Primo Piano

Bellachioma: il candidato per le regionali sarà scelto a Roma

"In Abruzzo c'è stato un golpe bianco, con D'Alfonso, che dovendosi obbligatoriamente dimettere perchè eletto al Senato, ha tergiversato fino ad arrivare ad agosto, e con il colpo di coda di una legge elettorale illegittima, con la quale si sono spostati i termini, per cercare di non arrivare alla resa dei conti con i cittadini abruzzesi". Così il responsabile regionale dei dipartimenti per la Lega in Abruzzo, Gianfranco Giuliante, in piazza Unione a Pescara, parlando davanti alle circa duecento persone che hanno preso parte alla manifestazione indetta dalla Lega per chiedere che si torni al voto il più presto possibile, comunque entro l'anno. Presenti, per la Lega, anche il coordinatore regionale Giuseppe Bellachioma e numerosi amministratori, attivisti e simpatizzanti, che hanno esposto bandiere e striscioni del partito di Salvini. "In questo momento è fondamentale far sentire la nostra voce, rivendicando una data certa e chiedendo di votare il prima possibile - dice Bellachioma - Riteniamo sia un diritto degli abruzzesi andare al voto dopo questi sei mesi di stallo, mentre ci sembra che si stiano utilizzando dei tecnicismi per andare a votare il più tardi possibile. Non lo riteniamo giusto - prosegue il senatore e coordinatore regionale - e auspichiamo che entro la prossima settimana ci sia fornita una data che sia in qualche modo coerente e che ci porti al voto in tempi brevi"

"Non è un mistero che con Fabrizio Di Stefano abbiamo dialogato, non ho nessun problema con lui o con Di Primio. Sono tutte candidature autorevoli, ma bisognerà vedere cosa accadrà nello scenario politico nazionale, a livello di accordi tra Lega e Forza Italia, perchè ho la netta sensazione che l'Abruzzo farà parte di questo accordo". Così il coordinatore regionale della Lega in Abruzzo, Giuseppe Bellachioma, questa mattina a Pescara, a margine della manifestazione del centrodestra per chiedere che nella regione si torni al più presto al voto, rispondendo ad una domanda sulla scelta del candidato del centrodestra in vista della prossima competizione elettorale in Abruzzo. Un'indicazione in linea con quella fornita da Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia. "Non nascondo che il tema del candidato alla presidenza della Regione sia un tema nazionale - dice Pagano - Parliamo di una delle Regioni che torneranno al voto a breve, insieme ad altre Regioni ed è dunque normale che vi sia un dibattito nazionale per arrivare ad una soluzione che sia condivisa e che tenga conto degli equilibri e del radicamento delle forze politiche sui territori, e soprattutto del valore delle candidature che verranno espresse". Nel centrodestra abruzzese, alla candidatura di Fabrizio Di Stefano, lanciata nei giorni scorsi dal leader delle liste civiche Gianluca Zelli, si è aggiunta nelle ultime ore quella dell'esponente di Forza Italia Umberto Di Primio, che ieri sera si è dimesso da sindaco di Chieti. "Ogni partito ha le sue candidature autorevoli - osserva al riguardo Bellachioma - La Lega sta dicendo, da un po' di tempo, una cosa chiara, ovvero che i rapporti di forza e anche la percezione in merito alla fiducia dei cittadini abruzzesi nei confronti della Lega e di Salvini sono elementi che vanno presi in considerazione. Non siamo più il partito del 3%, non siamo più il partito che per 4 anni, consapevole dei propri limiti e dei propri mezzi, ha sempre appoggiato le altre realtà del centrodestra - rimarca Bellachioma - dunque auspico che il candidato, questa volta, sia un leghista, anche se poi saranno Berlusconi e Salvini a decidere cosa è giusto". Sulle candidature emerse finora nel campo del centrodestra, Pagano osserva che "le candidature, ad oggi, al di là di alcuni nomi venuti fuori, non sono state ancora espresse, né da parte di Forza Italia né da parte della Lega"

Anche gli esponenti delle altre forze del centrodestra abruzzese, ovvero Forza Italia, Fratelli d'Italia e le liste civiche che fanno riferimento ad Azione Politica, hanno aderito all'iniziativa, partecipando al sit-in con numerosi esponenti: presenti, tra gli altri, il coordinatore regionale Nazario Pagano e i consiglieri regionali Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo, tutti di Forza Italia; il coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, Etel Sigismondi; il leader di Azione Politica, Gianluca Zelli, che alla guida del suo raggruppamento di liste civiche ha lanciato la proposta di puntare su Fabrizio Di Stefano - anche lui presente oggi alla manifestazione - come prossimo candidato del centrodestra alla presidenza della Regione. "Ci sta a cuore che si torni al voto il prima possibile, non solo per una questione di spreco di danaro pubblico, ma perchè non riteniamo opportuno che la Regione Abruzzo resti così a lungo con poteri caducati - afferma Pagano -. Dopo lo scioglimento del Consiglio regionale possono essere svolti dall'assemblea solo gli atti indifferibili e urgenti, e la Giunta può esercitare esclusivamente l'ordinaria amministrazione. E' giusto, invece, che gli abruzzesi abbiano istituzioni con pieni poteri, con un presidente eletto dagli abruzzesi - rimarca il coordinatore regionale di Forza Italia -. Perché questo accada bisogna sbrigarsi, dunque pensiamo sia opportuno andare al voto il prima possibile, già a novembre, o comunque entro l'anno". 

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Scuola, solo 25 mila immissioni in ruolo

Le nomine effettuate nelle scuole per questo anno scolastico sono meno della metà di quelle programmate, e nella scuola secondaria, solo una su tre. Rispetto alle disponibilità iniziali, 57.322 posti, le nomine in sono state infatti solo 25.105, pari al 43,8%, percentuale che nella scuola secondaria si riduce al 33%. I dati sono stati comunicati stamane nel corso di una riunione al Ministero per l'Istruzione tra sindacati scuola e amministrazione. Preoccupati i sindacati. "Quella che sembrava una previsione pessimistica - ha detto Pino Turi, leader della Uil Scuola - è diventato un dato oggettivo, risultato dell'inadempienza di alcune Direzioni regionali che, anche in presenza di procedure completate, non hanno pubblicato le graduatorie del concorso 2018 (FIT) entro il 31 agosto, vanificando di fatto le aspettative di migliaia di docenti che vedono slittare la nomina di un anno. Casi sui quali la Uil scuola è intervenuta più volte, come a Napoli, denunciando ritardi, lentezze e inadempienze". Allarmata anche la segretaria scuola della Cisl, Maddalena Gissi. "Alcuni dati sono addirittura impressionanti - ha fatto notare - come nel caso degli assunti su posti di sostegno nella secondaria di primo grado, appena il 2,7% rispetto al numero dei posti disponibili, che è un valore medio sul piano nazionale, perché al nord su 4.830 disponibilità le assunzioni sono state 11 (0,2%). + del tutto evidente quanto sia indispensabile e urgente una seria riflessione sui meccanismi del reclutamento, ponendo fine al continuo riproporsi di interventi straordinari. Serve un sistema affidabile, procedure trasparenti che non alimentino un contenzioso destinato quasi a sostituirle". Intanto i sindacati hanno registrato oggi l'impegno da parte del ministero ad emanare un decreto che permetterà agli uffici regionali di accantonare, ed assegnare, i posti relativi alle graduatorie pubblicate entro il 31 dicembre prossimo. "Una apertura positiva alla quale - conclude Turi - va affiancato un intervento politico per dare garanzie di stabilità e trasparenza a tutto il personale interessato". Lo stesso titolare del Miur, Marco Bussetti, oggi, parlando in una trasmissione radiofonica a Radio 24, ha assicurato che "punteremo sull'aspetto del reclutamento, servono procedure più semplici che dovremo concordare con i sindacati, e servono docenti più giovani in classe". 

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Ancot, crescita boom delle partite Iva a Chieti e Pescara

Nei primi sei mesi del 2018 sono state complessivamente 310.905 le aperture delle nuove partite Iva in Italia. Confrontando il dato con quello del periodo gennaio-giugno del 2017 emerge una sostanziale stabilità considerando la flessione pari a -0,07%. Dall'analisi condotta dall'A.ncot, Associazione nazionale consulenti tributari su dati del ministero delle Finanze emerge che l'incremento maggiore del numero delle partite iva nel primo semestre 2018 si è avuto in provincia di Benevento pari a +29,90% e in valori assoluti pari a 2.129. Le altre province dove si sono avuti incrementi nel numero delle nuove partite Iva, confrontando il primo semestre 2018 con l'analogo periodo del 2017, sono state (tra parentesi il valore assoluto): Chieti (2.256) +17,50%; Pescara (2.163) 13,78%; Caltanissetta (1.348) +9,42%; Teramo (1.763) +9,10%; Avellino (2.575) +8,88%; Salerno (6.606) +7,96%; Cagliari (2.328) +7,63%; Palermo (5.650) +6,81%; Bari (6.496) +5,23%; Lecco (1.369) +5,15%; Lodi (879) +4,77%; Campobasso (1.290) +4,71%; Lecce (4.624) +4,62%; Pordenone (1.286) +3,88%; Caserta (5.193) +3,53%; Monza e Brianza (3.908) +2,84%; Udine (2.288) +2,83%; Milano (20.957) +2,82%; Pisa (2.353) +2,75%; Modena (3.410) +2,71%; Catania (5.798) +2,67%; Cremona (1.308) +2,35%; Taranto (2.656) +2,35%; Como (2.451) +2,30%; Bolzano (2.408) +2,25%; Novara (1.614) +1,77%; Reggio Emilia (2.567) +1,74%. E ancora: Foggia (3.454) +1,62%; Varese (3.600) +1,55%; Enna (735) +1,52%; Livorno (1.642) +1,05%; Verona (4.588) +1,04%; Pistoia (1.569) +0,90%; Alessandria (1.942) +0,88%; Roma (27.246) +0,69%; Trieste (949) +0,64%; Forlì-Cesena (1.751) +0,57%; Vicenza (3.809) +0,34%; Brindisi (2.125) +0,28%; Massa Carrara (1.063) +0,28%; Ascoli Piceno (1.167) +0,26%; Mantova (1.757) +0,11% e Latina (3.158) +0,00%. 

Le province dove si è registrato un decremento del numero delle iscrizioni delle partite Iva sono state: Padova (4.752) -0,04%; Brescia (5.612) -0,07%; Bologna (5.032) -0,08%; Siracusa (1.971) -0,15%; Ferrara (1.410) -0,56%; Piacenza (1.303) -0,76%; Parma (2.146) -0,92%; Pavia (2.529) -1,02%; Firenze (5.636) -1,24%; Agrigento (2.207) -1,43%; Grosseto (1.208) -1,55%; Venezia (3.768) -1,62%; Torino (11.618) -1,68%; Reggio Calabria (2.713) -1,70%; Trento (2.478) -1,74%; Rovigo (1.024) -1,92%; Rimini (1.998) -2,01%; Lucca (2.082) -2,02%; Genova (4.111) -2,03%; Bergamo (4.560) -2,06%; Napoli (15.829) -2,11%; Cuneo (3.006) -2,18%; Sondrio (707) -2,21%; Catanzaro (1.886) -2,43%; Viterbo (1.930) -2,43%; Barletta-Andria-Trani (1.875) -2,45%; Treviso (4.113) -3,20%; Messina (3.045) -3,21%; Imperia (1.176) -3,29%; Terni (1.129) -3,42%; Pesaro e Urbino (1.685) -3,77%; Gorizia (531) -3,80%; Trapani (2.235) -4,12%; Savona (1.455) -4,15%; Ragusa (1.670) -4,35%; La Spezia (1.120) -4,44%; Siena (1.292) -4,65%; Ravenna (1.635) -4,72%. E ancora: Perugia (3.367) -5,47%; Verbano-Cusio-Ossola (658) -6,00%; Arezzo (1.750) -6,17%; Prato (1.639) -6,24%; Biella (702) -6,40%; Vibo Valentia (790) -6,73%; L'Aquila 1.562 (-6,75%); Fermo (931) -6,90%; Ancona (2.152) -7,04%; Aosta (631) -7,88%; Oristano (642) -8,02%; Sassari (2.751) -8,05%; Frosinone (2.659) -8,18%; Macerata (1.609) -8,53%; Vercelli (679) -8,61%; Cosenza (3.345) -8,76%; Potenza (1.848) -9,14%; Matera (1.014) -10,27%; Rieti (846) -10,67%; Isernia (520) -10,81%; Prov. del Sud Sardegna (1.352) -11,17%; Asti (1.042) -11,69%; Belluno (797) -13,28%; Crotone (886) -16,18% e Nuoro (1.196) -19,30%. 

Riguardo alla ripartizione territoriale, il 41,1% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 22,3% al Centro e il 36,3% al Sud e Isole.

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Elezioni regionali, fumata nera dopo l’incontro Lolli – Febbo

"Siamo soddisfatti dal punto di vista istituzionale non dei contenuti: Lolli ha spiegato che ci sono altri pareri contrastanti rispetto al nostro che prevede il voto entro il 2 dicembre prossimo, e che sarà il presidente della Corte d'Appello a dover dirimere la questione. Noi abbiamo sottolineato che se ci saranno slittamenti, presenteremo ricorso al Tar essendoci precedenti, come quello della Polverini nel Lazio". Così il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo al termine dell'incontro svoltosi a L'Aquila durato circa un'ora col consigliere Paolo Gatti e col capogruppo Lorenzo Sospiri, e col presidente reggente, Giovanni Lolli, sulla data delle elezioni anticipate. Non c'è quindi accordo tra le parti. I tre azzurri stamani avevano occupato l'aula consiliare di palazzo dell'emiciclo, sede del Consiglio regionale all'aquila, per protestare contro il ritardo nella fissazione delle elezioni anticipate alla luce delle dimissioni di Luciano D'Alfonso, eletto senatore del Pd, e per chiedere che la data cada entro il prossimo 2 dicembre. "Per il resto, il presidente Lolli ha smentito i problemi di bilancio e, lamento a parole, ha convenuto con noi che si deve andare al voto il prima possibile, e che la prossima settimana si deciderà la data delle elezioni - ha continuato Febbo -. Ma noi rimaniamo fermi sulla nostra posizione: dopo 6 mesi dalla elezioni di D'Alfonso e a cinque mesi dal termine entro cui avrebbe dovuto dare le dimissioni, ancora stiamo aspettando la data. E' assurdo", ha concluso Febbo, presidente della commissione di vigilanza e in corsa per la candidatura alla presidenza del centrodestra

Lolli: la prossima settimana saprete la data delle elezioni

"La prossima settimana saprete la data delle elezioni, così si saprà per quanto tempo ancora sarò presidente della Regione. Sono aquilano ma sarò il presidente di tutti gli abruzzesi e non mi candiderò perché ho una funzione istituzionale da portare avanti". Sono gli annunci che il presidente reggente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, ha fatto a margine di una conferenza stampa all'Aquila su un bando per la ricostruzione post terremoto 2009. Il riferimento principale di Lolli, a cui è passata la responsabilità dell'ente dopo le dimissioni lo scorso 10 agosto di Luciano D'Alfonso, convalidato nel ruolo di senatore del Pd, è alla interlocuzione attivata già contatti e un incontro nei giorni scorsi, con il presidente della Corte d'Appello, Fabrizia Francabandera, e il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, con i quali si dovrà fissare la data delle elezioni anticipate. Decisione che dovrà essere uffcializzata con un decreto proprio dal presidente reggente. "Spero di chiudere la partita la prossima settimana su una tematica delicata e complessa in cui come ho già detto deve prevalere il rispetto delle norme e dei cittadini". In Abruzzo, c'è un dibattito acceso tra quanti chiedono di votare in autunno e quanti vogliono fissare per il prossimo febbraio-marzo.

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Bellachioma candidato del centrodestra in Abruzzo per le regionali

Sarà l'onorevole Giuseppe Bellachioma il candidato del centrodestra in Abruzzo. A sostenerlo è un articolo sul quotidiano Il Foglio firmato da Valerio Valentini. Secondo il cronista la convergenza su questo nome sarebbe giunta dopo "una serie d'incontri e telefonate tra il ministro dell'Interno e il deputato di origini teramane". 

L'ufficialità potrebbe giungere sabato, quando la Lega scenderà di nuovo in piazza per chiedere di fissare la data delle elezioni dopo le dimissioni di Luciano D'Alfonso, eletto in Senato. 

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Meloni: pretendo il voto entro il 2018

 "Non solo lo auspico, ma pretendo un voto entro il 2018 perché la democrazia funziona così. La democrazia non funziona se c'è un partito che non rappresenta più nessuno e che vuole tenere ostaggio centinaia di migliaia di persone che lo vogliono mandare a casa solamente perché non è convinto di rivincere". Lo ha detto, a proposito della data del voto in Abruzzo, la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, a margine dell'evento "L'Abruzzo speciale: una terra fragile è bellissima", promosso a Pescara in vista delle prossime elezioni regionali. "Questa roba qui - sottolinea Meloni - la fa solo la sinistra in Italia: quella di fare i governi quando sei arrivato ultimo, quella di rimanere abbarbicati anche quando ti hanno mandato a casa, quella di non voler rispettare la legge che prevede che si debba trovare entro un certo lasso di tempo quando si sceglie e si opta per un altro incarico, perché D'Alfonso ha preferito giustamente scappare dall'Abruzzo avendo davanti un futuro poco felice".

 "Il Pd non a caso è in condizioni difficili perché in questi anni ha lasciato risultati drammatici e a me ha fatto molto sorridere che D'Alfonso abbia utilizzato una delle ultime sedute del Consiglio regionale per dare mandato all'avvocatura dello Stato di denunciarmi perché avevo parlato male di Mattarella". Così a Pescara la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, a margine dell'evento "L'Abruzzo è speciale: una terra fragile e bellissima". "Se avesse dedicato lo stesso tempo a capire come si scrive un bilancio - prosegue Meloni - non gli avrebbero rimandato indietro il bilancio per cinque anni".

"Lancio il mio appello ai partiti del centrodestra - ha aggiunto - a partecipare a questo tavolo, ad aiutarci ad allargarlo. Partire dal programma, definire un programma serio e credibile, confrontarlo con i cittadini e poi scegliere un candidato. Non si parte da 'il candidato spetta a me', si parte dal candidato migliore". "Prima gli abruzzesi rispetto a tutto, anche rispetto agli interessi dei partiti. A questa regione diamo una possibilità di cambiare, di costruire un futuro che dia opportunità e dignità", ha parlato.

"La prima priorita' per l'Abruzzo e' l'accessibilita'. C'e' un problema di collegamenti e noi vorremmo lavorare su un piano serio di accessibilita'. In altre parole pari opportunità". Lo dice Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia. "C'e' un problema di infrastrutture, di dissesto delle strade, ci sono migliaia di cittadini che per raggiungere il primo ospedale - ha aggiunto Meloni - ci mettono piu' di un'ora, ci sono studenti che si devono alzare prima che sorga il sole per raggiungere il loro luogo di studio, per arrivare a Roma ci si mettono almeno tre ore e mezza e si fa prima col motorino". Secondo la leader di Fratelli d'Italia, invece, bisogna "mettere gli abruzzesi in condizione di competere ad armi pari con il resto delle regioni italiane perche' l'unita' d'Italia non esiste se poi ci sono dei cittadini che hanno alcune opportunita' e altri che ne hanno molte meno non in ragione delle proprie capacita' ma in ragione della realta' nella quale si trovano a nascere". 

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Marco Rapino si dimette da segretario del Pd Abruzzo

Marco Rapino ha rassegnato oggi le sue dimissioni da Segretario regionale del Pd Abruzzo. Questa la sua lettera agli iscritti. 

 

“Care Amiche e Cari Amici,

Oggi il Pd abruzzese deve fare un passo avanti, uno sforzo congiunto, unitario, per affrontare in piena forza le tornate elettorali che ci attendono. Saremo in grado di essere una comunità politica all’altezza di questa sfida? Lo ripeto ogni volta dal 4 marzo, in ballo non ci sono i destini personali, ma un destino collettivo. In questo momento storico deve prevalere più di sempre l’interesse della comunità rispetto all’ambizione individuale. Proprio per questo ho deciso di rassegnare le mie dimissioni e ieri ho formalizzato le mie dimissioni al Presidente dell’Assemblea regionale, Camillo D’Alessandro. Spero che attraverso il mio gesto il Pd possa ritrovare spirito di coesione e proposte per affrontare il cammino nuovo che lo aspetta.

Questi anni da segretario sono stati i più belli della mia vita, ho potuto conoscere, capire, incontrare uomini e situazioni che non avrei mai immaginato di poter raggiungere. Voglio ringraziare ognuno di voi per il viaggio straordinario. Ci sono stati momenti difficili che lasciano nel mio bagaglio una grande ricchezza. Ringrazio gli iscritti, gli elettori, i segretari di circolo, tutti gli amministratori ed ognuno di voi che in questi anni non si è sottratto. Fare il segretario era il sogno della mia vita e oggi che si conclude la mia esperienza, posso dire di provare solo una grandissima gratitudine verso la nostra comunità politica. Adesso ci aspettano mesi e anni fondamentali dove dovremo essere in grado di voltare pagina, cambiare e fare del Pd un nuovo soggetto politico all’altezza del mondo dove viviamo. Continuerò a dare il mio contributo quotidianamente. Ritengo che in questo momento ci sia bisogno di tutti e che tutti si sentano coinvolti in un processo di cambiamento inevitabile. Lasciatemi dire che non dobbiamo spaventarci, ma dobbiamo metterci tutto il nostro coraggio.

E’ la storia che ce lo impone. L’Italia sta vivendo un momento di enormi difficoltà, il governo populista con la sua propaganda rischia di demolire i valori sui quali abbiamo costruito l’Italia dal dopoguerra. Abbiamo il dovere di rialzarci, di smetterla di pensare ai piccoli problemi personali e di rimetterci in cammino.

In questi anni so di aver fatto molti errori e alcune cose buone. Sono convinto però di non aver mai anteposto la mia ambizione all’interesse della nostra comunità politica. Con la scelta di oggi ritengo di creare le condizioni affinché anche in Abruzzo il Pd avvii una discussione profonda che lo porterà a Congresso subito dopo le elezioni regionali. La tornata elettorale che ci apprestiamo a vivere va affrontata con la certezza di aver governato bene la nostra Regione e con la sicurezza di proposte che parlino di cose da fare per il futuro. Dobbiamo sapere che nell’epoca della percezione i nostri avversari faranno di tutto per raccontare e distorcere quello che proporremo. Noi dobbiamo parlare del futuro dell’Abruzzo, allearci con i cittadini, essere perno di una coalizione che riparta dai contenuti, dagli amministratori locali e che abbracci gli abruzzesi che vogliono fare della nostra Regione un luogo più bello dove vivere. Per raggiungere gli obiettivi abbiamo bisogno che il Pd torni a fare il Pd. Spero che le mie dimissioni non aprano polemiche, ma suggeriscano soluzioni. Lascio il Pd nelle mani sicure del Vice Segretario, Renzo Di Sabatino e del coordinamento politico appena costituito. Voglio rassicurare tutti gli iscritti che queste sono decisioni personali, tratte dopo un percorso di riflessione che mi ha portato a comprendere la misura dei miei errori e ritenere che per sanare le ferite la rinuncia a concludere il mio mandato fosse la scelta più giusta. Da subito continuerò ad aiutare il nostro Partito come semplice  iscritto. Per fortuna ci si dimette dalle poltrone e non dalle passioni. Un grazie davvero grande”.

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Cresce il numero di Partite IVA

 In Italia nel secondo trimestre del 2018 sono state aperte 130.400 nuove partite Iva, con un aumento del 2,7%rispetto allo stesso periodo dell'anno passato. A crescere sono soprattutto le nuove attività nel Mezzogiorno e nel settore dell'agricoltura, mentre calano la ristorazione e le attività finanziarie. A certificarlo sono i dati dell'Osservatorio sulle partite Iva del Mef, resi noti dal Dipartimento delle Finanze. Anche se la maggior parte delle aperture rimane al nord e al centro Italia, i più consistenti incrementi di avviamenti sono avvenuti in Calabria (+12%), Basilicata (+10,6%) e Sardegna (+10,2%), mentre diminuzioni si registrano nelle Marche (-5,3%), nella Provincia autonoma di Bolzano (-3,6%) e in Liguria (-1,7%). Rispetto al secondo trimestre del 2017, l'Osservatorio rileva un moderato aumento di avviamenti per le persone fisiche (+3,6%) e le società di capitali (+1,3%), mentre prosegue il trend decrescente delle società di persone (-8,2%).Tra i settori principali si osservano più nuove aperture soprattutto nell'agricoltura (+14%), nei servizi d'informazione (+9,1%) e nell'istruzione (+8,5%). Le flessioni più evidenti interessano le attività finanziarie (-6,5%), l'alloggio e la ristorazione (-4%) e le attività artistiche (- 2,8%). La ripartizione di genere mostra un leggero calo della quota maschile, ora pari al 61,7% del totale. Il 46,1% delle nuove partite Iva è stato aperto da giovani fino a 35 anni, il 32,7% da imprenditori tra i 36 e i 50 anni. I soggetti che hanno aderito al regime agevolato forfetario risultano 48.696, pari al 37,3% del totale delle nuove aperture, con un aumento del 4,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.Esprime soddisfazione per il boom delle nuove attività in agricoltura la Coldiretti, che evidenzia "il crescente numero di giovani interessati a fare impresa in campagna". Per l'associazione di rappresentanza degli agricoltori, quello pubblicato del Mef è un dato coerente "con la corsa alla terra in atto tra le nuove generazioni con l'Italia". 

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Zona economica speciale, i sindacati: l’Abruzzo non perda l’occasione

"La scelta della Regione Molise di aderire a una Zona economica speciale (Zes) interregionale con la Puglia non deve pregiudicare la possibilità che anche l'Abruzzo realizzi una Zes che può favorire lo sviluppo delle imprese già operanti nel territorio e l'insediamento di nuove attività industriali". Lo affermano i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Sandro Del Fattore, Leo Malandra e Michele Lombardo. La Regione Abruzzo, con decreto di Giunta regionale 593 del 7 agosto scorso - dicono i segretari - ha deliberato per l'istituzione della Zes con la regione Molise, mentre già cinque giorni prima questa aveva a sua volta presentato richiesta formale di adesione alla Zona economica speciale 'Adriatica', in corso di istituzione da parte della Regione Puglia. Tutto da rifare dunque, tanto tempo perso e il rischio concreto di perdere questa importante opportunità". "Bisogna cambiare passo immediatamente" dicono i tre sindacalisti e chiedono alla Giunta regionale "di attivarsi immediatamente per presentare una nuova candidatura all'istituzione della Zes e conseguentemente redigere il piano di sviluppo strategico e la perimetrazione delle aree da includere". Le tre sigle chiedono inoltre di "essere urgentemente convocate per discutere nel merito ponendo subito la necessità che la Zes abruzzese sia un vero strumento di politica economica ed industriale della regione e non una mera agevolazione fiscale a pioggia per alcune imprese. La Zes - dicono - dovrà essere accompagnata da investimenti in infrastrutture materiali e immateriali e tutti gli attori in campo dovranno agire in una logica di sistema per sviluppare una grande opportunità di internazionalizzazione delle imprese, a partire da quelle dimensionalmente più piccole". "Con la costituzione delle Zes l'Abruzzo deve riuscire in tempi rapidi ad aprire uno sbocco commerciale con il mondo, ad innovarsi e a dotarsi di infrastrutture adeguate, solo così potrà attrarre investimenti, creare lavoro e rifuggire dal rischio di una pericolosa deindustrializzazione", concludono i segretari. 

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Nel primo semestre 2018 in Abruzzo protesti per 8,5 milioni di euro

Nel primo semestre 2018 in Abruzzo sono stati protestati 5.520 effetti per un totale di 8,5 milioni di euro e un importo medio di 1.541 euro. E' quanto emerge dalle elaborazioni che il Cresa ha realizzato sui dati del Registro informatico dei protesti delle Camere di commercio di Infocamere.

Tra le province emerge Pescara per numero di effetti protestati (1.614 che costituiscono il 29,2% del totale regionale) e Chieti per valore degli effetti protestati (2,633 milioni di euro pari al 31,1% del totale abruzzese). La provincia di Teramo spicca sia per il minor numero di effetti protestati sia per il loro minore importo totale (rispettivamente 1.072 pari al 19,4% e 1,710 milioni di euro pari al 20,1%). La provincia dell'Aquila rappresenta circa un quarto sia del numero dei protesti regionali (25,6%) che del loro importo totale (23,4%).

Tra il 2016 e il 2017 in Abruzzo è diminuito sia il numero dei protesti levati (-13,0%) che il loro importo totale (-17,2%) con conseguente diminuzione dell'importo medio (passato da 1.630 euro a 1.551 euro). Tali andamenti sono dovuti a flessioni di entrambi gli indicatori che hanno coinvolto tutte le province (in particolare Teramo con rispettivamente -28,7% e -26,4%). Teramo è l'unica provincia dove, al contrario delle altre, l'importo medio è aumentato (da 1.577 a 1.628 euro).

Riguardo ai comuni capoluogo si nota che durante il I semestre 2018 il numero di effetti protestati è stato particolarmente alto a Pescara (1.063) dove hanno raggiunto un importo totale di 1,5 milioni di euro. Gli altri capoluoghi mostrano situazioni differenti con L'Aquila e Chieti che si attestano su valori molto più bassi (rispettivamente 355 e 316 protesti per un ammontare di 625.859 e 532.557 euro) e Teramo dove è stato levato 1 solo protesto per un ammontare di 2.614 euro.

I capoluoghi provinciali abruzzesi rappresentano un peso diversificato rispetto al totale degli effetti protestati nella rispettiva provincia: mentre Pescara costituisce circa i 2/3 del totale, L'Aquila supera un quarto, Chieti si aggira intorno al 20% e Teramo non raggiunge neanche lo 0,5%.

Nel periodo 2016-2017 mentre il numero di protesti è diminuito in tutti i capoluoghi provinciali (in particolare a Teramo -33,3%) l'importo totale dei protesti è calato ovunque con la sola eccezione rappresentata da Teramo dove è aumentato del 69,0%. Di conseguenza, mentre in tutti i capoluoghi l'importo medio è sceso, a Teramo è aumentato da 133 a 338 euro.

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