Primo Piano

Agcom, 2017 anno delle fake news sulle piattaforme online

 Il 2017 e' stato "l'anno dell'emergere di fenomeni patologici quali quello delle cosiddette 'fake news', e piu in generale della disinformazione veicolata sempre piu' spesso attraverso le nuove piattaforme online". Lo scrive l'Agcom nel rapporto dedicato al consumo di informazione, in cui rileva anche che "da un decennio almeno il sistema informativo ha iniziato a mostrare difficolta' a sostenere i propri costi. Ne hanno fatto le spese, per primi, i mezzi tradizionalmente di sola informazione, quali quotidiani e periodici. La riduzione dei ricavi sottostante all'affermazione di un modello informativo online e gratuito ha cosi' indotto gli editori a tagliare costi e investimenti nel prodotto informativo, innescando una spirale che si e' riflessa sulla qualita' dell'informazione e quindi sulla reputazione del mondo dei media". L'affermazione delle piattaforme online, poi, "ha portato - si spiega nel dossier - a dinamiche proprie della rete sostanziandosi in un processo di disaggregazione e disintermediazione dell'offerta informativa tradizionale e di successiva riaggregazione e reintermediazione da parte delle piattaforme stesse (social network e motori di ricerca)". Inoltre, in un contesto caratterizzato dallo 'spacchettamento' del prodotto informativo e da una fruizione frammentata dei contenuti (articoli, commenti, video, post), "le piattaforme digitali fungono da intermediari per l'accesso all'informazione online da parte dell'individuo, accesso che molto spesso - si legge nel rapporto - e' frutto anche dell'incidentalita' e casualita' della scoperta delle notizie da parte dello stesso cittadino, che peraltro rischia di non avere piena consapevolezza circa la natura e la provenienza dell'informazione".

Leggi Tutto »

Avezzano, il Consiglio di Stato conferma l’ ‘anatra zoppa’ e il Sindaco non ha la maggioranza

Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del Tar Abruzzo in merito all'assegnazione dei seggi al Comune di Avezzano e pertanto si ha la cosiddetta "anatra zoppa", ovvero la maggioranza dei seggi spettante al candidato battuto al ballottaggio. Il Tar aveva accolto il ricorso presentato dall’ex sindaco Gianni Di Pangrazio, assegnando 13 seggi alla coalizione di centrosinistra e 9 a quella del centrodestra. In più di una circostanza il sindaco De Angelis aveva annunciato che qualora si fosse verificata questa ipotesi si sarebbe dimesso. In questa situazione il sindaco De Angelis si ritrova senza maggioranza nel consiglio. Il sindaco De Angelis, a questo punto, deve decidere se avviare un dialogo con i suoi avversari per cercare i numeri per governare o rassegnare le dimissioni. Ora sara' nominato un commissario ad acta per dare esecuzione immediata della sentenza. Si occupera' della sostituzione dei consiglieri comunali

"Giustizia e' fatta, e' stata ripristinata la volonta' popolare con la vittoria del programma scelto dalla maggioranza dei cittadini di Avezzano". Cosi' l'ex sindaco di Avezzano, Giuseppe Di Pangrazio, candidato della coalizione di centrosinistra alle elezioni amministrative di Avezzano, sulla sentenza del consiglio di stato che ha ribaltato la maggioranza in consiglio comunale assegnando 13 seggi al centrosinistra e 9 a quella di centrodestra che sostiene il sindaco in carica, Gabriele De Angelis. Il primo cittadino, al ballottaggio del 25 giugno scorso, ha vinto le elezioni prevalendo su Di Pangrazio: la coalizione di centrosinistra ha ottenuto oltre il 50 per centro nel primo turno con il candidato sindaco sotto il 50%. "La palla passa ora a De Angelis che sa benissimo che per una legge assurda si trova a fare il sindaco, pur avendo avuto molti meno voti di me - ha continuato l'ex sindaco - la volonta' popolare si e' espressa con oltre il 50 per cento a favore del programma del centrosinistra basato su solidarieta', sicurezza scolastica e Avezzano citta' territorio". Di Pangrazio non chiede elezioni anticipate: "De Angelis deve avere amore per la citta' e deve capire che un sindaco per prima cosa ha il dovere di sentire la volonta' popolare. Se prende in considerazione il nostro programma, non escludiamo nulla, vogliamo bene alla citta' e vogliamo l'attuazione del nostro programma senza inciuci e facendo tutto alla luce del sole". Il sindaco di Avezzano, De Angelis, ha annunciato una conferenza stampa per domani alle 12,00 in Municipio.

 

Leggi Tutto »

Tar Abruzzo, Amicuzzi: meno ricorsi per le spese legali eccessive

Problematiche relative alla ricostruzione nei crateri sismici conseguenti ai terremoti del 2009, del 2016 e del 2017, ricorsi dei cittadini extracomunitari e aumento del contenzioso tra gli ex agenti forestali e la Pubblica amministrazione alla luce della fusione con l'Arma dei Carabinieri. Sono alcuni dei punti segnalati dal presidente del Tar Abruzzo, Antonio Amicuzzi, nella relazione sullo stato della giustizia amministrativa presentata a L'Aquila in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario. Amicuzzi ha fatto accenno anche ai ricorsi elettorali trattati nell'ultimo anno, che hanno riguardato grandi citta' a partire dal capoluogo di regione, L'Aquila, e Avezzano, cosi' come piccoli centri come Rocca di Mezzo. "Anche nel corso dell'anno passato la realta' locale ha evidenziato problematiche particolari e precipue del nostro territorio, come quelle legate alla ricostruzione nei crateri sismici conseguenti ai terremoti del 2009, del 2016 e del 2017, ai rilevanti contenziosi legati agli appalti pubblici indetti per la ricostruzione - ha spiegato il presidente del Tar -, ai numerosi ricorsi contro il silenzio delle amministrazioni sulle istanze di indennizzo per riedificazioni e miglioramenti sismici, nonche' alle correlate richieste di esecuzione del giudicato e di nomina di commissari ad acta, che hanno anche comportato aggravi di spesa cui ha fatto seguito l'invio di numerose segnalazioni alla Procura regionale della Corte dei Conti"

I ricorsi depositati al Tribunale amministrativo regionale per l'Abruzzo hanno fatto registrare una flessione rispetto all'anno precedente, passando dai 625 del 2016 ai 546 del 2017. Tra le materie oggetto dei ricorsi hanno avuto preponderanza l'edilizia e l'urbanistica, seguite da esecuzione del giudicato, pubblico impiego e appalti, con questi ultimi che si sono ridotti rispetto all'anno precedente. Sono state 416 in tutto le sentenze di merito adottate nel corso del 2017 su un totale di 1.106 provvedimenti di merito e ben 523 i provvedimenti adottati in fase cautelare.

"Il minor ricorso alla giustizia amministrativa, come gia' avvenuto nell'anno 2016, potrebbe essere stato influenzato dall'incidenza, spesso molto rilevante, come in materia di appalti, delle spese da sostenere per incardinare i giudizi, soprattutto con riguardo al costo del contributo unificato da versare per la loro iscrizione al ruolo". Cosi' il presidente del Tar Abruzzo, l'avvocato Antonio Amicuzzi, nella relazione sullo stato della giustizia amministrativa in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario stamani a L'Aquila. Il presidente del Tribunale amministrativo ritiene che gli alti costi che deve sostenere chi vuole intraprendere la strada giudiziaria, sia una prospettiva piu' realistica rispetto ad un "sempre piu' corretto esercizio dell'azione amministrativa". "Desta sconcerto - ha aggiunto Amicuzzi - l'ipotesi che il ricorso alla giustizia amministrativa, da parte di soggetti che intendano tutelare interessi che ritengono lesi dall'azione amministrativa, possa in alcuni casi essere ostacolato o addirittura frustrato da mere ragioni economiche, anche se per i meno abbienti soccorre l'istituto del patrocinio a spese dello Stato, che, peraltro, nel corso dell'anno passato, presso questo tribunale, ha comportato la presentazione di ben 34 domande".

Dal presidente del Tar anche la denuncia di "forte carenza di magistrati", nonostante la quale, ha detto, "il Tar e' riuscito anche nel corso dell'anno 2017 a migliorare la risposta alle d omande di giustizia espresse dal territorio". In prima fila, ad ascoltare la relazione di Amicuzzi, tra gli altri, il presidente del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno, il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, l'abruzzese Giovanni Legnini, arrivato alla sede del Tar insieme al presidente della Regione Luciano D'Alfonso e al direttore generale dell'ente, Vincenzo Rivera. Presente all'inaugurazione, poi, la senatrice del Pd Stefania Pezzopane. Dal vertice della giustizia amministrativa abruzzese, tuttavia, anche un mea culpa, per non essere "ancora riusciti a soddisfare l'esigenza del pieno rispetto del dovere di non eccessiva durata del processo". "Il nostro scopo principale - ha spiegato ancora Amicuzzi - e' quello di diminuire ulteriormente l'arretrato, costituito da 2.145 ricorsi formalmente pendenti alla data del 31 dicembre 2017, effettuando una programmazione nella fissazione delle cause da trattare nel merito caratterizzata da una equilibrata combinazione tra ricorsi a trattazione ordinaria di piu' risalente data, cause a trattazione normativamente prioritaria e giudizi assistiti da giustificate istanze di prelievo".

Leggi Tutto »

Disabili, stanziati 180 milioni per ridurre le barriere architettoniche 

La Conferenza Unificata ha espresso parre favorevole alla proposta di riparto avanzata dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, in tema di barriere architettoniche. Con il via libera, ricorda una nota del Mit, potranno essere erogati 180 milioni di euro alle Regioni per contribuire al superamento e all'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati. Il ministro Delrio firmera' quindi il decreto interministeriale di concerto con il ministro dell'Economia delle Finanze, Pier Carlo Padoan, e il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti. La misura, viene ricordato, e' stata voluta dal Governo inserendo nel Fondo Investimenti, previsto dalla legge di Bilancio 2017, il rifinanziamento della legge 13 del 9 gennaio 1989, 'Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati', che dal 2003 non veniva rifinanziata. Questi fondi, molto attesi dalle Regioni e dai cittadini, coprono buona parte dei fabbisogni inevasi fino al 2017, segnalati negli ultimi mesi dalle Regioni al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le Regioni ripartiranno a loro volta i finanziamenti ricevuti ai Comuni richiedenti per contribuire alle spese dei privati cittadini. Il riparto dei 180 milioni e' il seguente: Abruzzo 4,4 milioni, Basilicata 15,2 milioni, Campania 13,5 milioni, Emilia-Romagna 29,3 milioni, Lazio 19,2 milioni, Liguria 275 mila euro, Lombardia 25,3 milioni, Marche 11,3 milioni, Molise 1,1 milioni, Piemonte 25,7 milioni, Puglia 4 milioni, Sardegna 3,2 milioni, Sicilia 4,4 milioni, Toscana 2,9 milioni, Umbria 11 milioni, Veneto 8,4 milioni. Nelle proposte del Ministero Infrastrutture e Trasporti per il Fondo Investimenti di quest'anno sono stati richiesti ulteriori 160 milioni per i fabbisogni eccedenti, pari a circa 50 milioni, e per ulteriori fabbisogni. Dopo la firma, il decreto verra' pubblicato sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed entrera' in vigore dopo quindici giorni da quella data.

Leggi Tutto »

Il 45% dei Comuni abruzzesi, non e’ in regola sul rispetto della parita’ di genere

Il 45% dei Comuni abruzzesi, cioe' 136 su 305, non e' in regola sul rispetto della parita' di genere nella composizione delle Giunte: solo 169 rispettano le norme di riferimento. E' quanto emerge da un'analisi condotta dalla Consigliera di Parita' della Regione Abruzzo, Alessandra Genco, che ha presentato un ricorso al Tar contro due Comuni - Tollo e Ripa Teatina (Chieti) - le cui amministrazioni sono state rinnovate dopo le ultime elezioni. Il punto della situazione e' stato fatto nel corso di una conferenza stampa indetta da Genco, affiancata dall'avvocato Antonella Zuccarini, dello studio legale Del Federico e associati, che sta seguendo le cause e che ha spiegato le leggi di riferimento (gli articoli 6 comma 3, 46 comma 2 e 1 comma 137 del Tuel e l'articolo 1 comma 137 della legge 56 del 2014). Analizzando i dati, emerge che la situazione peggiore e' nell'Aquilano: piu' della meta' dei comuni, 58 contro 50, cioe' il 54%, non sono in regola. Seguono il Pescarese (20 contro 26, 43%), il Chietino (42 contro 62, 40%) e il Teramano (16 contro 31, 34%). Per quanto riguarda i sindaci, i primi cittadini di sesso femminile sono il 12,79%, cioe' 39 su 305. I ricorsi al Tar riguardano i Comuni di Tollo e Ripa Teatina perche' sono i due enti non in regola tra i 50 con piu' di tremila abitanti le cui amministrazioni sono stare rinnovate dopo le elezioni del 2015. "La legge Delrio del 2014 - afferma Genco - stabilisce che i Comuni con piu' di tremila abitanti devono garantire nelle Giunte l'equilibrio del 40% del sesso meno rappresentativo. Subito dopo l'iscrizione a ruolo della causa il Comune di Tollo si e' messo in regola, mentre Ripa Teatina non lo ha fatto ed ha addirittura modificato lo Statuto comunale, togliendo la possibilita' di prendere un assessore esterno. A quel punto le iscrizioni a ruolo sono diventate tre: una anche per la modifica dello Statuto". "L'Abruzzo e' molto distante dal punto di arrivo - commenta la Consigliera di Parita' - I sindaci dovrebbero conoscere e rispettare la legge, ma molte volte il problema e' proprio che non conoscono la normativa. Le donne continuano a non stare dentro le amministrazioni, il luogo in cui si prendono le decisioni. Restano di competenza degli uomini, che non hanno il punto di vista femminile. La democrazia dovrebbe essere paritaria". 

Leggi Tutto »

Le proposte di Confartigianato per la crescita

Ridurre la pressione fiscale e semplificare il sistema tributario; favorire l'accesso al credito; sostenere la crescita e la competitività; proseguire e migliorare gli interventi per il lavoro e la formazione; costruire un percorso di successo per Impresa 4.0 e l'utilizzo del digitale. Sono le cinque proposte contenute nel documento 'Per tornare a crescere' che Confartigianato Abruzzo ha predisposto in vista delle elezioni del 4 marzo. Rilanciando tali istanze, Confartigianato Abruzzo si rende disponibile ad incontrare le forze politiche e i candidati della regione per illustrare loro le proposte e fare il punto sulle priorità del territorio. Le cinque proposte rappresentano indicazioni per la prossima legislatura che la Confederazione rivolge alle forze politiche, con un messaggio chiaro: ''Ripartiamo dalle piccole imprese che rappresentano il 99,4% del tessuto produttivo e danno lavoro al 65,3% degli occupati''. Le proposte di Confartigianato sono sintetizzate in due messaggi-manifesto rivolti ai candidati alle elezioni: 'Sapete come raddrizzare l'Italia?' e 'Fateci una bella sorpresa: non fateci sorprese'. "Vogliamo che i soggetti che ambiscono a rappresentare l'Abruzzo in Parlamento -afferma il presidente regionale di Confartigianato, Luca Di Tecco- siano ben consapevoli di quali sono le priorità del territorio e, soprattutto, del mondo dell'artigianato e della micro e piccola impresa, cuore pulsante dell'economia regionale e nazionale. Abbiamo già avuto un confronto con alcuni dei candidati, su proposta degli stessi rappresentanti politici. Siamo a disposizione di tutte le altre forze politiche, che vorranno confrontarsi con noi, per valutare le nostre proposte per il rilancio del Paese". 

Leggi Tutto »

Continua la crescita per i distretti industriali d’Abruzzo

Prosegue nel terzo trimestre 2017 l'andamento positivo dell'export dei esportazioni dei distretti abruzzesi, stando all'indagine Monitor dei distretti industriali dell'Abruzzo curato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. Si è difatti registrata una crescita del 6,1%, malgrado i problemi causati dal terremoto avvenuto a fine agosto 2016. Anche il dato complessivo dei primi tre trimestri è stato molto positivo (+7,8%).

Lo studio non prende in considerazione il distretto auto che include il colosso Sevel e l'indotto. «Quasi tutti i distretti abruzzesi si sono distinti per i risultati positivi. In evidenza i vini di Montepulciano (+11%), il mobilio abruzzese (+8,5%), l'abbigliamento sud-abruzzese (+6,5%) e nord-abruzzese (+6,2%). In lieve calo invece il distretto della pasta di Fara (-1,2%)», si legge nella nota di Intesa San Paolo. «A contribuire favorevolmente alla performance regionale - commenta Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo - sono stati sia i mercati emergenti (+8,6%) che i mercati maturi (+5,1%). Molto positive le performance di Cina e Hong Kong, ma anche in Russia; tra i mercati maturi spiccano invece Stati Uniti, Paesi Bassi, Regno Unito e Spagna».

Buono anche l'export del polo Ict dell'Aquila (+4,8%), anche se resta al di sotto dell'andamento dei poli tecnologici italiani, che nello stesso periodo hanno registrato una crescita del 15,6%. A generare questa ripresa nelle esportazioni del polo sono stati il commercio verso Cina e Giappone, bene anche Taiwan. Rallentamenti invece negli Stati Uniti.

Leggi Tutto »

Martina: 811 allevatori abruzzesi hanno ricevuto un indennizzo zootecnico straordinario

"Se vogliamo parlare del futuro dell'Italia, dobbiamo costruire strumenti nuovi, utili ad interpretare i problemi strutturali che investono il sistema agricoltura, come il cambiamento climatico". Lo ha dichiarato il Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, nell'ambito di un convegno ad Avezzano, sul tema "Al lavoro per la nostra Terra". Il Ministro ha evidenziato l'intervento del suo dicastero nelle ultime calamita' naturali, in Abruzzo, relative ai cambiamenti climatici. "Posso tranquillamente annunciare - ha continuato il vicesegretario del Partito Democratico - che 811 allevatori abruzzesi hanno ricevuto un indennizzo zootecnico straordinario per un totale di oltre 5 milioni di euro, e posso dire che a questa somma siamo pronti ad aggiungere un milione e settecentomila euro".

"Il problema del cambiamento climatico e' diventato un elemento strutturale, ed e' evidente che gli strumenti che abbiamo non bastano per fronteggiarlo. Per questo, continuare a sostenere di poter intervenire, nel 2018, con il fondo nazionale di solidarieta', e' una presa in giro. Stiamo lavorando con le Regioni - ha ribadito Martina - per avere strumenti nuovi, che gestiscano in anticipo fasi di calamita', fondati non piu' su indennizzi, ma su un meccanismo assicurativo. Ma siamo all'inizio di questo lavoro".

"Abbiamo fatto tutto questo lavoro sulla tracciabilita' di alcune filiere fondamentali e sulle etichette perche' sappiamo che un pezzo fondamentale della redditivita' dei piccoli agricoltori si puo' garantire se il cittadino-consumatore sugli scaffali conosce tutto sul prodotto". Cosi' il ministro Maurizio Martina. "La tutela del reddito degli agricoltori - ha continuato Martina - passa per il nuovo rapporto con il cittadino consumatore, e sappiamo che l'esperienza di nicchia, quando lavora bene, e' una potenza sui mercati. L'esempio - ha specificato - e' in relazione all'etichetta sul latte: da quando e' in uso, i prezzi, anche grazie a questo, sono migliorati". "Tutte queste iniziative - ha sottolineato Martina - sono state possibili grazie ad Expo. Abbiamo utilizzato un volano del genere per costruire un pezzo di strategia di politica agricola, che ci ha consentito di approvare la detassazione agricola e la tracciabilita' su alcune nostre filiere fondamentali, come quella del grano, che in queste ore si rende obbligatoria". 

Leggi Tutto »

Marco Rapino: basta demagogia, sulla questione immigrazione il Pd ha idee molto chiare

“La campagna elettorale è entrata nel vivo e lo si evince da chi cerca di strumentalizzare in maniera irresponsabile la questione immigrazione, alzando i toni, istigando all’odio verso “lo straniero” e paventando irrealistiche soluzioni – dichiara il segretario regionale Pd Abruzzo Marco Rapino -.

Il Pd, al contrario, ha idee chiare su come gestire i flussi migratori e del ruolo che l’Italia deve giocare in Europa. Siamo coscienti che la principale sfida che ci attende nei prossimi anni si chiama Mediterraneo e noi vogliamo che la UE sia protagonista di pace. Per farlo, però, dobbiamo superare gli accordi di Dublino, cioè quelli in cui è stato sancito che i richiedenti asilo sono un problema del paese di primo sbarco. Un principio scellerato, approvato dal governo Berlusconi, che per l’Italia si è rivelato disastroso e che noi vogliamo cambiare. Un primo obiettivo è la creazione di un fondo europeo della difesa, che possa gradualmente portare all’istituzione di una guardia costiera e di frontiera comune. Sarà fondamentale, poi, fissare il traguardo di un’intelligence europea, con l’istituzione di un procuratore unico: la lotta al terrorismo passa da una maggiore integrazione delle strutture e dalla condivisione delle risorse disponibili. Infine, la creazione del mercato unico della difesa, dalla revisione delle norme sugli appalti per le industrie del settore fino alla collaborazione sul tema della cybersecurity.

Al contempo, siamo anche certi che sia fondamentale tutelare e valorizzare gli italiani all’estero. Creeremo un’anagrafe dei ricercatori italiani all’estero con aree di competenza, titoli, riconoscimenti e pubblicazioni, in modo da favorire la mobilità e la creazione di nuove collaborazioni, facilitando il contatto tra i ricercatori italiani emigrati e il sistema italiano. Amplieremo il riconoscimento ufficiale di titoli, lauree, master, dottorati, specializzazioni post-laurea, abilitazioni e specializzazioni mediche per facilitare non solo il rientro in patria e la collocazione lavorativa di chi li ha ottenuti, ma anche la mobilità all’interno dell’Unione Europea. Vogliamo garantire ai nostri connazionali residenti all’estero un’assistenza sanitaria “non di emergenza” in Italia per 60 giorni non continuativi all’anno per i primi 3 anni di permanenza all’estero, e per 30 giorni non continuativi nel quarto e quinto anno”.

Leggi Tutto »

Coldiretti, scatta l’obbligo per le etichette sulla pasta

L’etichetta di origine obbligatoria che permette di conoscere l’origine del grano impiegato nella pasta e del riso mette fine all’inganno dei prodotti importati, spacciati per nazionali, in una situazione in cui un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero, come pure un pacco di riso su quattro senza che questo fosse fino ad ora indicato in etichetta. E’ quanto afferma la Coldiretti Abruzzo in occasione dell’entrata in vigore dei due decreti interministeriali sull’indicazione dell’origine obbligatoria del riso e del grano per la pasta in etichetta dopo 180 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale che cade esattamente il 13 febbraio per il riso e il 14 febbraio per la pasta.

Una scelta applaudita dal 96% dei consumatori che - sottolinea la Coldiretti - chiede  venga scritta sull’etichetta in modo chiaro e leggibile l’origine di tutti gli alimenti e confermata in Italia anche dal Tar del Lazio che ha precisato come sia “prevalente l’interesse pubblico ad informare i consumatori considerato anche l’esito delle consultazioni pubbliche circa l’importanza attribuita dai consumatori italiani alla conoscenza del Paese di origine e/o del luogo di provenienza dell’alimento e dell’ingrediente primario.

L’assenza dell’indicazione chiara dell’origine - precisa la Coldiretti - non consente di conoscere un elemento di scelta determinante per le caratteristiche qualitative, ma impedisce anche ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionale e con esse il lavoro e l’economia del territorio. Escono finalmente dall’anonimato e saranno riconoscibili nelle etichette della pasta 4,3 miliardi di chili di grano duro italiano che insieme ai 1,5 miliardi di chili di riso garantiscono all’Italia il primato in Europa. 

Secondo quanto previsto dal decreto le confezioni di pasta secca prodotte in Italia – spiega la Coldiretti – dovranno d’ora in poi avere obbligatoriamente indicato in etichetta il nome del Paese nel quale il grano viene coltivato e quello di molitura; se proviene o è stato molito in più paesi possono essere utilizzate, a seconda dei casi, le seguenti diciture: paesi UE, paesi NON UE, paesi UE E NON UE. Inoltre, se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l’Italia, si potrà usare la dicitura: “Italia e altri Paesi UE e/o non UE”.  Si tratta del risultato della guerra del grano lanciata da Coldiretti con decine di migliaia di agricoltori scesi in piazza per difendere dal rischio di abbandono della coltivazione piu’ diffusa in Italia realizzata spesso in aree marginali senza reali alternative.

Coldiretti comunica poi, sulla scorta di un sondaggio nazionale Coldiretti/Ixè, che per quasi 6 italiani su 10 (58%) la pasta è il vero simbolo del Made in Italy nel mondo, seguita dall’olio extravergine d’oliva (19%) e dal vino (18%). La passione degli Italiani per la pasta è confermata – spiega Coldiretti – dal fatto che sono i maggiori consumatori con 23,5 a testa davanti a Tunisia (16 kg), Venezuela (12 kg), Grecia (11,2 kg), Svizzera (9,2), Usa e Argentina (8,8 kg), tallonati da Iran e Cile (8,5 kg) e Russia (7,8 kg). Non è un caso – precisa la Coldiretti - che l’80% degli italiani mangia pasta o pane almeno una volta al giorno. 
Sul piano qualitativo la tendenza è verso pasta con grani 100% italiani e con un’immagine di forte legame ai territori di origine. Una tendenza che ha portato – sottolinea la Coldiretti – al prepotente ritorno dei grani nazionali antichi come il Senatore Cappelli e alla rapida proliferazione di marchi e linee che garantiscono l’origine nazionale del grano impiegato, da Ghigi a Valle del grano, da Jolly Sgambaro a Granoro, da Armando a Felicetti, da Alce Nero a Rummo, fino a “Voiello”, che fa capo al Gruppo Barilla, senza dimenticare molte linee della grande distribuzione. Una opportunità resa possibile da un milione e 350mila ettari di coltivazioni di grano duro con un raccolto che – precisa la Coldiretti - quest’anno sfiorerà i 4 miliardi e 300 milioni di chili concentrato nell’Italia meridionale, soprattutto in Puglia e Sicilia che da sole rappresentano circa il 40% del totale nazionale ma anche in Abruzzo che, con 20mila aziende produttrici di cereali e 87mila ettari dedicati (di cui 34.500 coltivati a grano duro) vanta una produzione di circa 1.400.000 quintali di solo grano duro per un valore di circa 35 milioni di euro.

Nel mondo – evidenzia la Coldiretti – l’Italia conserva il primato sulla produzione di pasta con 3,2 milioni di tonnellate all’anno davanti a Usa, Turchia, Brasile e Russia. Ma è proprio sui mercati mondiali che si avvertono i primi campanelli di allarme visto che, in controtendenza rispetto all’andamento del Made in Italy all’estero che ha superato la storica cifra di 41 miliardi di euro, si riducono invece le esportazioni italiane di pasta che nel 2017 hanno fatto segnare un preoccupante calo in valore del 4% secondo le proiezioni Coldiretti su dati Istat.

Si tratta – sottolinea la Coldiretti - degli effetti della rapida moltiplicazione di impianti di produzione all’estero, dagli Stati Uniti al Messico, dalla Francia alla Russia, dalla Grecia alla Turchia, dalla Germania alla Svezia.

Il settore infatti – aggiunge la Coldiretti – sta affrontando i pesanti effetti della delocalizzazione che dopo aver colpito la coltivazione del grano sta adesso interessando la trasformazione industriale con pesanti conseguenze economiche ed occupazionali. L’etichetta di origine puo’ quindi rappresentare – conclude la Coldiretti - una svolta per invertire la tendenza e valorizzare il Made in Italy dai campi alla trasformazione industriale.

“Finalmente sarà possibile sapere se nella pasta che si sta acquistando è presente o meno grano canadese trattato in preraccolta con il glifosate, proibito sul grano italiano, o se il riso viene dai campi della Birmania sequestrati alla minoranza Rohingya, contro la quale è in atto una pulizia etnica”, ha affermato in occasione del Pasta day promosso oggi da Coldiretti il presidente nazionale Roberto Moncalvo nel sottolineare “l’importanza di sostenere con la trasparenza scelte di acquisto piu’ consapevoli da parte dei consumatori”.

Leggi Tutto »