Primo Piano

Delrio: il Ponte Flaiano migliorera’ Pescara

"E' un'opera utile e utili per noi sono quelle opere che migliorano la vita dei cittadini". Lo ha detto a Pescara il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio intervenendo stamani all'inaugurazione del Ponte Flaiano. La cerimonia della scopertura della targa di intitolazione dell'opera che riporta l'aforisma "Con i piedi fortemente poggiati sulle nuovole" e' stata aperta dai bambini pescaresi che hanno cantato l'inno nazionale. Hanno partecipato il presidente di Anas Gianni Armani, il governatore abruzzese Luciano D'Alfonso, il sindaco del capoluogo adriatico, Marco Alessandrini, il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, diversi sindaci abruzzesi, alcuni assessori regionali e gli assessori e i consiglieri comunali di Pescara. Stasera, a partire dalle 20,30 e' prevista la presentazione ufficiale dell'opera, il taglio del nastro e il concerto dei Sud Sound System. Il Ponte collega le sponde nord e sud del fiume Pescara, unendo il centro cittadino con PescaraPortanuova, assicurando l'accesso al raccordo autostradale, conosciuto come asse attrezzato. La struttura e' dotata di impianto fotovoltaico che alimenta l'impianto di illuminazione. L'Anas si occupera' della gestione e della manutenzione. Il Ponte sara' aperto al traffico domani alle 15, mentre oggi sara' visitabile a piedi e in bici.

"Puo' essere utile una pista ciclabile - ha aggiunto il ministro Delrio - puo' essere utile una grande autostrada e puo' essere utile un nuovo ponte, che fa respirare meglio il traffico della citta'. Pescaranon ha fatto solo un'opera funzionale ma anche un'opera bella. Da sindaco ho inaugurato i Ponti di Calatrava nella mia citta , ma devo dire che quest'opera e' bellissima. Non ci sono stati infortuni sul lavoro durante la realizzazione ed e' stato fatto un lavoro bello e sicuro". "L'Anas - ha detto Gianni Armani - ha contribuito con finanziamenti e competenza, perche' crediamo molto che un investimento sulle infrastrutture debba essere concentrato sulle aree metropolitane. Rendere piu' fruibile l'asse attrezzato passa anche per infrastrutture come questa".

"Sono 40 anni - ha sottolineato Luciano D'Alfonso - che la comunita' attendeva questa infrastrutturazione. Questo risultato non e' frutto di improvvisazione, ci sono voluti 10 anni, abbiamo cominciato nel 2007 concependo l'idea del progetto. Le grandi opere hanno bisogno di atteggiamento collaborativo che non produca odio". "Si tratta - ha sostenuto il sindaco Alessandrini - di un capolavoro di fantasia e talento dell'uomo, un capolavoro di ingegneria e architettura, che semplifica la vita delle persone perche' alleggerisce la viabilita' del centro. Ci piace intitolare l'opera ad un pescarese come Flaiano, protagonista del mondo culturale. A livello simbolico i ponti legano, gettano aperture, diminuiscono le distanze. Abbiamo molto bisogno di pontieri e meno di chi alza muri"

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Export Abruzzo in frenata, a causa dell’autotrasporto

Frenata dell'export abruzzese, per effetto soprattutto delle minori vendite dell'autotrasporto: lo evidenzia un'analisi Cna sui primi tre mesi del 2017. Tra gennaio e marzo, secondo l'analisi dell'economista Aldo Ronci per la Cna Abruzzo, il totale delle esportazioni regionali - che restano fortemente radicate nell'area dell'Unione europea - ha toccato quota 2.057 milioni di euro, con un aumento di soli 24 milioni sullo stesso periodo dell'anno precedente, quando era stato di 2.033 milioni di euro. La negativita', allora, consiste proprio nel gioco delle differenze. Un anno fa l'aumento, sempre nei primi tre mesi, era stato di ben 264 milioni, mentre in valore percentuale l'attuale performance vale un incremento di appena l'1,2% (contro una media nazionale del 9,9%). In soli dodici mesi l'Abruzzo, che allora svettava nelle graduatorie per regioni (terzo miglior risultato nel 2016 con il 14,9% in piu') piomba invece ora in fondo alla classifica: quart'ultimo posto. Spiega Ronci che "l'export dei mezzi di trasporto ha ottenuto un incremento di 40 milioni di euro, mentre quello degli altri prodotti e' calato di 16. Vale la pena ricordare che un anno fa, nello stesso trimestre, l'incremento dei mezzi di trasporto era stato di 154 milioni e gli altri prodotti anziche' flettere, come adesso, erano cresciuti di 110 milioni. In valori percentuali l'export dei mezzi di trasporto cresce del 4%, mentre quello nazionale cresce del 9,8%. E cosi' anche per gli altri prodotti, sotto quest'anno dell'1,6%, in controtendenza con il dato nazionale che cresce invece del 9,9%". L'andamento poco brillante del comparto motori finisce per riflettersi sui risultati delle quattro province abruzzesi: quella di Chieti, cuore della produzione di due e quattro ruote, finisce in coda alla graduatoria, per effetto di due variazioni di segno opposto: da un lato i mezzi di trasporto crescono di 39 milioni, dall'altro gli altri prodotti flettono di 54. Con il risultato che il miglior risultato e' appannaggio del Teramano (27 milioni in piu'), seguito dal Pescarese (+9) e dall'Aquilano (+3). Infine, l'export dei prodotti agroalimentari, considerato un fiore all'occhiello del made in Abruzzo, passa infine dai 136 milioni del quarto trimestre 2016 ai 142 del primo trimestre 2017, ottenendo dunque un incremento di 6 milioni di euro. In valore percentuale, le esportazioni dei prodotti agroalimentari registrano un incremento pari al 4,3%, ma inferiore al dato nazionale che e' stato del 7,9%.

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Pescara, presentato il progetto per il nuovo stadio

Per i cento anni dalla nascita della citta' a Palazzo di Citta' oggi e' stato illustrato il progetto denominato "Pescara 2027. Citta' Universitaria e Polo della Cultura e della Conoscenza, che prevede anche la costruzione di un nuovo stadio con la nascita di una Cittadella dello Sport, stante ad oggi il vincolo sull'Adriatico da parte della Soprintendenza, per un progetto di restyling. Lo stadio sorgerebbe nella zona sud della citta', a ridosso dello svincolo di uscita Pescara sud della Circonvallazione. Il progetto totale, andrebbe a costare fra i 150 e 200 milioni di euro. Alla conferenza di presentazione dell'ambizioso progetto, hanno preso parte il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, gli assessori ai Lavori Pubblici e Sport Stefano Matteucci Civitarese e Giuliano Diodati, il rettore dell'Universita' D'Annunzio Sergio Caputi. "Dall'inizio della legislatura - sottolinea Alessandrini - abbiamo spinto per la gestione esterna dello stadio Adriatico che costa quasi un milione di euro l'anno all'amministrazione. Per questo avevamo intrapreso un percorso per la ristrutturazione che e' andato a fare incinti con il punto di vista divergente e con il vincolo della Soprintendenza su cui stiamo ancora lavorando. Ma oggi stiamo ragionando sul progetto di una soluzione migliorativa che prevede l'eliminazione della rampa di uscita di Pescara sud della circonvallazione e ottenere uno spazio per la costruzione di un nuovo stadio dedicato solo al calcio, immaginando intorno allo stadio una Cittadella dello Sport, che avrebbe una funzione anche sociale, oltre che sportiva". Secondo Civitarese si e' lavorato sulla creazione di "un polo di sviluppo dell'area sud della citta' per la creazione di un polo della Cultura, della Conoscenza e dello Sport, grazie alla Cittadella che sorgerebbe a ridosso della pineta D'Avalos e dove oggi c'e' l'uscita della Circonvallazione di Pescara sud (che, verrebbe demolito). Si tratta di un progetto ambizioso ma che e' a portata di mano e che vede protagonisti il Comune, il Pescara Calcio e l'Universita' D'Annunzio". E spiega Diodati: "Abbiamo seguito un percorso per riqualificare lo stadio non potendo piu' permetterci di pagare un milione l'anno la gestione dell'impianto ed essendo stati costretti ad aumentare anche i canoni di utilizzo. Abbiamo seguito il percorso di ristrutturazione, ma ci siamo resi conto, che esistono delle problematicita' per la realizzazione di questo percorso. E' uscita cosi' fuori l'idea di un nuovo stadio che ha trovato la condivisione della stessa Soprintendenza, dell' Universita' e del Pescara. Questo permetterebbe di utilizzare l' Adriatico - afferma ancora Diodati - per altri scopi e altre iniziative, fermo restando che faremo ricordo al Consiglio di Stato contro il vincolo dello Stadio Adriatico". "Noi da sempre - dice Sebastiani - abbiamo parlato e puntato sulla riqualificazione dello stadio, con il progetto di B Futura. Poi ci siamo scontrati con il vincolo, ma da qualche settimana e' nata fattivamente l'idea di costruire uno stadio nuovo, solo per il calcio, in una parte bellissima, come quella della zona sud della citta' che verrebbe riqualificata, considerando che i nuovi criteri Uefa, prevedono stati dedicati al calcio senza pista di atletica. Siamo convinti che questa sia la cosa giusta da fare, sperando che sia condivisa da tutti". Da parte sua, riferisce il rettore Caputi "l'Universita' valutera' la propria parte in questo progetto. Parliamo di un progetto importate che deve considerare proprio, da parte nostra come il 40% degli studenti del nostro ateneo, arrivi da fuori Regione, e che spesso decide di stabilirsi a vivere a Pescara". 

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Conad Adriatico registra un grande incremento

Forte della presenza nel Centro Sud Italia e pur nelle difficolta' del mercato - con i consumi sostanzialmente stabili (+0,1%), la corsa al risparmio che da quattro anni premia i discount e "il governo che continua a peccare di immobilismo in materia di liberalizzazioni" -, Conad Adriatico registra a fine 2016 un buon risultato economico: il fatturato si e' attestato a 1.009 milioni di euro, 46,4 milioni in piu' rispetto al 2015 (+4,8 per cento). L'utile del gruppo e' stato di 32,1 milioni di euro. Il patrimonio netto consolidato e' aumentato di 32,5 milioni di euro, ora a 150,6 milioni di euro. Consolidata anche la quota di mercato, che vede la cooperativa leader in Abruzzo(24,9 per cento) e nel Molise (20,6 per cento); nelle Marche e' attestata al 7,9 per cento, in Basilicata al 7,5 per cento e in Puglia all'8 per cento (fonte: GNLC - II semestre 2016). Conad Adriatico ha in attivita' 377 punti di vendita su una superficie di 230.698 mq (6 Conad Ipermercato, 4 Conad Superstore, 143 Conad, 119 Conad City, 34 Margherita Conad, 49 Todis, 19 L'Alimentare, 1 Petstore, 2 distributori di carburanti) nelle Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia, Albania e Kosovo. Nei due Paesi al di la' del Mare Adriatico, sono in attivita' 41 punti di vendita, per una superficie di 20.574 mq e un fatturato di 42 milioni di euro. I soci imprenditori sono 255 e 4.806 i collaboratori, di cui 259 nella sede centrale a Monsampolo del Tronto (AP) e 4.547 nella rete di vendita. "I risultati ottenuti nel 2016 sono un buon viatico per l'anno in corso", sottolinea il direttore generale di Conad Adriatico Antonio Di Ferdinando. "Stiamo investendo - aggiunge - su cio' che sappiamo fare meglio, sulla marca Conad e sui nostri soci imprenditori, ai quali mettiamo a disposizione tutti gli strumenti piu' innovativi per fare nuovo sviluppo e dare risposte convenienti ad un numero crescente di persone". Il piano strategico di sviluppo 2016-2019 e' supportato da 125,9 milioni di euro di investimenti, finalizzati a nuove aperture e all'ammodernamento della rete di vendita. Nel 2017 sono previsti 22 nuovi negozi - di cui 7 in Albania - per una superficie di 10.546 mq e un investimento di 41,2 milioni di euro.

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L’Aquila verso il ballottaggio tra Di Benedetto e Biondi

Si va verso il ballottaggio all'Aquila, uno dei quattro capoluoghi di Regione impegnati in questa tornata di comunali. Nella corsa alla successione di Massimo Cialente, c'è in testa il candidato del Pd, Americo Di Benedetto, che dopo circa un terzo delle schede scrunitate si trova al 46,3% dei consensi. Più indietro il candidato del centrodestra, Pierluigi Biondi, al 35,3%. Nettamente staccato l'ex pm della sanitopoli abruzzese ed ex vice sindaco dell'Aquila, Nicola Trifuoggi, fermo a 2,7%

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Abruzzo, i risultati del voto amministrativo

Non ci sono ancora dati definitivi alle elezioni amministrative dell'Aquila perche' lo scrutinio nella notte e' andato avanti a rilento per le difficolta' incontrate in numerosi seggi. Comunque nel capoluogo di regione e' confermato il ballottaggio tra il candidato del centrosinistra Americo Di Benedetto e quello del centrodestra Pierluigi Biondi, con il primo in vantaggio con una forbice superiore al 10 per cento. Dopo lo scrutinio di 46 sezioni su 81, il leader del centrosinistra ha ottenuto il 46,58 per cento contro il 35,21 di Biondi. "Abbiamo una coalizione ben determinata. Andiamo avanti", dice Di Benedetto. "Non c'e' possibilita' di apparentamento. Il ballottaggio e' tutta un'altra partita rispetto al primo turno", afferma l'avversario Biondi. A rilento lo scrutinio anche nel vicino comune di Avezzano (L'Aquila), tra i centri piu' grandi al voto in Abruzzo. Anche qui confermato il ballottaggio tra il ricandidato sindaco Giovanni Di Pangrazio a capo della coalizione di centrosinistra e Gabriele De Angelis, leader di liste civiche. Dopo 18 sezioni su 48 scrutinate, il primo ha ottenuto il 41,9 per cento, lo sfidante il 38,4.

Riconferma per i sindaci uscenti in due dei sei Comuni abruzzesi al di sopra dei 15mila abitanti, con successi netti a Spoltore (Pescara) e San Salvo (Chieti). Il centrosinistra ha fatto il pieno a Spoltore con Luciano Di Lorito riconfermato dopo cinque anni con il 60 per cento dei voti. Il centrodestra vince invece nettamente a San Salvo con la sindaca uscente Tiziana Magnacca che ha raggiunto quota 65 per cento. Nettamente staccati gli altri candidati a Spoltore con Marina Febo (centrodestra) e la pentastellata Filomena Passarelli. Vittoria netta a San Salvo per Tiziana Magnacca (Per San Salvo, Lista Popolare e San Salvo Città Nuova) con il 65,1% delle preferenze che ha staccato Gennaro Luciano (Pd, Città Futura e Sinistra per San Salvo, 15,2%; Angelo Angelucci (San Salvo Democratica, Più San Salvo di Fabio Travaglini e San Salvo Bene Comune, 14,7%; Osvaldo Menna (Salvo Lavora e San Salvo Evviva)(5,1%)

A Tollo confermato Angelo Radica mentre ad Alanno si afferma Oscar Pezzi. Ad Atessa il primo cittadino è Giulio Borrelli. 

A Cappadocia , piccolo centro della provincia dell'Aquila è stato eletto sindaco Lorenzo Lorenzin, poliziotto e fratello del ministro alla Sanità, Beatrice Lorenzin. Il nuovo primo cittadino ha vinto la sfida con 233 voti contro i 108 di Lucilla Lilli, l'ex sindaco e i 64 di Claudio Massotti. Sembra assodato il ballottaggio nel Comune di Avezzano tra Giovanni Di Pangrazio candidato del centrosinistra, e Gabriele De Angelis, della coalizione civica Insieme sostenuta anche dal centrodestra. Infatti nonostante il distacco dell'uscente e ricandidato sindaco di Avezzano di circa 11 punti, dall'altro contendente, non e' riuscito a centrare la vittoria al primo turno. Su 38 sezioni scrutinate (48 quelle complessive) Di Pangrazio si e' attestato al 45,14% con De Angelis al 34%

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Abruzzo al voto

Si vota in 50 Comuni abruzzesi delle quattro province per l'elezione dei sindaci e per rinnovo dei consigli comunali. Gli abruzzesi chiamati alle urne sono 269.850. Si vota dalle 7 alle 23. Sei i Comuni con una popolazione superiore ai 15mila abitanti: L'Aquila, Avezzano, Ortona, San Salvo, Spoltore e Martinsicuro, dove è previsto il ballottaggio se nessuno dei candidati sindaci dovesse superare al primo turno la quota del 50 per cento dei voti validi (domenica 25 giugno ci sarebbero i ballottaggi). A L'Aquila si sfidano per il dopo Cialente sette candidati: Americo Di Benedetto, sostenuto da una vasta coalizione di centrosinistra; Pierluigi Biondi, candidato del centrodestra; Fabrizio Righetti, per il M5S; Carla Cimoroni (L'Aquila chiama), Nicola Trifuoggi (L'Aquila polis), Giancarlo Silveri (Riscatto popolare), Claudia Pagliariccio, espressione di Casapound. Sei gli sfidanti ad Avezzano. Il sindaco uscente, Giovanni Di Pangrazio (centrosinistra) Ci riprova con l'appoggio di 10 liste. Gli sfidanti sono: Gabriele De Angelis (7 liste collegate di centrodestra e movimenti civici); Francesco Eligi, candidato del M5S, Leonardo Casciere, Stefano D'Andrea, Nazzareno Di Matteo. Sette i candidati sindaci anche ad Ortona (Chieti). A San Salvo sarà corsa a quattro. Il sindaco uscente, Tiziana Magnacca (area centrodestra) si ripropone agli elettori con il sostegno di tre liste. Per il centrosinistra Gennaro Luciano, appoggiato dal Pd e altre due liste collegate, ma nella caccia alla poltrona di sindaco si inseriscono anche Angelo Angelucci e Osvaldo Menna, sostenuti da vari movimenti civici. Quattro gli sfidanti anche a Martinsicuro (Teramo). Il sindaco uscente, Paolo Camaioni (appoggiato da due liste) dovrà vedersela con Elisa Foglio, candidata del Pd; Massimo Vignoni (5 liste civiche) e Marco Masetti, espressione del M5S. A Spoltore, unico Comune della provincia di Pescara con oltre 15mila abitanti chiamato al voto i candidati sindaci sono tre, con l'uscente Luciano Di Lorito (Pd) insidiato da Marina Febbo (centrodestra) e Filomena Passarelli, del M5S. 

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In Italia si e’ verificato un boom dei licenziamenti per giusta causa

In Italia si e' verificato un boom dei licenziamenti per giusta causa ma a provocarlo potrebbe esserci un raggiro ai danni delle imprese e delle casse dell'Inps. Tale fenomeno, secondo la Cgia di Mestre, sarebbe infatti collegato alla volonta' del lavoratore di ricorrere, in modo scorretto, a questa forma di licenziamento per ottenere i vantaggi previsti dall'attuale normativa con una indennita' speciale dell'azienda che puo' arrivare a sfiorare i 1.500 euro e un sostegno al reddito da parte dell'Inps fino a 2 anni. L'Ufficio studi della Cgia rivela che nel 2016 i licenziamenti per giusta causa o giustificato motivo soggettivo nel settore privato hanno registrato una crescita del 26,5%, mentre le altre tipologie di licenziamento non hanno presentato trend di crescita cosi' importanti. Se i licenziamenti totali sono saliti del 3,5%, quelli per giustificato motivo oggettivo sono aumentati del 4,6% e quelli per esodo incentivato, invece, sono addirittura crollati del 19%. Stante la leggera ripresa economica e l'aumento dell'occupazione in atto, questo orientamento, secondo la Cgia, fatica a trovare una giustificazione legata alle normali dinamiche esistenti tra i datori di lavoro e le proprie maestranze. "Ad averne innescato l'ascesa - denuncia il coordinatore dell'Ufficio studi Paolo Zabeo - e' stata una cattiva abitudine che si sta diffondendo tra i dipendenti. Seppur in forte crescita, questo fenomeno presenta delle dimensioni assolute ancora contenute. Nell'ultimo anno, infatti, lo stock ha interessato 74.600 lavoratori. Se, comunque, seguitera' questa tendenza, e' evidente che nel giro di qualche anno ci ritroveremo con numeri molto importanti". 

Con l'introduzione della riforma Fornero, dal 2013 chi viene licenziato ha diritto all'ASpI (indennita' mensile di disoccupazione): una misura di sostegno al reddito con una durata massima di 2 anni che costringe l'imprenditore che ha deciso di lasciare a casa il proprio dipendente al pagamento di una "tassa di licenziamento". Se si verifica questa situazione, infatti, il datore di lavoro deve versare all'Inps una somma pari al 41 per cento del massimale mensile della NASpI, la nuova ASpI introdotta nel 2015, per ogni 12 mesi di anzianita' aziendale maturata negli ultimi 3 anni. Per una persona con un'anzianita' lavorativa di almeno 3 anni, la tassa a carico dell'azienda puo' sfiorare i 1.500 euro. "Se una impresa contribuisce ad aumentare il numero dei disoccupati - dichiara il segretario della Cgia Renato Mason - provoca dei costi sociali che in parte deve sostenere. Negli ultimi tempi, pero', la questione ha assunto i contorni di un raggiro a carico di moltissime aziende e anche dello Stato, perche' un numero sempre piu' crescente di dipendenti non rispetta la norma e costringe gli imprenditori al licenziamento e, di conseguenza, fa scattare la Nuova ASpI (NASpI) in maniera impropria". Anche nel primo trimestre di quest'anno si registra la medesima tendenza con un incremento considerevole del +14,7% (sullo stesso trimestre del 2016) dei licenziamenti per giusta causa o giustificato motivo soggettivo. Come mai avviene tutto cio'? Per "inerzia" del dipendente che in caso di dimissioni vuole evitare incombenze burocratiche e ottenere la NASpI. Non sono pochi coloro che negli ultimi tempi hanno deciso di non recarsi piu' al lavoro senza dare alcuna comunicazione al proprio titolare. Essendo stata introdotta nel marzo del 2016 l'obbligatorieta' delle dimissioni on-line, se il dipendente "diserta" la presenza in cantiere o in ufficio e non comunica telematicamente la volonta' di starsene definitivamente a casa, l'interruzione del rapporto di lavoro la deve "avviare" il datore di lavoro attraverso il licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo. Procedura che, grazie alla legge Fornero, consente al lavoratore "scorretto" di ricevere la NASpI, misura che non gli spetterebbe, invece, nel caso di dimissioni volontarie. "Questo astuto espediente - conclude Zabeo - sta creando un danno economico non indifferente. Non solo perche' costringe il titolare dell'azienda a versare la tassa di licenziamento che, come dicevamo, puo' arrivare fino a 1.500 euro, ma anche alla collettivita' che deve farsi carico del costo della NASpI. Se quest'ultima viene erogata per tutti i 2 anni previsti dalla legge Fornero, il costo complessivo per le casse dell'Inps puo' arrivare fino a 20.000 euro a lavoratore". In buona sostanza, lo stratagemma si sta diffondendo e a conferma di questa tesi ci aiutano i dati relativi alle dimissioni volontarie rassegnate dai lavoratori dipendenti assunti a tempo indeterminato: tra il 2015 e il 2016 la contrazione e' stata del 13,5%. 

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Sondaggio Agorà-Ixè, al 44% degli intervistati piace il proporzionale

Secondo un sondaggio Ixè, presentato oggi ad Agorà (Raitre), la maggioranza degli italiani (il 56%) vorrebbe andare al voto nel 2018, ovvero a fine legislatura. Resta alta, anche se in flessione rispetto alle ultime settimane, la quota di chi invece vorrebbe votare in autunno (41%).

L'idea di tornare a votare con il sistema proporzionale (su cui le forze politiche si stanno confrontando - e scontrando - in Parlamento) piace al 44% degli italiani. Lo afferma l'Istituto Ixè, in un sondaggio trasmesso oggi ad Agorà (Raitre), secondo il quale il 39% è contrario mentre il 17% non si esprime.

Manchester, Londra e Parigi lasciano il segno. Sale, infatti, la paura di attentati nel nostro Paese, che ormai colpisce il 71% degli intervistati di un sondaggio Ixè. Il 56%, inoltre, confessa di aver paura - dopo i recenti fatti di sangue in Europa - di viaggiare all'estero.

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Micro imprese, Fisco più leggero a Lanciano, Spoltore e L’Aquila

Una montagna fatta di imposte, tasse, addizionali e balzelli vari. E’ quella che ogni anno devono scalare le imprese italiane e abruzzesi per accontentare gli appetiti del vorace “socio occulto” che staziona in azienda: quel Fisco che si manifesta volta per volta sotto le vesti del Comune, della Regione, dello Stato. Una montagna di soldi da tirare fuori, che tradotta in giorni del calendario e reddito disponibile, permette a un piccolo imprenditore insediato con la propria attività in uno dei dodici maggiori centri d’Abruzzo, di cominciare a lavorare finalmente per sé e per la propria famiglia solo dall’inizio di agosto: ne salta fuori una graduatoria in cui va meglio alle imprese che operano a Lanciano, Spoltore e L’Aquila, decisamente peggio per quelle insediate a Montesilvano, Roseto e Sulmona. Si presenta così la ricerca annuale messa a punto da Claudio Carpentieri e presentata ieri a Roma per il Centro studi nazionale della Cna, che già nel nome (“Comune che vai, Fisco che trovi”) presenta la sua ragione sociale: “Tax Free Day”, ovvero il fatidico giorno in cui ci si libera dalle ganasce fiscali: una ricerca che per l’Abruzzo ha analizzato la pressione esercitata nei quattro comuni capoluogo (Chieti, L’Aquila, Pescara, Teramo), ma anche nei due centri più grandi di ciascuna provincia: Avezzano, Sulmona, Lanciano, Vasto, Montesilvano, Spoltore, Roseto e Giulianova.

Il complesso studio di Carpentieri mette a confronto, comune per comune, il peso globale della tassazione applicato a una impresa standard - con 431mila euro di ricavi, costo del personale per quattro operai e un impiegato fissato a quota 165mila euro, costo del venduto per 160mila euro, costi ed ammortamenti vari per 56mila euro, reddito d’impresa da 50mila euro – con tutte le diverse forme di tassazione esistenti: Imposta municipale unica (Imu) e Tributo per i servizi indivisibili (Tasi), Imposta regionale sulle attività produttive (Irap), contributo Ivs, Imposta sul reddito della persona fisica (Irpef e Iri), addizionale regionale e comunale Irpef. Un bouquet di balzelli che finisce per decretare in modo oggettivo il peso del Fisco nei dodici comuni esaminati nel 2017, ma anche per fissare la data precisa della festa di liberazione dalle tasse, che per la cronaca cade a livello nazionale il 10 agosto, con comuni virtuosi ovviamente al di qua, meno virtuosi al di là. Ed eccola allora questa graduatoria, secondo ovviamente un ordine di minor pressione fiscale: Lanciano (1 agosto; percentuale totale di pressione fiscale pari al 58,6%; reddito disponibile pari a 20.694 euro); Spoltore (1 agosto; 58,6%; 20.677); L’Aquila (1 agosto; 58,7%; 20.637); Teramo (4 agosto; 59,4%; 20.306); Vasto (5 agosto; 59,7%; 20.132); Avezzano (5 agosto; 59,8%; 20.112); Chieti (9 agosto; 60,7%; 19.656); Giulianova (12 agosto; 61,7%; 19.173); Pescara (14 agosto; 62,1%; 18.930); Montesilvano (20 agosto; 63,8%; 18.105); Roseto (22 agosto; 64,4%; 17.789); Sulmona (23 agosto; 64,8%; 17.614).

A conti fatti, tra un’impresa con sede a Lanciano e una con sede a Sulmona corrono ben 22 giorni di differenza nella celebrazione della festa della liberazione dal Fisco, con oltre sei punti percentuali di maggior pressione fiscale, ma soprattutto con più di 3mila euro di differenza nel reddito disponibile per l’imprenditore. Con tutti gli altri centri sospesi nel mezzo di questi valori limite.

Insomma, tutto tranne che dettagli, soprattutto in epoca di crisi, di contrazione del credito, flessione del mercato interno ed effetti della globalizzazione, in cui la concorrenza e la capacità di competere si giocano talvolta anche su dettagli e differenze di pochi spiccioli: ed è facile immaginare la reazione di una micro impresa abruzzese (su questo punto davvero senza grandi distinzioni tra comune e comune) nello scoprire che a Trento, migliore città della graduatoria nazionale, la data del “tax free day” sia fissata al 16 luglio, con una pressione fiscale complessiva del 54,1%. Enorme in assoluto, a conferma di una anomalia tutta italiana, ma bazzecole però se rapportata a quella dei malcapitati imprenditori abruzzesi. Tutto ciò senza voler gettare l’occhio oltre confine, per scoprire che in Europa la tassazione media è fissata intorno al 40%, valore che genera un gravissimo handicap verso i competitori stranieri.

I numeri, si sa, possono però essere guardati da diverse angolazioni, scoprendo così che esistono anche altre chiavi di lettura; chiavi che magari stemperano alcune differenze che il primo impatto propone. Avviene, ad esempio, per la variazione percentuale nel peso della pressione fiscale tra 2016 e 2017: con tutti e dodici i comuni abruzzesi esaminati pronti a ritoccare poco virtuosamente verso l’alto le percentuali, anche se con valori generalmente modesti, visto che sono tutti compresi tra lo 0,2 e lo 0,3%. Differenze che diventano invece più nette e marcate se il paragone corre con il 2011, anno fissato dallo studio di Carpentieri come riferimento per un confronto di medio periodo: si scopre così che in Abruzzo appena due dei dodici comuni hanno messo mano alle forbici, riducendo la pressione fiscale sulle rispettive imprese: Teramo con -1,1% e Vasto con lo 0,5%. Con tutti gli altri, al contrario, votati al rincaro della pressione, con oscillazioni percentuali minime (è il caso dello 0,6% dell’Aquila) ma pure autentiche “mazzate”, come quelle riservate da Pescara e Roseto con ben il 3,4% in più.

 

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