sopralluogo per verificare anche l'eventuale presenza, non solo in giardino, di altri bocconi avvelenati. Secondo Ettorre l'animale "era vivo almeno fino alle due del mattino, perché a quell'ora l'ho sentito abbaiare. Per Kaos - racconta - tenevo la porta di casa sempre aperta". Su Facebook che l'addestratore saluta per l'ultima volta il suo fedele compagno: "Ciao amico mio! Hai lasciato un vuoto incolmabile per mano di una persona meschina. Continua il tuo lavoro lassù, continua a cercare dispersi, a salvare vite umane". Ettorre è molto scosso è confuso. "Non mi ricordo delle persone che ha salvato - spiega - né di quelle decedute sotto le macerie che il mio cane ha ritrovato. In questo momento ho un vuoto e non ricordo i tanti episodi in cui Kaos che aveva un cuore grande ha fatto del bene. Posso dire però che per me anche ritrovare i morti significa restituire dignità alle persone".

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Rapporto Zoomafia 2018 ‘Crimini e animali’, un indagato per reati contro animali ogni 90 minuti

L'anno scorso in Italia ogni 55 minuti e' stato aperto un nuovo fascicolo per reati contro gli animali, ogni 90 minuti e' stata indagata una persona: complessivamente le denunce sono aumentate del 3,74%. Sono alcuni dei dati - desunti dai report dell'82% delle procure - contenuti nella 19esima edizione del Rapporto Zoomafia "Crimini e animali" curato dall'Osservatorio Zoomafia della Lav con il patrocinio del Comando generale dell'Arma dei Carabinieri e della Fondazione Antonino Caponnetto. Dall'analisi dei crimini consumati si evince che il reato piu' contestato resta quello di maltrattamento di animali, pari al 31,19% del totale dei procedimenti. Seguono "uccisione di animali" (30,9%), "reati venatori" (17,1%), "abbandono e detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura" (14,6%), "uccisione di animali altrui" (4,8%), "traffico di cuccioli" (0,6%), "organizzazione di combattimenti tra animali e competizioni non autorizzate" (0,3%). "spettacoli e manifestazioni vietati" (0,2%). La procura di Brescia si conferma nel 2017 quella con piu' procedimenti iscritti per reati contro gli animali (527, il 52 riguardanti reati venatori). Seguono Vicenza (256 procedimenti), Udine (213), Verona (212), Napoli (194), Roma (180), Milano (152), Bergamo (142), Torino (139) e Palermo (137). La procura con meno procedimenti per reati contro gli animali e' quella di Savona con 3, davanti a Nocera Inferiore (6), Vasto (8), Lagonegro (10), Locri (13), Pisa (15), Lanciano (17), Pistoia (17) e Gela (20)

Quello dei combattimenti e' un vero affare per la criminalita', grande e piccola, con migliaia di animali vittime ogni anno. "Si tratta di un fenomeno complesso - spiegano gli autori del Rapporto - che coinvolge soggetti diversi: i casi piu' diffusi fanno capo a delinquenti locali, teppisti di periferia, sbandati, allevatori abusivi e trafficanti di cani cosiddetti 'da presa'. Non mancano pero' casi riconducibili alla criminalita' organizzata: esiti giudiziari hanno accertato il coinvolgimento di elementi appartenenti alla camorra, alla sacra corona unita, al clan Giostra di Messina e ad alcune 'ndrine'. Ritrovamenti di cani con ferite da morsi o morti con cicatrici riconducibili alle lotte, furti e rapimenti di cani di grossa taglia o di razze abitualmente usate nei combattimenti, sequestri di allevamenti di pit bull, pagine Internet o profili Facebook che esaltano i cani da lotta, segnalazioni: questi i segnali che indicano una recrudescenza del fenomeno.

La presenza della criminalita' nel mondo dei cavalli, delle corse e degli ippodromi e' sempre stata forte. La conferma arriva da recenti inchieste che hanno rivelato l'interesse di alcuni gruppi mafiosi per le corse illegali di cavalli. I numeri relativi alle corse clandestine e alle illegalita' nell'ippica parlano da soli: nel 2017 sono stati 15 gli interventi delle forze dell'ordine, 6 le corse clandestine bloccate, 61 le persone arrestate e 20 i cavalli sequestrati. Ben 66 cavalli che l'anno scorso hanno partecipato a gare ufficiali sono risultati positivi a qualche sostanza vietata.: Altrenogest, Benzoilecgonina (metabolita della cocaina), Caffeina, Capsaicina, Desametasone, Diossido di Carbonio (TCO2), Ecgonina Metilestere, Fenilbutazone, Procaina, Stanozololo, Teofillina, Testosterone. 

 

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I consigli per curare cani e gatti

Riuscire a somministrare dei medicinali a cani e gatti è spesso un'impresa ardua che si conclude tra morsi e graffi.  "Il sistema migliore - spiega Marco Melosi, presidente Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani) - è quello di camuffare la compressa con il cibo, ad esempio in piccoli bocconcini di wurstel o di formaggio. Fortunatamente - osserva - oggi le aziende stanno venendo incontro ai proprietari, e i nuovi farmaci sono spesso palatabili, ovvero il principio attivo è inserito all'interno di una compressa a base di carne".

"Il gatto - prosegue - da questo punto di vista è molto più problematico rispetto al cane, che è meno diffidente e abituato a mangiare quasi tutto senza battere ciglio: in questi casi ci viene in aiuto la 'sparapillole', una sorta di siringa che agevola l'introduzione del farmaco sulla base della lingua del felino". Per i gatti, ricorda il veterinario, le formulazioni dei farmaci sono quasi sempre solide perché "la loro sensibilità agli sciroppi è molto alta e rischiano di sbavare abbondantemente". 

Per quanto riguarda le iniezioni, Melosi precisa che "nel 90% dei casi si può utilizzare la via sottocutanea, preferibile a quella intramuscolare, che è più dolorosa. Quasi tutti i farmaci per via sottocutanea vengono somministrati sotto le scapole, zona poco sensibile sia nei gatti sia nei cani (non è una caso che le madri sollevino i piccoli mici "mordendoli" proprio in quella zona)". "Bisogna poi stare attenti a come fare l'iniezione - sottolinea - l'ago deve essere parallelo alla cute, non perpendicolare, ed è buona abitudine mettere la museruola ai cani, anche quando l'animale è buono. Anche in questo caso - aggiunge - il gatto è più "difficile", e si cerca di utilizzare terapie diverse da quelle iniettabili ricorrendo a farmaci 'long acting', che hanno una durata variabile dai tre giorni alle tre settimane. In questo modo - conclude - i proprietari possono evitare di recarsi ogni giorno dal veterinario". 

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Estate con i quattrozampe, aperta A Pineto la ‘Dog Beach’

A Pineto arriva la  Dog Beach, allestita e curata dal Comune in collaborazione con il camping Pineto Beach, nei pressi del pennello al confine sud della spiaggia del camping, dotata di due punti ombra, acqua potabile e raccolta rifiuti. La balneazione degli animali è consentita sotto il controllo e la responsabilità dei proprietari. La 'Dog Beach' potrà essere raggiunta dal sottopasso di Villa Fumosa o dalla pista ciclabile di via XXV Aprile, accedendo in spiaggia e andando nella direzione del pennello a sud della concessione del Camping Pineto Beach. L'accesso dei cani in spiaggia è consentito, sempre con guinzaglio e bustine per la raccolta delle deiezioni, anche nelle altre spiagge libere e sotto la pineta. Il loro ingresso è invece vietato nella spiaggia dell'Area Marina Protetta, per non interferire con il periodo di nidificazione del Fratino. Tutte le informazioni sono disponibili nella sezione Pineto Ambiente - Animali di Affezione del sito del Comune di Pineto.

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Gli animali randagi sono quasi 2,5 milioni

Sono 2,4 milioni i gatti randagi in Italia e tra i 6000 e i 7000 i cani, secondo dati diffusi dalla Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente, associazione fondata dalla parlamentare di Forza Italia, Michela Vittoria Brambilla che presentato un dossier sul fenomeno lanciando la campagna anti-randagismo 'Guarda...'. Si tratta di spot televisivi che sollecitano a contrastare l'emergenza e invitano ad aderire alla campagna solidale 'sms-SalvaMi subito'. "Dobbiamo dire basta a questa vergogna morale e a questa piaga sociale - ha detto la parlamentare arrivando alla conferenza stampa con in braccio un meticcio salvato nell'hinterland milanese e a cui ha dato il nome Lucky - Non voglio più vivere in un paese che sopporta questa emergenza, un'emergenza a cui dichiaro guerra". Secondo il dossier il fenomeno è "abbastanza contenuto al Nord" mentre in alcune zone del Sud "la situazione appare spesso fuori controllo e dove la tensione è più alta si verificano i più clamorosi atti di crudeltà e intolleranze"

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Cinque gattini abbandonati trovano una nuova mamma

Cinque gattini appena nati, abbandonati, chiusi in una scatola da scarpe e trovati a Frascati, sono ora allattati da una gatta, di una vicina colonia felina, che li considera come suoi.   

I gattini, uno di colore rosso e gli altri grigio-neri, sono stati portati da Emanuela Musetti, presidente dell’associazione Tendi la Zampa e dalle guardie zoofile di Accademia Kronos, nello studio veterinario Vets a Grottaferrata,  che presta gratuitamente assistenza a cani e gatti portati, in condizioni critiche, dai volontari.

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Animali. Nel Teramano, cagnolina freddata con un colpo di pistola.

Un colpo di fucile esploso in pieno giorno, sul sagrato della Chiesa di San Giovanni Battista di Molviano a Campli (Teramo). Così, riferiscono fonti di stampa, è stata uccisa (domenica 21 aprile) la piccola Zara, una cagnolina di razza setter nota a tutti per il suo carattere docile e affettuoso. Del suo uccisore non si sa ancora nulla anche se sembra improbabile che possa aver agito senza che nessuno si accorgesse di nulla.

Chiunque sia in possesso di informazioni utili ad identificare l’animalicida collabori con gli inquirenti - questo l’appello lanciato dalla Protezione Animali all’indomani della morte della cagnetta – perché l’uccisione di animali è un reato punito dal codice penale e, come tale, deve essere perseguito. Auspichiamo che i carabinieri e la polizia locale, intervenuti sul posto subito dopo la morte della cagnolina, facciano il possibile per dare un volto e un nome all’aguzzino. Intanto l’associazione ha attivato il proprio ufficio legale, che sta valutando ogni iniziativa utile e opportuna. Anche per evitare che l’animalicida possa tornare a colpire.

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