Primo Piano

Lavoro, dati positivi dell’Inps-Osservatorio sul precariato

Nei primi quattro mesi del 2017, nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +559.000, superiore a quello del corrispondente periodo sia del 2016 (+390.000) che del 2015 (499.000). Su base annua, il saldo consente di misurare la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. Il saldo annualizzato (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi) alla fine del 1° quadrimestre del 2017 risulta positivo e pari a +490.000. Tale risultato cumula la crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+29.000), dei contratti di apprendistato (+47.000) e, soprattutto, dei contratti a tempo determinato (+415.000, inclusi i contratti stagionali e i contratti di somministrazione). Queste tendenze sono in linea con le dinamiche osservate nei mesi precedenti e attestano il proseguimento della fase di ripresa occupazionale.

Complessivamente le assunzioni, sempre riferite ai soli datori di lavoro privati, nei mesi di gennaio-aprile 2017 sono risultate 2.129.000, in aumento del 17,5% rispetto a gennaio-aprile 2016. Il maggior contributo è dato dalle assunzioni a tempo determinato (+30,6%) mentre sono diminuite quelle a tempo indeterminato (-4,5%). In particolare sono cresciute le assunzioni a tempo determinato nei comparti del commercio, turismo e ristorazione (+47,5%) e delle attività immobiliari (+43,6%). Negli stessi settori si osserva inoltre una crescita anche delle assunzioni in apprendistato (+ 46,9% nelle attività immobiliari e + 35,8% nel commercio, turismo e ristorazione). Significativa pure la crescita dei contratti di somministrazione (+16,7%). Il forte aumento delle assunzioni a tempo determinato in contratti di lavoro intermittente o a somministrazione di manodopera intervenuto dalla seconda metà di marzo può essere messo in relazione alla chiusura della possibilità di acquistare voucher per remunerare i prestatori di lavoro occasionale. Questo ha portato ad una ulteriore riduzione dell’incidenza dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle assunzioni (26,6%) rispetto ai picchi raggiunti nel 2015 quando era in vigore l’esonero contributivo triennale per i contratti a tempo indeterminato. Le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato (ivi incluse le prosecuzioni a tempo indeterminato degli apprendisti) sono risultate 122.000, con una riduzione rispetto allo stesso periodo del 2016 (-2,4%). Le cessazioni nel complesso sono state 1.570.000, in aumento rispetto all’anno precedente (+10,5%): a crescere sono soprattutto le cessazioni di rapporti a termine (+17,8%) mentre quelle di rapporti a tempo indeterminato sono leggermente in diminuzione (-1%). Con riferimento ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato, il numero complessivo dei licenziamenti risulta pari a 189.000, sostanzialmente stabile rispetto al dato di gennaio-aprile 2016 (-0,6%); così come stabili risultano le dimissioni (+0,4%). Il tasso di licenziamento (calcolato sull’occupazione a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti) è risultato per il primo quadrimestre 2017 pari a 1,8%, sostanzialmente in linea con quello degli anni precedenti (1,8% nel 2016; 1,7% nel 2015).

Quanto alla composizione dei nuovi rapporti di lavoro in base alla retribuzione mensile, si registra, per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute a gennaio-aprile 2017, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.500 euro (33,6% contro 35,5% di gennaio-aprile 2016).

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Abruzzo chiede la revisione del Decreto inceneritori

Nuova iniziativa della Regione Abruzzo verso il Ministero dell'Ambiente per scongiurare l'istallazione dell'inceneritore. Il 22 giugno scorso il Comitato VIA regionale ha dato il via libera sulla Valutazione d'Incidenza Ambientale del nuovo "Piano di Gestione dei Rifiuti", che e' stato conformato fin dal novembre 2014 agli indirizzi politico-programmatici dell'esecutivo regionale, ovvero "economia circolare" e assenza di impianti di incenerimento di sorta. A riferirlo e' il Sottosegretario regionale con delega ad Ambiente ed Ecologia, Mario Mazzocca, che interviene nuovamente su di un tema divenuto di pressante attualita'. "Con la delibera del 26 giugno scorso, trasmessa al Ministero dell'Ambiente il giorno successivo" dice il Sottosegretario, "la Regione ha ribadito il proprio no alla costruzione di un impianto di incenerimento di rifiuti nel proprio territorio in base al comma 3 dell'art.6 del DPCM 10 agosto 2016, che prevede che entro il 30 giugno di ogni anno, le regioni e le province autonome possano presentare al Ministero una richiesta di aggiornamento del fabbisogno residuo regionale di incenerimento dei rifiuti urbani". Secondo Mazzocca la richiesta e' presentata in presenza di nuova approvazione di piano regionale di gestione dei rifiuti o dei relativi adeguamenti, ai sensi dell'art. 199 del decreto legislativo n. 152 del 2006, o di variazioni documentate del fabbisogno riconducibili: a. all'attuazione di politiche di prevenzione della produzione dei rifiuti e di raccolta differenziata; b. all'esistenza di impianti di trattamento meccanico-biologico caratterizzati da una efficienza, in valori percentuali, di riciclaggio e recupero di materia, delle diverse frazioni merceologiche superiori; c. all'utilizzo di quantitativi di combustibile solido secondario (CSS) superiori a quelli individuati; d. ad accordi interregionali volti a ottimizzare le infrastrutture di trattamento dei rifiuti urbani e assimilati. Mazzocca: "a supporto della richiesta di aggiornamento, la Regione ha inviato al Ministero una dettagliatissima relazione, contenente, tra l'altro la tavola sinottica della tabella sulle previsioni di fabbisogno di incenerimento contenute nel DPCM 10 agosto 2016 e quelle dell'approvando Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti". "Il complessivo fabbisogno teorico di incenerimento stimato risulta quindi pari a 57mila tonnellate annue, oltre il 50% in meno rispetto alle stime del DPCM (121mila t/a)". Tali quantitativi, secondo Mazzocca, non giustificano la costruzione di un impianto di incenerimento dedicato in regione Abruzzo. "Le previsioni del nostro Piano sono confermate dai dati relativi al biennio 2015-2016 che mostrano un sensibile incremento della Raccolta Differenziata pari al 6,2% circa, un maggiore utilizzo dell'impiantistica regionale e la sostanziale stabilita' del dato del materiale avviato al recupero energetico".

Il Sottosegretario, infine, rende noto che e' stato comunicato al Ministero che la Regione Abruzzo ha gia' predisposto l'Accordo di Programma con la Regione Molise per condividere, attraverso uno specifico Accordo di Programma interregionale, un percorso di collaborazione - in parte gia' in atto - volto a ottimizzare le infrastrutture di trattamento dei rifiuti urbani e assimilati esistenti ed operanti sui due territori". 

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Bankitalia, nel 2016 il PIL dell’Abruzzo ha continuato a espandersi

Dopo il sostenuto incremento dell'anno precedente, nel 2016 il PIL dell'Abruzzo ha continuato a espandersi. Nonostante il graduale recupero, il prodotto risulta ancora inferiore di circa il 4% rispetto ai livelli del 2007, sebbene la contrazione sia meno pronunciata rispetto al dato medio nazionale. Lo evidenzia il Rapporto annuale della Banca d'Italia sull'economia dell'Abruzzo. Per le imprese, dal rapporto emerge che la crescita e' stata trainata principalmente dall'industria manifatturiera, che ha beneficiato di un ulteriore, significativo incremento delle esportazioni (+9,7%). La produzione industriale, in aumento di circa il 5%, e' stata sospinta in particolare dal buon andamento del comparto dei mezzi di trasporto, il principale settore di specializzazione dell'industria abruzzese. Le grandi imprese, maggiormente presenti sui mercati esteri, hanno continuato a registrare tassi di crescita del prodotto piu' elevati rispetto alle aziende di minore dimensione. Anche lo scorso anno, le attivita' di ricostruzione post-sisma nell'aquilano hanno sostenuto l'attivita' del comparto edile. L'importo dei bandi per la realizzazione di opere pubbliche, fortemente cresciuto nel 2015, ha registrato una contenuto calo. Nel terziario il prodotto e' complessivamente stimato in modesto incremento nel 2016: a fronte dell'espansione registrata nei trasporti e nei servizi immobiliari, che hanno beneficiato dell'ulteriore aumento delle compravendite di abitazioni, si e' registrato un calo del fatturato nelle imprese del commercio e della ristorazione. Le presenze turistiche hanno sostanzialmente ristagnato sui livelli dell'anno precedente. La redditivita' delle imprese e' ulteriormente migliorata, con riflessi positivi sulla capacita' di autofinanziamento, sul grado di indebitamento e sulla liquidita'. La ripresa ciclica e il miglioramento delle condizioni finanziarie hanno sospinto la spesa destinata agli investimenti in capitale fisso. I prestiti bancari alle imprese sono rimasti sostanzialmente invariati alla fine del 2016: a fronte del lieve incremento dei finanziamenti a quelle di maggiori dimensioni, i prestiti alle piccole imprese hanno continuato a contrarsi (-1,4%), sebbene in misura inferiore rispetto all'anno precedente

Tra i singoli settori, sono cresciuti i prestiti alle imprese dei servizi, mentre si e' registrato un ulteriore calo nel comparto delle costruzioni. Il mercato del lavoro. - Nel 2016 la crescita dei livelli produttivi ha sostenuto l'incremento dell'occupazione (+1,4%) e delle ore lavorate per addetto (+1,7%). Tra i lavoratori dipendenti sono tornate a crescere le assunzioni a tempo determinato. Il tasso di disoccupazione giovanile e' diminuito, interrompendo la tendenza all'aumento osservata durante l'intero corso della crisi; e' ugualmente diminuita (a circa il 25%) la quota dei giovani che non lavorano e che non sono inseriti in un percorso d'istruzione o formazione (NEET). I tempi di rientro nell'occupazione per chi aveva perso l'impiego nella prima fase della crisi sono risultati piu' brevi per i lavoratori con un livello d'istruzione piu' elevato. Le famiglie. - La ripresa dell'occupazione ha contribuito a migliorare la situazione economica e il clima di fiducia delle famiglie. A partire dal 2015, il reddito e i consumi sono tornati a crescere, interrompendo la fase di contrazione innescata dalla crisi del debito sovrano. L'indebitamento delle famiglie ha ugualmente ripreso ad aumentare, riflettendo l'aumento della spesa per l'acquisto di beni di consumo durevoli e di abitazioni, in presenza di condizioni di accesso al credito piu' favorevoli. I prestiti per l'acquisto di abitazioni sono aumentati, beneficiando anche del calo dei tassi d'interesse sui nuovi mutui, scesi a livelli storicamente molto contenuti. Al fine di beneficiare delle migliori condizioni di prezzo, e' rimasto elevato il ricorso da parte delle famiglie gia' indebitate a surroghe e sostituzioni. In presenza di bassi livelli dei tassi di interesse, il risparmio finanziario delle famiglie ha continuato a essere destinato a forme d'impiego prontamente liquidabili, come i depositi in conto corrente, cresciuti dell'8,1%, e agli strumenti del risparmio gestito. Il mercato del credito. - E' proseguito il processo di razionalizzazione della rete territoriale delle banche nella regione; la riduzione del numero di sportelli ha riguardato principalmente le grandi banche e i comuni dove era gia' piu' intensa la presenza del settore bancario. E' parallelamente aumentata la diffusione dei canali alternativi di contatto con la clientela. E' ulteriormente migliorata la qualita' del credito. Con la ripresa, il flusso di nuovi prestiti deteriorati si e' ridotto, anche se ne rimane elevata la consistenza, alimentata nel tempo dalla doppia e profonda recessione che ha colpito l'economia italiana tra il 2008 e il 2014.

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Comunali, alle urne 129.031 abruzzesi per i ballottaggi

Sono 129.031 i cittadini aventi diritto al voto nelle quattro citta' abruzzesi chiamati domenica 25 giugno, al secondo turno per la scelta del sindaco dei prossimi cinque anni: il ballottaggio e' previsto nel capoluogo L'Aquila, ad Avezzano, a Ortona e a Martinsicuro. Si vota dalle 7 alle 23. Lo scrutinio avra' inizio al termine delle operazioni di voto e dopo il riscontro del numero dei votanti. Nel capoluogo di regione le elezioni sanciscono la fine dell'era di Massimo Cialente: dopo dieci anni il sindaco uscente lascera' il municipio di Palazzo Fibbioni a uno tra Americo Di Benedetto del centrosinistra, che al primo turno ha ottenuto circa 11 punti in piu', 47%, e Pierluigi Biondi, del centrodestra, 36%. Nessun apparentamento ufficiale e' stato sottoscritto alla data di scadenza, domenica scorsa, ma neppure accordi politici sono stati sanciti tra i due sfidanti e gli altri cinque candidati che non hanno superato il primo turno. Gli aventi diritto al voto in citta' sono 59.963, 30.734 donne e 29.229 uomini. Ad Avezzano e' in vantaggio il sindaco uscente, Giovanni Di Pangrazio (44%), candidato del centrosinistra, sul dirigente assicurativo Gabriele De Angelis (35%), a capo di liste civiche tra cui Forza Avezzano, versione senza simbolo ufficiale di Forza Italia. Nessun apparentamento formale e' stato sottoscritto con gli aspiranti sindaci non arrivati al ballottaggio. A Ortona la partita e' tutta interna al centrosinistra, che ha governato negli ultimi cinque anni con Vincenzo D'Ottavio il quale si e' dimesso a pochi mesi dal voto in polemica con il Partito Democratico. Domani si contendono la fascia tricolore due raggruppamenti civici capitanati da Leo Castiglione (24,4%) e dal ventottenne Giorgio Marchegiano (23,2%). Anche in questo caso non sono stati formalizzati apparentamenti. A Martinsicuro, dove per la prima volta si vota con il doppio turno, avendo il comune teramano da poco superato la soglia dei 15 mila abitanti, al ballottaggio si sfidano il sindaco uscente, Paolo Camaioni (28,2%), e Massimo Vagnoni (46,7%), che due domeniche fa ha ottenuto quasi 20 punti percentuali in piu' rispetto all'avversario. 

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Cgia: aumenta gap economico tra Nord e Sud

In questi ultimi anni di crisi, il divario economico e sociale tra il Nord e il Sud del Paese e' aumentato. Lo ricorda l'Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha messo a confronto i risultati registrati da quattro indicatori: il Pil pro capite, il tasso di occupazione, il tasso di disoccupazione e il rischio poverta' o esclusione sociale. In termini di Pil pro-capite, ad esempio, se nel 2007 (anno pre-crisi) il gap tra Nord e Sud era di 14.255 euro (nel Settentrione il valore medio era di 32.680 euro e nel Mezzogiorno di 18.426), nel 2015 (ultimo dato disponibile a livello regionale) il differenziale e' salito a 14.905 euro (32.889 euro al Nord e 17.984 al Sud, pari ad una variazione assoluta tra il 2015 e il 2007 di +650 euro). Al Sud le variazioni percentuali piu' negative si sono registrate in Sardegna (-2,3%) in Sicilia (-4,4), in Campania (-5,6) e in Molise (-11,2). Buona, invece, la performance della Basilicata (+0,6 per cento) e della Puglia (+0,9). Sul fronte del mercato del lavoro, invece, le cose non sono andate meglio. Se nel 2007 il divario relativo al tasso di occupazione era di 20,1 punti a vantaggio del Nord, nel 2016 la forbice si e' allargata, registrando un differenziale di 22,5 punti percentuali (variazione +2,4%). Nella graduatoria regionale spicca la distanza tra la prima e l'ultima della classe. Se l'anno scorso la percentuale di occupati nella Provincia autonoma di Bolzano era pari al 72,7%, in Calabria si attestava al 39,6 (gap di oltre 33 punti). La divaricazione piu' importante, tuttavia, emerge dalla lettura dei dati relativi al tasso di disoccupazione. Se nel 2007 era di 7,5 punti percentuali, nel 2016 e' arrivata a 12 (gap pari a +4,5%). Sebbene tutte le regioni d'Italia abbiano visto aumentare in questi ultimi nove anni la percentuale dei senza lavoro, spiccano i dati della Campania e della Sicilia (entrambe con un +9,2%) e, in particolar modo, della Calabria (+12). Anche in materia di esclusione sociale, la situazione e' peggiorata. Se nel 2007 la percentuale di popolazione a rischio poverta' nel Sud era al 42,7%, nel 2015 (ultimo dato disponibile a livello regionale) e' salita al 46,4. In pratica quasi un meridionale su due si trova in gravi difficolta' economiche. Al Nord, invece, la soglia di poverta' e' passata dal 16 al 17,4%. Il gap quindi e' aumentato in questi 8 anni di 2,2 punti percentuali.

"Il Mezzogiorno - afferma il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo - ha delle potenzialita' straordinarie ed e' in grado di contribuire al rilancio dell'intera economia del Paese. "bisogna tornare a investire per ammodernare questa parte del Paese - aggiunge - che, purtroppo, presenta ancora oggi delle forti sacche di disagio sociale e di degrado ambientale che alimentano il potere e la presenza delle organizzazioni criminali di stampo mafioso. A nostro avviso, inoltre, bisogna riprendere in mano il tema del federalismo fiscale". Per gli Artigiani di Mestre, oltre a tutto cio', e' necessario rendere piu' efficiente la Pubblica amministrazione del Mezzogiorno. Come ha dimostrato uno studio della Commissione europea - che ha monitorato la qualita' dei servizi pubblici ricevuti, l'imparzialita' con la quale vengono assegnati e il livello di corruzione - tra le 206 regioni d'Europa prese in esame, sette realta' territoriali del Mezzogiorno si collocano nelle ultime 30 posizioni: la Sardegna al 178/o posto, la Basilicata al 182/o, la Sicilia al 185/o, la Puglia al 188/o, il Molise al 191/o, la Calabria al 193/o e la Campania al 202/o posto.

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Istituto Cattaneo, in 2/3 ballottaggi esito incerto

"Complessivamente, all'incirca i due terzi dei ballottaggi di domenica si collocano in una situazione intermedia di incertezza riguardo all'esito del voto". Lo afferma un'analisi dell'Istituto Cattaneo che misura il grado di incertezza del risultato nei 111 Comuni superiori chiamati al ballottaggio domenica prossima. L'analisi si basa su due fattori: Il primo fattore e' rappresentato dalla percentuale di voti raccolti dal candidato piu' votato nel primo turno. Chi si e' avvicinato maggiormente alla soglia del 50% e' piu' probabile che riesca a superarla anche nel ballottaggio. Il secondo e' dato dalla differenza tra i due candidati che sono stati ammessi al ballottaggio: minore sara' questo scarto, piu' alta sara' la probabilita' di assistere a una competizione dall'esito imprevedibile. Sulla base di cio' il Cattaneo reputa i ballottaggi a Gorizia, Asti, Belluno e Lecce (in misura minore, anche L'Aquila e Rieti) quelli in cui la rimonta del seconda appare poco probabile. Inoltre "le competizioni dall'esito piu' incerto si concentrano soprattutto nelle cosiddette regioni "rosse" (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche), mentre quelle piu' "scontate" si ritrovano nei comuni del Nord-ovest e del Nord-est", si spiega nell'analisi secondo cui, nelle Regioni rossi, il "progressivo indebolimento del principale partito di centrosinistra" da' ai ballottaggi un'ulteriore grado di incertezza. E, spiega l'Istituto Cattaneo, "il "combinato disposto" rappresentato dalla riduzione dei consensi al principale partito del centrosinistra e dal meccanismo del ballottaggio (che tende ad aggregare le preferenze degli sconfitti in opposizione al partito tradizionalmente egemone) potrebbe intaccare, o ridurre significativamente, il dominio dello schieramento di centrosinistra" in quelle aree.

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È aumentata del 300% l’Iva evasa scoperta dalla Guardia di Finanza

È aumentata del 300% l'Iva evasa dagli evasori totali scoperti dalla Guardia di Finanza in questo scorcio d'anno, passando dai 900 milioni di euro dei primi 5 mesi del 2016 ai 3,5 miliardi del 2017. E' quanto emerge dal bilancio operativo delle Fiamme Gialle dei primi 5 mesi dell'anno, diffuso in occasione del 243° anniversario della fondazione del corpo. Questo aumento, si legge in una nota, è anche da ricondurre al Piano denominato 'Omesse comunicazioni Iva' che i Reparti del Corpo stanno svolgendo, su tutto il territorio nazionale, nei confronti di quegli operatori che, invitati a regolarizzare (in un'ottica di 'compliance') la propria posizione fiscale, non hanno risposto o non si sono ravveduti. In aumento anche i casi di evasione fiscale internazionale: 339 in tutto (pari al 67% in più rispetto ai primi cinque mesi del 2016), tra fittizie residenze, occultamento di patrimoni e disponibilità all'estero più altre 'manovre', compiute al solo fine di portare 'oltreconfine' i redditi realizzati in Italia. Un aumento del 198% è stato poi registrato nei sequestri ai soggetti fiscalmente pericolosi ai sensi della normativa antimafia applicata ai reati fiscali, con un valore che, dai 97,5 milioni di euro del 2016, ha raggiunto nel 2017 ben 290 milioni

Un aumento del 198% è stato poi registrato nei sequestri ai soggetti fiscalmente pericolosi ai sensi della normativa antimafia applicata ai reati fiscali, con un valore che, dai 97,5 milioni di euro del 2016, ha raggiunto nel 2017 ben 290 milioni. Tutte le cifre dell'attività svolta dalla Guardia di Finanza nel 2017, dalla lotta all'evasione e agli sprechi, al contrasto della criminalità economica e organizzata e dei traffici illeciti, saranno diffuse, nel dettaglio, in occasione della cerimonia militare che si terrà oggi a L'Aquila, alla presenza del Capo dello Stato, del ministro dell'Economia e delle Finanze e del Comandante Generale del Corpo.

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Teramo, le polemiche sulle scelta del titolo bloccano il convegno

"Siamo assolutamente indignati, ci sono familiari di alcune vittime che mi hanno chiamato piangendo. Inizialmente pensavo fosse uno scherzo e quando ho visto i simboli di tutte le istituzione ho fatto fatica a crederci". Cosi' Gianluca Tanda, portavoce del comitato delle vittime dell'Hotel Rigopiano di Farindola, commenta il titolo del convegno in programma domani alle 9, al Campus universitario di Teramo: 'Dalla grande calamita' una valanga di opportunità'. Sul manifesto che pubblicizza l'evento campeggiano i loghi di diverse istituzioni, a partire da Regione Abruzzo, Universita' di Teramo, Fondazione Gran Sasso e Accademia italiana Scienze forestali-Firenze. Tra i relatori compaiono i nomi del governatore Luciano D'Alfonso, del rettore dell'Universita' di Teramo Luciano D'Amico, del sindaco di Teramo Maurizio Brucchi e del presidente della Provincia Renzo Di Sabatino. "Mi e' sembrato di risentire le risate di quegli affaristi che si fregavano le mani quando ci fu il terremoto del 2009 a L'Aquila", aggiunge Tanda.

Tante le reazioni sia politiche che sui social network ma anche degli addetti ai lavori al titolo del convegno previsto domani a Teramo, e ospitato dall' Universita', 'Dalla grande calamita' una valanga di opportunita'', che ha subito richiamato alla mente la tragedia dell'hotel Rigopiano travolto da una valanga sotto cui sono morte 29 persone e di cui proprio il 18 giugno scorso si sono commemorati i 5 mesi dal quel 18 gennaio. Dietro al titolo l'immagine della locandina evoca proprio quella valanga. Sara Marcozzi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, afferma in una nota che "l'unica opportunita' che si e' persa e' quella di tacere. Dopo la tragedia di Rigopiano, le vittime, i milioni di euro di danni alle imprese, le inefficienze della Regione, la carenza di mezzi di soccorso che ci hanno portato a donare una turbina spalaneve alla Protezione Civile Abruzzese - prosegue Marcozzi - leggere il vergognoso titolo di questo convegno fa rabbrividire". Il consigliere pentastellato, infine, invita "il presidente della Regione Luciano D'Alfonso, il rettore D'Amico, il sindaco Brucchi, il presidente della Provincia Di Sabatino e gli organizzatori, a chiedere scusa e annullare il convegno". Difficile stabilire la paternita' dell'iniziativa. Tanti i loghi che compaiono nella fascia superiore al titolo contestato. Nell'ordine: Accademia italiana di Scienze Forestali - Firenze; Istituto Zooprofilattico G.Caporale di Teramo; Regione Abruzzo; Comando unita' tutela forestale ambientale e agroalimentare Carabinieri; Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga; Fondazione Gran Sasso; Universita' degli Studi di Teramo. Introduzione e moderazione affidata al vicepresidente dell'Accademia di scienze forestali, Raffaello Giannini. Tra gli interventi quello del comandante del Gruppo Carabinieri Forestale Teramo, Gualberto Mancini, e dell'assessore regionale all'Agricoltura, Dino Pepe. "Credo sia davvero qualcosa di pessimo gusto e l'espressione di una macabra umanita'. Lo scorso gennaio, infatti, a molte persone quella valanga non ha dato opportunita', bensi' ha portato via per sempre l'affetto dei propri cari", commenta il deputato abruzzese di Forza Italia Fabrizio Di Stefano.

Non saro' presente al convegno poiche' non risultano inviti in questo senso alla mia segreteria ne' richieste di patrocinio alla struttura di Presidenza". Cosi' il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, in una nota prende le distanze dal titolo di un convegno previsto domattina a Teramo dal titolo 'Dalla grande calamita' una valanga di opportunita'' dove, nel manifesto, c'e' anche il suo nome. "Stigmatizzo il titolo dato all'incontro che mantiene sanguinante una ferita dolorosissima - afferma il presidente della Regione - le parole a volte sono sassi, anche se involontari". "Tra l'altro - tiene a precisare D'Alfonso - domani saro' impegnato a Roma in una serie di appuntamenti istituzionali calendarizzati da tempo"

"Non siamo noi gli organizzatori del convegno, abbiamo fatto solo divulgazione ai nostri iscritti attraverso il nostro sito, su richiesta del Gruppo Carabinieri Forestale di Teramo, e non ho difficolta' a dire che abbiamo ricevuto alcune email, di privati cittadini ma anche di iscritti, in cui e' stata espressa perplessita' sul titolo dell' iniziativa". Cosi' il presidente della Federazione regionale degli Ordini dei dottori Agronomi e dottori Forestali d'Abruzzo, Mario Di Pardo, a proposito del titolo e della locandina del convegno in programma domani alle 9, al Campus universitario di Teramo: 'Dalla grande calamita' una valanga di opportunita'', gia' stigmatizzato dal presidente della Giunta regionale Luciano D'Alfonso (che ha annunciato la sua assenza ai lavori di domani), da M5s Abruzzo, dal parlamentare di Fi Fabrizio Di Stefano e dal comitato delle vittime dell'Hotel Rigopiano di Farindola, travolto a gennaio scorso da una valanga. "Sul titolo preferisco non esprimermi personalmente. Qualsiasi decisione o posizione la prendiamo sempre insieme, con i presidenti degli ordini provinciali" aggiunge Di Pardo. "Posso dire che per il giorno successivo, venerdi' 23 giugno, a Palazzo Silone di L'Aquila, come Federazione regionale abbiamo promosso un seminario sulle proposte per un approccio interdisciplinare e interistituzionale sul tema 'Rischio ambientale e prevenzione valanghe: una responsabilita' pubblica e privata'. Ci siamo stupiti quindi dell'iniziativa promossa per il giorno prima, quasi a cavallo della nostra che ha, comunque, un taglio completamente diverso: a noi interessa mettere intorno ad un tavolo enti e persone con differenti competenze e responsabilita', per arrivare con spirito costruttivo ad un'idea, una proposta da seguire affinche' non si ripetano piu' fatti come quelli di Rigopiano".

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Confesercenti, consumi in calo del 47 milardi rispetto al 2007 

Nel 2016 i consumi finali degli italiani, al netto dell'inflazione, sono ancora inferiori del 4,8% rispetto ai livelli pre-crisi (2007), per circa 47 miliardi di euro in meno in valori assoluti. E' il calcolo fatto da Cer Eures in una ricerca condotta per Confesercenti, presentata all'assemblea annuale della confederazione. Secondo lo studio la ripresa dei consumi "non e' ancora arrivata" e continuando ai ritmi attuali, si tornera' ai livelli di consumi del 2007 solo nel 2020. La spesa per consumi delle famiglie italiane e' passata da 984,6 miliardi di euro del 2007 a 908,6 miliardi nel 2013 e 937,5 nel 2016. "In questo quadro - sottolineano gli istituti di ricerca - l'annuncio del blocco delle clausole di salvaguardia e' estremamente positivo. L'aumento Iva previsto, infatti, avrebbe frenato ancora di piu' la ripresa dei consumi e la crescita del Pil. Se si procedesse all'innalzamento delle aliquote, perderemmo a regime 8,2 miliardi di consumi: si tratta di circa 305 euro di spesa in meno a famiglia. Sul prodotto interno lordo, invece, l'impatto negativo ammonterebbe a -5 miliardi di euro. L'effetto atteso sui prezzi, infatti, e' di un aumento dello 0,7%. Una stangata che si trasformerebbe quasi completamente in contrazione di spesa, anche considerando che le due aliquote interessano molti servizi e generi di largo consumo, colpendo anche le fasce piu' deboli della popolazione. L'aumento dell'Iva penalizzerebbe i consumatori italiani anche nel confronto europeo: dal punto di vista dell'imposizione sui consumi l'Italia si colloca tra le prime posizioni nel panorama internazionale, seconda solo alla Svezia, paese noto per l'elevata pressione fiscale come il resto dei paesi scandinavi. Sommando la tassazione dei consumi nelle forme vigenti oggi, si ottiene per l'Italia un valore dell'11.7 per cento del Pil, in salita dal 10,3 registrato nel 2008. E che si confronta con l'11 per cento della Francia, fino al ben piu' modesto 9,5 per cento osservato in Spagna. 

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Raccolta Raae, Mazzocca: continua trend positivo Abruzzo

Il Sottosegretario regionale Mario Mazzocca illustra gli ultimi dati relativi al dossier sulla gestione dei Rifiuti da Apparecchiature Elettroniche (Raee) su territorio regionale. L'impegno profuso nell'ultimo biennio - spiega Mazzocca - volto alla progressiva costruzione di una idonea rete impiantistica pubblica disseminata sul territorio, sta dando i suoi frutti. Completata l'attuazione del programma d'investimenti appositamente dedicato, la Regione Abruzzo disporra' di una efficiente "Rete regionale di riciclo" delle Aee a beneficio dell'intera comunita' regionale, dalle utenze domestiche al mondo dell'impresa. Secondo i dati del dossier sulla gestione dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (Raee), nel 2016 la Regione Abruzzo ha raccolto 4.962.206 kg di Raee con una media pro capite che si attesta a 3,74 kg/ab. Tra le province, Chieti si classifica al primo posto per raccolta assoluta, Teramo e' la piu' virtuosa per raccolta pro capite. La Regione Abruzzo e' impegnata nel settore della gestione integrata dei rifiuti e nella realizzazione di politiche ambientali coerenti con i nuovi indirizzi comunitari, improntati sull'economia circolare, fondata sul massimo recupero di materia dagli rifiuti stessi. Il settore delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee) e dei rifiuti prodotti dallo stesso e' inserito pienamente all'interno delle politiche di recupero e riciclo realizzate nella Regione dagli enti pubblici e dagli operatori economici interessati. I rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), se adeguatamente trattati, rappresentano una fonte di risorse di elevato valore economico. In tale contesto l'impegno della Regione Abruzzo nella gestione e nel trattamento dei Raee si evince dall'analisi dei seguenti dati. La nona edizione del "Rapporto Annuale 2016 sul Sistema di Ritiro e Trattamento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche in Italia" a cura del Centro di Coordinamento Raee e' stata presentata lo scorso 28 marzo a Milano. Il report presenta i dati di raccolta del Paese e analizza i risultati conseguiti nelle singole regioni italiane, tra cui l'Abruzzo. Secondo i dati del Centro di Coordinamento Raee, nel 2016 l'Abruzzo ha raccolto 4.962.206 kg di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (4.479.497 nel 2015), registrando un buon incremento del 10,78% rispetto all'anno precedente (che si aggiunge al +12,83% del 2015, per una percentuale complessiva pari a 23,61% nell'ultimo biennio). Risulta in aumento anche la raccolta pro capite, che si attesta attorno a 3,74 kg per abitante (3,36 kg/ab nel 2015), un dato ancora insufficiente ma che progressivamente si avvicina alla media nazionale (4,68 kg/ab.). Nel 2016 incrementa dell'11% anche la rete di Centri di Conferimento, le strutture dove i cittadini possono conferire gratuitamente i propri Raee. Sul territorio abruzzese sono attivi 56 Centri di Raccolta comunali, di cui 36 aperti dalla Distribuzione, e 13 Altri Centri. In media sono presenti 4,4 strutture ogni 100.000 abitanti (3,9 nel 2015), un dato comunque ancora inferiore rispetto alla media nazionale di 7 centri/100.000 ab ma che, ultimata la "Rete regionale di riciclo" in corso di avanzata realizzazione per un investimento complessivo di circa 14 milioni di euro, la superera' ampiamente con un dato pari a 7,5 centri/100.000 ab. Nella classifica dei raggruppamenti in base ai quali vengono classificate le diverse tipologie di Raee, i piu' raccolti sono R3 (Tv e Monitor) con una percentuale del 35% del totale e R1 (Freddo e Clima) con il 31%. Seguono R2 (Grandi Bianchi) e R4 (Piccoli Elettrodomestici) rispettivamente con il 19% e il 15%. Rimane scarsa la raccolta di R5 (Sorgenti Luminose) con una percentuale pari solo a 0,3%. Analizzando i risultati delle singole province della Regione Abruzzo, Chieti si conferma in prima posizione per quantitativi assoluti con 1.899.516 kg di Raee, seguita da Teramo con 1.527.648 kg raccolti (entrambi i dati in sensibile crescita) e L'Aquila con 1.083.574 kg. Tutte le province abruzzesi registrano un incremento della raccolta nel 2016 ad eccezione di Pescara (- 6,96%). Guardando alla raccolta pro capite, Teramo guida la classifica regionale con 4,96 kg per abitante, seguita da Chieti con 4,86 kg e L'Aquila con 3,57 kg. Rimane molto scarso il dato di Pescara, fermo a solo 1,40 kg/ab. La provincia con il maggior numero di Centri di Raccolta ogni 100.000 abitanti e' L'Aquila con 6 centri, a cui segue Teramo con 5. Commenta i risultati Fabrizio Longoni, Direttore Generale del Centro di Coordinamento Raee: Nel 2016 l'Italia ha registrato un incremento a doppia cifra nella raccolta dei Raee gestita dai Sistemi Collettivi, che sfiora il 14%. In questo contesto, i traguardi raggiunti quest'anno dalla Regione Abruzzo, pari ad una ulteriore crescita di oltre 10 punti percentuali, dimostrano che la Regione sta percorrendo una strategia positiva grazie ad una politica di infrastrutturazione volta a migliorare il dato di raccolta pro capite. La Regione Abruzzo si e' impegnata molto in quest'ultimo anno, ha migliorato le proprie performance e ha gettato le basi per costituire un'efficiente e capillare rete di centri di raccolta per i cittadini. Per rafforzare il percorso virtuoso intrapreso, sara' necessario offrire servizi agli operatori della grande distribuzione, anche in applicazione delle recenti disposizioni di settore attraverso il decreto "Uno contro Zero". 

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