Primo Piano

Hotel Rigopiano, estratte altre vittime

I vigili del fuoco hanno recuperato all'interno dell'hotel Rigopiano il cadavere di una donna, non ancora identificata. Lo rende noto la Prefettura di Pescara, spiegando che sale cosi' a 25 il numero delle vittime recuperate, mentre i dispersi sono 4.

Sale ancora il bilancio della tragedia di Rigopiano, mentre due superstiti, la coppia di Giulianova Vincenzo-Giorgia, raccontano per la prima volta il proprio incubo. Ad una settimana dalla slavina che travolse l'albergo a quattro stelle sopra Farindola, nel Pescarese, i numeri ufficiali di prefettura e Protezione civile parlano ora di 25 vittime e quattro dispersi. Undici i superstiti. Due persone, il cuoco Giampiero Parete e il tuttofare dell'hotel, Fabio Salzetta, si sono salvati perché si trovavano all'esterno dell'albergo. Poi nei giorni successivi, in particolare nel 'miracoloso' venerdì, dalle macerie sono state estratte vive nove persone: la moglie di Parete, Adriana, e quattro bambini (i piccoli Parete Adriana e Gianfilippo, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo). Tra gli altri adulti messi in salvo Giampaolo Matrone (operato con succcesso al braccio destro), Francesca Bronzi, Vincenzo Forti e Giorgia Galassi. Proprio loro hanno descritto il dramma vissuto nell'albergo. "Eravamo nella hall ad aspettare lo spazzaneve per scendere. Loro ci avevano detto di stare tranquilli e che quando sarebbe passato il mezzo avremmo potuto tornare a casa. Tornare nella camere era pericoloso, non abbiamo mai pensato che fosse una valanga, solo un forte terremoto", spiega la giovane, in conferenza stampa accanto al compagno. Poi svela: "Ci siamo aiutati tanto a vicenda altrimenti non ce l'avremmo fatta. Lui ha aiutato anche l'altra ragazza (Francesca Bronzi, ndr). Io ero molto in pensiero per i miei genitori, la prima cosa che ho detto è stata 'ditegli che stiamo bene'. La mia forza è stata lui, Vincenzo, ogni volta che pensavo di mollare lui mi tirava su".E Forti, visibilmente commosso, spiega come sia stato possibile per i due resistere sotto neve e ghiaccio in attesa dei soccorsi: "Ci siamo confortati l'un l'altro, per fortuna abbiamo bevuto con il ghiaccio che si scioglieva. Il ghiaccio ci ha salvato. Io non ho mai perso la speranza, non ho mai avuto un momento di sconforto. Siamo sempre stati vicini con Giorgia".Ma la gioia per avercela fatta ovviamente è solo uno dei risvolti di questo dramma. Perché se Vincenzo e Giorgia sono salvi con Francesca, Stefano Feniello, fidanzato di Bronzi, è una delle vittime identificate.

"Io vorrei sapere chi doveva intervenire prima della tragedia. Non possiamo recuperare 30 persone in cima ad una montagna ma andiamo sulla Luna. Mio figlio ha scritto all'hotel martedì e loro hanno detto che era tutto ok. Il giorno dopo sono stati costretti a usare le catene, aspettavano lo spazzaneve.Sono stati sequestrati dentro l'hotel. Nessuno si è preoccupato di andarli a salvare". Così a 'Pomeriggio 5' Alessio Feniello, padre di Stefano, una delle vittime dell'hotel Rigopiano. "Il direttore dell'hotel doveva essere attrezzato, altrimenti quella struttura andava chiusa. Mi hanno dato l'orologio e una catenina di mio figlio. E' tutto quello che mi è rimasto grazie al direttore dell'albergo e al governatore. Qualcuno dovrà pagare, questo schifo in Trentino non esiste. Queste strutture in Abruzzo devono chiudere, si sapeva del rischio valanghe. Perché nessuno si è attivato? Non esistono giustificazioni", ha aggiunto.

 

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Sale a 24 il numero delle vittime della tragedia dell'hotel Rigopiano in provincia di Pescara. I vigili del fuoco hanno recuperato all'interno della struttura un altro corpo senza vita, non ancora identificato. Si tratta di una donna. Lo riferisce una nota della Prefettura di Pescara, precisando che scende a cinque il numero dei dispersi.

Sono 15 i corpi recuperati dai resti dell'hotel Rigopiano e attualmente all'obitorio dell'ospedale di Pescara. A questi si aggiungono le cinque salme gia' restituite alle famiglie, per un totale di 20, sulle 24 vittime estratte dalle macerie. Sono in corso gli accertamenti medico legali e le procedure di identificazione; poi la delicata fase della comunicazione ai familiari e del riconoscimento. I corpi recuperati nelle ultime ore o in corso di recupero dovrebbero arrivare in giornata in obitorio. 

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"In alcuni casi sono morti immediate per schiacciamento. In altri casi le morti sono state meno immediate, con concorrenza di cause: schiacciamento, ipotermia e asfissia". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Pescara Cristina Tedeschini, nel corso di una conferenza stampa, spiegando i risultati delle sei autopsie già effettuate. "Non abbiamo casi di morte esclusivamente per ipotermia". "Ci sono state molte richieste, anche pressanti, dei parenti delle vittime che vogliono la restituzione dei corpi, chiedendoci di evitare l'accertamento autoptico, che è un ulteriore passaggio doloroso. Il mio ufficio ha scelto come modalità operativa di accertare con assoluta precisione caso per caso cosa è successo. Questo è il motivo per cui sto dicendo 'no, no, no' ai parenti che me lo chiedono. Faccio l'accertamento autoptico e lo farò per tutti". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Pescara Cristina Tedeschini, nel corso di una conferenza stampa

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Resta all'ospedale di Pescara solo uno dei superstiti della tragedia dell'hotel Rigopiano. Si tratta di Giampaolo Matrone, 33 anni, di Monterotondo, le cui condizioni "continuano ad essere buone", anche se "non e' ancora stata stabilita la data delle dimissioni". Subito dopo l'arrivo in ospedale, Matrone era stato operato al braccio destro. La degenza, stando a quanto appreso, potrebbe protrarsi per una settimana o piu'. Sua moglie, Valentina Cicioni, e' ancora tra i dispersi. I prossimi bollettini sanitari, fa sapere la Asl, saranno trasmessi tramite mail.

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Si sono conclusi poco fa a Loreto Aprutina i funerali di Sebastiano Di Carlo e Nadia Acconciamessa, i coniugi morti all'hotel Rigopiano. "In questi giorni tutta questa zona e' addolorata, c'e' come una cappa sopra di noi", ha detto don Andrea Di Michele durante l'omelia ricordando le altre due vittime della cittadina pescarese e tutti i morti della sciagura. Alla messa hanno preso parte tra gli altri il governatore dell'Abruzzo Luciano D'Alfonso, il prefetto di PescaraFrancesco Provolo, i sindaci di Pescara e di Loreto Aprutina. Telecamere tv e fotografi non sono stati fatti entrare. Le due bare s

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C' e' anche il corpo di Roberto Del Rosso tra le vittime recuperate all' interno dell' hotel Rigopiano. Oltre a Del Rosso sono stati identificati anche i corpi di Paola Tomassini, Stefano Feniello, Marco Vanarielli e Piero Di Pietro.

 

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C'erano 40 persone nell'hotel Rigopiano quando la valanga, nel pomeriggio di mercoledi', ha investito la struttura: 28 ospiti, di cui 4 bambini e 12 dipendenti, compreso il titolare Roberto Del Rosso e il rifugiato senegalese Faye Dane. Due persone, il cuoco Giampiero Parete e il tuttofare dell'hotel, Fabio Salzetta, si sono salvati perche' al momento della slavina si trovavano all'esterno dell'albergo. Sono stati recuperati dagli uomini del soccorso alpino all'alba di giovedi' scorso. Dalle macerie i vigili del fuoco hanno poi estratto vive, tra la giornata di venerdi' e l'alba di sabato scorsi, 9 persone: la moglie e il figlio di Parete, Adriana Vranceanu e il piccolo Gianfilippo; tre bambini, l'altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo, e altre 4 persone. Si tratta di Giampaolo Matrone, Vincenzo Forti, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi. Le vittime al momento estratte sono invece 18: 10 uomini e 8 donne. Di queste ne sono state identificate 11: Sebastiano di Carlo e la moglie Nadia Acconciamessa, il maitre dell'hotel Alessandro Giancaterino, il cameriere Gabriele D'Angelo, l'estetista Linda Salzetta, Barbara Nobilio, Paola Tomassini, Stefano Feniello, Marco Vanarielli, Pietro Di Pietro e l'amministratore dell' hotel Roberto Del Rosso.

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Precipita elicottero del 118 nell’Aquilano

ono tutti morti i sei a bordo dell'elicottero del 118 precipitato nella tarda mattinata in un canalone nei pressi di Campo Felice. Lo apprende l'AGI da fonti dello stesso 118. L'elicottero era impegnato in un'operazione di soccorso di uno sciatore.

Alcuni dei soccorritori hanno cominciato la discesa con delle barelle e da quanto appreso dovrebbero portare a valle i primi corpi dei deceduti nell'incidente. L'impatto dell'elicottero del 118 contro il Monte Cefalone e' stato terribile. Secondo quanto spiegato dai Carabinieri Forestali in quota c'e' una pendenza vicina al 100% e il suolo e' inclinato di 45 gradi.

I rottami del velivolo - un AW 139 - sono stati localizzati in un canalone nei pressi di Casamaina, in territorio di Lucoli. Le vittime sono i cinque componenti dell'equipaggio e lo stesso sciatore che era stato soccorso e portato a bordo. L'incidente mentre l'elicottero era sulla via del ritorno, diretto all'ospedale di L'Aquila dove era previsto il trasferimento dello sciatore soccorso. Ancora tutte da accertare le cause della tragedia. Sembrerebbe che il velivolo sia precipitato da un'altezza di 600 metri, forse perche' finito contro un cavo sospeso oppure per un guasto meccanico. In zona c'era fitta nebbia e anche questo potrebbe aver avuto un ruolo chiave nell'accaduto. Si parla di un forte boato, ma questo potrebbe essere stato conseguenza dell'impatto contro il suolo. Sul posto stanno convergendo, sci ai piedi, diverse squadre di soccorritori, compreso un gruppo di quelli che in questi giorni sono impegnati nelle ricerche all'hotel Rigopiano, a Farindola. In supporto anche maestri di sci di Campo Felice.

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E' precipitato l'elicottero del 118 impegnato in un'operazione di soccorso su una pista da sci a Campo Felice, nell'aquilano: la carcassa è stata individuata - spiega il soccorso alpino - sotto dei salti di roccia. Si trova in una posizione difficile da raggiungere. Sul posto, al momento dell'incidente, una fitta nebbia che ha costretto i soccorsi a utilizzare gli infrarossi per localizzare l'elicottero e che ora sta anche rendendo difficoltose le operazioni sul posto. Non si conoscono quindi al momento le condizioni delle sei persone che erano a bordo. Sul posto sono intervenute tre squadre del Cnsas, da Rieti, L'Aquila e Roma e i vigili del fuoco che stanno conducendo congiuntamente le operazioni di soccorso. Inviati anche medici del 118.

I maestri di sci di Campo Felice e Ovindoli si sono attivati subito dopo la notizia dell'elicottero del 118 precipitato nella zona. "I maestri di sci si sono messi a disposizione dei soccorritori - ha riferito il presidente del collegio regionale Abruzzo maestri di sci, Francesco Di Donato, anche sindaco di Roccaraso - con ogni mezzo e con le pelli di foca. La zona e' impervia e ci sono alti cumuli di neve"

L'Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo ha aperto un'inchiesta sulla vicenda dell'Elicottero caduto nei pressi del laghetto di Campo Felice, nell'aquilano. L'Agenzia - che ha competenza specifica sugli incidenti aerei - ha gia' disposto l'invio di un proprio ispettore sul luogo dell'incidente.

L'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) - e' scritto in una nota - "ha aperto un'inchiesta di sicurezza sull'incidente che, oggi 24 gennaio, intorno alle 12.15 locali, ha coinvolto l'elicottero AW139 marche EC-KJT, in prossimita' del Laghetto di Campo Felice, in provincia dell'Aquila". L'elicottero, "con sei persone a bordo, stava rientrando dopo aver soccorso una persona infortunata". L'Agenzia - conclude la nota - ha disposto l'invio di un team investigativo nella zona dell'evento, resa decisamente impervia anche dalle condizioni meteorologiche avverse".

Il magistrato titolare dell'inchiesta sullo schianto dell'elicottero del 118, Simonetta Ciccarelli, ha dato ordine di acquisire quanto piu' possibile immagini del relitto e del luogo dell'incidente. Una squadra di tre vigili del Fuoco e' partita a piedi avvicinandosi e cerchera' di far partire un drone munito di telecamera e a farlo avvicinare ai rottami. Ci sono dei dubbi che si possa portare a termine l'operazione con successo a causa delle forti raffiche di vento che imperversano sulla zona, e anche per la nebbia.

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Un elicottero del 118 e' precipitato tra L'Aquila e Campo Felice.  Si trattava di un normale volo di soccorso. Il velivolo non era infatti impegnato ne' per l'emergenza maltempo ne' per quella relativa al terremoto. Non faceva inoltre parte degli elicotteri che in questi giorni sono impegnati sulla valanga che ha travolto l'hotel Rigopiano.

L'elicottero e' caduto a circa un chilometro dalle piste da sci di Campo Felice. Lo riferisce Mauro Cordeschi, direttore degli impianti di Campo Imperatore, che ha raggiunto la zona coi soccorsi. ''I soccorsi sono arrivati, si vede solo una macchia nera - riferisce - ma non e' una bella situazione a vedersi''. L'elicottero del 118 si trova a mezza costa sulla ripida montagna.

L'incidente e' avvenuto in una zona fortemente innevata e montuosa a circa 1600 metri di quota in corrispondenza del km 14 della strada statale 696. Sul posto ci sono autopattuglie della Polizia, dei Carabinieri, numerosi mezzi dell'esercito tra cui anche un "bruco", autoambulanze, mezzi dell'Anas che contribuiscono a tenere la strada pulita. Il luogo si trova a poche centinaia di metri dall'Hotel La Vecchia Miniera.

Il cielo, dove e' caduto l'elicottero del 118 in fase di soccorso per un incidente sulle piste di sci, e' coperto. Il vento e' moderato e la temperatura tra -2 e un grado

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Precipita elicottero del 118 nell’Aquilano, sei morti nello schianto

Sono tutti morti i sei a bordo dell'elicottero del 118 precipitato nella tarda mattinata in un canalone nei pressi di Campo Felice. Lo apprende l'AGI da fonti dello stesso 118. L'elicottero era impegnato in un'operazione di soccorso di uno sciatore.

Questi i nomi delle vittime dell' elicottero del 118 caduto a Campo Felice: Walter Bucci, 57 anni, medico rianimatore del 118 Asl dell'Aquila, Davide De Carolis, tecnico dell'elisoccorso del soccorso alpino e consigliere comunale di Santo Stefano di Sessanio, Giuseppe Serpetti, infermiere, Mario Matrella, verricellista, Gianmarco Zavoli, pilota. L'elicottero stava trasportando Ettore Palanca, 50 anni, di Roma, che si era fatto male sciando, procurandosi la frattura di tibia e perone. Bucci, De Carolis e Serpetti sono aquilani, Matrella e' pugliese, e Zavoli e' emiliano

Alcuni dei soccorritori hanno cominciato la discesa con delle barelle e da quanto appreso dovrebbero portare a valle i primi corpi dei deceduti nell'incidente. L'impatto dell'elicottero del 118 contro il Monte Cefalone e' stato terribile. Secondo quanto spiegato dai Carabinieri Forestali in quota c'e' una pendenza vicina al 100% e il suolo e' inclinato di 45 gradi.

I rottami del velivolo - un AW 139 - sono stati localizzati in un canalone nei pressi di Casamaina, in territorio di Lucoli. Le vittime sono i cinque componenti dell'equipaggio e lo stesso sciatore che era stato soccorso e portato a bordo. L'incidente mentre l'elicottero era sulla via del ritorno, diretto all'ospedale di L'Aquila dove era previsto il trasferimento dello sciatore soccorso. Ancora tutte da accertare le cause della tragedia. Sembrerebbe che il velivolo sia precipitato da un'altezza di 600 metri, forse perche' finito contro un cavo sospeso oppure per un guasto meccanico. In zona c'era fitta nebbia e anche questo potrebbe aver avuto un ruolo chiave nell'accaduto. Si parla di un forte boato, ma questo potrebbe essere stato conseguenza dell'impatto contro il suolo. Sul posto stanno convergendo, sci ai piedi, diverse squadre di soccorritori, compreso un gruppo di quelli che in questi giorni sono impegnati nelle ricerche all'hotel Rigopiano, a Farindola. In supporto anche maestri di sci di Campo Felice.

Due vittime erano a Rigopiano tra i soccorritori

Walter Bucci e Davide De Carolis, due dei tre operatori del Soccorso alpino nazionale morti nell'incidente di elicottero nell'Aquilano, avevano partecipato nei giorni scorsi alle operazioni di soccorso all'hotel Rigopiano. E' quanto si apprende da fonti del Soccorso alpino. Bucci, medico rianimatore, aveva lavorato due giorni tra le macerie dell'albergo, mentre De Carolis, tecnico dell'elisoccorso, avrebbe lasciato la zona del Pescarese solo ieri.

Il racconto di un testimone

"Volava basso e piano, c'era molta nebbia non si vedeva a pochi metri, seguiva la strada mentre andava verso la stazione di Campo Felice dal valico della Crocetta. Quando e' tornato indietro ho prestato attenzione poi ho sentito un botto, un forte rumore, penso l' impatto con la montagna. Il motore ha continuato a girare per un minuto poi non ho sentito piu' nulla. E ho chiamato subito il 118". Questo il racconto di Loris Fucetola, istruttore di fondo, che ha dato l'allarme dopo lo schianto dell'elicottero.

Lutto cittadino a L'Aquila

"Esprimo, a nome dell'intera Municipalita' aquilana, un incredulo dolore per l'assurda tragedia che vede cinque nostri operatori del 118, protagonisti di tante prove di generosita' e professionalita', perdere la vita insieme con uno sciatore appena soccorso, ospite della nostra montagna". E' quanto ha dichiarato il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente. "Una partecipazione commossa - ha proseguito il sindaco -, un lutto che ci vede vicini ai familiari delle vittime e alla grande famiglia della Asl dell'Aquila. Il capoluogo osservera' il lutto cittadino nella giornata dell'estremo saluto e delle esequie delle vittime di questa tragedia".

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E' precipitato l'elicottero del 118 impegnato in un'operazione di soccorso su una pista da sci a Campo Felice, nell'aquilano: la carcassa è stata individuata - spiega il soccorso alpino - sotto dei salti di roccia. Si trova in una posizione difficile da raggiungere. Sul posto, al momento dell'incidente, una fitta nebbia che ha costretto i soccorsi a utilizzare gli infrarossi per localizzare l'elicottero e che ora sta anche rendendo difficoltose le operazioni sul posto. Non si conoscono quindi al momento le condizioni delle sei persone che erano a bordo. Sul posto sono intervenute tre squadre del Cnsas, da Rieti, L'Aquila e Roma e i vigili del fuoco che stanno conducendo congiuntamente le operazioni di soccorso. Inviati anche medici del 118.

I maestri di sci di Campo Felice e Ovindoli si sono attivati subito dopo la notizia dell'elicottero del 118 precipitato nella zona. "I maestri di sci si sono messi a disposizione dei soccorritori - ha riferito il presidente del collegio regionale Abruzzo maestri di sci, Francesco Di Donato, anche sindaco di Roccaraso - con ogni mezzo e con le pelli di foca. La zona e' impervia e ci sono alti cumuli di neve"

L'Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo ha aperto un'inchiesta sulla vicenda dell'Elicottero caduto nei pressi del laghetto di Campo Felice, nell'aquilano. L'Agenzia - che ha competenza specifica sugli incidenti aerei - ha gia' disposto l'invio di un proprio ispettore sul luogo dell'incidente.

L'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) - e' scritto in una nota - "ha aperto un'inchiesta di sicurezza sull'incidente che, oggi 24 gennaio, intorno alle 12.15 locali, ha coinvolto l'elicottero AW139 marche EC-KJT, in prossimita' del Laghetto di Campo Felice, in provincia dell'Aquila". L'elicottero, "con sei persone a bordo, stava rientrando dopo aver soccorso una persona infortunata". L'Agenzia - conclude la nota - ha disposto l'invio di un team investigativo nella zona dell'evento, resa decisamente impervia anche dalle condizioni meteorologiche avverse".

Il magistrato titolare dell'inchiesta sullo schianto dell'elicottero del 118, Simonetta Ciccarelli, ha dato ordine di acquisire quanto piu' possibile immagini del relitto e del luogo dell'incidente. Una squadra di tre vigili del Fuoco e' partita a piedi avvicinandosi e cerchera' di far partire un drone munito di telecamera e a farlo avvicinare ai rottami. Ci sono dei dubbi che si possa portare a termine l'operazione con successo a causa delle forti raffiche di vento che imperversano sulla zona, e anche per la nebbia.

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Un elicottero del 118 e' precipitato tra L'Aquila e Campo Felice.  Si trattava di un normale volo di soccorso. Il velivolo non era infatti impegnato ne' per l'emergenza maltempo ne' per quella relativa al terremoto. Non faceva inoltre parte degli elicotteri che in questi giorni sono impegnati sulla valanga che ha travolto l'hotel Rigopiano.

L'elicottero e' caduto a circa un chilometro dalle piste da sci di Campo Felice. Lo riferisce Mauro Cordeschi, direttore degli impianti di Campo Imperatore, che ha raggiunto la zona coi soccorsi. ''I soccorsi sono arrivati, si vede solo una macchia nera - riferisce - ma non e' una bella situazione a vedersi''. L'elicottero del 118 si trova a mezza costa sulla ripida montagna.

L'incidente e' avvenuto in una zona fortemente innevata e montuosa a circa 1600 metri di quota in corrispondenza del km 14 della strada statale 696. Sul posto ci sono autopattuglie della Polizia, dei Carabinieri, numerosi mezzi dell'esercito tra cui anche un "bruco", autoambulanze, mezzi dell'Anas che contribuiscono a tenere la strada pulita. Il luogo si trova a poche centinaia di metri dall'Hotel La Vecchia Miniera.

Il cielo, dove e' caduto l'elicottero del 118 in fase di soccorso per un incidente sulle piste di sci, e' coperto. Il vento e' moderato e la temperatura tra -2 e un grado

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Hotel Rigopiano, inizia un nuovo giorno di ricerche

A cinque giorni dal disastro lo scenario e' cambiato e ora potranno intervenire anche i mezzi meccanici: "Contiamo cosi' di poter avanzare piu' velocemente". E' quanto ha annunciato il vice ministro agli Interni, Filippo Bubbico, incontrando i giornalisti al Centro operativo comunale (Coc) di Penne. Ricordando che "fino ad ora non c'e' stato un momento di sosta nell'attivita' di soccorso", Bubbico ha riferito che "si sta lavorando per estrarre il corpo della vittima individuata ieri". Riguardo alle polemiche sui ritardi e sulla mail inviata dal gestore dell'albergo alla prefettura, Bubbico ha ribadito che "ora si e' concentrati sull'attivita' necessaria per rendere piu' efficaci i soccorsi: tutto cio' che non attiene ai selvataggi - ha concluso - ora non ci riguarda".

 "Sotto il profilo fisico stanno bene e sono potenzialmente dimissibili ma ci stiamo organizzando e stiamo concordando il da farsi con gli psicologi, che stanno arrivando gradualmente a certe comunicazioni con l'obiettivo di far elaborare la situazione". Cosi' il primario della pediatria di PESCARA, Giuliano Lombardi, a proposito di Edoardo Di Carlo, 8 anni, e Samuel Di Michelangelo, 7, i due bimbi scampati alla tragedia dell'hotel Rigopiano e rimasti senza genitori. La madre e il padre del primo, di Loreto Aprutino, Sebastiano Di Carlo e Nadia Acconciamessa, sono due delle sei vittime gia' accertate. I genitori di Samuel, Domenico, 41 anni, il poliziotto di Chieti, e Marina Serraiocco, residenti nelle Marche, a Osimo, sono ancora tra i dispersi. Per le dimissioni dei due piccoli l'ultima parola spetta quindi agli psicologi che decideranno come organizzare la fase post ricovero.

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Un vigile del fuoco che stava operando tra le macerie dell'hotel Rigopiano e' rimasto lievemente ferito in un incidente avvenuto questa mattina. Il pompiere, mentre stava entrando all'interno della struttura per proseguire le ricerche dei dispersi, si e' ferito ad una mano. Il vigile del fuoco e' stato portato via in ambulanza, ma le sue condizioni non sono gravi.

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La macchina dei soccorsi all'hotel Rigopiano non si ferma neanche un attimo. Anche questa notte, con l'ausilio delle fotoelettriche, sono stati tutti al lavoro nella speranza di trovare in vita ancora i dispersi che, al momento, sono 23. Undici, in tutto, le persone sopravvisute, 6 le vittime con il sesto corpo di un uomo recuperato ieri. Si scava ancora con mani e pale e con l'utilizzo di sonde. Non e' possibile, allo stato attuale, intervenire con mezzi meccanici. Per i parenti dei dispersi sono ore di lunghissima ed estenuante attesa.

"Si lavora nei cunicoli, la gente potrebbe ancora resistere e questa e' la nostra speranza", dice Luca Cari, responsabile comunicazione dei vigili del fuoco. "Non ci fermeremo". Le diffcolta' maggiori per le operazioni di ricerca rimangono legate al maltempo e alla viabilita' poiche' il senso unico alternato sulla strada che conduce al resort non agevola le operazioni. Il rischio valanga permane su tutta la struttura anche se ieri e' passato da 4 a 3, comunque un livello elevato. Domani, intanto, nella chiesa di San Nicola Vescovo di Farindola saranno celebrati i funerali di Alessandro Giancaterino, il 43enne capo cameriere vittima della valanga. La camera ardente e' stata allestita nella sala consiliare comunale. Alessandro era il fratello dell'ex sindaco di Farindola, Massimiliano Giancaterino. Sul fronte delle indagini riveste un certo rilievo la mail, acquisita agli atti dalla Procura di Pescara, nella quale alle 15.40 la direzione dell'hotel chiedeva al Comune di Farindola, alla Provincia e alla Prefettura un intervento urgente per riaprire la strada in modo da consentire agli ospiti - terrorizzati dalle scosse di terremoto e dal maltempo e decisi a rimanere all'esterno della struttura - di poter tornare a casa.

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Hotel Rigopiano, si scava per raggiungere altri locali all’interno

"Proseguono le operazioni nell'ambito dell'edificio dell'Hotel Rigopiano per raggiungere ulteriori locali interni, attivita' resa difficile dalla necessita' di realizzare aperture nelle murature portanti per riuscire a passare da un ambiente a quello successivo". Ne da' notizia la Prefettura di Pescara in una nota. "Sono in corso le operazioni per il recupero della sesta vittima, individuata nella giornata di ieri. Completata nel corso della notte la realizzazione di una ulteriore pista tra l'area di raccolta dei soccorritori e il fronte dell'albergo, la quale ora agevola l'attivita' e l'afflusso di ulteriori mezzi meccanici. Questi- spiega la nota- sono attualmente impegnati nella rimozione degli accumuli nevosi in prossimita' dell'edificio particolarmente concentrata nella zona posteriore dell'albergo. Ancora sfavorevoli le previsioni meteo per la giornata e resta alto nella zona delle operazioni l'indice di rischio valanghe fornito dal servizio dei carabinieri forestali specializzato nel rilevamento e monitoraggio valanghe e servizio meteomont, condizioni che tra l'altro ostacolano l'utilizzo degli elicotteri dei vigili del fuoco e dei carabinieri. Questa mattina un vigile del fuoco e' rimasto lievemente infortunato ad una mano durante le operazioni di ricerca e soccorso all'interno dell'edificio ed e' stato trasportato in ospedale per le cure del caso".

L'ultimo sms di Stefano al papa', "c'e' tanta neve"

"Ci sentiamo dopo che andiamo alla spa. E' pieno di neve. Nevica, pero', questa Panda e' uno spettacolo. Siamo saliti senza catene". E' il contenuto di una nota audio inviata su whatsapp da Stefano Feniello, il ragazzo disperso a Rigopiano, al papa' Alessio, il giorno precedente alla tragedia quando Stefano era appena giunto in hotel insieme alla fidanzata Francesca Bronzi, che gli aveva relegato il soggiorno per il suo compleanno. E il padre risponde al messaggio: "Ok, ci sentiamo dopo. State attenti, buon divertimento". E' stato il papa' di Stefano a far ascoltare il messaggio ai cronisti all'esterno dell'ospedale

"Con la luce del telefonino, finche' ha retto la batteria, ho illuminato il braccio di Stefano, vedevo solo il suo braccio. Si lamentava, lo chiamavo ma non rispondeva, poi non l'ho sentito neanche piu' lamentarsi". Lo avrebbe raccontato Francesca Bronzi, superstite della tragedia di Rigopiano, a proposito del fidanzato Stefano Feniello, ancora disperso, stando a quanto riferito dal padre del ragazzo che afferma: "Francesca dice che e' lui perche' ha riconosciuto l'orologio che gli aveva regalato".

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A cinque giorni dal disastro lo scenario e' cambiato e ora potranno intervenire anche i mezzi meccanici: "Contiamo cosi' di poter avanzare piu' velocemente". E' quanto ha annunciato il vice ministro agli Interni, Filippo Bubbico, incontrando i giornalisti al Centro operativo comunale (Coc) di Penne. Ricordando che "fino ad ora non c'e' stato un momento di sosta nell'attivita' di soccorso", Bubbico ha riferito che "si sta lavorando per estrarre il corpo della vittima individuata ieri". Riguardo alle polemiche sui ritardi e sulla mail inviata dal gestore dell'albergo alla prefettura, Bubbico ha ribadito che "ora si e' concentrati sull'attivita' necessaria per rendere piu' efficaci i soccorsi: tutto cio' che non attiene ai selvataggi - ha concluso - ora non ci riguarda".

 "Sotto il profilo fisico stanno bene e sono potenzialmente dimissibili ma ci stiamo organizzando e stiamo concordando il da farsi con gli psicologi, che stanno arrivando gradualmente a certe comunicazioni con l'obiettivo di far elaborare la situazione". Cosi' il primario della pediatria di Pescara, Giuliano Lombardi, a proposito di Edoardo Di Carlo, 8 anni, e Samuel Di Michelangelo, 7, i due bimbi scampati alla tragedia dell'hotel Rigopiano e rimasti senza genitori. La madre e il padre del primo, di Loreto Aprutino, Sebastiano Di Carlo e Nadia Acconciamessa, sono due delle sei vittime gia' accertate. I genitori di Samuel, Domenico, 41 anni, il poliziotto di Chieti, e Marina Serraiocco, residenti nelle Marche, a Osimo, sono ancora tra i dispersi. Per le dimissioni dei due piccoli l'ultima parola spetta quindi agli psicologi che decideranno come organizzare la fase post ricovero.

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Un vigile del fuoco che stava operando tra le macerie dell'hotel Rigopiano e' rimasto lievemente ferito in un incidente avvenuto questa mattina. Il pompiere, mentre stava entrando all'interno della struttura per proseguire le ricerche dei dispersi, si e' ferito ad una mano. Il vigile del fuoco e' stato portato via in ambulanza, ma le sue condizioni non sono gravi.

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La macchina dei soccorsi all'hotel Rigopiano non si ferma neanche un attimo. Anche questa notte, con l'ausilio delle fotoelettriche, sono stati tutti al lavoro nella speranza di trovare in vita ancora i dispersi che, al momento, sono 23. Undici, in tutto, le persone sopravvisute, 6 le vittime con il sesto corpo di un uomo recuperato ieri. Si scava ancora con mani e pale e con l'utilizzo di sonde. Non e' possibile, allo stato attuale, intervenire con mezzi meccanici. Per i parenti dei dispersi sono ore di lunghissima ed estenuante attesa.

"Si lavora nei cunicoli, la gente potrebbe ancora resistere e questa e' la nostra speranza", dice Luca Cari, responsabile comunicazione dei vigili del fuoco. "Non ci fermeremo". Le diffcolta' maggiori per le operazioni di ricerca rimangono legate al maltempo e alla viabilita' poiche' il senso unico alternato sulla strada che conduce al resort non agevola le operazioni. Il rischio valanga permane su tutta la struttura anche se ieri e' passato da 4 a 3, comunque un livello elevato. Domani, intanto, nella chiesa di San Nicola Vescovo di Farindola saranno celebrati i funerali di Alessandro Giancaterino, il 43enne capo cameriere vittima della valanga. La camera ardente e' stata allestita nella sala consiliare comunale. Alessandro era il fratello dell'ex sindaco di Farindola, Massimiliano Giancaterino. Sul fronte delle indagini riveste un certo rilievo la mail, acquisita agli atti dalla Procura di Pescara, nella quale alle 15.40 la direzione dell'hotel chiedeva al Comune di Farindola, alla Provincia e alla Prefettura un intervento urgente per riaprire la strada in modo da consentire agli ospiti - terrorizzati dalle scosse di terremoto e dal maltempo e decisi a rimanere all'esterno della struttura - di poter tornare a casa.

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Hotel Rigopiano, trovata la settima vittima

Sale a sette il bilancio ufficiale della valanga che si e' abbattuta sull'hotel Rigopiano: i vigili del fuoco hanno individuato ed estratto poco fa dalle macerie il corpo di una donna. Il cadavere era in uno stanzino vicino alla zona della cucina e del bar. Si sta invece ancora lavorando per liberare il corpo della sesta vittima, individuata nella giornata di ieri.

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Hotel Rigopiano, i soccorritori non si arrendono

Un ultimo muro da abbattere, prima di alzare bandiera bianca e affidarsi solo ai miracoli. I soccorritori all'hotel Rigopiano non si vogliono arrendere e cercano disperatamente qualcuno ancora in vita sotto il grumo di neve e macerie. Il recupero dei tre cuccioli di pastore abruzzese ha rianimato questi uomini che da tre giorni vedono l'albergo restituisce soltanto cadaveri: quello di una donna lo hanno recuperato nel pomeriggio, era in una stanzetta vicino alla cucina; quello di un uomo, individuato ieri, e' invece ancora incastrato la' sotto. Ormai i morti sono sette. E i dispersi sono ancora 22.

Il muro da abbattere e' quello che separa la cucina dal bar, un muro portante spesso 80 centimetri nel quale i vigili del fuoco stanno cercando di aprire un varco: dopo aver controllato tutta la zona dove prima della valanga c'era la hall, finito di ispezionare il centro benessere la 'zona ricreativa' dove - in due ambienti diversi - sono stati salvati prima Adriana Parete e suo figlio Gianfilippo e poi i tre piccoli Edoardo, Ludovica e Samuel, accertato che quella che erano le stanze prima delle cucine sono ridotte ad un cumulo di detriti, non restano che quei due locali: la cucina e, soprattutto, il bar.

"Dobbiamo entrare li' dentro, e' l'unica zona del corpo centrale dell'hotel, quella dove presumibilmente era la maggior parte delle persone, dove ancora non siamo arrivati. Speriamo che sia integro" dice chi scende dalla montagna. Certo, restano da ispezionare anche le camere, ma la maggior parte sono state travolte dalla violenza della valanga e dunque, se qualcuno era li' dentro, trovarlo ancora in vita e' impresa a cui non credono neanche questi uomini che lavorano senza sosta da cinque giorni. Le immagini d'altronde sono implacabili: il tetto ha schiacciato i piani uno sull'altro e dove c'erano le stanze e' rimasto soltanto un cumulo di macerie e pezzi di pilastri sventrati. Il bar, dunque. Se li' dentro e' rimasta una sacca d'ossigeno, la possibilita' che ci sia qualcuno in vita teoricamente c'e'. Lo ripetono gli esperti e lo dicono i soccorritori, che per questo stanno facendo di tutto per accelerare le operazioni di ricerca nonostante continui a nevicare e la nebbia impedisca agli elicotteri di volare.

Nell'area dell'hotel lavorano decine di uomini del soccorso alpino e della Guardia di Finanza, che continuano a scandagliare i metri di neve che ancora sovrastano il Rigopiano, mentre 70 vigili del fuoco, dei 150 che a rotazione operano in zona rossa, sono impegnati 24 ore al giorno nelle ricerche all'interno della struttura. Nel corso della giornata si e' inoltre riusciti a liberare l'ultimo pezzo di strada fino all'hotel e dunque gia' da stamattina si sta operando con i mezzi pesanti.

"Dobbiamo rimuovere gli strati di neve sopra la struttura - ha spiegato il viceministro dell'Interno Filippo Bubbico - ma si continua a lavorare in condizioni complicate e pericolose". Intanto, con le ricerche dei vivi ancora in corso, iniziano le cerimonie in ricordo dei morti. Una maglia dell'Inter sulla bara del maitre dell'hotel, Alessandro Giancaterino e i ragazzi della Croce Rossa per Gabriele D'Angelo: decine di persone hanno fatto un passaggio alla camera ardente allestita a Farindola e Penne per i due dipendenti dell'albergo. E domani ci saranno i funerali. Chi e' sopravvissuto, invece, torna a casa: dall'ospedale di Pescara sono stati dimessi sia la famiglia Parete - l'unica che, comunque vada, da quest'immensa tragedia e' sopravvissuta davvero - e i due fidanzati di Giulianova Vincenzo Forti e Giorgia Galassi. Edoardo e Samuel, i due bimbi uniti dallo stesso infame destino, restano ancora li'. Ma non sono malati ne' hanno ferite, almeno sul corpo. La loro permanenza nel reparto di pediatria, dicono i medici, "e' dovuta solo a una continuita' di protezione psicologica".

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Hotel Rigopiano, i soccorritori non si fermano e scavano ancora

La frase che si sente di continuo è "c'e' ancora speranza". Non si vogliono arrendere i soccorritori al lavoro all'hotel Rigopiano. Gli ultimi quattro sopravvissuti, Francesca Bronzi, Giorgia Galassi, Vincenzo Forti e Giampaolo Matrone, sono stati estratti a notte fonda: ora sono 11 in totale gli scampati alla valanga. Poi l'hotel Rigopiano ha restituito solo morti: all'alba i vigili del fuoco hanno tirato fuori il corpo di una donna e un paio d'ore dopo ne hanno recuperata un'altra. Una e' Nadia Acconciamessa, la madre del piccolo Edoardo. L'altra, identificata in serata, e' Barbara Nobilio, 51 anni, di Loreto Apritino, in vacanza con il marito, che risulta ancora disperso. Erano anche loro al piano terra, in alcune stanze a meno di una decina di metri da dove sono stati salvati Edoardo, Ludovica e Samuel. Il tempo di caricare i loro corpi sull'elicottero e dall'ammasso di macerie e neve e' uscito il corpo di un uomo: Sebastiano Di Carlo, 49 anni, il papa' di Edoardo, orfano dunque di entrambi i genitori.

Ora sono cinque le vittime accertate, ma tutti sanno che e' un numero parecchio a ribasso, considerando che mancano all'appello ancora 23 persone, quelle che il burocratese chiama "dispersi segnalati", vale a dire coloro che erano nella lista ufficiale degli ospiti, i dipendenti e persone che non soggiornavano in hotel ma la cui presenza e' stata segnalata da amici o parenti. "Continuiamo a lavorare con grande determinazione, grande forza, grande professionalita' e con ogni mezzo per trovare le persone che sono li' sotto", ha detto anche oggi il viceministro dell'Interno Filippo Bubbico, sottolineando che tutti i soccorritori "continuano a coltivare la speranza, cosi' come abbiamo fatto quando c'era chi pensava che non ci fosse nessuna speranza. Ieri, pur in assenza di segnali, sono state trovate persone. E il fatto che non ci siano rumori non significa alcunche', perche' le squadre di soccorso hanno raccontato di aver rotto delle murature che impedivano l'accesso. La cosa fondamentale e' continuare a scavare". In realta' qualche rumore i Vigili del Fuoco e gli uomini del Soccorso Alpino e della Guardia di Finanza lo hanno sentito.

"Abbiamo altri segnali da sotto la neve e le macerie - ha spiegato il funzionario dei pompieri Alberto Maiolo - e stiamo verificando. Potrebbero essere persone vive ma, anche, le strutture dell'albergo che si muovono sotto il peso della neve". E purtroppo, dicono molti di quelli che scendono dalla montagna, l'ipotesi piu' probabile e' proprio questa. Senza contare che in tutta la zona in cui una volta c'era il Rigopiano bisogna "muoversi con molta cautela, perche' lo stato dei luoghi e' pericoloso anche per noi". Tradotto significa che i soccorritori, lassu' a 1.200 metri d'altezza, stanno lavorando in condizioni estreme: da ieri la neve si alterna alla pioggia, rendendo ancora piu' pesante quell'enorme blob di neve, detriti e alberi sradicati che ha sommerso l'hotel. Il rischio valanghe e' salito a 4 su una scala di cinque, 'rischio forte', e non e' affatto escluso che l'intera slavina possa rimettersi in movimento. Per questo, chiunque arrivi lassu' per lavorare deve indossare l'Arva - lo strumento che consente di essere localizzati sotto le valanghe - e deve registrarsi prima di entrare nell'area di ricerca. In caso di problemi, almeno si sa chi e' dentro e chi e' fuori. "Procediamo a zone, non andiamo avanti a caso - spiegano gli uomini del soccorso alpino - Ma non sempre e' semplice capire dove erano le cose e le persone, perche' c'e' stata una rotazione dell'intera struttura". Non e' facile, gia'. Ma nessuno molla, perche' fin quando non si avra' la certezza assoluta che non ci sia piu' niente da fare, ognuno di quelli che imbocca la strada che porta all'hotel spera piu' di ogni altra cosa di sentirle ancora, quelle voci.

 

Proseguono le indagini

Proseguono le indagini della procura di Pescara sulla tragedia di Rigopiano. E' stato accertato che la turbina finita nel mirino degli investigatori era rotta dal 6 gennaio scorso. Il mezzo in realta' e' un Unimog. I pm titolari dell'inchiesta, il procuratore aggiunto Cristina Tedeschini e il sostituto Andrea Papalia, scortati dai carabinieri che si occupano delle indagini, hanno fatto un sopralluogo tecnico sul posto della tragedia. Sono state fatte foto e filmati. Al vaglio della procura anche se lo sfruttamento boschivo della zona possa aver inciso sulla potenza della valanga. I carabinieri forestale hanno ascoltato quattro persone in qualita' di persone informate sui fatti. In particolare, l'audizione ha riguardato il Piano neve della Provincia di Pescara, che ieri e' stato acquisito dai carabinieri forestale. Acquisiti ieri anche i bollettini Meteomont - servizio nazionale di prevenzione neve e valanghe - trasmessi alla prefettura che indicava livello 4 su una scala di 5 nella zona del Gran Sasso. Al momento non ci sono indagati e le ipotesi di reato sono omicidio plurimo colposo e disastro colposo.

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Hotel Rigopiano, individuata la sesta vittima

Scende la notte a Rigopiano dopo una giornata di lavoro durante la quale i soccorritori hanno trovato la sesta vittima all'interno dell'hotel, un uomo ancora da identificare, mentre le autorita' hanno aggiornato il numero dei dispersi: c'e' anche un giovane senegalese che lavorava nel resort. Considerato il corpo ritrovato, le persone da individuare restano 23 e le speranze di rivederle vive si assottigliano, anche se gli uomini impegnati nelle ricerche non demordono.

"Chi lavora in quelle condizioni - ha sottolineato il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio - lavora come se ci fossero da recuperare persone vive. La speranza c'e' sempre, perche' quegli eventi possono aver dato luogo a situazioni molto particolari". Le operazioni sono proseguite incessanti nonostante la nebbia e la pioggia che indurisce la neve. Due i fronti dell'enorme valanga - che ha sprigionato una forza pari a quattromila tir a pieno carico che piombano tutti insieme su un edificio - sui quali si sta lavorando: da un lato i vigili del fuoco avanzano dentro l'albergo sul percorso che ha permesso di trovare nove superstiti, con la difficolta' di aprire varchi attraverso muri molto spessi e cercare di raggiungere le altre stanze dell'hotel; intanto si lavora sul muro di neve all'esterno per aprire altri varchi sul lato opposto della struttura, nel tentativo di raggiungere e ispezionare piu' rapidamente i locali travolti dalla valanga.

"Stiamo lavorando - ha spiegato Paolo Molinari, del Dipartimento della Protezione Civile - per realizzare delle trincee e consentire cosi' di intervenire anche dai lati della valanga. Per garantire la sicurezza dei soccorritori, inoltre, sono stati piazzati strumenti per monitorare l'eventuale attivazione di nuove valanghe sul versante sovrastante l'hotel. Si tratta di un radar di origine svizzera collegato a due sirene: una simulazione al computer ha calcolato dislivello, pendenza e tipo di neve elaborando un modello secondo il quale il sistema darebbe un preavviso di 50-55 secondi prima della valanga.

Le previsioni, inoltre, continuano ad essere pessime: domani e dopodomani e' prevista ancora pioggia e, ai 1.200 metri dell'hotel, neve. Una situazione che potrebbe aggravare una situazione gia' molto compromessa. La notizia della sesta vittima accertata e' arrivata nel pomeriggio: si tratta di un uomo, il cui cadavere e' stato individuato nella stessa zona dove si trovavano altri corpi. 

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I vigili del fuoco hanno individuato all'interno della struttura il corpo senza vita di una persona di sesso maschile. Sono in corso le operazioni di recupero. Lo ha reso noto la prefettura di Pescara.

Una amica del lavorante senegalese Faye Dame, originaria del Camerun, e' stata ascoltata oggi dagli inquirenti per poter rintracciare i parenti dell'uomo. Il senegalese immigrato in Italia aveva solo un fratello, ma al momento si trova in Senegal.

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"Noi siamo abruzzesi, ci pieghiamo solo per raccogliere la genziana, ci crediamo. Il pericolo valanghe è reale, la prima cosa è mettere gli operatori in condizioni di lavorare in sicurezza. Se uno ha avuto la fortuna di ripararsi in un contesto con bolle d'aria e sacca può salvarsi". Lo ha detto parlando con i cronisti Emanuele Cherubini, dirigente medico dell'elisoccorso dell'ospedale di Pescara. "Noi scaviamo fino a quando non troviamo tutti", aggiunge deciso.

 

"Risulta immodificata" la situazione sanitaria dei nove sopravvissuti alla valanga sull'hotel Rigopiano ricoverati all'ospedale di Pescara. È quanto si legge nel bollettino medico del nosocomio delle ore 16. "I quattro bambini - spiega l'ospedale - sono stati trasferiti peresso il reparto di Pediatria; quattro degli adulti nel corso del pomeriggio, eccetto il paziente operato, saranno trasferiti nei reparti di degenza". "Le condizioni del paziente operato ieri sono stazionarie. Il decorso post-operatorio regolare. Nei prossimi giorni potrà essere valutata la funzionalità dell'arto. Da lunedì, eccetto che per il paziente operato, verranno valutate le possibilità di dimissioni".

Domani, in tarda mattinata, i bambini estratti vivi dall'Hotel Rigopiano potrebbero essere dimessi dall'ospedale civile di Pescara. Lo riferisce l'ultimo bollettino medico diffuso dal nosocomio abruzzese. Anche gli adulti, tranne uno che è stato operato, potrebbero essere dimessi.

Vincenzo Forti, uno dei superstiti estratti vivi dall'hotel Rigopiano, è rimasto assieme alla fidanzata "hanno pregato, questo già è tanto". Lo ha detto Luigi Valiante, amico di Vicenzo, dopo aver visitato il giovane all'ospedale civile di Pescara. Forti è ricoverato e accanto a lui si trova la sua ragazza, Giorgia Galassi.  Forti stava "In un metro quadro, al freddo, senza luce". Lo ha riferito Luigi Valiante, amico di Vicenzo, dopo aver visitato il giovane all'ospedale civile di Pescara. Forti è ricoverato con la fidanzata Giorgia Galassi. Tra le macerie dell'hotel, sotto la neve, c'erano "lui, la ragazza (Giorgia) e l'altra ragazza, e un altro ragazzo che stava poco lontano", ha spiegato Valiante.

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La frase che si sente di continuo è "c'e' ancora speranza". Non si vogliono arrendere i soccorritori al lavoro all'hotel Rigopiano. Gli ultimi quattro sopravvissuti, Francesca Bronzi, Giorgia Galassi, Vincenzo Forti e Giampaolo Matrone, sono stati estratti a notte fonda: ora sono 11 in totale gli scampati alla valanga. Poi l'hotel Rigopiano ha restituito solo morti: all'alba i vigili del fuoco hanno tirato fuori il corpo di una donna e un paio d'ore dopo ne hanno recuperata un'altra. Una e' Nadia Acconciamessa, la madre del piccolo Edoardo. L'altra, identificata in serata, e' Barbara Nobilio, 51 anni, di Loreto Apritino, in vacanza con il marito, che risulta ancora disperso. Erano anche loro al piano terra, in alcune stanze a meno di una decina di metri da dove sono stati salvati Edoardo, Ludovica e Samuel. Il tempo di caricare i loro corpi sull'elicottero e dall'ammasso di macerie e neve e' uscito il corpo di un uomo: Sebastiano Di Carlo, 49 anni, il papa' di Edoardo, orfano dunque di entrambi i genitori.

Ora sono cinque le vittime accertate, ma tutti sanno che e' un numero parecchio a ribasso, considerando che mancano all'appello ancora 23 persone, quelle che il burocratese chiama "dispersi segnalati", vale a dire coloro che erano nella lista ufficiale degli ospiti, i dipendenti e persone che non soggiornavano in hotel ma la cui presenza e' stata segnalata da amici o parenti. "Continuiamo a lavorare con grande determinazione, grande forza, grande professionalita' e con ogni mezzo per trovare le persone che sono li' sotto", ha detto anche oggi il viceministro dell'Interno Filippo Bubbico, sottolineando che tutti i soccorritori "continuano a coltivare la speranza, cosi' come abbiamo fatto quando c'era chi pensava che non ci fosse nessuna speranza. Ieri, pur in assenza di segnali, sono state trovate persone. E il fatto che non ci siano rumori non significa alcunche', perche' le squadre di soccorso hanno raccontato di aver rotto delle murature che impedivano l'accesso. La cosa fondamentale e' continuare a scavare". In realta' qualche rumore i Vigili del Fuoco e gli uomini del Soccorso Alpino e della Guardia di Finanza lo hanno sentito.

"Abbiamo altri segnali da sotto la neve e le macerie - ha spiegato il funzionario dei pompieri Alberto Maiolo - e stiamo verificando. Potrebbero essere persone vive ma, anche, le strutture dell'albergo che si muovono sotto il peso della neve". E purtroppo, dicono molti di quelli che scendono dalla montagna, l'ipotesi piu' probabile e' proprio questa. Senza contare che in tutta la zona in cui una volta c'era il Rigopiano bisogna "muoversi con molta cautela, perche' lo stato dei luoghi e' pericoloso anche per noi". Tradotto significa che i soccorritori, lassu' a 1.200 metri d'altezza, stanno lavorando in condizioni estreme: da ieri la neve si alterna alla pioggia, rendendo ancora piu' pesante quell'enorme blob di neve, detriti e alberi sradicati che ha sommerso l'hotel. Il rischio valanghe e' salito a 4 su una scala di cinque, 'rischio forte', e non e' affatto escluso che l'intera slavina possa rimettersi in movimento. Per questo, chiunque arrivi lassu' per lavorare deve indossare l'Arva - lo strumento che consente di essere localizzati sotto le valanghe - e deve registrarsi prima di entrare nell'area di ricerca. In caso di problemi, almeno si sa chi e' dentro e chi e' fuori. "Procediamo a zone, non andiamo avanti a caso - spiegano gli uomini del soccorso alpino - Ma non sempre e' semplice capire dove erano le cose e le persone, perche' c'e' stata una rotazione dell'intera struttura". Non e' facile, gia'. Ma nessuno molla, perche' fin quando non si avra' la certezza assoluta che non ci sia piu' niente da fare, ognuno di quelli che imbocca la strada che porta all'hotel spera piu' di ogni altra cosa di sentirle ancora, quelle voci.

 

Il racconto di Alessio Feniello, il padre di Stefano

 "Nessuna" notizia, "ci dicono che dobbiamo aspettare. Avevamo guardato troppo avanti con la speranza ma eravamo stati indotti a farlo, dopo quello che ci avevano detto ieri sera (venerdi', ndr)". E' la testimonianza di Alessio Feniello, padre di Stefano, uno dei dispersi sotto la slavina che ha travolto l'hotel Rigopiano, raccolta dal Corriere della Sera. "Sono venuti il presidente della Regione, il questore e il prefetto di Pescara a dirci una cosa precisa. Il prefetto ci ha detto: tutto quello che vedete sui media e quello che sentite dire non conta niente, vale solo quello che vi dico io. E ci ha detto che i lavori, li' sulla valanga, andavano avanti, che avevano individuato cinque persone vive delle quali lui aveva i nomi. Fra quelle persone mio figlio era il secondo della lista. La sua fidanzata Francesca era al terzo posto". Francesca e' stata recuperata viva mentre del figlio non si sa ancora nulla. "Mi hanno dato la speranza e poi me l'hanno tolta. Io ho contato i minuti da ieri sera, ho guardato dentro ogni ambulanza che arrivava qui. Ho immaginato di abbracciare Stefano a ogni sportellone che si apriva. Prima che mi dicessero del suo nome in quella lista di sopravvissuti, io ero gia' morto al solo pensiero di sapere Stefano da qualche parte lassu'. Mi hanno fatto rinascere e adesso e' come se fossi morto di nuovo". Poi "sono venuti a giustificarsi per l'errore, mi hanno spiegato, mi hanno detto che dobbiamo attendere e che in realta' non hanno nessuna notizia certa su Stefano".

 

Proseguono le indagini

Proseguono le indagini della procura di Pescara sulla tragedia di Rigopiano. E' stato accertato che la turbina finita nel mirino degli investigatori era rotta dal 6 gennaio scorso. Il mezzo in realta' e' un Unimog. I pm titolari dell'inchiesta, il procuratore aggiunto Cristina Tedeschini e il sostituto Andrea Papalia, scortati dai carabinieri che si occupano delle indagini, hanno fatto un sopralluogo tecnico sul posto della tragedia. Sono state fatte foto e filmati. Al vaglio della procura anche se lo sfruttamento boschivo della zona possa aver inciso sulla potenza della valanga. I carabinieri forestale hanno ascoltato quattro persone in qualita' di persone informate sui fatti. In particolare, l'audizione ha riguardato il Piano neve della Provincia di Pescara, che ieri e' stato acquisito dai carabinieri forestale. Acquisiti ieri anche i bollettini Meteomont - servizio nazionale di prevenzione neve e valanghe - trasmessi alla prefettura che indicava livello 4 su una scala di 5 nella zona del Gran Sasso. Al momento non ci sono indagati e le ipotesi di reato sono omicidio plurimo colposo e disastro colposo.

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Hotel Rigopiano, i soccorritori salvano altre persone

I soccorritori: andremo avanti sempre, finché non li troviamo tutti

"Andremo avanti sempre, finche' non li troviamo tutti. Potrebbero ancora esserci delle persone in vita la' sotto. Ma in vita o non in vita, non importa, non possiamo dare nulla per scontato. Ci sono delle famiglie che aspettano". Lo ha detto un operatore del Soccorso alpino nazionale, Luca Giai Arcota, appena tornato a Penne (PESCARA) da un turno di ricerche sotto le macerie dell'hotel Rigopiano. "Oggi abbiamo fatto un lavoro mostruoso, eccezionale - ha detto -. Siamo in 90 solo noi del Soccorso alpino, oltre a una quarantina di vigili del fuoco e una decina di finanzieri almeno"

Il primo bilancio delle operazioni di soccorso

Undici sopravvissuti, cinque corpi senza vita recuperati e tra i 19 e i 20 dispersi: e' questo il bilancio attuale della tragedia dell'hotel Rigopiano. Ai due sopravvissuti recuperati all'alba di giovedi' - il cuoco Giampiero Parente e il 'tuttofare' dell'hotel Fabio Salzetta - si aggiungono la moglie di Parete, Adriana, e il figlio Gianfilippo, salvati nella mattinata di ieri, e i tre bimbi recuperati nel pomeriggio: l'altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel di Michelangelo. Nella notte sono poi state estratte vive altre quattro persone, due uomini - Giampaolo Matrone (lievemente ferito) e Vincenzo Forti - e due donne, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi. "Abbiamo altri segnali da sotto la neve e le macerie - ha detto questa mattina il funzionario dei vigili del fuoco Alberto Maiolo - stiamo verificando. Potrebbero essere persone vive, ma anche le strutture dell'albergo che si muovono sotto il peso della neve".

A tre giorni dal crollo dell'hotel Rigopiano di Farindola i soccorritori continuano senza sosta a rimuovere la neve a mano, armati delle sole pale: e' quanto riferisce Alessandro Massa del soccorso alpino speleologico di Ivrea che ha appena raggiunto il centro operativo comunale (Coc) di Penne dalle rovine dell'hotel. "Continuiamo a fare una bonifica dei vari settori spostando neve e macerie a mano per entrare nella struttura. La difficolta' maggiore - spiega il soccorritore - e' nello spostare tutta quella neve con la pale: siamo come tante piccole formiche che portano via la neve e le macerie". Rispondendo a chi gli chiedeva se col passare delle ore non venga meno la speranza e anche l'entusiasmo Massa nega decisamente: "Il morale e' sempre alto, noi dobbiamo portare a casa la gente che sta la' sotto"

Al centro di coordinamento dei soccorsi di Penne, si trova a 10 km dall'Hotel Rigopiano, la nebbia si sta facendo più fitta e bassa, mentre la pioggia alterna momenti di diversa intensità. Questo rende più difficile i soccorsi, i quali però continuano. Già dalla tarda mattinata gli elicotteri del soccorso non si alzano più, probabilmente proprio per le condizioni avverse.

Identificata la terza vittima della tragedia

Identificata la terza vittima della tragedia di Rigopiano. Si tratta di Nadia Acconciamessa, mamma del piccolo Edoardo Di Carlo, ricoverato in ospedale, e moglie di Sebastiano Di Carlo, ancora disperso. Lo ha confermato il direttore sanitario dell'ospedale di Pescara, Rossano Di Luzio, durante il bollettino sanitario. In corso il riconoscimento delle altre due salme arrivate oggi in ospedale.

Curcio: bisogna lavorare come se fosse il primo giorno

"Fin quando sono in atto le operazioni di soccorso si lavora sempre con speranza". Lo dice dalla Direzione di Comando e Controllo (Di.Coma.C.) di Rieti il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, nel fare il punto aggiornato sulla situazione delle operazioni di salvataggio dei 23 dispersi all'hotel Rigopiano di Farindola ai microfoni di Raines 24. "Bisogna lavorare come se fosse il primo giorno", ha aggiunto Curcio, che ha confermato i numeri dati nel precedente punto stampa: 11 persone tratte in salvo, 9 delle quali dall'interno della struttura, e 5 vittime accertate fino ad ora.

I sopravvissuti

 Conclusa l'operazione chirurgica su Giampaolo Matrone, uno dei sopravvissuti alla valanga di Rigopiano di Farindola. L'operazione al giovane 34enne, residente in provincia di Roma, e' durata poco piu' di un'ora e ora il giovane e' stato ora trasferito nell'Unita' Operativa di Rianimazione del "Santo Spirito". Le sue condizioni, come hanno riferito i medici, sono discrete.

Mano nella mano con la moglie, Valentina Cicioni, fino a quando i vigili del fuoco lo hanno salvato. Lo ha raccontato ai suoi soccorritori Giampaolo Matrone l'ultimo dei superstiti arrivato poco dopo le 8 all'ospedale di Pescara. "Le stringevo la mano e le parlavo per tenerla sveglia perche' volevo che rimanesse sempre vigile. La chiamavo, poi a un certo punto non l'ho sentita piu' e ho capito che mi stava lasciando". Vicino a lui, Matrone ha raccontato di un'altra donna che non dava segnali di vita.

"I bambini stanno fisicamente bene, hanno superato quella leggera ipotermia, ma psicologicamente sono provati". Cosi' il primario della Rianimazione di Pescara, Tullio Spina, a proposito di Samuel Di Michelangelo, 7 anni, ed Edoardo Di Carlo, 8, i due bimbi superstiti dell'hotel Rigopiano. Spina sottolinea inoltre che la famiglia Parete e' stata riunita ed e' tutta in un'unica stanza.

Parla Francesca

"Francesca chiede di Stefano". Lo dice il padre di Stefano Feniello, giovane disperso all'hotel Rigopiano, che racconta di aver parlato con i parenti di Francesca Bronzi, fidanzata del ragazzo, ora ricoverata in ospedale in buone condizioni di salute. "Se chiede di mio figlio - dice visibilmente provato il padre del giovane - immagino che non sappia cosa sia accaduto a Stefano". I due erano a Rigopiano per festeggiare il compleanno del giovane; per l'occasione la fidanzata gli aveva regalato il soggiorno in hotel.

Ero al buio, in uno spazio piccolissimo, senza acqua e senza cibo. Molte persone erano nella sala garden, alcuni, tra cui me e Stefano, nella sala camino e i bambini nella sala biliardo". Cosi' Francesca Bronzi, una delle superstiti dell'hotel Rigopiano, avrebbe descritto ai familiari le terribili ore trascorse dopo la valanga, fino all'arrivo dei soccorritori.

 I migranti aiutano i soccorritori

Ci sono anche 10 migranti africani rifugiati o richiedenti asilo, volontari della Croce Rossa Italiana (Cri), alla base operativa dei soccorsi di Penne, in provincia di Pescara. Il gruppo di giovani ghanesi, maliani, nigeriani, proveniente da Settimo Torinese, dove sorge un grande centro della Cri che li ha formati, ha chiesto di essere impiegato nelle zone dell'Abruzzo colpite da terremoto e maltempo. Almeno due di loro saranno destinati al campo avanzato dei soccorritori dell'hotel Rigopiano, con compiti logistici. "Vogliamo dare una mano alle persone vittime del terremoto", ha detto Barry Misbaou, 24 anni, della Guinea Conakry. Secondo Ignazio Schintu, responsabile nazionale logistica di Croce Rossa, la formazione e l'impiego come volontari di questi giovani migranti "e' un esempio di buone pratiche"

Sopralluogo dei Pm

Il procuratore aggiunto di Pescara Cristina Tedeschini e il sostituto Andrea Papalia stanno raggiungendo l'hotel Rigopiano, accompagnati dai carabinieri forestali, per un sopralluogo. I magistrati hanno aperto un'inchiesta, al momento senza indagati, per i reati di omicidio plurimo colposo e disastro colposo. Ieri erano stati sequestrati alcuni documenti in Provincia e in Prefettura: tra questi il Piano neve dell'ente e i bollettini meteo degli ultimi giorni. Nella stessa giornata era emerso che una turbina della Provincia era fuori uso. Sempre ieri, i magistrati avevano ascoltato diverse persone in qualita' di testimoni.

  Il ristoratore Quintino Marcella che mercoledi' pomeriggio, per primo, diede l'allarme per la slavina di Rigopiano, e' stato sentito dagli agenti della Questura di Pescara. La deposizione e' avvenuta ieri mattina ed e' durata circa due ore. "Non ho fatto altro che raccontare quanto gia' noto. Hanno preso anche i dati identificativi del mio telefonino dai quali si potra' vedere a che ora e a chi ho fatto le telefonate per chiedere aiuto".

I nomi dei sopravvissuti

Al momento sono 4 i bambini e 5 gli adulti ricoverati presso l'ospedale di Pescara, dopo essere stati salvati dai resti dell'hotel Rigopiano, travolto dalla slavina. "I quattro bambini - riferisce l'ospedale nel bollettino - sono Gianfilippo e Ludovica Parete, Edoardo Di Carlo, Samuel Di Michelangelo. I cinque adulti sono: Adriana Vranceanu, Francesca Bronzi, Vincenzo Forti, Giorgia Galassi, Giampaolo Matrone". Le condizioni cliniche dei ricoverati sono buone, "solo un paziente è attualmente in sala operatoria per un intervento all'arto superiore destro". "La Prefettura ha già informato i familiari dell'identità di tre vittime. Ai familiari va il nostro senso di familiarità e vicinanza", dicono i sanitari dell'ospedale di Pescara. Definite "buone" dal direttore sanitario dell'ospedale di Pescara, Rossano Di Luzio, le condizioni dei superstiti dell'hotel Rigopiano. Solo uno e' in sala operatoria per un intervento chirurgico al braccio destro. Oltre alle cinque persone arrivate in ospedale ieri, stamani ne sono state ricoverate altre quattro

 

Le persone salvate

Sono quattro, due uomini e due donne, le persone estratte vive nella notte dalle macerie dell'hotel Rigopiano, in provincia di Pescara, travolto mercoledì scorso da una slavina, e altre due donne sono state estratte ormai senza vita. Il lavoro degli uomini del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è continuato tutta la notte incessantemente: 40 tecnici del CNSAS, a fianco di SAGF (Soccorso Alpino GFD), Vigili del Fuoco e militari sono impegnati nei soccorsi. Durante la notte sono arrivati da numerose regioni italiane rinforzi e squadre del CNSAS, per avvicendare gli uomini del Soccorso Alpino presenti sul posto. I nuovi arrivi hanno coinvolto squadre provenienti da: Piemonte, Veneto, Toscana, Lombardia, Emilia Romagna, Molise, Campania, Umbria e Lazio. Sul posto anche tecnici speleologi del CNSAS, che hanno operato nel recente terremoto del Centro Italia e specializzati negli interventi su macerie.

Il meteo 

Le condizioni meteo stamattina sono peggiorate nella zona di Farindola, sul Gran Sasso pescarese, e questo rende piu' difficili le operazioni di soccorso sotto le macerie dell'hotel Rigopiano. "Oggi lassu' ha iniziato a nevicare e questo ostacola gli operatori - ha detto il portavoce del Soccorso alpino nazionale Walter Milan, nel centro operativo di Penne -. Noi siamo presenti con 60 uomini, 10 in piu' di ieri". Ieri prima delle notizie del ritrovamento di dispersi vivi Milan aveva ipotizzato che in queste condizioni climatiche eventuali sopravvissuti potessero resistere anche due-tre giorni - la valanga e' caduta mercoledi' pomeriggio -, "se avessero trovato una 'sacca d'aria in cui stare'", "ma e' difficile", aveva precisato

 

La tecnologia per catturare i segnali dei cellulari

Nella corsa contro il tempo per salvare le persone intrappolate dalla slavina nell'albergo Rigopiano a Farindola giocano un ruolo-chiave anche le sofisticate tecnologie in uso alla Polizia Scientifica per la localizzazione dei dispersi attraverso i loro cellulari. Analoghe sofisticate apparecchiature vengono utilizzate dalla Guardia di Finanza.

Ieri sera, intorno alle 22, il gatto delle nevi e' riuscito a portare sul posto le strumentazioni elettroniche che vengono abitualmente utilizzate dalla Polizia per la geolocalizzazione dei cellulari e che sono state posizionate nella mansarda dell'albergo per catturare i segnali provenienti da una lista di undici cellulari forniti dalla squadra mobile di Pescara e appartenenti ai dispersi. Le strumentazioni, nonostante il buio, il freddo e la neve, hanno consentito di individuare il punto preciso in cui scavare, dando una traccia preziosa ai soccorsi. E' stata cosi' tratta in salvo una persona ferita e sono stati recuperati tre cadaveri.

Anche le Fiamme Gialle presenti sul posto stanno utilizzando sistemi che consentono di localizzare i telefoni cellulari per indirizzare le ricerche verso aree circoscritte. In particolare sono stati rilevati segnali di due utenze intestate ad ospiti della struttura provenienti dallo stesso punto in cui sono stati individuati alcuni superstiti. Il sistema in uso alla Gdf prevede che, una volta acquisite le utenze in uso ai dispersi, venga avviato il monitoraggio: la localizzazione di precisione consente di individuare il target nel raggio di un metro

 

L'ospedale

"La nostra struttura ospedaliera rimane in allerta per accettare eventuali altri pazienti, ma al momento non abbiamo nessuna comunicazione di nuovi arrivi". Lo ha detto Rossano Di Luzio della direzione sanitaria di Pescara durante un punto stampa.Il prossimo bollettino sanitario è previsto alle 17.30 di oggi.

Il vice ministro dell'Interno, Filippo Bubbico, ha lasciato l'ospedale Civile di Pescara dopo aver incontrato i superstiti della tragedia di Rigopiano. Bubbico, accompagnato dal prefetto di Pescara, Francesco Provolo, ha parlato con i sanitari e con i familiari dei ricoverati. L'esponente del governo si sta trasferendo a Penne per seguire la macchina dei soccorsi

Il conto delle vittime della tragedia

E' stato estratto il corpo di un uomo senza vita dall'hotel Rigopiano. Il bilancio ufficiale sale così a 5 morti, di cui tre estratti tra la notte e la mattinata di oggi.

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