Primo Piano

Coldiretti, sale del 43% l’importazione di pomodoro concentrato dalla Cina

Sono aumentate del 43% le importazioni di concentrato di pomodoro dalla Cina che hanno raggiunto circa 100 milioni di chili nel 2016, pari a circa il 20 per cento della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente. E' l'allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione della divulgazione dei dati Istat relativi al commercio estero da Paesi extracomunitari a gennaio 2017 che fa registrare un balzo record del 22,3% delle importazioni, superiore a quello delle esportazioni (+19,7%). C'e' il rischio concreto che il concentrato di pomodoro cinese venga spacciato come Made in Italy sui mercati nazionali ed esteri - sottolinea laColdiretti - per la mancanza dell'obbligo di indicare in etichetta la provenienza. Dalla Cina - continua la Coldiretti - si sta assistendo ad un crescendo di navi che sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro da rilavorare e confezionare come italiano poiche' nei contenitori al dettaglio e' obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro, sulla base di proiezioni sui dati Istat relativi ai primi undici mesi del 2016. Un commercio che va reso trasparente - precisa la Coldiretti - con l'obbligo ad indicare in etichetta l'origine degli alimenti che attualmente vale in Italia solo per la passata di pomodoro ma non per il concentrato o per i sughi pronti. A rischio - sostiene la Coldiretti - c'e' uno dei settori simbolo del Made in Italy nel mondo a causa della concorrenza sleale del prodotto importato ma anche la sicurezza alimentare. La Cina - sottolinea la Coldiretti - ha conquistato il primato nel numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perche' contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, da parte dell'Unione Europea, secondo una elaborazione della Coldiretti sulla base della Relazione sul sistema di allerta per gli alimenti relativa al 2015. Su un totale di 2967 allarmi per irregolarita' segnalate in Europa, ben 386 (15 per cento) - precisa la Coldiretti - hanno riguardato il gigante asiatico.

Leggi Tutto »

Abruzzo 198ma regione in Europa per competitività

Lombardia prima regione d'Italia per competitività, ma solo al 143esimo posto nell'Ue, dove al primo posto c'è l'area di Londra, seguita da un'altra contea inglese, l'Oxfordshire (con Berkshire e Buckinghamshire), e poi terza Utrecht, in Olanda, quarta la capitale svedese Stoccolma, poi ancora al quinto postio le inglesi Surrey e Sussex, al sesto la danese Hovedstaden, al settimo il Lussemburgo e solo all'ottavo la regione di Parigi (Ile de France) e al nono la prima tedesca, l'Overbayern. Sono i risultati per il 2016 di una complessa serie di indicatori elaborata dalla Commissione europea, pubblicati oggi a Bruxelles. Fra le altre regioni italiane, al secondo posto 153esima nell'Ue, c'è la Provincia autonoma di Trento, poi il Lazio (numero 156 nell'Ue), l'Emilia Romagna (157), la Provincia autonoma di Bolzano (160), il Friuli-Venezia Giulia (162), il Piemonte (163), la Liguria (167), il Veneto (169), la Toscana (172) l'Umbria (175), la Valle d'Aosta (177), le Marche (180), poi Abruzzo (198) e Molise (209), e infine, molto staccate, le regioni del Sud: Basilicata (226), Campania (228) a pari merito con la Sardegna, Puglia (233), Calabria (235) e, ultima, la Sicilia (237). L'ultima regione dell'Ue è la Guyana francese, al 262esimo posto. Gli indicatori riguardano l'innovazione, la "business sophistication", la preparazione tecnologica, le dimensioni del mercato, l'efficienza del mercato lavoro, l'istruzione e formazione superiore e di base, la salute, le infrastrutture, la stabilità macroeconomica e le istituzioni. 

Leggi Tutto »

Inchieste sulla Regione Abruzzo, gli ultimi sviluppi

Nuovi sviluppi nella maxi inchiesta della Procura di L'Aquila su una serie di appalti gestiti dalla Regione Abruzzo. Gli avvocati Massimo Costantini e Roberto Madama, che assistono Eugenio Rosa, titolare dell'impresa edile Iciet di Castelli, indagato nel filone sulla ricostruzione post-terremoto della sede centrale aquilana della Giunta regionale di palazzo Centi, hanno infatti presentato ricorso al Tribunale del Riesame contro la perquisizione e il sequestro disposti dai pm del capoluogo. L'udienza verra' fissata entro 10 giorni e sara' la prima occasione per i legali per conoscere le prime carte dell' indagine. Oltre a questo obiettivo, le difese mirano a rientrare in possesso della documentazione cartacea e informatica sequestrata. Si tratta del primo ricorso, e secondo quanto si e' appreso altri indagati terranno lo stesso comportamento. Rosa e' accusato di aver avuto favoritismi nel corso della gara, una commessa da 13 milioni di euro caratterizzata da un iter molto lungo e da piu' nomine di commissariali, attraverso pressioni dei vertici politici con l'acquisizione, quattro mesi prima del bando, di elaborati progettuali. Tant'e' vero che nell' appalto la sua ditta l'ha spuntata nell'offerta tecnica ma si e' aggiudicato il terzo posto nella graduatoria complessiva, alla luce dell'offerta economica.

L'indagine ha fatto emergere, finora, 31 indagati nei 9 fronti investigativi attualmente aperti, tra cui dirigenti e funzionari regionali, professionisti esterni, imprenditori. L'inchiesta e' coordinata dal procuratore Michele Renzo e dal sostituto Antonietta Picardi e portate avanti dai carabinieri del Noe e dalla squadra Mobile della questura di Pescara.

Leggi Tutto »

Inchiesta sulla Regione Abruzzo, spunta la ‘talpa’

Spunta anche l'ipotesi di un carabiniere infedele in forza alla polizia giudiziaria della Procura dell'Aquila nella maxi inchiesta dei pm del capoluogo su una serie di appalti gestiti dalla Regione Abruzzo. Il militare sarebbe indagato per fuga di notizie di reato: avrebbe avuto il ruolo di "corvo" rivelando a un imprenditore e a un ex carabiniere, anche loro finiti sotto inchiesta, dell'indagine a carico di una persona. Le accuse di rivelazioni di atti istruttori sarebbero scattate nelle passate settimane, prima che cominciassero a venire fuori notizie di stampa sulla maxi inchiesta. Il militare e' stato rimosso dall'incarico. L'indagine ha fatto emergere finora 28 indagati noti negli 8 fronti investigativi attualmente aperti, tra cui dirigenti e funzionari regionali, professionisti esterni, imprenditori, il presidente, Luciano D'Alfonso, e gli assessori regionali Marinella Sclocco, Silvio Paolucci e Dino Pepe. Le ipotesi di accuse, a vario titolo, sono di corruzione, turbativa d'asta, falso ideologico, abuso d'ufficio. Le indagini sono coordinate dal procuratore capo Renzo e dal pm Picardi, e portate avanti dai carabinieri del Noe e dalla squadra mobile di Pescara.

Leggi Tutto »

Terremoto, D’Alfonso chiede al premier Gentiloni l’allargamento cratere

"Al presidente Gentiloni ho rappresentato con adeguatezza la necessita' dell'evoluzione del cratere sismico. Io lo chiamo ingrandimento, per fare in modo che si ricomprendano anche i nuovi problemi intervenuti dopo il 18 gennaio, alla luce del decreto legge che gia' abbiamo vigente e anche del corso delle norme ulteriori che avremo. L'evoluzione riguardera' l'alto Aterno, la montagna e la collina teramana e cio' che piu' e' stato danneggiato della provincia di Pescara". Lo ha detto il governatore dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, riferendo l'esito dell'incontro di ieri con il presidente del Consiglio. "Continuo questo lavoro - dice il presidente di Regione - sapendo che e' anche compito mia evitare che si arrivi fino a Zagabria. Il lavoro che ho fatto e' fare in modo che la verita' dei dati e dei numeri venga tenuta da conto rispetto a questa nuova fase che riguardera' l'attrezzatura normativa e finanziaria; faro' in modo che Zagabria non entri all'interno del perimetro delle tutele degli strumenti e delle risorse. Siamo all'opera consapevoli che verremo dotati degli strumenti necessari. Ho posto il problema dei danni indiretti da maltempo e da terremoto e ho trovato disponibilita', non solo ad esaminare; sono riuscito ad aprire un 'varco'. Una battaglia fatta da noi, dopo l'ondata di maltempo del 2015 - ha sottolineato il governatore - ha introdotto nel sistema italiano il ristoro dei danni diretti. Ora chiediamo il riconoscimento dei danni indiretti registrati da aziende e strutture turistiche. Il rimedio alla paura, infatti, e' il progetto,  ma anche uno strumento che consenta il superamento del danno indiretto".

"Con il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, abbiamo definito la pubblicazione dell'ordinanza sul diritto dell'Abruzzo di quantificare tutti i danni causati dalla nevicata epocale del 18 gennaio. Sull'ordinanza ieri abbiamo trovato l'intesa e domani sara' pubblicata in Gazzetta ufficiale", ha dichiarato il governatore dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, a proposito del provvedimento, il primo interamente dedicato alla regione. L'ordinanza, elaborata ad hoc per l'Abruzzo in seguito all'eccezionale ondata di maltempo, indica il presidente di Regione quale commissario delegato. All'ordinanza si e' arrivati dopo due colloqui con il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, a cui il governatore ha illustrato le "nostre esigenze". D'Alfonso ha 90 giorni di tempo per la "quantificazione dei danni e anche per la loro qualificazione. Un'ordinanza - sottolinea il governatore - che prende a bersaglio i problemi che si sono verificati in ordine al patrimonio pubblico, privato e anche alle attivita' economiche e commerciali. Ora, lavorando con i sindaci, scatta subito l'attivita' di ricognizione - conclude - perche' non voglio aspettare i 90 giorni".

Secondo il presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, il Commissario alla Ricostruzione Vasco Errani sta pensando ad una una ''Zona Economica Speciale, tipo una zona Rossa, per attrarre investimenti. Un piano di attrazione di investimenti, per le imprese e sono convinto che ci riuscira', specie per le Marche, dove i danni del terremoto hanno assunto una dimensione gigantesca''.

''Errani e' un fustigatore positivissimo, da lui e' venuto un potente richiamo'', ha spiegato Luciano D'Alfonso in merito alle dichiarazioni del Commissario alla Ricostruzione del sisma dell'agosto scorso sui tempi e modalita' degli interventi. ''Ogni mese Errani ci 'massacra', non mi meraviglia quanto ha detto, lui conosce bene i problemi - ha proseguito D'Alfonso - parla di anomalie, l'ho sentito parlare di necessita' di una governance per le Marche, per la grandezza del problema. Perche' sia chiara una cosa: il 65% dei danni del terremoto sono nelle Marche mentre il 65% dei danni del maltempo sono in Abruzzo. Da noi il terremoto ha insistito 'solo' per il 10% del totale''

"Frane di proporzioni mai conosciute. Il caso di Ponzano di Civitella del Tronto e' da trattare con gli strumenti del terremoto di scala '7'. Non lasceremo soli i Comuni che hanno conosciuto il dramma dal punto di vista dell'evacuazione abitativa", ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, nel riferire l'esito dell'incontro con il premier Gentiloni, soffermandosi sull'emergenza frane che si registra nella regione e sottolineando che alcuni movimenti franosi sono "sismoindotti, perche' due funzioni distruttive si sono incrociate". D'Alfonso ha ricordato come il caso piu' importante sia quello di Ponzano di Civitella: oltre cento persone hanno dovuto lasciare le proprie case; molti i crolli a causa del vastissimo movimento franoso. "Abbiamo gia' concordato un piano per il ripristino delle abitazioni", ha sottolineato il governatore, aggiungendo che "interverremo subito, ma attenzione: li' se non si lavora bene puo' nascere una nuova Rigopiano". "L'emergenza - ha aggiunto il governatore - riguarda anche la frazione di Castelnuovo di Campli, le frazioni Casoli e Ferretti di Atri (Teramo), la viabilita' tra Castiglione Messer Raimondo e Bisenti e quella di Castiglione Messer Marino".

Leggi Tutto »

Inchieste sulla Regione Abruzzo,  nuovi filoni e altri indagati

Due nuovi fronti investigativi e quattro nuovi indagati: si allarga l'inchiesta della procura della Repubblica dell'Aquila su una serie di appalti gestiti dalla Regione Abruzzo che vede finora 27 indagati, tra cui funzionari regionali, professionisti esterni e imprenditori e il presidente della Giunta, Luciano D'Alfonso, che piu' volte si e' detto estraneo ai fatti contestati pur ribadendo piena fiducia sull'operato della magistratura. C'e' un nuovo indagato nell'appalto per la ricostruzione di palazzo Centi, sede della giunta regionale all'Aquila seriamente danneggiato dal sisma del 6 aprile 2009, una commessa da 13 milioni di euro, nella quale secondo i magistrati pubblici ufficiali avrebbero favorito alcune imprese: si tratta del dirigente regionale del genio civile Carlo Giovani, dell'Aquila, (assolto per il crollo della casa dello studente nel terremoto del 6 aprile 2009), accusato di turbativa d'asta nel suo ruolo di componente della commissione amministrativa. I fatti contestati risalgono al 27 maggio 2015, giorno di pubblicazione della gara di appalto su palazzo Centi, procedimento segnato da ritardi e caratterizzato da cambi di commissari di gara. Secondo quanto si e' appreso da fonti regionali, ieri i carabinieri del Noe hanno notificato una proroga delle indagini a lui e ai due componenti della commissione di gara, i funzionari Roberto Guetti e Silverio Salvi, nomi usciti pubblicamente nei giorni scorsi perche' oggetto di perquisizione. Il primo dei due nuovi filoni si riferisce ad una vicenda legata ad un contributo pubblico chiesto e ottenuto a Giulianova per una iniziativa immobiliare nell'ambito del quale secondo l'accusa ci sarebbero state sollecitazioni nei confronti di alti rappresentanti della Regione Abruzzo, ad interessarsi della pratica in seno alla Sovrintendenza: sono indagati per corruzione aggravata in concorso con altri per un atto contrario ai doveri d'ufficio Giovanni Mosca, ingegnere, e Roberta Caralla, imprenditrice, proprietaria di un ristorante nel centro giuliese. Non sono stati ancora notificati avvisi di garanzia a pubblici ufficiali. I fatti risalgono al luglio del 2015 a Giulianova. Nel secondo e' indagato il noto imprenditore teramano Sabatino Cantagalli, per una vicenda risalente al 2006 a Teramo: in quel periodo lo stesso era impegnato nella realizzazione del nuovo stadio di Teramo e del confinante centro commerciale Gran Sasso. Intanto, sono stati rinviati a venerdi' prossimo l'interrogatorio di Mauro Pellegrini, dell'impresa Dipe, difeso dall'avvocato Massimo Carosi, indagato nell'ambito del filone sulla gara per la ricostruzione di palazzo Centi e a data da destinarsi dell'ex alto dirigente della Sovrindenza, ora in pensione, Berardino Di Vincenzo e del figlio Giancarlo, coinvolti nello stesso filone.

Leggi Tutto »

Inchieste Abruzzo, indagato anche l’ ex sindaco di Penne Rocco D’Alfonso

C'e' anche l'ex sindaco di Penne, Rocco D'Alfonso, accusato di abuso d'ufficio, tra gli indagati nel filone relativo alla citta' pennese della mega inchiesta della procura della Repubblica dell'Aquila su una serie di appalti della Regione Abruzzo. Un'indagine, coordinata dal procuratore Michele Renzo e dal sostituto Antonietta Picardi che arriva, cosi', a 28 indagati noti negli 8 fronti investigativi attualmente aperti con ulteriori sviluppi attesi, tra cui dirigenti e funzionari regionali, professionisti esterni, imprenditori, il presidente, Luciano D'Alfonso, e gli assessori regionali Marinella Sclocco, Silvio Paolucci e Dino Pepe. Le ipotesi di accuse, a vario titolo, sono di corruzione, turbativa d'asta, falso ideologico, abuso d'ufficio. Rocco D'Alfonso e' attualmente nello staff della squadra del presidente della Regione, Luciano D'Alfonso.

I due D'Alfonso sarebbero indagati, secondo quanto si e' appreso, nell'ambito di una vicenda legata alla cessione di un immobile di proprieta' comunale, messo in vendita nel 2015 perche' il Comune di Penne aveva bisogno di fare cassa essendo a rischio lo sforamento del patto di stabilita' interno. Per portare a termine l'operazione occorreva, pero', superare il vincolo dei Beni culturali. L'allora primo cittadino ha chiesto alla Soprintendenza che il vincolo decadesse e ha atteso il parere della relativa commissione per completare la vendita. La commissione, pero', tardava a riunirsi e Rocco D'Alfonso, vista l'urgenza di chiudere il bilancio, avrebbe chiesto l'intervento del presidente della Regione. Luciano D'Alfonso avrebbe telefonato a un funzionario dei Beni culturali per sollecitare il parere. Questa telefonata sarebbe stata letta dagli inquirenti come una "pressione indebita" sul funzionario per favorire la decadenza del vincolo e la vendita dell'immobile. Il quale e' stato comunque svincolato, secondo quanto si e' appreso dopo qualche mese. Infine si svolgeranno domani gli interrogatori di Mauro Pellegrini, dell'impresa Dipe, difeso dall'avvocato Massimo Carosi, indagato nell'ambito del filone sulla gara per la ricostruzione di palazzo Centi, di Berardino Di Vincenzo, ex alto dirigente dei Beni culturali, ora in pensione e consulente senza emolumento del presidente D'Alfonso, e il figlio Giancarlo, architetto, coinvolti nello stesso filone. 

Leggi Tutto »

Inchiesta sulla Regione Abruzzo, indagati tre assessori

Falso ideologico per aver partecipato alla riunione dell'esecutivo e votato la delibera della giunta abruzzese numero 367 del 3 giugno 2016, relativa alla riqualificazione del parco comunale Villa delle Rose di Lanciano. Con questa ipotesi di reato sono indagati tre assessori regionali dell'Abruzzo, Marinella Sclocco, Silvio Paolucci e Dino Pepe nell'ambito di questo filone di un'inchiesta della Procura della Repubblica dell'Aquila su una serie di appalti gestiti dalla Regione Abruzzo che vede finora 27 indagati, tra cui funzionari regionali, professionisti esterni e imprenditori e il presidente della Giunta, Luciano D'Alfonso. Governatore che in piu' occasioni si e' detto estraneo ai fatti, ribadendo la piena fiducia sull'operato della magistratura. Insieme ai tre assessori, e' finito sotto inchiesta, con la stessa accusa, il dirigente dello staff di D'Alfonso, Franco Bernardini, nella sua veste di segretario di Giunta. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati all'atto della proroga delle indagini. Secondo fonti regionali si tratta di un "avviso tecnico", nel senso, spiegano, che i quattro non sono coinvolti nel merito della delibera, in particolare non sono coinvolti, spiegano ancora le stesse fonti, nel percorso amministrativo propedeutico alla gara su cui si sono poggiate le attenzioni della Procura. Stando a quanto si e' appreso, inoltre, i tre assessori si sono detti estranei ad ogni addebito. Per questo filone sono indagate altre sei persone. L'inchiesta coordinata dal pm Antonietta Picardi con le indagini condotte dai carabinieri del Noe e dalla squadra mobile di Pescara, promette ancora sviluppi a breve. L'appalto sul parco di Lanciano e' tutt'ora in corso e ha un valore di 1,5 milioni di euro, 1,2 assicurati dalla Regione e 300 mila stanziati dall' amministrazione comunale. 

 

Leggi Tutto »

Rapporto Svimez, l’agricoltura al sud è in crescita del 7,3 per cento

Per la prima volta dopo molti anni, nel 2015 il Mezzogiorno e' cresciuto piu' del resto del Paese: Il Pil del Sud registra una crescita dello 0,8%, contro lo 0,5% del Centro-Nord. Protagonista della ripresa dell'economia meridionale e' l'agricoltura: la sua crescita (+7,3%) e' molto maggiore di quella dello stesso settore del Centro-Nord (+1,6%) e, nell'area, estremamente migliore di quella dell'industria (-0,3%) e dei servizi (+0,8%). E' quanto emerge dal Rapporto Ismea-Svimez sull'agricoltura del Mezzogiorno, che sara' presentato oggi alle 16 presso la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio. Nel 2015 il valore aggiunto agricolo in Italia ha superato i 33 miliardi. Tra il 2014 e il 2015 l'incremento in termini reali al Sud e' stato del 7,3% contro l'1,6% del Centro Nord. Le regioni meridionali che hanno avuto gli andamenti migliori nel 2015 sono state Calabria, grazie soprattutto all'olio d'oliva, e Campania, con aumenti del valore della produzione superiori al 40%. Nel 2015 le esportazioni italiane sono state pari a 36,8 miliardi (+7,3%). Nel 2015 sono cresciuti del 15,5% i prodotti agricoli meridionali (Centro Nord +9,6%) e del 7,6% quelli alimentari del Sud (Centro Nord +6,3%). In Europa il principale Paese importatore di prodotti alimentari meridionali e' la Gran Bretagna. I dati del 2016 dell'export agroalimentare, recentemente resi noti dall'Istat, rappresentano un nuovo record: 38,4 miliardi (+3,9%). Nel 2015 il valore degli investimenti fissi lordi in agricoltura al Sud si e' attestato su 2 miliardi e 217 milioni (+9,6% rispetto al 2014). Nel 2015 l'occupazione agricola al Sud era pari a circa 500 mila unita' (+3,8% rispetto al 2014, pari a 18 mila persone). L'aumento ha riguardato sia i dipendenti che gli autonomi, ma al Sud sono piu' i primi nel Centro Nord i secondi. I posti di lavoro continuano a crescere anche nel 2016 (+5,8% nel primo trimestre, +6,5% nel secondo). L'aumento riguarda soprattutto i giovani under 35 (+9,1%)

Nella prima meta' del 2016 l'occupazione giovanile in agricoltura e' cresciuta dell'11,3% in Italia, e del 12,9% al Sud. Una crescita alla quale ha dato un decisivo contributo il lavoro a tempo pieno (+14,4%). Anche il peso dell'imprenditorialita' giovanile agricola e' in forte crescita: quasi 20 mila imprese il saldo positivo al Sud dei primi mesi del 2016. Il maggior contributo e' venuto dalla Basilicata, dalla Calabria e dal Molise, seguite a ruota da Campania, Sicilia e Sardegna. "Ma nonostante questi andamenti incoraggianti - spiegano Ismea e Svimez -, l'inerzia degli squilibri del passato li rende comunque insufficienti ad assicurare un adeguato ricambio generazionale. Si tratta di un fenomeno preoccupante, a cui si sta tentando di rispondere con misure dedicate al primo insediamento e con politiche di sostegno e detassazione dell'imprenditoria giovanile. L'attrazione che l'agricoltura esercita nelle giovani generazioni e' l'elemento da cui partire per rafforzare un quadro che fa ben sperare sul versante occupazionale". La diversificazione del settore agricolo si sta sviluppando sempre piu' nel corso degli ultimi anni: energie rinnovabili, agriturismo, agricoltura sociale sistemazione di parchi e giardini. Nel Sud queste attivita' connesse alle aziende agricole valgono 958 milioni e concorrono per il 5% al Valore aggiunto del settore primario. In questi ambiti, pero', il Mezzogiorno e' ancora indietro rispetto al Centro Nord: emblematico il caso degli agriturismi, che nelle aree meridionali sono meno del 20% del totale nazionale. Nel Sud le Indicazioni Geografiche Protette sono 41, le Denominazioni di Origine Protetta 65. Oltre il 70% dei riconoscimenti riguarda 4 Regioni, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. La categoria piu' numerosa e' quella degli ortofrutticoli, 47, seguita dagli oli, 26, e dai formaggi, 14.

Tra i primi 5 prodotti che in Italia determinano da soli oltre il 60% del fatturato all'origine, ve ne e' uno solo meridionale, la mozzarella di bufala. Per quanto riguarda i vini, sono Puglia e Sicilia i due bacini meridionali piu' rilevanti. Tra le prime 10 DOP solo 2 sono meridionali, Montepulciano d'Abruzzo e Sicilia. L'agricoltura nel Mezzogiorno e' orientata in prevalenza alle produzioni vegetali, molto meno alla zootecnia. Il Sud detiene, infatti, quasi la meta' (46%) del valore della produzione vegetale produzione dell'area, la zootecnia il 16,4% e le attivita' di supporto il 15,2%. I comparti piu' significativi sono le coltivazioni erbacee, il 48% delle quali e' nel Mezzogiorno, la filiera del grano duro, le coltivazioni legnose, la filiera degli agrumi, quella dell'olio d'oliva e quella del vino. Il Sud fornisce la quasi totalita' della produzione nazionale di agrumi (99,9%) e una quota rilevante della produzione olivicola e orticola, ma anche vitivinicola e cerealicola. Il 2015 e' stato un anno positivo per le produzioni di legumi del Mezzogiorno, cresciute del 4,9% rispetto al 2014, e per i cereali (+4,1%). Per aumentare la competitivita' del settore agrumicolo bisogna modernizzare le aziende, rinnovare le varieta' coltivate, investire nella commercializzazione e nel marketing. Nel settore vitivinicolo, mediamente il ricavo dei vigneti del Sud e' inferiore a quello delle regioni settentrionali e particolarmente penalizzata e' la Sicilia. Gli addetti meridionali all'agroalimentare sono il 16% del totale italiano, e le unita' locali meno del 25%. Al Sud l'agroalimentare e' forte soprattutto in Campania, ma anche, pur se in misura inferiore, in Abruzzo, Puglia (olio) e Sicilia (agrumi e vino).

Leggi Tutto »

Il 43 % degli italiani nel 2016 ha fatto la spesa nei mercati degli agricoltori

Più di 4 italiani su 10 (43%) nel 2016 hanno fatto la spesa dal contadino nei mercati degli agricoltori con un aumento record del 55% negli ultimi 5 anni, in netta controtendenza rispetto al calo dei consumi alimentari dovuto alla crisi. È quanto emerge dall'indagine Campagna Amica su dati Ipr marketing presentata a Roma all'Auditorium Parco della Musica, all'apertura del mercato degli agricoltori di Campagna Amica sfrattati dal Circo Massimo, dove aspettano di poter tornare stabilmente dopo la chiusura disposta dal Comune, contro la quale sono state già raccolte 50mila firme. Dal dopoguerra mai così tanti italiani hanno acquistato direttamente dagli agricoltori con una crescita esplosiva nell'ultimo decennio da ricondurre - sottolinea la Coldiretti - all'attenzione per il benessere e per la salute ma anche alla sostenibilità ambientale e alla volontà di difendere e valorizzare l'economia e l'occupazione del proprio territorio. L'83% degli italiani - continua l'associazione - considera l'acquisto di prodotti alimentari direttamente nei mercati degli agricoltori sicuro con una percentuale che è superiore del 23% rispetto ai supermercati e del 15% rispetto al dettaglio tradizionale. Non è un caso - precisa la Coldiretti - che l'81% degli italiani se fosse libero di scegliere preferirebbe comperare la frutta direttamente dagli agricoltori e l'88% degli italiani vorrebbe avere un mercato vicino a casa per avere più possibilità di scelta ed acquisto.

I mercati degli agricoltori - spiega Coldiretti - vengono scelti per trovare prodotti locali del territorio, cosiddetti a chilometri zero, messi in vendita direttamente dall'agricoltore nel rispetto della stagionalità dei prodotti in alternativa ai cibi che devono percorrere lunghe distanze con le emissioni in atmosfera dovute alla combustione di benzina e gasolio. Gli effetti positivi per i consumatori si fanno sentire anche sugli sprechi che vengono ridotti per la maggiore freschezza della frutta e verdura in vendita che dura anche una settimana in più, non dovendo rimanere per tanto tempo in viaggio. Oltre a ciò nei mercati dei contadini è possibile trovare specialità del passato a rischio di estinzione che sono state salvate grazie all'importante azione di recupero degli agricoltori e che non trovano spazi nei normali canali di vendita dove prevalgono rigidi criteri dettati dalla necessità di standardizzazione e di grandi quantità offerte. I mercati si sono in realtà trasformati nel tempo da luoghi di commercio a momenti di aggregazione, svago e socializzazione con lo svolgimento di variegate attività che vanno dai corsi di formazione per l'orto ai laboratori didattici per i bambini, dai cooking show con gli agrichef all'educazione con i tutor della spesa. L'Italia ha conquistato in pochi anni la leadership mondiale nei mercati contadini davanti agli Usa e Francia con la più vasta rete di vendita diretta degli agricoltori organizzata con proprio marchio del mondo grazie alla Fondazione Campagna Amica alla quale vanno riferimento oggi quasi ventimila agricoltori. In pochi anni è nata e cresciuta in Italia una rete unica a livello internazionale per dimensioni e caratteristiche che ha esteso la sua presenza dalle fattorie ai mercati, dai ristoranti al cibo di strada, dagli agriturismi agli orti urbani. Complessivamente la rete di Campagna Amica - spiega la Coldiretti - è composta da 9030 fattorie, 1135 mercati, e 171 botteghe, cui si aggiungono 485 ristoranti, 211 orti urbani e 34 punti di street food, dove arrivano prodotti coltivati su circa 200mila ettari di terreno. Nei mercati e nelle fattorie di Campagna Amica si trovano prodotti locali del territorio, messi in vendita direttamente dall'agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo di un ente terzo. "Acquistare prodotti a chilometri zero è anche un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell'ambiente e del paesaggio che ci circonda, ma anche un sostegno all'economia e all'occupazione locale", ha affermato il presidente dellaColdiretti Roberto Moncalvo

Leggi Tutto »